Mercoledì 22 aprile, alle ore 17.00, presso la Domus Mazziniana, avrà luogo la presentazione del volume di Dino Messina (scrittore e giornalista del “Corriere della Sera”) dal titolo “La Repubblica nasce in via Solferino” (Solferino Libri, 2026).
Dialoga con l’Autore Chiara Nencioni (docente nei licei e studiosa della Resistenza).
Modera Pietro Finelli (direttore scientifico della Domus Mazziniana).
L’evento dà inizio al ciclo di incontri organizzato della Domus Mazziniana in collaborazione con l’Associazione Mazziniana Italiana e dedicato agli 80 anni della Repubblica.
Il volume, pubblicato in occasione del 150° anniversario dalla fondazione del “Corriere della Sera”, ripercorre l’azione di Mario Borsa, il direttore scelto nel 1945 dal Comitato di liberazione nazionale Alta Italia che orientò il quotidiano in senso repubblicano e contro la monarchia, troppo compromessa con il passato regime.
Una pagina della storia nazionale che ha visto intrecciarsi i destini di un giornale e quelli del Paese.
La partecipazione è libera e gratuita fino a esaurimento posti.
L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali Facebook e YouTube della Domus Mazziniana.
Quarta di copertina
Un giornale non è soltanto specchio di un Paese, ma ha una propria personalità che deriva dal suo atto di nascita. E questo vale in particolare per il «Corriere della Sera», il cui primo numero uscì 150 anni fa, il 5 marzo 1876. Come scrisse Mario Borsa, il grande direttore della Liberazione, la vocazione del «Corriere» era la moderazione. Non timorosa, ma costruttiva, ottimista.
Il giornale fondato da Eugenio Torelli Viollier, un garibaldino deluso dai velleitarismi del Risorgimento, si rivolgeva alla borghesia di Milano, che già in quello scorcio dell’Ottocento ambiva al titolo di «capitale morale» dell’Italia. Ma fu soprattutto all’insegnamento di Luigi Albertini, il giornalista liberale estromesso dal fascismo nel 1925, che Borsa si rifece quando, sconfitta la dittatura, venne chiamato nel 1945 dal Comitato di liberazione nazionale Alta Italia a guidare il quotidiano di via Solferino. Il direttore azionista, anche se non prese mai la tessera di partito, già prima che fosse indetto il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, orientò il più importante quotidiano italiano in senso repubblicano e contro la monarchia, troppo compromessa con il passato regime. Da quel momento la storia del giornale, con oscillazioni ora a destra ora a sinistra, è stata la storia di un grande gruppo liberale che ha interpretato i cambiamenti sociali e politici e ha accettato le sfide della modernità.
Dino Messina è un giornalista che scrive libri di storia. Tra i saggi usciti per l’editore Solferino, “Italiani due volte” (2019), dedicato alle foibe e all’esodo istriano-dalmata, “Italiani per forza” (2021), sull’unità nazionale e le dispute neoborboniche, “Controversie per un massacro” (2024), su via Rasella e le Fosse Ardeatine, e Piazzale Loreto, “I due volti della Liberazione” (2025). Nel novembre 2024 l’Istituto nazionale per la Storia del Risorgimento gli ha assegnato il premio per la divulgazione storica. Cura il blog lanostrastoria sul sito del «Corriere della Sera», giornale dove ha lavorato per trent’anni.