Prospettive
L’Università di Pisa è tra le migliori al mondo nello studio dell’antichità: lo conferma il QS Ranking by Subject, che la colloca al terzo posto in Italia per Classics and Ancient History. Un risultato che riflette un’idea precisa: studiare le civiltà antiche non significa guardare al passato con nostalgia, ma acquisire strumenti per interpretare il presente in modo più consapevole e critico.
A Pisa, le discipline classiche si studiano all’interno di un percorso solido e aggiornato, che trova il suo sviluppo nella laurea magistrale in Filologia e Storia dell’Antichità, costruita sulla collaborazione tra i dipartimenti di area umanistica Filologia, Letteratura e Linguistica e di Civiltà e Forme del Sapere.
Qui lo studio dell’antico è tutt’altro che astratto: significa confrontarsi con la complessità delle fonti, utilizzare metodi diversi e partecipare attivamente a seminari, laboratori e progetti di ricerca in una interdisciplinarità reale e operativa. Filologia e Storia diventano così strumenti per comprendere non solo i testi, ma anche i processi culturali che, dall’antichità a oggi, hanno plasmato il mondo mediterraneo e vicino-orientale.
Il percorso è sostenuto da un corpo docente attivo nella ricerca internazionale, che porta nella didattica domande, metodi e risultati sempre aggiornati. Ma non è qualcosa di già dato una volta per tutte: si costruisce ogni giorno nel dialogo tra docenti e studenti, dentro le aule, nei seminari, nei laboratori. Le domande, gli interessi e le prospettive di chi studia diventano parte attiva della vita del corso, contribuendo a orientarlo e a rinnovarlo continuamente.
In questo senso, la laurea magistrale in Filologia e Storia dell’Antichità non è solo un luogo di formazione, ma uno spazio condiviso di ricerca e crescita, in cui anche i docenti trovano nuovi stimoli, nuove domande e nuove direzioni. Perché studiare l’antico, a Pisa, significa farlo insieme.
A rendere ancora più ricca l’esperienza contribuisce il contesto pisano: una città a misura di studente, con biblioteche, musei e istituzioni culturali che estendono l’apprendimento oltre le aule. A questo si affianca una forte dimensione internazionale: programmi di scambio, mobilità Erasmus e una comunità studentesca eterogenea inseriscono lo studio dell’antichità in una prospettiva globale, fondata sul confronto tra culture e approcci diversi.
È grazie a questo insieme di fattori che Pisa si conferma tra le eccellenze nel panorama nazionale e internazionale. E che scegliere di studiare il mondo antico, oggi, può essere una delle decisioni più attuali.

Altre News
Fotonotizia

Visori per realtà virtuale, microscopi che proiettano su maxischermi, plastici con riproduzioni di ambienti reali come di Piazza dei Miracoli. Tutto questo e non solo è l'EARTH LAB, un nuovo laboratorio didattico dedicato alle geoscienze inaugurato giovedì 23 aprile al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa.
L’EARTH LAB nasce come laboratorio aperto a scuole, insegnanti, imprese, enti pubblici e cittadini, con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica e ambientale e favorire il dialogo tra università e società. La sua realizzazione è stata possibile grazie al finanziamento di TAUW, società di ingegneria e consulenza ambientale, a conferma del forte legame tra università e mondo del lavoro.
Video
ll frammento dell’Iliade di Omero rinvenuto su una mummia di epoca greco-romana in Egitto non era un testo destinato ad accompagnare il defunto nel suo viaggio nell’aldilà, ma un semplice elemento funzionale alla mummificazione. A chiarirlo è Gianluca Miniaci, egittologo dell’Università di Pisa, commentando il recente ritrovamento avvenuto nella necropoli di Ossirinco, non lontano dall’area in cui l’Ateneo pisano conduce ricerche archeologiche dal 2015.






