Da venerdì 27 marzo a domenica 29 marzo, presso la Scuola Normale Superiore, avrà luogo il convegno dal titolo “La scienza tra guerra e pace. Percorsi di storia e di educazione civica”.

L’evento si avvale dei patrocini dell’Università di Pisa e dell’Università di Urbino, della Scuola Normale Superiore di Pisa, dell’Unione Matematica Italiana, della Società Italiana di Fisica e la collaborazione di Sanoma Italia.

Saranno due i temi oggetto di trattazione.

Innanzi tutto si cercherà di capire come, in prospettiva storica, è cambiato il contributo alle operazioni militari di scienza e scienziati: dalla costruzione della bomba atomica nel 1945, o epoche ancora precedenti, ad oggi.

Se un tempo era radicata l’immagine di una scienza che lavora per il progresso dell’umanità (la scienza di Louis Pasteur e di Madame Curie o, venendo ai nostri tempi, dei ricercatori in lotta contro il tempo per realizzare il vaccino anti-Covid) adesso, persino la ricerca pura (quella dei matematici, per esempio, con formule e simboli che sembrano così lontani dalla realtà) sembra avere un “dual use” ed essere sfruttata tanto in ambito civile quanto in quello militare (si pensi all’esempio dei droni).
Diventa perciò fondamentale fornire agli studenti un’immagine della scienza vicina alla realtà, non per allontanarli da uno dei principali motori del benessere dell’umanità ma al contrario perché siano più attrezzati a capire ciò che sta succedendo e con cui sicuramente avranno a che fare come cittadini.

In secondo luogo, si affronterà un quesito importante dell’attuale panorama scientifico.
Oggi accade che una società privata satelliti nello spazio per sviluppare un progetto aziendale che prevede la gestione delle comunicazioni satellitari e l’organizzazione di viaggi interplanetari. E potenti società private, le cosiddette Big Tech (Apple, Google, Amazon, Facebook, Microsoft), investono nel campo dell’intelligenza artificiale, in quello biologico o delle neuroscienze cifre che tendono a monopolizzare la ricerca di base. Il rischio è che la ricerca svolta nelle università e nei centri di ricerca pubblici diventi marginale e che in prospettiva quella trainante sia la ricerca realizzata nei laboratori industriali.

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Per la partecipazione è necessaria l’iscrizione. Iscriviti

Dietro prenotazione, le studentesse e gli studenti possono beneficiare di un ingresso gratuito a singole sessioni.
Per prenotare scrivere all’indirizzo email silvia.benvenuti@unipi.it indicando il proprio nome e la sessione di interesse