In occasione del Salone Internazionale del Libro 2026, venerdì 15 maggio, alle ore 12.45, presso la Sala Madrid del Lingotto Fiere di Torino, avrà luogo l’incontro dedicato alla presentazione del volume a cura del prof. Saulle Panizza (ordinario di Diritto costituzionale e pubblico dell’Università di Pisa e direttore del Cidic – Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura) dal titolo “Al voto – 2 giugno 1946. La voce delle donne, la scelta di un paese” (Pisa University Press, 2026).
L’evento è organizzato dall’Università di Pisa in collaborazione con il Consiglio Regionale della Regione Toscana.
Il 2 giugno del 1946 le donne hanno potuto esercitare il diritto di voto per la prima volta. Quel gesto, semplice ma rivoluzionario, ha segnato il loro ingresso pieno nella vita democratica del Paese. Non fu solo un momento decisivo della storia politica italiana, ma anche un passo fondamentale nel riconoscimento dei diritti, della partecipazione e dell’effettiva cittadinanza delle donne. L’elezione di alcune di esse nei consigli comunali e a sindache, e ancor più delle 21 Madri costituenti, segnò una svolta nella vita pubblica e istituzionale del Paese. A distanza di ottant’anni, in un contesto sempre più marcato da un accentuato astensionismo, l’equilibrio di genere, sia nella rappresentanza politica sia nella dimensione socio-economica, è ancora però lontano dall’essere raggiunto.
Programma
Intervengono:
Annalisa Cuzzocrea
Cathy La Torre
Agnese Pini
Modera l’incontro
Gianna Fregonara
L’ingresso sarà garantito fino a esaurimento posti disponibili.
Quarta di copertina
In Italia, furono gli anni 1945-1946 a sancire l’estensione alle donne del voto, dapprima come diritto di votare (decreto n. 23/1945), poi anche come diritto di essere elette (decreto n. 1/1946 per le amministrazioni locali, decreto n. 74/1946 per i componenti dell’Assemblea costituente).
L’elezione di alcune di esse nei consigli comunali e a sindache, e ancor più delle 21 Madri costituenti, segnò una svolta nella vita pubblica e istituzionale del Paese. A distanza di ottant’anni, in un contesto sempre
più marcato da un accentuato astensionismo, l’equilibrio di genere, sia nella rappresentanza politica sia nella dimensione socio-economica, è ancora però lontano dall’essere raggiunto.