Lunedì 15 settembre, alle ore 18.00, presso il cinema Lumière (Vicolo dei Tidi 6), avrà luogo la presentazione del volume di Tommaso Greco dal titolo “Critica della ragione bellica. Pensare alla pace a partire dalla pace” (Laterza, 2025).
L’evento è a cura della Libreria Pellegrini, con il patrocinio di RUniPace – Rete Universitaria per la pace e del CISP – Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace dell’Università, e si svolge nell’ambito della manifestazione Piccolo festival della fiducia.
Programma
Giovanni Carletti (Edizioni Laterza) dialoga con l’Autore Tommaso Greco
Saluto introduttivo di Enza Pellecchia (Prorettrice coesione comunità universitaria e diritto allo studio)
Interviene Riccardo Zucchi (Rettore dell’Università di Pisa).
Quarta di copertina
Dobbiamo difenderci! Dobbiamo armarci per difendere la nostra democrazia, la nostra cultura, la nostra civiltà, la nostra pace. Negli ultimi mesi lo sentiamo ripetere continuamente, precipitando di nuovo nel clima forgiato dall’antico adagio «se vuoi la pace, prepara la guerra». E se invece iniziassimo a pensare la pace a partire dalla pace e non dalla guerra? Non è forse la guerra l’interruzione della pace?
Solo pochi anni fa, nessuno avrebbe potuto immaginare che ci saremmo ritrovati all’improvviso in un clima di guerra. Politici, intellettuali e giornalisti fanno a gara per trovare argomenti a favore del riarmo e per convincerci che dobbiamo riscoprire il nostro ‘spirito bellico’. In un mondo in cui il motto più ripetuto è «si vis pacem, para bellum» è diventato allora particolarmente urgente domandarsi se si possa pensare la pace a partire dalla pace e non dalla guerra. È possibile solo se mettiamo la pace al principio e non alla fine, così da impedire di giustificare in suo nome atti e comportamenti che la rendono sempre più precaria, se non addirittura irraggiungibile. Occorre ragionare sui mali del mondo, e sulla guerra in particolare, cambiando il nostro punto di vista e muovendo da un presupposto diverso rispetto a quello che ci vuole nemici gli uni degli altri. Perché è la guerra a essere l’interruzione della pace, e non viceversa. E perché non è affatto vero che la guerra appartenga alla ‘natura’ degli esseri umani. Occorre quindi contrastare la ‘narrazione’ che relega la pace nell’‘utopia’ o nell’‘ideale’.
Non c’è nulla di naturale nella guerra, e nemmeno nella pace. Ci sono solo le scelte che vengono compiute dai governanti e da chi li sostiene.
Tommaso Greco è professore ordinario di Filosofia del diritto nell’Università di Pisa, dove dirige il Centro Interdipartimentale di Bioetica, e direttore scientifico del Piccolo Festival della fiducia. Nel 2024 gli è stato assegnato il Premio Bartolo da Sassoferrato per le scienze giuridiche e politico-sociali, sezione “Pensare la pace”. Dirige la collana “Bobbiana” dell’editore Giappichelli e la rivista di storia della filosofia del diritto “Diacronìa”. Tra le sue più recenti pubblicazioni, L’orizzonte del giurista. Saggi per una filosofia del diritto ‘aperta’ (Giappichelli 2023). Per Laterza è autore di La legge della fiducia. Alle radici del diritto (2021, Premio Nazionale Letterario Pisa 2022 per la saggistica) e Curare il mondo con Simone Weil (2023)