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Tutto esaurito per "La Luna e le Mura" di venerdì 27 luglio, una passeggiata astronomica lungo le antiche mura di Pisa organizzata in occasione della eclissi di luna più lunga del secolo. Ma per chi non fosse riuscito a prenotare c'è comunque  la possibilità di seguire l'evento in streming sul Canale You Tube dell’Osservatorio astronomico del GAMP - Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese: https://www.youtube.com/channel/UCFmOuA61NybTw6R4BZm5hqQ.

"L’iniziativa ha avuto un tale successo ben al di là delle aspettative - fanno sapere dal Comitato organizzatore - tanto che le sole prenotazioni hanno rapidamente esaurito i posti disponibili, limitati per ragioni di sicurezza. Per questo motivo siamo stati costretti a chiudere le prenotazioni e non possiamo accettare ulteriori richieste. Invitiamo pertanto a presentarsi all’evento solo se muniti di prenotazione".

"Ringraziamo il pubblico che ha accolto con tanto entusiasmo l’iniziativa - concludono dal Comitato organizzatore - e per venire incontro a tutti coloro che non potranno partecipare, organizzeremo un’altra passeggiata in notturna da settembre in poi. Per essere inseriti nella mailing list che fornirà tutti gli aggiornamenti, invitiamo gli interessati a scrivere all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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"La Luna e le Mura" è un evento organizzato dal Sistema Museale di Ateneo, i dipartimenti di Fisica e Matematica dell'Università di Pisa, in collaborazione con CoopCulture, Cooperativa Itinera e Promocultura e con il sostegno della Ludoteca Scientifica, dell'Associazione La Nuova Limonaia e dell’Associazione Cascinese Astrofili.

Per chi ha prenotato l’appuntamento è alle ore 21, presso l’Area Pontecorvo (ex Marzotto) in Largo Bruno Pontecorvo 3 dove, dopo una breve introduzione all'evento in attesa che cali il buio, sarà possibile accedere alle Mura e percorrere il tratto compreso tra la Torre Piezometrica e Piazza dei Miracoli. Lungo il percorso, i visitatori troveranno vari punti attrezzati con telescopi e altra strumentazione per osservare la Luna e gli altri corpi celesti visibili. La direzione scientifica dell’evento è affidata al professor Sergio Giudici del dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa mentre i giovani della Associazione Italiana Studenti di Fisica (AISF) guideranno i visitatori durante le osservazioni.

Durante tutto l’arco della serata nell’area antistante all’accesso alle Mura saranno effettuate videoproiezioni e sulla Torre Piezometrica sarà proiettata la diretta streaming dell’evento realizzata dal GAMP - Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese.

 

 

Sono partite il 26 di luglio le immatricolazioni all'Università di Pisa, che per il prossimo anno accademico propone un'ampia offerta formativa nei diversi ambiti disciplinari arricchita dai nuovi corsi in Scienze della formazione primaria (laurea magistrale quinquennale a ciclo unico), in Management for business and economics (laurea triennale in lingua inglese) e in Management e controllo dei processi logistici (laurea magistrale attivata al Polo di Livorno). Alle notivà in tema di offerta formativa si affiancano altrattanto importanti novità in tema di tasse universitarie: l’ateneo ha infatti ridotto rispetto all’anno scorso sia la tassa massima di iscrizione, con riduzioni via via maggiori per le fasce di reddito più basse ed innalzamento del limite ISEE per la completa esenzione dal pagamento (da 18.000 a 22.000 euro), che il contributo previsto per lo studente che sceglie il regime a tempo parziale.

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Il rettore Paolo Mancarella e la prorettrice Antonella Del Corso con lo staff del Centro Matricolandosi

Con l'avvio delle immatricolazioni è stato inaugurato il Centro Matricolandosi, che insieme allo sportello "Welcome International Students!" (WIS!) accoglie ogni anno gli studenti italiani e internazionali che scelgono di iscriversi all'Ateneo pisano. Insieme con gli operatori, all'apertura del Centro, che si trova al Polo Fibonacci in via Buonarroti 4, sono intervenuti il rettore Paolo Mancarella, la prorettrice agli Studenti Antonella Del Corso e Luigi Rivetti, responsabile del settore didattica e studenti dell’Ateneo.

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Ziyad Harim, originario del Marocco, insieme al rettore Paolo Mancarella e allo staff del WIS!. A Pisa verrà a studiare Economia e commercio.

Oltre al Centro Matricolandosi è attivo anche il relativo portale web (http://matricolandosi.unipi.it), pensato per essere fruito anche attraverso i dispositivi mobili, ed è disponibile un'applicazione che permette di calcolare in tempo reale l’importo delle tasse da pagare, con il semplice inserimento del voto di maturità e dell’ISEE.
Dopo il successo dell'anno passato, il servizio di immatricolazione ripropone la procedura elimina-code: una volta effettuato il pagamento e seguita la procedura on line, gli studenti devono solo perfezionare l’immatricolazione e fissare dalla fine di settembre un appuntamento per ritirare il libretto e la “Carta Unica Regionale dello Studente”, nuova tessera magnetica che permetterà a chi frequenta uno degli atenei della Toscana di accedere a tutti i servizi offerti dall'Azienda regionale per il diritto allo studio, indipendentemente dall’università alla quale è iscritto. La Carta, dotata di smart card e di banda magnetica, servirà per accedere a tutti i servizi universitari e come “borsellino elettronico”, cioè come tessera ricaricabile fino a un importo di 50 euro che verrà scalato in caso di consumazione del pasto a mensa.

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Marco Bonnuccelli e Luca Peranzoni si sono immatricolati rispettivamente a Lingue ed Economia.

Ad accogliere le matricole dell'Università di Pisa, da quest'anno ci sarà la guida "UNipiù. Istruzioni per l'uso dell'Università di Pisa" (http://unipiu.unipi.it), uno strumento ideato per aiutare il nuovo studente a capire come orientarsi all'interno del mondo universitario, spiegando in modo semplice e sintetico come funziona un corso di laurea, con chi si può parlare per avere informazioni e risolvere problemi, e quali sono i servizi e le possibilità che vengono offerti fuori dall'ambito strettamente didattico.

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Altri studenti accompagnati nelle procedure di immatricolazione dallo staff di Matricolandosi.

 

I professori Roberto Barbuti, Roberta Gori e Paolo Milazzo del Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa hanno vinto il premio per il “risultato teorico dell’anno” assegnato dalla International Membrane Computing Society (IMCS), grazie al lavoro “Multiset Patterns and Their Application to Dynamic Causalities in Membrane Systems”.

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Da sinistra Paolo Milazzo, Roberta Gori e Roberto Barbuti.

L’International Membrane Computing Society (IMCS) è un’associazione internazionale costituita da ricercatori che si occupano di “Membrane Computing”, un modello di calcolo sviluppato a partire dai primi anni 2000. Il paradigma di “Membrane Computing”, ispirato da modelli biologici, ha trovato innumerevoli applicazioni in svariati campi scientifici, dall’informatica alla biologia e alla medicina.

Ogni anno la IMCS assegna tre premi: il premio per la migliore tesi di dottorato, “The PhD Thesis of the Year”, il premio per il miglior risultato teorico, “The Theoretical Result of the Year” e il premio per la migliore applicazione, “The Application of the Year”.

«Desidero conglatularmi con i colleghi e amici che hanno conseguito questo prestigioso riconoscimento - commenta il rettore Paolo Mancarella - La soddisfazione è anche doppia considerando che il Dipartimento di Informatica è anche il mio dipartimento e ancora una volta dimostra la sua eccellenza e avanguardia a livello internazionale”.

Lo studio premiato ha riguardato la possibilità di descrivere i possibili stati iniziali di un calcolo che porta in un preciso stato finale. A partire dallo stato finale, la ricerca ha permesso di ricostruire un insieme di stati iniziali, descritti da una logica opportunamente definita, a partire dai quali si è certi di raggiungere la stato finale dato. Questo tipo di studio ha particolare rilevanza in tutti i sistemi reali in cui è necessario capire quali circostanze possono aver generato un particolare fenomeno.

Silvia Casto, Annalisa Zignani, Carolina Paolicchi e Giorgia Giacomin sono state scelte dal dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica per completare il loro percorso di studi nel campus di Aix-en-Provence ed ottenere la doppia laurea magistrale in “Linguistica e Traduzione”/ “Traduction littéraire et transferts culturels”, uno dei “titoli doppi o congiunti” che l’Ateneo pisano offre in collaborazione con università europee ed extra europee.
L’accordo stipulato tra l’Università di Pisa e quella di Aix-Marseille permetterà alle quattro studentesse Unipi di partire a settembre per la Francia dove frequenteranno il II anno e prepareranno la tesi che verrà discussa in video conferenza Pisa-Aix-en-Provence, con una commissione mista, composta da docenti italiani e francesi.

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Prima della partenza, nell’aula magna del dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, si è tenuta la cerimonia di saluto per le quattro borsiste. Le ragazze sono state salutate dalla professoressa Antonietta Sanna, responsabile dell'accordo per il doppio titolo, Paola Cappellini, responsabile dell’Unità cooperazione internazionale, le prof.sse Francesca Fedi, Hélène de Jacquelot, Rosa Cetro, Marina Bailo e la dott.ssa Giorgia Passavanti (ufficio CAI).

Le studentesse scelte per ricoprire il ruolo di “ambasciatrici dell’Università di Pisa in Francia”, così ha voluto nominarle la professoressa Sanna, hanno superato una dura selezione basata sul merito (esami svolti e media dei voti) e sono le terze ragazze a partire nell’ambito dell’accordo.
Silvia Casto e Carolina Paolicchi, entrambe pisane, hanno conseguito la laurea triennale all’Università di Pisa in Lingue e Letterature Straniere (Silvia) e in Lettere (Carolina); Annalisa Zignani (Cesena) e Giorgia Giacomin (Vicenza) si sono invece laureate alla Scuola per Interpreti e Traduttori di Trieste.

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Nella notte del prossimo 27 luglio si verificherà la eclissi di luna più lunga del secolo. Il nostro satellite sarà infatti oscurato per oltre cento minuti. In occasione del fenomeno, il Sistema Museale di Ateneo, i dipartimenti di Fisica e Matematica dell'Università di Pisa, in collaborazione con CoopCulture, Cooperativa Itinera e Promocultura organizzano "La Luna e le Mura", una passeggiata astronomica lungo le antiche mura di Pisa. L’evento è stato presentato da Chiara Bodei, presidente del Sistema Museale di Ateneo dell'Università di Pisa, Sergio Giudici, docente del Dipartimento di Fisica e curatore scientifico dell’evento, Massimiliano Razzano, docente del dipartimento di Fisica, Simone Sacco, responsabile eventi “Mura di Pisa” CoopCulture. Per partecipare è consigliata la prenotazione al numero 050 0987480.

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L’appuntamento è alle ore 21, presso l’Area Pontecorvo (ex Marzotto) in Largo Bruno Pontecorvo 3 dove, dopo una breve introduzione all'evento in attesa che cali il buio, sarà possibile accedere alle Mura e percorrere il tratto compreso tra la Torre Piezometrica e Piazza dei Miracoli. Lungo il percorso, i visitatori troveranno vari punti attrezzati con telescopi e altra strumentazione per osservare la Luna e gli altri corpi celesti visibili. La direzione scientifica dell’evento è affidata al professor Sergio Giudici del dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa mentre i giovani della Associazione Italiana Studenti di Fisica (AISF) guideranno i visitatori durante le osservazioni.

Durante tutto l’arco della serata nell’area antistante all’accesso alle Mura saranno effettuate videoproiezioni e sulla Torre Piezometrica sarà proiettata la diretta streaming dell’evento realizzata dal GAMP - Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese. La diretta sarà tramessa sul Canale You Tube dell’Osservatorio:
https://www.youtube.com/channel/UCFmOuA61NybTw6R4BZm5hqQ.

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Nella foto, da sinistra: Massimiliano Razzano, Simone Sacco, Chiara Bodei e Sergio Giudici.

L'evento, organizzato con il sostegno della Ludoteca Scientifica, dell'Associazione La Nuova Limonaia e con il supporto dell’Associazione Cascinese Astrofili, è un'occasione unica per passeggiare in notturna sulle mura medievali della città osservando un'eclissi di luna straordinaria, incorniciata tra i monumenti più antichi e preziosi della città natale di Galileo Galilei.

Il costo del biglietto per la partecipazione all'evento è di € 3,00 (€ 2,00 per gli studenti universitari muniti di libretto). Info e prenotazioni 050 0987480.

Le ricerche sui resti scheletrici di Liutprando, re dei Longobardi, condotte dai paleopatologi dell’Università di Pisa saranno protagoniste di un servizio di SuperQuark che andrà in onda su Rai 1 mercoledì 25 luglio.

Lo studio paleopatologico dei personaggi storici costituisce sempre un evento eccezionale. La divisione di Paleopatologia dell’Ateneo pisano si è specializzata in questo tipo di ricerche, anche su intere famiglie dinastiche, come gli Aragonesi di Napoli e i Medici di Firenze. Questa volta il team della divisione, guidato dalla professoressa Valentina Giuffra e con la supervisione del professore Gino Fornaciari, si è recato a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel D’Oro, dove è custodita la tomba di Liutprando (690-744), re dei Longobardi, in un loculo ricavato in un pilastro.

 

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Il team della Divisione di Paleopatologia al lavoro sui resti scheletrici di Liutprando insieme alla troupe di Superquark

 

Dai primi rilievi è emerso che il sovrano era affetto da una infezione ossea, forse causata da una ferita, e che la sua dieta era fondamentalmente carnivora. E poi mistero: nel loculo dove si trovano i resti del re sono state ritrovate le ossa anche di un altro individuo, forse il padre Ansprando, ma per avere conferma si attendono gli esiti delle analisi molecolari.

“Lo studio dello scheletro del sovrano ha comportato non poche difficoltà - racconta Gino Fornaciari - poiché le ossa sono molto frammentate e tuttavia è stato possibile verificare che la tibia sinistra era affetta da una grave infezione, un’osteomielite, probabilmente esito di una ferita”.

 

La tomba di Liuprando nella Basilica di San Pietro in Ciel D’Oro

 

“Lo studio palenutrizionale basato sugli isotopi stabili del carbonio e dell’azoto ha accertato che la dieta del re era basata sul consumo di proteine terrestri, come era facile aspettarsi nel caso di personaggi di rango aristocratico, che mangiavano soprattutto carne – ha aggiunto Valentina Giuffra – ulteriori analisi sono in corso per ricostruire quanto più possibile lo stile di vita e lo stato di salute del sovrano”.

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Solido in oro emesso da Liutprando con l’immagine del sovrano

 

Liutprando, succeduto al padre Ansprando che aveva aiutato a riconquistare il trono, portò il regno longobardo al suo massimo splendore. Fu legislatore, mecenate, valoroso guerriero e abile politico. Sotto il suo regno furono emanati 155 capitoli, che integrarono l’Editto di Rotari, la principale raccolta scritta delle leggi longobarde; favorì, inoltre, una maggior integrazione sociale tra la parte longobarda e romana del regno. Si fece promotore dello sviluppo delle arti, tanto che è proprio in questo periodo che l’arte longobarda raggiunse il suo apice. Quanto alla politica interna, intraprese una decisa opera di rafforzamento del regno, che riuscì ad ingrandire con nuovi territori.

Alle esplorazioni della tomba, riprese dalla troupe di SuperQuark, hanno partecipato anche Simona Minozzi, Antonio Fornaciari, Raffaele Gaeta e Giulia Riccomi della divisione di Paleopatologia.

 

Sono più di quaranta, provenienti da diversi paesi europei, gli iscritti alla summer school in "Public Auditing and Accountability - Data Mining and Analytics: what implications for auditing?", che è stata inaugurata lunedì 23 luglio alla presenza del rettore Paolo Mancarella, del direttore generale, Riccardo Grasso, di alti rappresentanti della Corte dei Conti Europea (ECA) e della coordinatrice, la professoressa Giovanna Colombini. I partecipanti hanno esperienze formative e professionali molto differenti, essendo suddivisi tra dottorandi di ricerca, professionisti del settore privato, funzionari e magistrati delle istituzioni europee. La "scuola", che andrà avanti fino a venerdì 27, è una delle prime iniziative congiunte tra l'Università di Pisa e l'ECA, in questo caso con il coinvolgimento dell'Association of Chartered Certified Accountants.

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I sistemi di controllo sui conti pubblici trovano oggi nuove opportunità grazie alle possibilità di acquisizione ed elaborazione dei dati digitali, necessitando di competenze specialistiche e di alto livello, che non possono prescindere dalle attività di ricerca e studio accademico. Per questo la summer school ospiterà nei prossimi giorni studiosi provenienti da importanti università e affermati professionisti del settore, che forniranno spunti originali sia sulle attuali tendenze e sulle prospettive future delle attività di audit, sia sulle sfide relative al tema della responsabilità finanziaria.
Al fine di sviluppare una cultura di audit aggiornata e di ampia portata, la summer school punta a esaminare le questioni globali che sono particolarmente rilevanti per la professione di auditor, dall'identificazione e valutazione dei rischi all'analisi delle opportunità, dalla valutazione di metodi e soluzioni, strumenti e tecnologie, fino alla promozione di standard ed etica professionali.
Nell’ampio dibattito che si è sviluppato nella professione di audit in merito all’impatto delle nuove tecnologie, sarà dato ampio spazio all'acquisizione delle competenze necessarie per l’elaborazione dei dati, in particolare riguardo alle tecniche statistiche per l’analisi dei Big data, che vedono Pisa, grazie alle attività del Knowledge Discovery and Data Mining Laboratory (KDD Lab), tra i principali centri di ricerca e formazione a livello europeo.

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"La summer school che abbiamo inaugurato oggi - ha ricordato il rettore Paolo Mancarella - è una delle prime iniziative che seguono l'accordo di collaborazione firmato circa un anno fa dall'Università di Pisa con la Corte dei Conti Europea - il primo firmato dall'Istituzione europea con una università - per sviluppare progetti di comune interesse, oltre che per consentire a dottorandi, ricercatori e professori pisani di svolgere ricerche mirate presso la Corte".

Surface changes including  colour, efflorescences and sensitivity to water and solvents, dripping paints that may occur as paintings age. There are conservation issues that are particulary pertientent to these changes in  paintings of the twentieth and twenty-first centuries that differ  from the concerns for treatment of  works of art made in previous centuries.  Research focusing on the identification of the causes of deterioration and possibilities for treatment of modern oil paintings has been carried out by a collaborative European project CMOP-Cleaning of modern oil paints. The project,  coordinated by the University of Amsterdam incorporated  a consortium of partnerships which included the Department of Chemistry and Industrial Chemistry of the University of Pisa, he Cultural Heritage Agency of the Netherlands, the Tate, the Courtauld Institute of Art (both in London)  and the Getty Conservation Institute of Los Angeles.

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The works of art studied, including, among others, the "Naked woman on a red armchair" by Pablo Picasso in 1932, were over 70, mainly from the collections of the Tate Modern, the Stedelijk Museum Amsterdam and the Gemeentemuseum of The Hague.

The project highlighted that the problems of conservation of contemporary oil paintings can be related to the composition of commercial paint tubes used by artists from the end of the nineteenth century. Commercial paint tubes were more affordable, but unstable. Paints produced industrially were no longer the result of the skills of painters and artisans, and were, in part also for health reasons, made without the more stable components such as lead-based pigments, in favour of others, more reactive, and potentially dangerous.

"The consequence is that the risks associated with surface cleaning treatments of contemporary oil paintings are very high and could lead to irreversible damage to the works of art," explains Ilaria Bonaduce of the University of Pisa who contributed to the study of these mechanisms at the molecular level, together with her research group composed by Celia Duce, Anna Lluveras-Tenorio, Francesca Modugno, Ilaria Degano and Jacopo La Nasa.

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"Naked woman on a red armchair" Pablo Picasso 1932 (Tate, N06205) . © Succession Picasso/DACS 2018

"The systems commonly used for the removal of dirt from the paint surface, which are based on aqueous media, cannot be used, nor other alternative treatments tested so far have proved effective - adds Ilaria Bonaduce - On the other hand, avoiding cleaning increases the risk of dirt becoming irreversibly incorporated into the pictorial surface, potentially causing permanent aesthetic damage ".

Thanks to the CMOP project, the international research team has therefore identified new cleaning procedures, based on the use of gels, microemulsions, and modified waters (for pH and ionic strength), which have proved to be the most suitable systems to minimize risks related to the cleaning of the paintings.

"During the project we were able to study the chemistry of contemporary oil paintings for the first time in a systematic way, joining the efforts of an international and multidisciplinary team - concludes Bonaduce. Contemporary art represents our recent history, and is thus fundamental that these works can continue to pass on their message to future generations ".

 

 

Patine superficiali che offuscano lo splendore originario dei colori, efflorescenze, una imprevedibile sensibilità all'acqua e ai solventi in generale, pitture che colano anche dopo tanti anni che i quadri sono stati completati. C’è tutta una casistica di problemi di conservazione che riguardano i dipinti del XX e XXI secolo e che sono nettamente diversi da quelli delle opere realizzate nei secoli precedenti. A identificarli e a scoprire cause e soluzioni ci ha pensato il progetto europeo CMOP-Cleaning of modern oil paints appena giunto a conclusione, coordinato dall’Università di Amsterdam e al quale hanno partecipato il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, l’Agenzia Olandese per i Beni Culturali, la Tate di Londra, l’Istituto d'Arte Courtauld e il Getty Conservation Institute di Los Angeles.

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Fenomeni di degrado delle pitture

Le opere d’arte studiate, tra cui ad esempio la “Donna nuda su una poltrona rossa” di Pablo Picasso del 1932, sono state oltre 70, principalmente provenienti dalle collezioni della Tate Modern, dello Stedelijk Museum Amsterdam e del Gemeentemuseum dell’Aia.

E’ emerso così che i problemi di conservazione dei dipinti ad olio contemporanei sarebbero legati soprattutto alle pitture commerciali, in tubetto e più economiche, ma altamente instabili, che gli artisti cominciano ad utilizzare dalla fine dell’Ottocento. Colori prodotti industrialmente, e non più frutto dell’abilità di pittori e artigiani, dove magari, anche per questioni di salute, vennero via via eliminati componenti più stabili come i pigmenti a base di piombo, a favore di altri più reattivi che però degradano l’olio.

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“Donna nuda su una poltrona rossa” di Pablo Picasso del 1932 (Tate, N06205) . © Succession Picasso/DACS 2018

“La conseguenza è che i rischi associati ai trattamenti di pulizia superficiale dei dipinti a olio contemporanei sono molto alti e potrebbero condurre a danni irreversibili delle opere”, spiega Ilaria Bonaduce dell’Università di Pisa che ha contribuito allo studio di questi meccanismi a livello molecolare insieme al suo gruppo di ricerca composto da Celia Duce, Anna Lluveras-Tenorio, Francesca Modugno, Ilaria Degano e Jacopo La Nasa.

“I sistemi comunemente utilizzati per la rimozione dello sporco dalla superficie, che si basano su mezzi acquosi, non possono infatti essere utilizzati, né altri trattamenti alternativi sinora testati si sono dimostrati efficaci - aggiunge Ilaria Bonaduce - D'altra parte, evitare la pulitura comporta il rischio che lo sporco si incorpori irreversibilmente nella superficie pittorica, causando potenzialmente un danno estetico permanente”.

Grazie al progetto CMOP il team di ricerca internazionale ha quindi individuato delle nuove procedure di pulitura, basate sull’impiego di gel, microemulsioni, e acque modificate (per pH e forza ionica), che si sono rivelate i sistemi più indicati per minimizzare i rischi legati alla pulitura dei dipinti.

“Nel corso del progetto abbiamo potuto studiare per la prima volta in modo sistematico la chimica dei dipinti a olio contemporanei unendo gli sforzi di un team internazionale e multidisciplinare – conclude Bonaduce - l'arte contemporanea rappresenta infatti la nostra storia recente, è dunque fondamentale garantire che le opere possano continuare a tramandare il loro messaggio alle generazioni future”.

 

 

È stata inaugurata al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi la mostra “Orme pisane in Sardegna. Immagini di storia e di affetti”, visitabile fino al 23 settembre 2018. Alla presentazione erano presenti il professor Alessandro Tosi, direttore del Museo, Giovanni Padroni, autore delle foto esposte, e la professoressa Maria Laura Testi Cristiani, storica dell’arte dell’Ateneo.

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Nel 1994 Giovanni Padroni firma, con Orme pisane in Sardegna, un volume fotografico dedicato alla storia e alle memorie della città, inseguite e ricomposte attraverso le tante testimonianze di architettura romanica legata ad antiche maestranze pisane. Un viaggio in Sardegna sentimentale, artistico e intellettuale che riesce a cogliere il significato più profondo del rapporto tra i segni della storia e le qualità del paesaggio, laddove la forza emozionale e poetica dell’immagine fotografica suggerisce e accende trame inattese e sorprendenti in una geografia di linguaggi e culture, uomini e idee.

Ad accompagnare le splendide fotografie di Padroni sono i testi di autorevoli studiosi come Maria Laura Testi Cristiani e Marco Tangheroni, che ripercorrono tali legami in termini artistici, politici e culturali. E il viaggio sulle “orme pisane”, arricchito da pagine tanto belle, trova ulteriori complicità in alcuni disegni eseguiti in Sardegna nel 1978 da Fernando Vallerini, raffinato artista e conoscitore che a Pisa e al suo territorio ha lasciato altri titoli indimenticabili.

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Nella foto, da sinistra: Giovanni Padroni, Maria Laura Testi Cristiani e Alessandro Tosi.

Dal ricordo e dalle emozioni di quel volume nasce la mostra Orme pisane in Sardegna. Immagini di storia e di affetti, che nel magico accordo tra creazione artistica e ricerca storica unisce altri ricordi, altre emozioni. La galleria fotografica di Giovanni Padroni, riproposta in un suggestivo allestimento e con l’aggiunta di scatti inediti, è annunciata da una selezione dei disegni di Fernando Vallerini conservati nelle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell’Università di Pisa, attraverso cui inseguire evocazioni e corrispondenze di antiche pietre. E la trama affettiva che le immagini trattengono e amplificano si arricchisce nel ricordo di Marco Tangheroni, della sua biografia intellettuale, di una grande eredità scientifica e umana – memorabile la mostra Pisa e il Mediterraneo – che ancora consente di pensare alla storia, e ai suoi paesaggi, come preziosa, irrinunciabile occasione per spiegare il presente.

La mostra è realizzata dal Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) con la collaborazione della Società Storica Pisana. Con il patrocinio del Centro di Studi Storici Mediterranei “Marco Tangheroni” e de Gli Amici dei Musei e Monumenti Pisani. Un particolare ringraziamento al Rotary Club di Pisa, nel 1994 promotore (con il Rotary Club di Cagliari) del volume di Giovanni Padroni Orme pisane in Sardegna.

 

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ORME PISANE IN SARDEGNA. Immagini di storia e affetti
Pisa, Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno Galileo Galilei, 9)
20 luglio – 23 settembre 2018

Orari
Lunedì-domenica 09:00-20:00

Biglietti
Intero: € 5,00
Ridotto: € 3,00

Informazioni
Museo della Grafica
+39-050-2216060
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.museodellagrafica.unipi.it

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