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Sarà Eike Schmidt, il direttore degli Uffizi, a inaugurare l'anno accademico del corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali dell'Università di Pisa, con una lezione in cui farà il bilancio dei quasi quattro anni trascorsi alla guida delle Gallerie fiorentine e si proietterà sulle prossime prospettive di sviluppo. "Le Gallerie degli Uffizi per le generazioni del futuro" è il titolo della Lectio che il direttore Schmidt terrà martedì 8 ottobre, alle ore 11, nell'Aula Magna Nuova della Sapienza, preceduto dai saluti del rettore Paolo Mancarella, del direttore del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, Pierluigi Barrotta, e della presidente del corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali, Cinzia Sicca.

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"Nel maggio del 2000 - spiega la professoressa Sicca - ho avuto modo di conoscere Eike Schmidt, allora dottorando dell'Università di Heidelberg e assistente del direttore del Kunsthistorisches Institut di Firenze, come iscritto al corso intensivo su Produzione e storia della scultura europea che avevo organizzato a Pisa. L'ho ritrovato un paio di anni dopo alla National Gallery of Art di Washington, dove è rimasto come curatore fino al 2006, per poi passare al dipartimento di Scultura e delle Arti decorative del Getty Museum di Los Angeles e, dopo una parentesi a Londra da Sotheby’s, al Minneapolis Institue of Art, dove è stato James Ford Bell Curator e capo del dipartimento di arti decorative, tessili e scultura. Ancor più nel suo periodo fiorentino ho potuto incontrarlo diverse volte e ora sono felice che il dottor Schmidt abbia accettato l'invito a illustrare ai nostri studenti la sua esperienza e ciò che lui vorrebbe realizzare agli Uffizi nei prossimi anni".

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Eike Schmidt dirige gli Uffizi dal 2015 ed è stato artefice di un percorso di completa trasformazione delle Gallerie, oggi più efficienti nell'accoglienza del pubblico e con numerose sale riallestite. Soprattutto il dottor Schmidt ha introdotto una cultura della ricerca e del dialogo che si è espletata di recente anche attraverso la creazione di uno spazio dedicato agli incontri, l'Auditorium, situato sotto il loggiato di ponente degli Uffizi dove si svolgono cicli di conferenze e convegni. Di tutto questo parlerà a Pisa Eike Schmidt, riassumendo anche l'altra brillante idea legata alla serie di mostre di piccole e medie dimensioni che sono state organizzate in particolare nell'ultimo anno, in occasione del genetliaco di Cosimo I. Schmidt riassumerà infine la politica di acquisti perseguita dagli Uffizi, che ha permesso di assicurare al museo opere di rara qualità e non ultimi i due dipinti di Daniele da Volterra provenienti dalla collezione senese Pannocchieschi d'Elci.

Si terrà domenica 13 ottobre la tredicesima edizione della Pisa Half Marathon (www.mezzamaratonapisa.it), la corsa nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della donazione di organi e di tessuti quale atto preliminare e indispensabile per la realizzazione dei trapianti d’organo e di tessuti. Pisa è centro di riferimento nazionale nel settore dei trapianti, avendo attivato dal 1972 quelli di rene e dal 1996 quelli di pancreas e di fegato. Le principali novità in campo trapiantologico introdotte in Italia negli ultimi venti anni sono state proposte o applicate per la prima volta a Pisa.

Alla conferenza di presentazione della mezza maratona, tenuta mercoledì 2 ottobre a Palazzo alla Giornata, sono intervenuti il rettore Paolo Mancarella, il sindaco Michele Conti, il questore Paolo Rossi, i prorettori Paolo Ferragina e Marco Gesi, il professor Ugo Boggi, organizzatore della manifestazione, il presidente dell'Associazione per Donare la Vita onlus, Giuseppe Bozzi, il presidente di Acque Spa, Giuseppe Sardu, i rappresentanti delle altre istituzioni cittadine e degli sponsor che hanno supportato l'iniziativa.

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L'edizione 2019, che sta avendo un numero molto elevato di iscrizioni con partecipanti provenienti da 24 nazioni, celebra i 50 anni del primo corso di laurea in Informatica in Italia, inaugurato all’Università di Pisa nel 1969: il logo di "Informatica50" sarà infatti presente sia sulle magliette degli atleti che percorreranno la gara di 21 chilometri, sia sulla medaglia che sarà consegnata a tutti i partecipanti.
L’Ateneo partecipa inoltre all'evento sportivo con il proprio Centro di medicina riabilitativa "Sport and Anatomy” che, oltre ad assistere gli atleti prima della gara, organizza l'incontro dal titolo "Quando lo sport fa bene", in programma sabato 12 alle ore 17 in Piazza Vittorio Emanuele, con esperti del settore e medici specialisti. 

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Tra le novità di maggior rilievo ci sarà la corsa 10 chilometri che affiancherà la tradizionale mezza maratona, con una parte competitiva e una parte non competitiva, pensata in particolare per spingere i giovani a praticare sport e per chi vuole divertirsi correndo in compagnia: in questo caso non è necessario il certificato medico né alcun tesseramento, e il costo è di 12 euro.

La 10 chilometri e la mezza maratona partiranno da via Contessa Matilde, nei pressi dell’Istituto Tecnico da Vinci, rispettivamente alle ore 9,10 e alle ore 9,30, mentre l'arrivo è posto nella splendida cornice di Piazza dei Miracoli, proprio all'ombra della Torre pendente, dopo un cammino snodato tra il Parco di San Rossore e le vie del centro storico. L'arrivo in Piazza dei Miracoli avverrà da via Cardinale Maffi e non più da via Santa Maria. Il percorso della mezza maratona, da sempre piatto e scorrevole, è stato ulteriormente migliorato e velocizzato eliminando il passaggio su due ponti negli ultimi chilometri.

I trofei in palio riprendono, nella parte grafica, l'immagine stilizzata di una foglia a forma di cuore ritrovata tra gli oggetti di Francesco Avino, il volontario della Pubblica Assistenza tragicamente scomparso in un incidente stradale alla vigilia dell’edizione 2017 della mezza maratona. Oltre ai migliori atleti, saranno premiati i rappresentanti più veloci dei dipendenti e degli studenti dell'Università di Pisa, sia tra gli uomini che tra le donne.

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Sono confermate le marce ludico-motorie della Pisa Family Run, con possibili distanze di 4, 10 e 14 chilometri. Partecipando a questi percorsi ci sarà anche l’opportunità di visitare le antiche mura, viaggiando nel tempo alla scoperta della Pisa medievale, con scorci inediti e la prospettiva dall’alto di Piazza dei Miracoli. La partecipazione alle marce ludico-motorie, per le quali non è prevista una classifica individuale ma un premio di partecipazione per tutti, non è soggetta alle norme mediche che si applicano alle altre gare. Il costo dell’iscrizione è di 3,5 euro.

Tra le novità dell’edizione 2019 c’è anche la sede dell’Expo (11-12 ottobre) che è stata posizionata nella centralissima piazza Vittorio Emanuele, davanti alla stazione Ferroviaria, e all’inizio di Corso Italia. Da qui, alle ore 10 di sabato 12, partirà la corsa dedicata agli studenti delle scuole di Pisa (Pisa Half Marathon Running School) a cui sono attesi oltre mille giovani speranze del podismo.

Confermata l’ormai storica collaborazione con la Onlus Regalami un Sorriso di Piero Giacomelli, grazie alla quale sarà disponibile un servizio pace maker con 8 treni di lepri fra le 1.24 e le 2.00 ore e il servizio fotografico gratuito.

La Pisa Half Marathon è promossa dall’Associazione per Donare la Vita Onlus (http://www.perdonarelavitaonlus.it/) e realizzata dal Gruppo Podistico Leaning Tower Runners, composto a sua volta da volontari molti dei quali sanitari o ex-sanitari impegnati nel mondo dei trapianti. Ha inoltre il contributo di molteplici forze del volontariato locale e il contributo fattivo delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate. Fondamentale è infine il ruolo dei tre title sponsor: Ford Blubay, Unicredit e San Rossore Sport Village.

Nella foto in alto, da sinistra: Ferragina, Boggi, Sardu, Rossi, Conti, Mancarella, Gesi e Bozzi.
Nella foto in basso, da sinistra: Ferragina, Mancarella e Boggi.

 ArchAIDE, the first app to place artificial intelligence and technology at the disposal of archaeologists, has won the ‘Heritage in Motion Awards’. Each year this competition rewards the best multimedia projects and products which can be used in and draw attention to the value of Europe’s cultural heritage. ArchAIDE arises from the European project of the same name coordinated by the University of Pisa and was the sole Italian finalist, coming first in the ‘App’ category.

 

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Gabriele Gattiglia (left) during the award cerimony

The award ceremony was held in Ljubljana on 20th September and the prize was collected by Gabriele Gattiglia and Francesca Anichini from the MAPPA laboratory of the University of Pisa.
“Image recognition and 3D modelling technology, just like big data and open-source, are placed at the disposal of archaeology,” emphasised the jury of the award in its motivations. “This app has the potential to evolve into an extremely useful and innovative tool.”

The ‘Heritage in Motion Awards’ is promoted by the European Museum Academy (EMA) and Europa Nostra and backed by Europeana.

ArchAIDE, la prima app che mette intelligenza artificiale e tecnologie investigative al servizio degli archeologi, ha vinto “l’Heritage in Motion Awards”. La competizione che premia annualmente i migliori progetti e prodotti multimediali legati all’utilizzo e alla valorizzazione del patrimonio culturale europeo è promossa dall’European Museum Academy (EMA) ed Europa Nostra con il supporto di Europeana.

ArchAIDE, frutto dell’omonimo progetto europeo coordinato dall’Università di Pisa, si è affermato come unico italiano arrivando primo nella categoria “App”. La premiazione si è svolta lo scorso 20 settembre a Lubiana e per l’Ateneo pisano erano presenti Gabriele Gattiglia e Francesca Anichini del laboratorio MAPPA.

 

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Gabriele Gattiglia (a sinistra) ritira il premio


"Le tecnologie di riconoscimento delle immagini e la modellazione 3D, così come i big data e l’open-source, sono messe al servizio dell’archeologia - ha sottolineato la giuria del premio nelle sue motivazioni - Questa app potrebbe potenzialmente evolversi in uno strumento molto utile e innovativo."

frideyforfuture 593x381L’iniziativa promossa per il prossimo venerdì 27 settembre 2019, per la quale è stata chiesta anche la sospensione delle attività didattiche, impone alle Università italiane e di tutto il mondo una riflessione attenta e un sostegno tangibile, rivolto a tutti coloro che stanno sensibilizzando le forze politiche e la società civile sui temi della sostenibilità ambientale. Come è noto da vari anni opera all’interno della CRUI una rete per le Università Sostenibili (RUS) che si adopra per promuovere la sostenibilità sia all’interno che all’esterno degli Atenei italiani. In questo momento appare indispensabile intensificare le nostre azioni, anche in relazione alle recenti iniziative che hanno coinvolto milioni di giovani sotto lo slogan “Fridays For Future” e in particolare in prossimità della suddetta manifestazione.

Siamo senz’altro di fronte a un problema grave e immediato. Tutti gli indici concordano nel segnalare che il clima è pericolosamente vicino al punto di non-ritorno. Assistiamo non solo a un aumento di temperatura, ma anche a una serie di effetti correlati: la fusione delle calotte glaciali e dei ghiacciai e l’espansione termica dell’acqua degli oceani con il conseguente rialzo del livello del mare, la maggiore intensità degli eventi estremi, la desertificazione dell’area mediterranea, la perdita di biodiversità dell’ecosfera, l’acidificazione degli oceani, e molti altri effetti che si sommano a quelli dovuti all’inquinamento e all’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Ormai non possiamo più ignorare la situazione, ma se vogliamo invertire la tendenza sono necessarie azioni rapide ed efficaci per evitare danni che potrebbero rivelarsi disastrosi per tutti.

Ci sono fortissime indicazioni che l’impatto antropico e l’uso dei combustibili fossili sono un fattore fondamentale che determina o amplifica tale tendenza, e che in ogni caso l’umanità potrebbe e dovrebbe cambiare le sue abitudini, in modo da contrastare tali cambiamenti, salvaguardare le risorse non rinnovabili e rimediare quando possibile ai danni già fatti, lasciando un pianeta più vivibile alle prossime generazioni.

Le Università di Firenze, Pisa e Siena s’impegnano a promuovere azioni per la sostenibilità, la lotta contro l’inquinamento, lo spreco di risorse, l’inversione dell’andamento del cambiamento climatico. Le azioni si realizzeranno all’interno degli Atenei, sollecitando investimenti in tal senso.

Ricordiamo inoltre che negli Atenei di Firenze, Pisa e Siena sono molti coloro i quali s’impegnano nel campo della ricerca e della didattica su temi legati alla sostenibilità e s’invitano gli studenti a collaborare con i gruppi di lavoro nati dentro le Università al fine di “sfruttare” anche il nostro patrimonio di conoscenza in incontri pubblici e momenti di discussione.

Valutiamo favorevolmente l’impegno dei giovani sui temi dei cambiamenti climatici e concordiamo sulla necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli organi politici sulla indispensabilità di agire. Riteniamo tuttavia di non procedere alla sospensione delle attività didattiche anche in concomitanza con uno sciopero indetto per quella data dai lavoratori della conoscenza della CGIL, nel rispetto del diritto di sciopero, che potrebbe subire una limitazione se si sospendessero le attività soggette appunto all’astensione da parte dei lavoratori intenzionati ad aderire allo sciopero.

 

La mozione del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Pisa 

Il Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Pisa ha aperto la seduta del 27 settembre 2019, non rinviabile per l’urgenza di alcune deliberazioni previste, esprimendo in maniera unanime la propria adesione allo Sciopero Globale per il Futuro e il proprio sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori della conoscenza che vi hanno aderito astenendosi dalle attività istituzionali e didattiche.

L’organo ritiene infatti che il tema del cambiamento climatico sia da inquadrarsi all’interno della sfida per la sostenibilità, raccolta con convinzione dal nostro Ateneo, parte della RUS (Rete delle Università Sostenibili), così come la realizzazione di politiche di genere orientate all’equità e all’inclusione.

Saranno quasi 800 gli spettatori che venerdì 27 settembre assisteranno a "La Sapienza Night Experience", un viaggio nel tempo e nella storia dell'Università di Pisa e del suo Palazzo simbolo raccontato attraverso un video mapping, presentato in prima assoluta, realizzato dal regista Lorenzo Garzella, in collaborazione con Nanof, l'Acquario della Memoria e l'Ufficio Stampa e Comunicazione dell'Ateneo.
Solo per una notte la celebre facciata del cortile con l'orologio farà da sfondo al racconto di mille anni di storia, mentre il pubblico, nel chiostro, sarà immerso nella narrazione degli eventi cruciali passati fra le pietre e le colonne del cortile.

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Frutto di una lunga ricerca, il racconto di mezz'ora anima e intarsia su grande scala una ricchissima varietà di materiali che spaziano dalle stampe antiche a ricostruzioni animate di modelli 3D, da rari filmati d'archivio a lettere private, da fotografie d'epoca a riprese aeree del palazzo realizzate oggi.

Fra i materiali più preziosi e inediti si segnala: la ricostruzione digitale del quartiere medievale e della Piazza del Grano, mercato di farine e biade antecedente la costruzione del Palazzo; il cantiere mediceo con la prima costruzione del palazzo proposto attraverso silhouette e ombre animate; la ricostruzione iconografica del Gran Ballo organizzato dai Lorena nel 1785, con il cortile interamente coperto da una sfarzosa volta e trasformato in un'enorme salone da festa e da gioco; filmati dell'impressionante festa delle matricole 1948 dall'archivio di Mario Benvenuti (gentilmente concessi dal figlio Paolo: un'immagine nella foto in basso in fondo) con le sfilate dei carri realizzati degli studenti della varie facoltà che sfilano sui Lungarni fra migliaia di persone in uno straordinario carnevale "fai da te" del dopoguerra; fotografie inedite delle giornate dell'"Oro alla Patria" del 1935, con la raccolta e la fusione delle fedi nel cortile della Sapienza (gentilmente messe a disposizione dall'archivio della famiglia Allegrini).

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Nella Notte dei Ricercatori di "Bright" viene reso particolare omaggio a Galileo Galilei, arrivato da studente diciottenne in Sapienza nel 1581. Le sue scoperte rivoluzionarie contro i dogmi della chiesa rivivono nell'orazione pronunciata nel 1839 in occasione della Riunione degli Scienziati Italiani. L'umiliazione della condanna e dell'abiura del 1633 sono sorpassate dalla visita del 1989 di Giovanni Paolo II, che rende omaggio alla statua dello scienziato pisano, un passo importante verso la sua completa riabilitazione. E ancora: i giornali, i documenti e i suoni della contestazione, con le "Tesi della Sapienza" del 1967, i servizi televisivi delle Teche Rai degli anni '70, le lettere dei volontari dell'eroica spedizione a Curtatone, la Bolla Papale originale del 1343, con la fondazione dello Studium Pisanum, riprese della recente ristrutturazione e degli scavi archeologici condotti durante il cantiere, fino alle ultime cerimonie ufficiali: del ricordo e delle scuse per le Leggi Razziali del 1938 e la laurea honoris causa a Don Luigi Ciotti.

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Per un mese il cortile della Sapienza sarà anche sede di una mostra-istallazione: pannelli illustrativi e quattro monitor posti agli angoli del colonnato forniranno rivisitazioni e approfondimenti dei materiali proposti il 27 settembre, affiancando la piccola mostra permanente con i reperti archeologici rinvenuti durante il restauro. L'ingresso è gratuito negli orari di apertura del Palazzo.

stefano del pratoSi chiama VERIFY (Vildagliptin Efficacy in combination with metfoRmIn For earlY treatment of type 2 diabetes) e potrebbe portare, nel 2020, a una revisione delle linee guida di trattamento del diabete di tipo 2. È il nome dello studio presentato a Barcellona - in occasione del congresso annuale della Easd-European association for the study of diabetes e pubblicato in simultanea su The Lancet - e che vede, fra i coordinatori e autori, il professor Stefano Del Prato, ordinario di Endocrinologia all'Università di Pisa e direttore dell’Unità operativa di Malattie del metabolismo e Diabetologia dell’Aoup.

Lo studio clinico multicentrico, di fase IV, propone un trattamento innovativo rispetto alle attuali linee di trattamento stilate dalle società scientifiche di tutto il mondo, che raccomandano di adottare una terapia ‘a gradini’ che inizi con la metformina, per poi aggiungere in sequenza altre molecole, una volta assodato il fallimento terapeutico. La ricerca propone invece di iniziare da subito (a meno di intolleranze o controindicazioni) il trattamento del diabete di tipo 2 con una terapia di combinazione con metformina e un DDP4 inibitore (vildagliptin) perché dà risultati migliori e più durevoli sul compenso metabolico e sulle complicanze cardiovascolari.

Cinque anni la durata dello studio, che ha arruolato 2001 pazienti con diabete di tipo 2 neo-diagnosticato e lieve iperglicemia (emoglobina glicata all’ingresso compresa tra 6,5 e 7,5 %), suddivisi in due gruppi trattati l’uno con la terapia combinata di cui sopra e l’altro con la sola metformina+placebo. Sono stati effettuati controlli a distanza di 3 mesi e i risultati dimostrano che adottare da subito una terapia di combinazione riduce del 49% il rischio relativo dell’intervallo di tempo prima del fallimento terapeutico e della terapia insulinica, rispetto alla monoterapia con metformina. In sostanza questa scelta aiuta i pazienti a mantenere valori di emoglobina glicata inferiori rispetto a quelli trattati inizialmente con la sola metformina e poi passati alla terapia di associazione.

“Iniziare subito il trattamento del diabete con una terapia di associazione – commenta il professor Del Prato, ordinario di Endocrinologia all’Università di Pisa e presidente dell’EFSD (European foundation for the study of diabetes) – permette ai pazienti di raggiungere gli obiettivi glicemici prima, meglio e di mantenerli più a lungo. Significa agire in maniera proattiva, senza dover ‘correre dietro’ alle persone che perdono il compenso metabolico. Questo contribuisce inoltre a migliorare l’adesione terapeutica del paziente e a uscire dall’empasse dell’inerzia curativa. Sul fronte del miglioramento delle complicanze – prosegue - questo studio non può ancora dare risposte definitive perché, trattandosi di pazienti con diabete neo diagnosticato, non ha ‘catturato’, durante i 5 anni di follow up, un gran numero di eventi. I dati raccolti però, per quanto esigui e dunque privi di significatività statistica – conclude Del Prato - suggeriscono che la terapia di combinazione precoce potrebbe dare benefici anche in termini di risparmio delle complicanze cardiovascolari”

Il 27 settembre torna a Pisa BRIGHT, la Notte dei ricercatori festeggiata in tutta la Toscana. L’edizione 2019 prevede una serie di eventi che vedrà protagonisti università e i centri di ricerca promotori dell’iniziativa: Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche, INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Ego-Virgo Cascina.

 

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Da sinistra, Michele Viviani (Sezione di Pisa INFN), Stavros Katsanevas (Direttore EGO), Pietro Pietrini (Direttore Scuola IMT Alti Studi Lucca), Paolo Mancarella (Rettore Università di Pisa), Carlo Meletti (Direttore Sezione di Pisa INGV), Mariagrazia Alabrese (delegata Bright Scuola Superiore Sant’Anna), Angelo Vistoli, (prorettore alla Ricerca, valutazione e ranking Scuola Normale Superiore), Giorgio Iervasi (Presidente dell’Area CNR di Pisa)

Per sottolineare la connessione fra le tante sedi in cui si fa ricerca a Pisa, gli eventi si snoderanno per le vie del centro fino all’Area San Cataldo (CNR e Dipartimento di Chimica), passando per i musei dell’Ateneo fino a Calci. I visitatori potranno così incontrare i veri protagonisti di BRIGHT, i ricercatori, che racconteranno e sveleranno al pubblico il loro lavoro e le loro scoperte.

I ricercatori mostreranno i risultati delle proprie ricerche a partire dalle 16.30 presso stand in Largo Ciro Menotti, Logge di Banchi, in Piazza Martiri della Libertà e nella sede della Scuola Sant’Anna; ne parleranno con i cittadini negli aperitivi della ricerca, nelle librerie e nei seminari organizzati dal CNR nell’area di San Cataldo; i più piccoli potranno divertirsi con i giochi alla scoperta del mondo o partecipando agli incontri a loro dedicati in libreria; biblioteche, collezioni e laboratori degli enti di ricerca coinvolti rimarranno aperti e ospiteranno visite guidate per adulti e bambini.

Il programma di intrattenimento prevede il video-mapping “La Sapienza Night Experience”, un viaggio nel tempo e nella storia dell’Università di Pisa che animerà il Palazzo della Sapienza, uno dei luoghi simbolo di dell’Ateneo. Al Cnr, nell’Area di San Cataldo, saranno allestite due mostre fotografiche, un osservatorio astronomico e dopo la consueta “Spaghettata della Ricerca” ci sarà la proiezione del film della “Brigata dei dottori” dal titolo “La brigata in vacanza”. Per il Sant’Anna sarà attiva l’edicola Bright animata da Marco Martinelli in Piazza Garibaldi.

L’ingresso a tutte le manifestazioni è gratuito, così come il servizio di navetta per collegare gli eventi organizzati in centro con quelli dell’Area San Cataldo (CNR e Dipartimento di Chimica).

Oltre a Pisa, gli appuntamenti di BRIGHT 2019 saranno ospitati anche sul territorio: a Viareggio, con iniziative dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR ospitate a Villa Borbone, a Pontedera nel Polo Valdera della Scuola Sant’Anna, a Livorno al Polo Universitario Sistemi Logistici e nel Laboratorio Scoglio della Regina dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna; a Cascina con tour guidati, conferenze e osservazioni astronomiche a EGO-VIRGO.

Una foto di Bright 2008 a Pisa

Le iniziative dell'Università di Pisa


In prima assoluta per “Bright 2019” debutta "La Sapienza Night Experience", uno viaggio nel tempo e nella storia dell'Università di Pisa e della città raccontato attraverso un video mapping nel Palazzo della Sapienza. La facciata del cortile si trasformerà e si animerà facendo rivivere il palazzo dalle origini alla recente ristrutturazione, con documenti e immagini storiche, riprese inedite, ricostruzioni in 3D. L’evento su prenotazione si svolge in più repliche nella serata.

Fra le principali attrazioni, in Logge di Banchi si potrà vedere KeruBlast la nuova vettura monosposto dall’E-Team, la squadra corse degli studenti dell’Università di Pisa. In piazza XX settembre, sarà poi possibile provare il portiere elettronico El.Go realizzato dagli Ingegneri dell’Ateneo e usato in diverse scuole per progetti di sport inclusivo. El.Go è composto da una sagoma che si muove a comando su un carrello scorrevole e può essere usato da ragazzi con disabilità motorie o psichiche lievi per giocare una partita di calcio nel ruolo del portiere.

Fra stand, aperitivi della ricerca e iniziative, i ricercatori dell’Università racconteranno alla città le loro ricerche che anche quest’anno spaziano fra moltissimi temi - solo per citarne alcuni si parlerà di Monti Pisani, di verde urbano, di robotica e tecnologia applicata alla salute e all’ambiente, di medicina (con un focus sui primi 1000 giorni di vita del bambino), di cultura ebraica e di implicazioni giuridiche della tecnologia Blockchain, sino a toccare anche temi caldissimi come il rapporto fra elezioni, politica e web. Come ogni anni ci saranno anche gli appuntamenti pensati per i più piccoli con le attività della Ludoteca Scientifica in largo Ciro Menotti e le chiacchierate alla Libreria dei Ragazzi in via San Francesco.

Moltissime le attività nei musei del Sistema Museale di Ateneo, tra aperture straordinarie, mostre, visite guidate su prenotazione, laboratori, quiz e aperitivi. Il Museo della Grafica (Palazzo Lanfranchi, lungarno Galilei 9) resterà aperto sino alle 23 con brindisi alle 19,30. Alla Gipsoteca di arte antica (piazza San Paolo all’Orto 20) sarà possibile visitare la mostra appena inaugurata “Sacred - Ripensare l’arte antica” sino alle 24 e alle 21 ci sarà un concerto del coro Giuseppe Bonamici. Porte aperte sino alle 23,30 anche al Museo degli Strumenti per il Calcolo (via Bonanno Pisano 2/b / via Nicola Pisano 25, area dei Vecchi Macelli) dove alle 21 si terrà la conferenza “Dalla Cep al computer quantistico”. Per gli amanti degli animali, visita guidata e conferenza sul gatto selvatico e domestico alle 17 al Museo Anatomico veterinario (viale della Piagge 2). Apertura straordinaria fino alle ore 23 e programma ricchissimo al Museo di Storia Naturale (via Roma 79, Calci) con conferenze e brindisi nel pomeriggio e alle 21 un concerto di musica antica. All’Orto e Museo botanico (via Porta Buozzi 3 / via Roma 56) saranno presentati dei risultati di Polli:Bright, un progetto sugli impollinatori che ha coinvolto gli alunni delle scuole primarie e secondarie. Visite guidate alle 16,30 al Museo di Anatomia Umana (Scuola medica, via Roma 55), alle 18 al Museo degli Strumenti di Fisica/Ludoteca scientifica (via Bonanno Pisano 2/b / via Nicola Pisano 25, area dei Vecchi Macelli) e alle 18 e alle 19 alle Collezioni egittologiche (via San Frediano 12).

La notte dei ricercatori sarà infine anche a Livorno al Polo Universitario “Sistemi Logistici”, (Villa Letizia, Via dei Pensieri 60, Livorno) con attività dalle 18 fra conferenze, stand, dimostrazioni pratiche e apericena.

 

 

 

L'Università di Pisa, attraverso il rettore Paolo Mancarella e il network delle Università per la pace nato su impulso dello stesso rettore e dell'Ateneo pisano, ha proposto alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane di aderire alla Giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari di giovedì 26 settembre. Di seguito si riporta il testo della Mozione approvata all'unanimità dall'Assemblea CRUI nella riunione dello scorso 19 settembre. 

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La CRUI, nel maggio 2017, ha aderito all'appello internazionale di FLI-The Future of Life Institute a sostegno dell'approvazione di un Trattato internazionale per la messa al bando delle armi nucleari:

https://www.crui.it/component/k2/la-crui-aderisce-all-appello-internazionale-a-sostegno-del-trattato-per-la-messa-al-bando-delle-armi-nucleari-approvato-il-7-luglio-2017-dall-assemblea-generale-delle-nazioni-unite.html

Il 7 luglio 2017 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il Trattato, che tuttavia non è ancora entrato in vigore perché non ha ancora raggiunto il numero di ratifiche necessarie. Intanto, la corsa agli armamenti è ripresa con forza, in un clima di crescente insicurezza che suscita forte preoccupazione e rende ancora più importante l’impegno per la eliminazione totale di queste terribili armi di distruzione di massa.

La CRUI - che ha promosso la costituzione del network delle Università per la pace nel quale sono finora confluiti 29 atenei italiani – aderisce alla giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari di giovedì 26 settembre e auspica la rapida entrata in vigore del Trattato, anche grazie alla ratifica dell’Italia.

Più ci guardano in viso e negli occhi per chiedere aiuto, più sono dipendenti da noi: gli scienziati lo chiamano “gazing behaviour”, ed è uno dei segnali che indicano la distanza evolutiva dei cani dal lupo. Proprio questo comportamento è stato al centro di una ricerca pubblicata sulla rivista “Royal Society Open Science” e condotta da una equipe tutta al femminile composta dalla professoressa Elisabetta Palagi del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, da Veronica Maglieri ed Erica Tommasi, studentesse dell’Ateneo pisano, e da Emanuela Prato-Previde, professore associato di Psicologia del Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti dell’Università degli Studi di Milano.


Mettendo a confronto i nostri amici a quattro zampe più noti e diffusi, le ricercatrici hanno scoperto che il Cane Lupo Cecoslovacco è il più vicino alle razze canine antiche e primitive, e quindi al lupo, seguito dal Pastore Tedesco e dal Labrador Retriever.


“Quello che è emerso è che il gradiente di gazing behaviour ha il suo minimo nel Cane Lupo Cecoslovacco e il suo massimo nel Labrador Retriever – spiegano Veronica Maglieri ed Erica Tommasi – mentre i Pastori Tedeschi si collocano a livello intermedio tra le altre due razze”.

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Esempio di prova impossibile: il contenitore è fissato e l'animale non riesce a recuperare il premio


Nel corso delle osservazioni comportamentali, durate due anni, i cani sono stati sottoposti a un protocollo denominato “Impossible Task”, che consiste nel mettere il soggetto davanti ad una situazione impossibile da risolvere (cibo non raggiungibile), per verificare se e come “chiede aiuto” attraverso lo sguardo, rivolgendosi allo sperimentatore o al proprietario. Nel corso dei test è emerso che i Cani Lupo Cecoslovacchi lanciavano agli umani occhiate molto più fugaci e veloci, simili a quelle dei lupi, contrariamente agli altri due gruppi che invece dirigevano spesso sia lo sguardo che il muso verso i loro compagni umani.


Ma le differenze di comportamento sono state ancora più evidenti quando il team ha analizzato le preferenze di gazing: i Cani Lupo Cecoslovacchi preferivano infatti rivolgere lo sguardo verso le sperimentatrici, le uniche a manipolare la ricompensa, mettendo quindi in secondo piano il vincolo “affettivo” con il padrone, mentre per i Pastori Tedeschi prevaleva comunque il legame con il proprietario. Nessuna preferenza è stata rilevata invece per i Labrador Retriever, che guardavano a lungo e indifferentemente verso entrambi i soggetti umani.


“Il Cane Lupo Cecoslovacco – conclude Elisabetta Palagi - per la sua recente e meno intensa selezione artificiale è una razza più antica e primitiva, geneticamente più vicina al lupo, e meno orientata verso l’essere umano rispetto a razze che sono andate incontro a una maggiore selezione da parte dell’uomo come il Labrador Retriever”.

 

 

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