Martedì 9 e mercoledì 10 dicembre avrà luogo a Pisa il convegno dal titolo “Attraverso i confini, dentro i confini”.

L’evento è organizzato dal Dipartimento di Ricerca Traslazionale e Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia e dal Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace dell’Università.

L’intento è quello di esplorare le diverse forme di detenzione in Italia, dai Centri di Permanenza per il Rimpatrio alle strutture carcerarie, considerate come parte di un sistema complesso di contenimento e separazione che attraversa confini giuridici, materiali e simbolici, nonché analizzare il loro ruolo nella gestione delle marginalità sociali, spesso costruite lungo linee di cittadinanza, razza, classe, genere e salute mentale.

L’evento vuole proporre uno sguardo critico e multidisciplinare sulle forme contemporanee del confinamento e sui meccanismi di inclusione ed esclusione che esse producono. Attraverso il dialogo tra ricerca accademica, pratiche sociali e testimonianze dirette, l’iniziativa intende interrogare l’efficacia, la legittimità e le possibili trasformazioni dei dispositivi di privazione della libertà. L’obiettivo è creare uno spazio di confronto capace non solo di mettere in luce le criticità attuali, ma anche di generare immaginari e pratiche che rimettano al centro diritti, salute e dignità delle persone.

Martedì 9 dicembre il convegno si svolgerà dalle ore 14.00 alle ore 18.30 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Politiche (Via Serafini). Il tema affrontato sarà quello della detenzione amministrativa delle persone migranti: si indagherà su come confini esterni, interni e interiorizzati creino nuove forme di esclusione e disuguaglianza e influenzino l’accesso ai diritti e alla salute.

Mercoledì 10 dicembre il convegno di svolgerà sempre dalle ore 14.00 alle ore 18.30, stavolta presso l’Aula A del Polo Congressuale “Le Benedettine”. In questa seconda giornata sarà oggetto di trattazione il carcere come istituzione ambivalente: luogo di reclusione ma anche paradossalmente di primo accesso a servizi essenziali da parte di persone marginalizzate.

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