Rifiuti

L’Università di Pisa si impegna a ridurre la produzione di rifiuti e a potenziare la raccolta differenziata all’interno dell’Ateneo, in linea con gli Obiettivi 11 – Città e comunità sostenibili e 12 – Consumo e produzione responsabili dell’Agenda 2030, che promuovono modelli di gestione sostenibili dei rifiuti e pratiche di consumo più responsabili.

Obbiettivo 11 Città e comunità sostenibiliObbiettivo 12 Consumo e produzione

n0w – Nearly Zero Waste

Il progetto “n0w (Nearly Zero Waste)” avviato dalla CoSA con CONAI, Contarina e il Comune di Pisa, mira a ridurre la produzione di rifiuti urbani e a massimizzare la raccolta differenziata all’interno delle strutture universitarie. Attraverso progettazione, attrezzature adeguate, comunicazione e sensibilizzazione, l’iniziativa favorisce comportamenti virtuosi e l’adozione di buone pratiche in tutta la comunità accademica.

Per facilitare il corretto conferimento dei rifiuti ogni cestino della differenziata dispone di un QR code che rimanda al Manuale sul corretto conferimento dei rifiuti.

Seguendo la gerarchia europea dei rifiuti, che pone la prevenzione al primo posto, l’Ateneo promuove azioni concrete per diminuire la quantità di rifiuti prodotti e procedere alla raccolta differenziata anche durante gli eventi (convegni, seminari etc) in linea con le Linee guida sugli eventi sostenibili dell’Ateneo.

Verso un Ateneo plastic-free

La riduzione della plastica monouso è una delle azioni più concrete e misurabili dell’impegno dell’Ateneo.
Nel 2025, in soli 4 mesi i nuovi erogatori dell’acqua  installati nelle sedi universitarie hanno erogato circa 324.800 litri di acqua, equivalenti a 649.600 bottiglie di plastica da mezzo litro (dati Acquaviva). In termini ambientali ciò implica un risparmio stimato di circa 6,5 tonnellate di plastica in pochi mesi. Inoltre, l’acqua erogata è costata complessivamente circa 1.500 €, mentre la stessa quantità acquistata in bottigliette avrebbe comportato una spesa non inferiore a €162.000 . Una scelta che si traduce, per la popolazione universitaria, in un risparmio economico stimato fino a 100 volte rispetto al consumo equivalente di acqua in plastica.

Tramite l’Artificial Intelligence, l’Ateneo monitora il corretto conferimento

Grazie alla piattaforma Nando, e alla fondamentale collaborazione del personale delle ditte addette alla pulizia, l’Ateneo monitora un campione di cestini della raccolta indifferenziata e differenziata dislocati in varie strutture dell’Ateneo per disporre di dati utili all’implementazione di azioni correttive e di sensibilizzazione ulteriore. Secondo gli ultimi dati disponibili (fine di gennaio 2026), la raccolta differenziata è pari in media all’85% con picchi superiori al 90%, ma rimangono ancora margini di miglioramento, perché secondo i dati disponibili, il 99% di quello che viene gettato nell’indifferenziata è differenziabile.

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Gestione responsabile dei rifiuti speciali

Le attività di ricerca, didattica e servizio dell’Ateneo generano anche rifiuti speciali (chimici, biologici, elettronici). La loro gestione avviene in conformità con la normativa vigente, e si lavora per accrescere la sensibilità e le corrette prassi di conferimento tra il personale, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli impatti ambientali.
Per promuovere corrette prassi nella gestione dei rifiuti speciali in Ateneo è stato redatto un apposito Manuale, disponibile (unitamente ad altre informazioni utili) nella pagina del sito dell’Ufficio Sicurezza e Ambiente di Ateneo.

Tra le azioni finalizzate alla riduzione della produzione di rifiuti speciali, si segnala che è stato creato un “mercatino elettronico dei reagenti e dei materiali di consumo per laboratori”, con lo scopo di rendere disponibili prodotti integri ed ancora utilizzabili di gruppi di ricerca che non ne fanno più uso, per le strutture di Ateneo che ne avessero necessità.

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Si occupano di questa azione