Prospettive
L’International Congress of Mathematicians (ICM) è il più importante congresso mondiale della comunità matematica, si svolge ogni quattro anni e rappresenta un momento fondamentale di incontro, confronto scientifico e riconoscimento internazionale, anche perché in tale occasione vengono assegnati alcuni dei maggiori premi della matematica, tra cui la nota Medaglia Fields.
La nostra adesione alla petizione “Move the 2026 ICM out of the US” nasce anzitutto da una preoccupazione riguardante il carattere internazionale e inclusivo del congresso. Negli ultimi mesi, le politiche di ingresso negli Stati Uniti e il clima generale nei confronti di cittadine e cittadini stranieri hanno reso incerta la possibilità di partecipazione per studiosi e studiose provenienti da diversi paesi. Restrizioni sui visti, controlli rafforzati alle frontiere, possibili respingimenti o trattenimenti e una crescente imprevedibilità nelle procedure di ingresso rischiano di impedire, o comunque scoraggiare, la partecipazione di una parte significativa della comunità matematica internazionale.
Un congresso come l’ICM deve poter garantire condizioni di accesso e sicurezza il più possibile eque per tutti i partecipanti, indipendentemente dalla nazionalità, dall’origine, dalla religione, dalla provenienza geografica o dalla situazione politica del loro paese. Siamo particolarmente preoccupati per colleghe e colleghi provenienti da paesi soggetti a restrizioni, tensioni diplomatiche o forme di profilazione, nonché per chi potrebbe trovarsi esposto a controlli discriminatori o a rischi personali durante il viaggio o il soggiorno negli Stati Uniti.
La matematica è per sua natura una disciplina internazionale. La sua vitalità dipende dalla libera circolazione delle idee, dalla cooperazione tra scuole e tradizioni diverse, e dalla possibilità per ricercatrici e ricercatori di incontrarsi in condizioni di pari dignità. Quando la sede di un congresso mondiale rende difficile o rischiosa la partecipazione di una parte della comunità, il principio stesso di universalità scientifica viene indebolito.
La nostra posizione non è rivolta contro la comunità matematica statunitense, con la quale intratteniamo da sempre rapporti scientifici intensi e fecondi. Al contrario, riconosciamo il ruolo fondamentale delle colleghe e dei colleghi negli Stati Uniti e il loro contributo alla matematica mondiale. Proprio per questo riteniamo che la questione debba essere posta sul piano istituzionale: non si tratta di giudicare singoli studiosi o singole istituzioni accademiche, ma di valutare se il paese ospitante sia oggi in grado di offrire garanzie adeguate a tutte e tutti i partecipanti.
Per queste ragioni, riteniamo opportuno che l’International Mathematical Union individui una sede alternativa, capace di assicurare condizioni più sicure, accessibili e coerenti con lo spirito internazionale dell’ICM. La credibilità di un congresso mondiale dipende anche dalla sua capacità di essere effettivamente aperto all’intera comunità scientifica.
Docenti di Matematica dell’Università di Pisa firmatari dell’appello:
Andrea Bandini, Alessandro Berarducci, Jacopo Bellazzini, Giulio Bau’, Giulio Bresciani, Filippo Callegaro, Carlo Carminati, Diego Conti, Fabio Durastante, Guido Franchetti, Patrizio Frosini, Marco Ghimenti, Ilaria Lucardesi, Valentino Magnani, Marcello Mamino, Bruno Martelli, Stefano Massei, Matteo Novaga, Emanuele Paolini, Cecilia Pagliantini, Andrea Tamburelli

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