Mercoledì 6 maggio alle 17.00 alla Domus Mazziniana (via Massimo d’Azeglio 14), si tiene la presentazione del volume di Ignazio Veca (Università di Pavia) dal titolo “Il Discorso del Rabbino. Storia del plagio alle origini dell’antisemitismo moderno” (Il Mulino, 2025).
Oltre all’autore, intervengono Alberto Mario Banti (Università di Pisa), Carlotta Ferrara degli Uberti (Università di Pisa – CISE) e Sante Lesti (Università di Pisa – CISE).
Il volume, che inaugura la collana “Falsi e impostori” della casa editrice Il Mulino, ricostruisce la storia del più importante apocrifo antisemita della fine dell’Ottocento: il cosiddetto Discorso del Rabbino, testo che contribuì in maniera determinante alla diffusione del mito di un complotto ebraico per la conquista del mondo.
L’incontro fa parte del ciclo “Ebrei ed Ebraismo. Le parole per parlarne”, promosso dal CISE – Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici “M. Luzzati” dell’Università di Pisa in collaborazione con la Domus Mazziniana, nell’ambito del programma “Clioscopio. I problemi del Presente, lo sguardo della Storia”.
Referenti del ciclo: Serena Grazzini, Carlotta Ferrara degli Uberti, Pietro Finelli.
L’accesso all’evento è libero, senza barriere architettoniche, e gratuito.
L’evento sarà trasmesso in diretta sui canali Facebook e Youtube della Domus Mazziniana.
Ignazio Veca insegna storia contemporanea nell’Università di Pavia. Ha pubblicato «Il mito di Pio IX. Storia di un papa liberale e nazionale» (Viella, 2018) e «La congiura immaginata. Opinione pubblica e accuse di complotto nella Roma dell’Ottocento» (Carocci, 2019).
Quarta di copertina
Una notte, in un vecchio cimitero ebraico, un gruppo di uomini si stringe attorno alla tomba di un maestro della Cabala. Parlano sottovoce. Il più vecchio, un Grande Rabbino — o così viene chiamato — espone un piano di conquista. Non una conquista qualunque: la presa del mondo intero. Nessuno sapeva dove si trovasse davvero quel cimitero, né quando fosse accaduta la scena, né tantomeno chi avesse potuto assistervi. Eppure, il racconto si diffuse. Più potente della storia. Più conveniente della realtà. E la finzione produsse effetti terribili.
Parigi, luglio 1881. Su una rivista cattolica compare per la prima volta il Discorso del Rabbino, un testo che ben presto diventerà uno degli apocrifi cospirazionisti più diffusi tra Ottocento e Novecento. Questo documento fittizio offre al pubblico europeo un’idea sconvolgente: una macchinazione ebraica per conquistare il potere globale. Ma come è nato e si è diffuso questo mito pericoloso? Quali eventi storici e sociali hanno alimentato l’odio antiebraico sotto una nuova veste? E quale ruolo hanno avuto la stampa, la propaganda e le dinamiche politiche dell’epoca? Attraverso un’analisi rigorosa e appassionante, Ignazio Veca ci guida alla scoperta della storia di una delle più tenaci teorie del complotto, tra fonti autentiche e contraffazioni, verità storica e costruzione ideologica.