Venerdì 24 aprile, alle ore 17.00, presso l’Aula B1 del Polo San Rossore (Via Risorgimento 19), avrà luogo la presentazione del volume di Caterina Di Pasquale dal titolo Sant’Anna di Stazzema. Memorie di guerra, culture di pace (Donzelli Editore, 2025).

L’incontro si svolge in occasione dell’81° anniversario della Liberazione.

Introduce Fabio Dei (Università di Pisa).
Ne discutono Elena Bougleux (Università di Bergamo), Francesca Anichini e Caterina Di Pasquale (Università di Pisa).

La presentazione apre un ciclo di tre appuntamenti organizzato dalla cattedra di Antropologia Culturale, in collaborazione con il Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace (CISP) dell’Università di Pisa e con la Domus Mazziniana.

Quarta di copertina

La mattina del 12 agosto 1944, un battaglione delle SS, con il supporto di elementi repubblichini, accerchia il borgo di Sant’Anna di Stazzema e massacra gli abitanti, in una delle più atroci stragi nazifasciste compiute in Italia. La memoria di questo eccidio rappresenta, per il nostro paese, una vicenda emblematica. Il libro di Caterina Di Pasquale ne ripercorre in chiave antropologica le tappe fondamentali, a partire dal processo di rimozione strutturale che lo caratterizzò a lungo, agevolato dal ritardo dell’iter giudiziario, finché nel 1994 non vennero ritrovati 695 fascicoli sulla strage, «archiviati» a palazzo Cesi, sede degli Uffici della magistratura militare. In questa ricostruzione si intrecciano la dimensione privata e quella pubblica, le istanze nazionali e quelle locali, la storia ufficiale e quelle individuali. A prendere la parola sono le persone scampate allo sterminio, i loro familiari. Da quel 12 agosto chi è sopravvissuto non ha fatto altro che raccontare: parlando del proprio mondo distrutto ne ha celebrato il ricordo; evocando le vittime e pronunciandone i nomi le ha onorate e ha dato un senso alla vita di chi se ne è andato e di chi è rimasto. I più giovani hanno incorporato questa narrazione e l’hanno fatta propria integrandola, passando il testimone alle nuove generazioni. In questo percorso la memoria risulta attraversata da contrasti e contraddizioni, in un’ambivalenza tra dicibile e indicibile, tra pace e conflitto: tensioni vitali e da preservare, se si vuole evitare una memoria comunitaria edulcorata e normalizzata, priva del suo potere contrastivo e critico, di quella forza che permette di restare vigili sul presente e sul futuro.

 

Caterina Di Pasquale, antropologa culturale, insegna all’Università di Pisa. Si occupa di processi memoriali, di guerra e del rapporto tra memoria e storia. È nel comitato scientifico del Parco nazionale della pace di Sant’Anna di Stazzema. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “Antropologia della memoria. Il ricordo come «fatto culturale»” (il Mulino, 2018) e, curati con Fabio Dei, “Stato, violenza, libertà. La «critica del potere» e l’antropologia contemporanea” (Donzelli, 2017), “Le rievocazioni storiche. Feste civiche e cultura popolare in Toscana” (Donzelli, 2023).