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Martedì 26 aprile è venuto a mancare il professor Vittorio Frosini. Allievo del professor Enzo Butta nell'Istituto di Chimica Industriale e Applicata, è stato professore ordinario di Chimica applicata e poi di Scienza e Tecnologia dei Materiali all'Università di Pisa. Insieme al professor Butta, ha collaborato con il premio Nobel Giulio Natta per lo studio delle proprietà meccanico-dinamiche dei polimeri, un settore nel quale il loro contributo scientifico ha avuto rilevanza mondiale.
 
Con l'Istituzione del Dipartimento di Ingegneria Chimica, Chimica Industriale e Scienza dei Materiali, ne è diventato il primo direttore. In seguito è stato uno dei fondatori del Centro Interdipartimentale di Ingegneria dei Materiali dell'Università di Pisa, del quale è stato anche il primo direttore. È stato anche parte attiva del gruppo di docenti e ricercatori che ha fondato l'AIMAT, l'Associazione Italiana di Ingegneria dei Materiali.
 
Costretto da una malattia improvvisa a una grave invalidità, ha chiesto il pensionamento anticipato. In questi lunghi anni è stato assistito dalle amorevoli cure del figlio Daniele.

Schermata 2022 04 26 alle 09.16.01La Costituzione italiana tradotta in lingua ucraina e messa a disposizione, con testo in open access liberamente scaricabile, degli studenti e della popolazione in fuga dalla guerra. L’iniziativa, corredata dall’introduzione della ministra Maria Cristina Messa, è dell’Università di Pisa e ha l’obiettivo, come ricorda il rettore Paolo Maria Mancarella, “di dare un concreto segnale di attenzione e vicinanza, per facilitare il dialogo tra le culture e per concorrere all’integrazione delle ucraine e degli ucraini che si stanno rifugiando nel nostro Paese”.

Edita dalla casa editrice dell’Ateneo, la Pisa University Press, la pubblicazione, che sarà proposta per un possibile inserimento sulla piattaforma del Senato dove non risultano traduzioni in ucraino, è a cura dei professori Saulle Panizza e Roberto Romboli, con traduzione in ucraino di Oleksandra Rekut, ricercatrice madrelingua con specifiche competenze linguistiche. Sarà presentata giovedì 28 aprile, alle ore 15, in un incontro dal titolo “I Valori dell’Accoglienza” trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube dell’Università di Pisa. Parteciperanno il rettore Paolo Maria Mancarella, il ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, l’assessora a Istruzione, Formazione, Università e Ricerca della Regione Toscana, Alessandra Nardini, e il direttore del Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura dell’Ateneo Pisano, Saulle Panizza.  Il dibattito sarà moderato da Gianna Fregonara, giornalista de “Il Corriere della Sera”.

“Già a inizio marzo – sottolinea il professor Saulle Panizza - il Ministero dell’Istruzione ha suggerito, tra le prime indicazioni per l’accoglienza degli studenti ucraini in arrivo nel nostro Paese, l’utilizzo di materiale didattico bilingue. È allora parso giusto offrire a quelle ragazze e a quei ragazzi il testo della nostra Costituzione con la traduzione nella loro lingua, anche quale strumento di prima integrazione, messo a disposizione delle scuole e degli insegnanti chiamati a far fronte al disagio e al dramma di questa situazione. Un intervento di natura culturale, come si conviene in particolare a un Ateneo e al suo Centro per la diffusione della cultura, che con l’aiuto degli uffici scolastici e delle scuole può già ora tradursi in uno strumento di reciproca conoscenza e condivisione".

Un gesto dall’alto valore simbolico di accoglienza, coinvolgimento e integrazione, dunque, che ha trovato nell’Ateneo pisano la sua sede naturale. “Lo scorso anno -   precisa il rettore Paolo Mancarella - inaugurando la Rete delle Università per la Pace (www.runipace.org) l’Università di Pisa – che assieme a quella di Brescia ne è stata la promotrice – ha preso un impegno destinato a lasciare un segno indelebile nella storia del sistema universitario italiano: quello di promuovere lo sviluppo di una cultura della pace che permetta un approccio non violento alla risoluzione dei conflitti”. Anche da questa impostazione è derivata nelle ultime settimane la volontà di attivarsi come Ateneo con azioni concrete di supporto psicologico, di sostegno accademico e di benefici economici a favore delle studentesse e degli studenti, delle docenti e dei docenti vittime della guerra.

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Bocci GuidoLa personalizzazione delle cure oncologiche rappresenta una delle sfide più importanti della ricerca clinica. Uno dei limiti è che per i trattamenti chemioterapici sono poco conosciuti fattori predittivi di risposta, cioè elementi in grado di consentire anticipazioni e previsioni, grazie ai quali sarebbe possibile selezionare meglio i pazienti, da sottoporre quindi a terapie ancora più attive e mirate.

Nell’ ambito di questo filone di ricerca, sono stati recentemente pubblicati su una prestigiosa rivista internazionale, “Nature partner journal (npj) Breast Cancer”, i risultati di uno studio condotto dalla struttura complessa di Oncologia di Livorno e Pontedera dell’Azienda USL Toscana nord ovest, in collaborazione con la Farmacologia dell’Università di Pisa, che aveva come obiettivo quello di individuare dei fattori molecolari predittivi di risposta a un trattamento chemioterapico in associazione ad un anticorpo monoclonale, il bevacizumab, nelle pazienti con diagnosi di tumore della mammella in stadio avanzato.

“L’importanza di questo studio - evidenzia il professor Guido Bocci (nella foto in alto), associato di Farmacologia del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università di Pisa - risiede nell'aver individuato possibili biomarcatori di risposta al bevacizumab, un farmaco antiangiogenico utilizzato in questo setting di pazienti e di aver contribuito a chiarire il ruolo di tale anticorpo monoclonale nella gestione terapeutica delle pazienti. Infatti, a differenza dei precedenti studi pubblicati, abbiamo utilizzato una nuova metodica di analisi dei dati farmaco-genetici che prende in esame più mutazioni della via del segnale dato dal fattore di crescita angiogenico VEGF e la relazione tra di esse e la sopravvivenza delle pazienti. Vorrei ringraziare quindi le mie più strette collaboratrici, le dottoresse Paola Orlandi e Marta Banchi, per il loro prezioso contributo”.

Coltelli Luigi“E’ uno studio – aggiunge il dottor Luigi Coltelli (nella foto al centro), oncologo dell’ospedale di Livorno, responsabile dell’analisi clinica dei dati e primo autore dell’articolo – che ha visto coinvolte oltre 200 pazienti da tutte le strutture del Dipartimento Oncologico della nostra Azienda e da numerose altre in Italia. Anche l’Oncologia Ospedaliera Universitaria Pisana ha contribuito in maniera rilevante. È stato così individuato un profilo genetico che sembrerebbe predire la risposta al bevacizumab nelle pazienti con tumore della mammella in stadio avanzato”.

“Siamo – continua il dottor Coltelli – ancora nell’ambito di risultati sperimentali che necessitano di conferme. Stiamo quindi pianificando uno studio clinico disegnato ad hoc per validare ciò che abbiamo osservato. L’ auspicio, se i risultati saranno confermati, è quello di arrivare un giorno a selezionare meglio le pazienti da sottoporre a questo trattamento attraverso un prelievo di sangue e un’analisi genetica”.

“E’ stato possibile realizzare lo studio – aggiunge il dottor Giacomo Allegrini (nella foto in basso), direttore del Dipartimento Oncologico dell’Azienda USL Toscana nord ovest – grazie a una fattiva collaborazione che da anni stiamo portando avanti con l’ Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, in particolare con la Farmacologia universitaria e con l’Oncologia medica. Con i colleghi ci unisce una stima reciproca e una sincera amicizia, che ci permettono da sempre di lavorare insieme da un punto di vista clinico e scientifico. E’ una partnership che intendiamo rafforzare ancora di più. Penso che sia naturale, per due Aziende che hanno gli stessi obiettivi di sviluppo per la ricerca in ambito oncologico”.

Allegrini Giacomo

“Vorrei ricordare – conclude Allegrini – che lo studio è stato possibile grazie all'impegno di medici e ricercatori e al supporto economico fornito dalla Fondazione per le Attività di Ricerca in Oncologia (FARO), attiva in Valdera, e con fondi dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) a cui va il nostro grazie. Dobbiamo inoltre ringraziare in maniera particolare l' Associazione "Amici di Antonella" e gli "Amatori Peccioli-Associazione Ruggero Nocchi" per le loro iniziative raccolta fondi, senza cui non sarebbe stato possibile portare avanti questo importante studio. Da non dimenticare poi, nei ringraziamenti, i pazienti e i loro familiari, che affrontano con dignità e coraggio ogni giorno le terapie oncologiche”.

“Voci libere in URSS” è il titolo del progetto di ricerca e del portale web (vocilibereurss.fupress.net) realizzati dai professori Marco Sabbatini dell’Università di Pisa e Claudia Pieralli dell’Università degli Studi di Firenze per analizzare la letteratura, il pensiero e le arti indipendenti in Unione Sovietica, con gli echi in Occidente, nel periodo compreso tra 1953 e 1991. Presentato a Pisa mercoledì 20 aprile nella sede del Dipartimento di Filologia Letteratura e Linguistica, il progetto è dedicato alle molteplici voci della cultura indipendente e del dissenso sovietico nel secondo Novecento.

Lo studio propone una concettualizzazione dell’intero fenomeno, articolato in due principali aree tematiche: una dedicata alle “Voci libere” in URSS e la seconda incentrata sulla ricezione occidentale. Le diverse manifestazioni della “seconda cultura” (quella non ufficiale e indipendente) e del dissenso sovietico sono testimoniate in primo luogo da una produzione clandestina di testi (samizdat), corroborata poi dalle pubblicazioni d’oltrecortina (tamizdat). La seconda area d’indagine approfondisce lo spettro della ricezione occidentale, nel dibattito formatosi all’interno dello schema ideologico della Guerra Fredda. In tal senso, si rileva il ruolo determinante svolto dall’Occidente nel dare risonanza alla sfida culturale rappresentata dal dissenso, nelle sue diverse manifestazioni libere della parola e dei linguaggi artistici. I contributi presenti nel portale si qualificano sia come saggi critici e schede bio-bibliografiche, sia come pubblicazione di repertori d’archivio e spogli di riviste, frutto delle indagini condotte sul campo da un gruppo coordinato di specialisti a livello internazionale.

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Un momento dell'inaugurazione della mostra.

Sempre il 20 aprile, e in perfetta attinenza con il progetto di ricerca sulle “Voci libere in URSS”, a Palazzo Matteucci è stata inaugurata la mostra dal titolo “Sacharov. I diritti umani nel cuore dell'Europa”, che esplora la dimensione europea del Premio Nobel per la Pace del 1975. L'impegno politico del fisico russo Andrej Sacharov, attraverso sua lotta civile in epoca sovietica, si identifica con la coscienza illuminata rimasta attuale fino ai giorni nostri.

L’esposizione, che resterà aperta fino al 6 maggio con ingresso libero, si compone di due parti. La prima è dedicata ad Andrej Sacharov come grande figura del Novecento, uomo di scienza, dissidente, impegnato nella lotta per i diritti umani e per la democratizzazione del sistema sovietico. La seconda è dedicata alle personalità che sono state insignite del “Premio Sacharov per la libertà di pensiero”, istituito dal Parlamento europeo nel 1988 allo scopo di premiare personalità o organizzazioni che abbiano dedicato la loro vita alla difesa dei diritti umani e delle libertà di pensiero.

La mostra, promossa dal Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica e curata dal professor Marco Sabbatini, si svolge sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo.

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Il gruppo che ha lavorato al progetto di ricerca e all'allestimento della mostra.

Siamo nel bel mezzo della seconda rivoluzione quantistica, in cui il livello di controllo sulle proprietà della materia è così accurato e preciso, che è possibile concepire tecnologie nuove e diversamente potenti rispetto ad oggi. Nella settimana in cui ricorre il del World Quantum Day 2022, mercoledì 13 aprile (ore 17) si terrà in auditorium a Palazzo Blu l'evento divulgativo "Scienza e Tecnologie Quantistiche nella Seconda Rivoluzione", una conversazione interdisciplinare tra fisica quantistica, informatica, chimica e biologia, coordinata da Valentina Santarpia, giornalista del Corriere della Sera, a cui partecipano Andrew Daley (Università di Strathclyde, UK), Benedetta Mennucci (Università di Pisa), Paola Verrucchi (CNR e Università di Firenze),  Antonio Cisternino ( Università di Pisa) e Marilù Chiofalo (Università di Pisa). Un incontro aperto a tutti per approfondire gli scenari delle applicazioni tecnologiche possibili grazie alla fisica quantistica e il loro impatto nella quotidianità. A partire dai computer quantistici, ma anche trattando le possibili interconnessioni con l’intelligenza artificiale. Inoltre, cosa possiamo apprendere dalla natura per progettare queste tecnologie e quali aspetti della meccanica quantistica ancora devono essere conosciuti? Tutte domande a cui l’evento cercherà di dare una risposta, delineando ciò che è già realtà dimostrata con esperimenti, cosa può essere una congettura ben istruita, e che cosa sarebbe invece una visione che ci piacerebbe davvero potrebbe accadere, ma ora non siamo in grado di dire.

Sarà possibile seguire in diretta l'evento di mercoledì 13 aprile, a partire dalle ore 17, attraverso i canali Facebook e YouTube di Palazzo Blu.

Spiega la Professoressa Marilù Chiofalo dell’Università di Pisa ideatrice dell’iniziativa : “Un grazie ai colleghi e alle colleghe che mettono a disposizione le loro competenze di grande valore, per rispondere a domande estremamente complesse con rigore scientifico, visione, approccio interdisciplinare, e linguaggio accessibile. Il tema infatti ci riguarda tutte e tutti per almeno due motivi. Innanzitutto, è rilevante per gli aspetti di ricerca e innovazione responsabile: dato l’impatto potenzialmente elevato di queste tecnologie nella nostra quotidianità e l'enorme volume di investimenti finanziari pubblici e privati in corso nel settore, è indispensabile costruire consapevolezza sia presso chi prende le decisioni che presso chi, come la cittadinanza, le valuta. Inoltre, la fisica quantistica offre una straordinaria opportunità educativa per ogni età, attivando immaginazione e creatività  in un modo totalmente diverso di pensare, lontano da paradigmi consueti, dove l'impossibile diventa possibile: una forma di educazione alle creatività di cui abbiamo molto bisogno.” 

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Per Andrew Daley : “La fisica degli oggetti molto piccoli costituisce già la base per molte delle tecnologie che usiamo oggi. Il tempo in cui l'elettronica e i laser venivano sviluppati viene spesso definito come la prima rivoluzione quantistica. Ci auguriamo che sfruttando le proprietà più strane della meccanica quantistica, che descrive il comportamento di questi piccoli oggetti, porterà ad una seconda rivoluzione per alcuni tipi di tecnologie. Dai sensori ad alta precisione, alle comunicazioni sicure, ai calcoli che non possiamo eseguire su nessun supercomputer esistente, ci sono molte promesse su ciò che queste tecnologie potrebbero portare. Ma le applicazioni più interessanti sono probabilmente quelli che non conosciamo ancora - e sono eventualmente associati con aspetti di queste tecnologie quantistiche che non abbiamo ancora del tutto capito.”

Benedetta Mennucci spiega, “I sistemi biologici sono sistemi dinamici in cui c’è un continuo scambio di energia e materia con l'ambiente. Gli sviluppi nelle tecniche di osservazione sperimentale e nella modellizzazione ci hanno permesso uno studio su scale sempre più piccole rivelando effetti quantomeccanici, che non possono essere spiegati dalla fisica del mondo macroscopico. Capire gli effetti quantistici che caratterizzano molti processi biologici è quindi fondamentale non solo per spiegarne il funzionamento ma anche progettare nuove tecnologie quantistiche.”

Per Paola Verrucchi: “La meccanica quantistica cambia l'immagine dell'universo e modifica il modo in cui lo guardiamo: non credo esista rivoluzione piu' totale”.

Antonio Cisternino specifica che "La possibilità di costruire Quantum computer ha in sé il potenziale di ridefinire ancora una volta l'informatica, si tratta di sistemi di calcolo che, in virtù delle incredibili proprietà della fisica quantistica, consentono di affrontare in modo ottimale problemi che oggi si affrontano mediante approssimazioni. Questo ci riporta in qualche modo agli anni ‘50 dello scorso secolo, è necessario inventare sistemi capaci di programmare queste nuove macchine il cui funzionamento è completamente diverso dai computer che usiamo quotidianamente".

Cosimo Bracci Torsi, presidente di Palazzo Blu, porterà un saluto in apertura dell’evento.

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La fisica quantistica è protagonista a Palazzo Blu con l’installazione artistico scientifica Quantum Jungle, una piattaforma di sei metri quadri dotata di un migliaio di molle e 12000 LED, che permette di visualizzare il movimento di una particella quantistica come se fosse una danza. Uno strumento che consente di spiegare in modo semplice e divulgativo l’importanza delle acquisizioni scientifiche legate alla fisica dei quanti.

Mercoledì prossimo, oltre all’iniziativa in auditorium il pubblico potrà fare visita all’installazione Quantum Jungle, nella Sala delle Grottesche di Palazzo Blu, sotto la guida di Daniele Lagasco e con il coordinamento di Jorge Yago Malo (Università di Pisa).

Per partecipare all’evento occorre prenotarsi su eventbrite.it.

L’installazione Quantum Jungle è realizzata dall’artista e informatico Robin Baumgarten, su progetto scientifico della Professoressa Marilù Chiofalo e della Professoressa Sabrina Maniscalco. È aperta al pubblico con accesso libero fino al 27 aprile.

(fonte: Ufficio Stampa Fondazione Pisa)

Ha festeggiato vent’anni il corso di laurea in Ingegneria gestionale, che è nato nel 2002 e che anche oggi presenta dati molto soddisfacenti, con più di 3.200 laureati complessivi tra triennale e magistrale, con il 90% di studenti ai quali negli ultimi due anni è stata proposta l’assunzione già durante il periodo di tesi e con il 95% delle tesi magistrali svolte con tirocinio presso imprese ed enti esterni.

Per celebrare la ricorrenza è stato organizzato un convegno, dal titolo “Ingegneria Gestionale 20+20 - Progettare metodi per un futuro sostenibile”, che si è tenuto martedì 5 aprile nell’Aula Magna “Ulisse Dini” di Ingegneria. Dopo i saluti del presidente della Scuola di Ingegneria, Alberto Landi, ha tenuto la sua relazione il presidente del corso di studio, Gionata Carmignani. Sono intervenuti diversi rappresentati dal mondo industriale e della ricerca per condividere le loro esperienze e le prospettive del corso, proiettato verso il futuro. Sono quindi stati premiati gli studenti che hanno proposto il miglior logo per Ingegneria Gestionale. Le conclusioni sono state affidate al prorettore alla Didattica, Marco Abate, che ha sviluppato una riflessione su “La didattica universitaria dei prossimi anni”.

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L'apertura del convegno con, da sinistra, Carmignani, Abate e Landi.

I laureati in Ingegneria gestionale, di cui circa 4 su 10 sono donne, sono in media un centinaio per la triennale e una settantina per la magistrale ogni anno. È in crescita il trend di laureati triennali che si fermano nello studio perché ricevono proposte di lavoro (25%), così come quello degli studenti che affrontano la magistrale già con un impegno di lavoro (20%). “Tra gennaio e marzo del 2022 – ha aggiunto il professor Carmignani - sono arrivate solo a me 40 richieste di laureandi e laureati magistrali e 10 per quelli triennali da aziende toscane, a ulteriore dimostrazione non solo dell’attrattività dei nostri corsi ai fini lavorativi, ma anche della loro capacità di formare professionisti qualificati e aggiornati, in grado - come dice il titolo della giornata - di progettare metodi per un futuro sostenibile”.

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Studi Classici al 21esimo e Fisica al 77esimo posto nel mondo si confermano le discipline al top dell’Università di Pisa a cui si aggiunge Veterinaria che fa il suo ingresso al 44esimo posto. E’ questo quanto emerge dall’edizione 2022 dei QS World University Rankings by Subject, la classifica redatta dall’agenzia Quacquarelli Symonds che ogni anno valuta le università a livello globale nei singoli ambiti disciplinari. In questa edizione l’agenzia QS ha recensito 1543 università, valutando gli atenei in 51 discipline, suddivise in 5 macro settori ("Arts & Humanities", "Engineering & Technology", "Life Sciences & Medicine", "Natural Sciences" e "Social Sciences & Management") sulla base di indicatori tra cui la reputazione e la qualità della ricerca.

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Nel complesso l’Ateneo pisano è entrato in classifica su 24 discipline, una in più dello scorso anno, e tutte ben distribuite sulle 5 macro-aree considerate, rispecchiando la natura generalista dell'ateneo e dimostrando l’elevata qualità generale. Va quindi segnalata la salita nella top-100 di "Archeology", mentre si confermano o salgono in posizioni di rilevo (top-150) altre quattro discipline: "Computer Science & Information Systems", "Agriculture & Forestry", "Pharmacy & Pharmacology" e "Modern Languages".

In generale l’Ateneo migliora quindi nettamente in tutte e 5 le macro-aree considerate dalla classifica. Questo è anche dovuto all'introduzione di un nuovo indicatore, denominato International Research Network – IRN, che misura il numero di paesi stranieri con cui l’Università di Pisa ha collaborazioni che hanno portato a pubblicazioni scientifiche congiunte, il che dimostra l'elevato livello di internazionalizzazione della ricerca svolta.

 

Il professor Marco Gesi, prorettore dell’Università di Pisa per i Rapporti con gli enti del territorio e delega allo Sport, è stato eletto per il periodo 2022-2025 nel Comitato Direttivo di Unisport Italia, la rete di 53 atenei nata a dicembre del 2018 con l’obiettivo di valorizzare a 360 gradi il ruolo dello sport nel contesto delle tre missioni dell’Università in Italia. Il nuovo Comitato, composto da otto rappresentanti eletti e da uno nominato di diritto dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), si riunirà nei prossimi giorni per nominare al proprio interno il presidente.

La nomina degli otto delegati nazionali è avvenuta nell’ambito della prima Conferenza nazionale su università e sport e della terza Assemblea generale di Unisport Italia, che si sono tenute il 25 marzo all’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”. L’assemblea è stata aperta dalla relazione sulle attività del triennio 2019-2022 tenuta dal presidente uscente, il professor Paolo Bouquet dell’Università di Trento, che ha sottolineato l’importanza del lavoro che attenderà il nuovo Comitato per rafforzare sempre più l’ecosistema dello sport universitario, dalla pratica sportiva negli atenei ai programmi di supporto alla dual career degli studenti-atleti, dalla ricerca scientifica e tecnologica ai processi di innovazione e terza missione. Subito dopo la riunione è proseguita appunto con l’elezione del nuovo Comitato di Coordinamento della rete.

"Sono onorato per questa rielezione – ha commentato il professor Gesi - Ricordo che l’Università di Pisa ha aderito da subito a questa rete e da sempre siede nel direttivo. Con questa nuova nomina spero di portare a termine i lavori che mi vedono coinvolto tra cui la dual career a cui stiamo lavorando insieme ai rappresentanti della commissione atleti, CONI e CUSI”.

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La piazzetta del Castelletto, dove ha avuto sede la storica tipografia e casa editrice Nistri-Lischi, è stata intitolata dal Comune di Pisa a Luciano Lischi, editore, tipografo, giornalista, scrittore e uomo di cultura pisano. Con una piccola cerimonia di intitolazione oggi, mercoledì 23 marzo giorno del compleanno di Luciano, è stata inaugurata la targa che porta il suo nome, alla presenza di moltissime persone. Alla cerimonia sono intervenuti il vicesindaco Raffaella Bonsangue, il presidente del Consiglio Comunale Alessandro Gennai, il presidente del Rotary Club Pisa Giuseppe Bentivoglio e la professoressa dell’Università di Pisa Sandra Lischi, figlia di Luciano, presente insieme agli altri rappresentanti della famiglia Lischi.

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La case editrice Nistri, fondata a Pisa nel 1780 da Sebastiano Nistri, fu rilevata nel 1921 dalla famiglia Lischi, originaria di Casciana Terme, dove la famiglia possedeva già una tipografia. Luciano giunse nel dopoguerra alla guida della storica casa editrice, che era già diventata famosa per la pubblicazione dell’edizione clandestina de Le mie prigioni di Silvio Pellico e del commento alla Divina Commedia di Francesco di Bartolo da Buti. Luciano, nonostante i molti rapporti stretti col mondo scientifico e universitario che lo portarono alla pubblicazione di numerose opere di professori dell’ateneo e della Scuola Normale Superiore, si pose sempre l’ambizioso obiettivo di superare i confini del pur prestigioso mondo accademico pisano e di far diventare le sue edizioni punto di riferimento per la cultura italiana. Il rapporto con la citta di Pisa non si identificò mai esclusivamente con quello della casa editrice, ma la città, i suoi monumenti, i suoi artisti e la sua storia diventarono, anche e per impulso di Luciano Lischi, oggetto di studi di alta specializzazione scientifica e rilevanza culturale come prima non avevano mai conosciuto.

Si dedicò alla pubblicazione di opere importanti che segnarono la cultura narrativa italiana del dopoguerra, come i romanzi di Bassani, Cassola e Dessì, a collane di studi illustri come quella diretta dall’italianista Francesco Flora, in cui videro la luce i bellissimi saggi di Sebastiano Timpanaro, tra cui Classicismo e Illuminismo nell’Ottocento italiano. Allo stesso tempo pubblicò anche opere fondamentali sulla storia di Pisa come il “Forma Pisarum” di Emilio Tolaini. L’operosità imprenditoriale di Lischi non si limitò tuttavia alle iniziative di orientamento scientifico e culturale perché, per esempio, con Mauro Mancini, inviato de “La Nazione”, fondò la fortunata collana Il tagliamare, fatta di manuali e portolani rimasti indispensabili per la navigazione da diporto.

Dopo la chiusura della casa editrice, il consistente archivio di pubblicazioni è stato acquisito dall’Archivio di Stato, il magazzino è stato ceduto all’Università di Pisa (e ancora viene gestito dalla casa editrice d'Ateneo, oggi diventata il Polo Editoriale del CIDIC), mentre gli edifici della casa editrice e stamperia in piazza del Castelletto sono stati acquistati dalla Scuola Normale Superiore. Alla luce dell’importanza dell’attività editoriale e culturale portata avanti da Luciano Lischi e dalla casa editrice Nistri-Lischi nell’ambito del panorama nazionale, l’Amministrazione Comunale di Pisa ha ritenuto doveroso accogliere l’iniziativa di intitolazione proposta dal Rotary Club di Pisa, di cui Lischi fu anche presidente, proprio per rendere omaggio ad un uomo di grande cultura che ha contribuito a dare un forte impulso per ampliare i confini intellettuali del mondo accademico pisano e di tutta la città.

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“Luciano Lischi - ha dichiarato durante la cerimonia il vicesindaco Raffaella Bonsangue - mise a disposizione il suo talento, la sua professionalità, il suo amore per la cultura e per il mare a tutta la città, e non solo. Il portolano navigare lungo costa, frutto del connubio e dell’amicizia con Mauro Mancini, della loro comune passione per il mare, ha reso possibile per molti viverlo così come lo amava Luciano Lischi che, socio del Club Gorgona, aveva narrato, da fotografo subacqueo, le meraviglie del mare anche sotto la sua superficie. Un uomo grande, riservato che ha onorato le tradizioni culturali e marinare della nostra città, risultandone uno dei più amati interpreti dalla comunità cittadina.”

(fonte: Ufficio Stampa Comune di Pisa)

Sono arrivate all’Università di Pisa le prime due docenti ucraine accolte con il programma Visiting fellow, che permetterà loro di lavorare e fare ricerca nell’Ateneo pisano per un anno. Le due professoresse - Yelena Gregorian e Sibilla Buletsa - sono state accolte dal rettore Paolo Mancarella nella Sala Mappamondi del rettorato insieme a Francesco Marcelloni, prorettore per la cooperazione e le relazioni internazionali, Francesco Dal Canto, direttore del dipartimento di Giurisprudenza, le professoresse Enza Pellecchia e Angioletta Sperti del dipartimento di Giurisprudenza, e il professor Ugo Faraguna, coordinatore per l’Internazionalizzazione della Scuola di Medicina.

"Ho voluto dare personalmente il benvenuto ed esprimere la vicinanza mia e di tutta l’Università di Pisa alle due colleghe e, loro tramite, a tutti gli ucraini in questo momento terribile – ha commentato il rettore -. La loro diretta testimonianza ha contribuito ad accrescere in noi il senso di incredulità per quanto sta accadendo e lo sgomento per la sofferenza del popolo ucraino. Ringrazio i colleghi dei Dipartimenti e dell’Amministrazione Centrale che nei giorni scorsi si sono prodigati per assicurare la migliore accoglienza alle colleghe. Sono certo che, nella loro permanenza a Pisa, potranno ritrovare un po’ della serenità perduta e instaurare collaborazioni scientifiche durevoli nel tempo".

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Il gruppo in Sala dei Mappamondi con, da sinistra, Faraguna, Marcelloni, Gregorian, Mancarella, Buletsa, Dal Canto, Pellecchia e Sperti.

Yelena Gregorian, proviene dalla National Medical University di Kharkiv, è docente di psicofisiologia e si occupa di psicologia del lavoro. Per il prossimo anno lavorerà al Dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’Ateneo pisano, nel team di ricerca del professor Angelo Gemignani. È arrivata a Pisa con la figlia di 13 anni e la madre, e adesso alloggiano in una struttura messa a disposizione dall'Ateneo.

Sibilla Buletsa proviene invece dalla Uzhhorod National University (Uzhhorod è una città nell’ovest del paese) è docente di Scienze giuridiche, capo del dipartimento di Diritto civile e Diritto processuale civile. È stata accolta al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo pisano dove lavorerà con la professoressa Enza Pellecchia. Arrivata in Italia con la famiglia, ora risiede in provincia.

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Il rettore Paolo Mancarella con le professoresse Yelena Gregorian e Sibilla Buletsa.

Proprio in questi giorni l’Università di Pisa sta definendo interventi di supporto per studenti e docenti ucraini: oltre al programma Visiting fellow che permetterà di accogliere docenti e ricercatori, si darà l’opportunità agli studenti ucraini di iscriversi a corsi singoli dell’Ateneo, frequentare gratuitamente un corso di lingua italiana al CLI e, grazie alla disponibilità dell’ARDSU, alloggiare in una residenza universitaria e avere pasti gratuiti nelle mense (tutte le informazioni a questo link). Grazie alla collaborazione dell’Unità di Psicologia clinica, è stato inoltre attivato un servizio di supporto psicologico per gli studenti ucraini, come anche per gli studenti russi. Si ricorda inoltre che l’Ateneo ha creato un canale Teams per comunicare con gli studenti ucraini, oltre all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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