Mercoledì 25 marzo, alle ore 17.00, presso la Domus Mazziniana (Via M. D’Azeglio 14), avrà luogo la presentazione del volume di Riccardo Di Segni (rabbino di Roma e già direttore del collegio rabbinico italiano) e Gad Lerner (giornalista e saggista) dal titolo “Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente” (Feltrinelli, 2025).

L’evento è organizzato dal Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici “Michele Luzzati” dell’Università in collaborazione con la Domus Mazziniana.
Sarà possibile assistere anche in diretta streaming sui canali Facebook e YouTube della Domus Mazziniana.

Programma

Saluti istituzionali
Serena Grazzini, direttrice del Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici “Michele Luzzati” (CISE)
Paolo Mancarella, presidente della Domus Mazziniana

Discussione sul volume
Gli Autori a confronto con Michele Battini (SNS, CISE) e Carlotta Ferrara degli Uberti (CISE).

Quarta di copertina

Il rabbino capo di Roma e un ebreo che ha assunto posizioni critiche su Israele in guerra si confrontano sulla tragedia in corso e sulle divisioni dell’ebraismo contemporaneo. Affrontano temi di cruciale attualità: le sofferenze di tutte le popolazioni coinvolte nel conflitto, il sionismo religioso, il nuovo antisemitismo, il rapporto difficile con la Chiesa cattolica, la sospetta ammirazione delle destre nazionaliste per Israele, il divorzio degli ebrei dalla sinistra, i rapporti fra la diaspora e lo Stato ebraico, la piaga del fanatismo. I giudizi restano distanti anche sulle polemiche che hanno agitato le Comunità ebraiche italiane dopo la pubblicazione di un appello contro la pulizia etnica sottoscritto da una minoranza di dissidenti. L’ebraismo è al tempo stesso una religione, una cultura e una nazione, ma in che misura questi aspetti possono coesistere senza entrare in conflitto? Ebrei in guerra ha dunque molteplici significati; perché se è vero che Israele chiama gli ebrei a essere coinvolti nella sua guerra, altrettanto vero è che il dissenso interno dà luogo a lacerazioni profonde. Un libro che si cimenta con le domande che tutti si pongono. Perché la vicenda millenaria degli ebrei resta centrale nel nuovo tempo di guerra, e dunque ci riguarda da vicino. Il rabbino capo di Roma e un intellettuale ebreo dissidente si confrontano sulle divisioni che la guerra sta provocando all’interno del mondo ebraico e sul destino dello Stato di Israele. “Siamo sull’orlo di una guerra civile e non si creda che una guerra civile sia impensabile fra gli ebrei.”