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Il Comune di Pisa distribuisce i dispositivi di protezione individuale agli studenti fuori sede iscritti all’Università di Pisa attualmente domiciliati nel territorio comunale. Il Magnifico Rettore Paolo Mancarella ha inviato al Sindaco Michele Conti, sabato 11 aprile, un elenco di studenti che avevano segnalato all’Università la loro presenza a Pisa in questi giorni. Si tratta per la stragrande maggioranza di studenti fuori sede, salvo alcuni casi comprendenti docenti, assegnisti e dottorandi.

«Così come abbiamo fatto nelle scorse settimane con gli studenti di Normale, Sant’Anna e DSU - dichiara il Sindaco di Pisa Michele Conti - distribuiamo volentieri le mascherine anche agli studenti dell’Università di Pisa, adesso che abbiamo avuto gli elenchi. Chi studia a Pisa e frequenta le strade della nostra città, fa parte della nostra comunità e deve essere protetto come un cittadino residente. Mi preme ribadire che, anche se viene chiesto alla struttura comunale un ulteriore sforzo, dal momento che la struttura è già oberata dalla distribuzione dei dispositivi di protezione individuale comunali e regionali oltre al servizio di distribuzione di buoni alimentari, nel giro di qualche giorno riusciremo a portare a termine questo ulteriore impegno che ci siamo assunti».

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A partire da domattina, mercoledì 15 aprile, il Comune di Pisa provvederà a distribuire le mascherine, due a testa, agli oltre 4 mila studenti presenti nell’elenco fornito dall’Università, che sarà implementato qualora pervenissero al Rettorato altre richieste nei prossimi giorni.
Gli studenti che hanno fatto richiesta, dietro presentazione di documento di identità o tesserino identificativo dell’Università di Pisa, potranno ritirare il presidio di protezione individuale nell’atrio di Palazzo Gambacorti, piazza XX settembre 1, secondo le modalità indicate nel seguente programma di distribuzione:

Mercoledì 15 aprile dalle ore 9.00 alle ore 13.00 studenti presenti nell’elenco con i cognomi dalla lettera A alla lettera B;
Mercoledì 15 aprile dalle ore 14.00 alle ore 19.00 studenti presenti nell’elenco con i cognomi della lettera C;
Giovedì 16 aprile dalle ore 9.00 alle ore 13.00 studenti presenti nell’elenco con i cognomi dalla lettera D alla lettera F;
Giovedì 16 aprile dalle ore 14.00 alle ore 19.00 studenti presenti nell’elenco con i cognomi dalla lettera G alla lettera L;
Venerdì 17 aprile dalle ore 9.00 alle ore 13.00 studenti presenti nell’elenco con i cognomi della lettera M;
Venerdì 17 aprile dalle ore 14.00 alle ore 19.00 studenti presenti nell’elenco con i cognomi dalla lettera N alla lettera P;
Sabato 18 aprile dalle ore 9.00 alle ore 13.00 studenti presenti nell'elenco con i cognomi dalla lettera Q alla lettera S;
Sabato 18 aprile dalle ore 14.00 alle ore 19.00 studenti presenti nell'elenco con i cognomi dalla lettera T alla lettera Z.

(fonte: Ufficio stampa Comune di Pisa)

On Thursday 14 February, The Ministry of Defense and the University of Pisa signed a framework agreement to promote study and research in the field of production, accumulation, management and the use of energy and cyber security. The agreement was signed in the Sala dei Mappamondi at the Rector’s Offices in the University of Pisa by the undersecretary of defense, the Honourable Angelo Tofalo, and by the Rector of the University Paolo Maria Mancarella. The commander of the Naval Academy of Livorno, Admiral Pierpaolo Ribuffo, and the representative of the Struttura di Progetto Energia, Colonel Mauro Cassata were also present on behalf of the Ministry of Defense.  Deputy Rector Nicoletta De Francesco, the Vice Rector for Applied Research and Technological Transfer, Marco Raugi, and Professor Giovanni Corsini, who manages relations between the university and the Naval Academy of Livorno, were present for the university.

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From the left: Raugi, Ribuffo, Cassata, De Francesco, Mancarella, Tofalo and Corsini.

“The agreement signed today not only strengthens collaboration between the Ministry of Defense and the University of Pisa, but also allows the implementation of numerous important activities aimed at the study and development of new technologies in the field of energy saving and the reduction of emissions that cause climate change. In addition, it will also be possible to develop research in the field of energy cyber security and dual use. The Ministry of Defense’s virtuous approach can be considered as a model for other government offices safeguarding wider public security and the global sustainability of public resources employed in the national security strategy, whose key words are resilience and dual use. The energy sector holds an ever more central role in the economic development of the nation, from the perspective of a model of sustainable growth and of the safety of the Country System. In order to achieve these objectives, we are preparing a plan for the Defense Energy Strategy (SED) which, in concordance with the national strategy network in the energy and environment sector, involves operations to be carried out in the short and medium term in different sectors of training, governance, infrastructures, transport logistics, cyber security, research and development,”  explains Angelo Tofalo.  

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The Rector Paolo Mancarella and the undersecretary Angelo Tofalo.

"The agreement signed today,” declares the Rector Paolo Mancarella, “confirms the University of Pisa’s desire to collaborate with other public authorities on topics which centre around the application of new technologies of industrial and information engineering in sectors of leading importance for the country such as the optimal use of energy sources, in particular those which aim to safeguard and improve the quality of the environment.”

The activity established in the agreement is in line with the national legal framework set out in the ‘Documento d’Indirizzo Strategico Programmatico’ of June 2017 and joins the wave of activities already set in motion by the Ministry for the development of the area dealing with energy efficiency. This encourages the optimal use of renewable energy sources and at the same time reduces the need to resort to traditional sources. The Ministry of Defense also promotes development and research in the field of energy-cyber security, which at present has a major impact on all the activities in the country which use energy and this will increase in the future. In this context, it is essential to create operational synergy and set up lasting collaboration agreements similar to the one established with the University of Pisa with other institutions.

The agreement, promoted by the Struttura di Progetto Energia (SPE), headed by Inspector General Francesco Noto, will allow the implementation, in collaboration with the University of Pisa, of important activities aimed at the study and analysis of possible applications of new technologies in the field of energy saving and the reduction of emissions and their effect on climate change, and the increase of the resilience of systems for generating and distributing energy. Particular attention will be given to research in the field of energy-cyber security.

 

Uno strumento ecografico top di gamma, con elevate potenzialità in ambito assistenziale e di ricerca. È questo l’inaspettato dono che Maurizio Mian, ex presidente del Pisa Calcio, ha fatto questa mattina al Centro per l'Integrazione della Strumentazione dell'Università di Pisa (CISUP), mosso dal desiderio di fornire un aiuto concreto nella lotta contro l’emergenza Covid-19.

“Quello compiuto da Mian è un gesto meraviglioso a sostegno di tutta la nostra comunità – ha commentato il rettore Paolo Mancarella - Un aiuto prezioso al personale dell’AOUP che da settimane lotta contro l’emergenza”.

L’ecografo sarà collocato all'Ospedale di Cisanello, permettendone l'uso immediato al gruppo di anestesisti-rianimatori attivi nell'unità operativa diretta dal professor Francesco Forfori, associato di Anestesiologia, afferente al dipartimento di Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell'area critica, oltre che membro del CISUP.

“Non potremo mai ringraziare a sufficienza Maurizio Mian per la generosità dimostrata – ha commentato il direttore del CISUP, Simone Capaccioli - Questa strumentazione non solo è utile oggi nella lotta contro il Covid-19, ma continuerà a essere di grande aiuto anche in futuro”.

I colleghi dell'unità del professor Forfori potranno, infatti, impiegare lo strumento già da subito nel monitoraggio con ecografia polmonare dei pazienti da loro seguiti. Passata l'attuale emergenza sanitaria, le caratteristiche multidisciplinari dello strumento potranno, invece, consentirne un uso proficuo anche da parte di altri ricercatori in ambito radiologico, cardiovascolare, muscolo-scheletrico e dermatologico e, più in generale, a membri di varie aree del CISUP.

Con una cerimonia telematica molto sentita e seguita da 250 utenti collegati con l’aula virtuale in diretta streaming, l’Università di Pisa ha conferito martedì 7 aprile la laurea alla memoria in Scienze agrarie a Christin Tadjuidje Kamdem, lo studente scomparso nella notte tra 22 e 23 marzo all'Ospedale di Cisanello. Nato a Bahiala in Camerun nel 1990, Tadjuidje Kamdem è stato il primo studente universitario e una delle più giovani vittime del Coronavirus in Italia.

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“Se tutto fosse andato come doveva – ha detto il rettore Paolo Mancarella, in un discorso tenuto prima in francese e poi in italiano - oggi, in questo preciso momento, Christin avrebbe dovuto varcare le porte ‘virtuali’ di questa nostra Aula Magna per discutere la sua tesi e realizzare il suo sogno più grande: diventare dottore in Scienze agrarie. Il destino ha voluto che quello che doveva essere un giorno di festa e gioiose lacrime divenisse un momento di doloroso ricordo e di celebrazione. A noi il dovere di non disperdere gli sforzi di questo ragazzo che la nostra comunità è onorata di aver avuto tra i suoi membri”.

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La cerimonia in memoria di Tadjuidje Kamdem ha preceduto la discussione di nove tesi di laurea in Scienze agrarie, tenute sempre in modalità telematica alla presenza virtuale di tutti membri della Commissione. È stata aperta ed è stata presieduta dalla professoressa Lucia Guidi, presidente del corso di laurea, e oltre al rettore ha visto gli interventi del professor Alberto Pardossi, direttore del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali, e del professor Marco Mazzoncini, ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee e relatore della tesi di Tadjuidje Kamdem.

Al termine i familiari dello studente camerunense - presenti in collegamento streaming, così come gli amici dell’Associazione studenti camerunensi di Pisa - hanno inviato un messaggio nella chat della riunione per dire “Grazie al rettore, al relatore di Christin e anche a tutti i membri della commissione di laurea. Le vostre parole ci sono arrivate al cuore”.

Leggi il ricordo di Christin Tadjudje Kamdem dell'Associazione Sante Malatesta Onlus.

The island of Stromboli in the Aeolian archipelago was the origin of three large tsunamis which devastated the Mediterranean in the Middle Ages, one of which was witnessed by the poet Francesco Petrarca. The discovery comes from a study published in ‘Scientific Reports’ carried out by a research team from the Universities of Pisa and Modena- Reggio Emilia with the collaboration of the University of Urbino, the National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) Pisa section, the CNR, City University of New York and the American Numismatic Society.

The research revealed that the tsunamis were generated by the sudden flank collapse of the northwest side of the Stromboli volcano and that they hit the coasts of the Campagna region between the middle of the 13th  and 14th centuries, as documented in chronicles of the period. The grave devastation of the ports of Naples and Amalfi, witnessed by Francesco Petrarca who was ambassador to Pope Clement VI in Naples can, in fact, almost certainly be attributed to the most important of the three events, which took place in 1343. Petrarca writes in a letter about a mysterious and extremely violent storm on 25 November which caused many deaths and the sinking of numerous ships.


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Geologists at work on Stromboli

The identification of Stromboli as the origin of these terrible tsunamis was made possible thanks to the interdisciplinary work carried out by volcanologists and archaeologists, and for the University of Pisa by professor Mauro Rosi and researcher Marco Pistolesi, from the Department of Geosciences.

“In spring 2016,” says Mauro Rosi, “I decided to go to Stromboli as I had in mind an idea that had come to me after reading a letter by Petrarca in which he talks of a strange storm in Naples. With the first sample excavations we brought to light some ‘suspicious’ deposits. As chance would have it, on that same occasion I met associate professor Sara Levi from the University of Modena-Reggio Emilia who has been leading an excavation at Stromboli since 2009.”

During the volcanological part of the research work, three stratigraphic trenches were dug in the northern part of the island. These were roughly 80 metres long and two metres deep and brought to light three sandy layers containing large beach pebbles bearing witness to what was carried to land by the tsunami waves. The samples, the chemical analyses of the material and the carbon-14 dating, have established an unequivocal relationship between those layers and the archaeological discoveries which testify to the rapid abandonment of the island.

 

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 Details of the stratification where one of the large pebbles is visible

 

 “In the first half of the 13th century Stromboli was inhabited and held an important role as an intersection of the naval traffic of crusades from the Italian, Spanish and Greek coasts. This is supported by evidence from the San Vincenzo plateau where a small church was discovered in 2015 and offers the first archaeological testimony of the occupation of the island,” explains Sara Levi. “Following the three great landslides which generated the tsunamis and the simultaneous and particularly strong resumption of the volcano’s eruptive activity, the island, as testified by the graves found near the small church, was totally abandoned from the middle of the 13th century until the end of the 16th century, when modern repopulation began. The reconstruction is based on solid stratigraphic and chronological data and is the result of close interdisciplinary cooperation in all the phases of the research.”

“It was already a well-known fact that the island of Stromboli could generate small tsunamis every ten years or so, but this work,” concludes Rosi, ”shows for the first time how the volcano is able to generate events of a much higher magnitude than those recorded in the chronicles over the last two centuries.”

Sarà il professor Dino Pedreschi dell’Università di Pisa a coordinare il gruppo di lavoro “Big data & AI for policy” della task force data-driven per l’emergenza Covid-19, istituita martedì 31 marzo dal Ministero per l'Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione.
"Questa nomina ci riempie di orgoglio - ha dichiarato il rettore Paolo Mancarella – Non solo riconosce la nostra eccellenza nel campo dell’Intelligenza Artificiale e dei Big Data, ma ci dà la possibilità di contribuire in modo concreto al ritorno della normalità nel nostro Paese".

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Pioniere della big data analytics, Dino Pedreschi avrà il compito, assieme alla sua unità, di favorire l'analisi e lo studio di metodi e strumenti per la progettazione e l’attuazione di politiche basate sui dati (data-driven) e sull’evidenza informativa, sfruttando tecnologie innovative per la raccolta e l’interpretazione di grandi volumi di dati (big data).

Il lavoro del “Big data & AI for policy” si inserisce nelle attività di una più ampia task-force multidisciplinare - prevista dall’articolo 76 del Decreto Cura Italia e istituita dal MID -, che dovrà fornire supporto digitale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’attuazione delle misure di contrasto all’emergenza COVID-19. 
In particolare il gruppo dovrà approfondire le problematiche sanitarie relative alla diffusione del virus SARS-CoV-2 sul territorio italiano e gli effetti sociali ed economici prodotti dall’epidemia e dalle misure di contenimento adottate, al fine di valutare ed eventualmente proporre soluzioni tecnologiche data-driven ai decisori politici e sanitari.

 

A small sword or more precisely, a dagger called a ‘baselard’ is one of the most important finds uncovered during the excavations in Badia Pozzeveri, Altopascio, in the province of Lucca, where since 2011 Italian and American archaeologists have been bringing to light artifacts that reveal important information about the history of the medieval population of Tuscany. The 2019 summer campaign, directed by Antonio Fornaciari of the University of Pisa’s Division of Paleopathology, has thus provided concrete evidence of the battle of Altopascio in 1325, when Castruccio Castracani, leader of the Lucchesi, beat the Guelfs who had set up camp in the area. The excavations were carried out under ministerial concession from the Altopascio Council and the University of Pisa’s Division of Paleopathology directed by associate professor Valentina Giuffra.

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Antonio Fornaciari (on the right) at the excavations.

The archaeological area is the site of two highly prestigious educational initiatives: a postgraduate programme in skeletal and forensic Anthropology and Paleopathology, offered by the Universities of Bologna, Milan and Pisa, during which fifteen Italian students are expected to be on site at the excavations for two weeks, and the Fieldschool Pozzeveri in Medieval Archaeology and Bioarchaeology, run by the University of Pisa and the IRLAB, Institute for Research and Learning in Archaeology and Bioarchaeology, Columbus, Ohio, which attracts around forty students from the US, Canada and other European and extra-European countries each year, all interested in learning archaeological excavation techniques and studying ancient human relics.

Finds

What remains of the battle of Altopascio in 1325 comes to us today in the form of a small sword made out of a single block of metal, a sort of dagger called a ‘baselard’, typical of medieval armour in the 14th century. “This object is only one of the latest interesting finds uncovered at the excavation site in Badia Pozzeveri, which nine years after its inauguration, continues to reveal tales and news which help to reconstruct historical events across the centuries and outline the social and cultural identity of the populations that lived in the area,” comments Antonio Fornaciari.

 

 

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Excavation of a medieval grave.

According to researchers, the baselard found in previous weeks could represent one of the most tangible pieces of evidence of the battle in which the Badia (Abbey) of Pozzeveri, the ancient monastery built around the year 1000 close to the centre of Altopascio and an important leg of the Via Francigena, had a prominent role. The monastery, after a period of great expansion thanks to the monks of Camaldi, was occupied by encampments of the Florentine Guelf army led by Raimondo di Cardona in September 1325: it was here that the military operations of the famous battle of Altopascio, won by the Ghibelline troops from Lucca led by Castruccio Castracani, took place.

But this is not all: a furnace used for casting bells and a small laboratory for metal work was found in the same area as the weapon. Ceramic artifacts imported from North Africa were also unearthed and lay testimony to lively and continued commercial activity in the ancient Abbey that was strategically placed for busy trade along the Via Francigena and near Lago di Bientina, a natural link to the river Arno and therefore Pisa and Florence. This has been further enriched by the latest discoveries of ancient graves that, during the nine years of the excavations, have outlined an important stratification revealing traditions, customs, illnesses and social status from the mid 19th century back to before the year 1000.

The archaeological site

The archaeological site has disclosed a complex account of history over the years: evidence of a village in the High Middle Ages is followed by the remains of an 11th century religious complex, centred around a rectory which was transformed at the beginning of 1100 into a large Camaldolese abbey. The latest two excavation campaigns have focused on the oldest levels of the rectory and abbey and in particular on the graves linked to these two important institutions. Instead, during previous years, important sections of the 11th century church preceding the monastery, the abbey cloister and a large area used as guest quarters, were brought to light. The occupation of the area continued in the modern era when, following the suppression of the abbey, the church was demoted to a simple parish building, which, however, housed notable burial sites until the middle of the 19th century. “Thanks to the continuous use of the area around the church of Saint Peter as a burial site,” explains Antonio Fornaciari, “a notable sample of skeletal relics extending from the 11th to the 19th century has been acquired, a unique event at European level. The human remains found there constitute a real biological archive which can be examined using modern bioarchaeological and biomedical methods.”

A number of researchers from the University of Pisa have been working on the site: Francesco Coschino, head of computerized surveying and documentation, Letizia Cavallini, Alan Farnocchia and Alessandro Cariboni, area supervisors, Alessio Amaro, head of the osteology laboratory and Maurizio Sparavelli, restoration technician; Researchers from European and extra-European institutions have also participated: Taylor Zanery (University of Amsterdam) and Hanna Tramblay (Penn state University), research assistant for the excavation  documentation and logistics.

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A number of researchers from the University of Pisa have been working on the site: Francesco Coschino, head of computerized surveying and documentation, Letizia Cavallini, Alan Farnocchia and Alessandro Cariboni, area supervisors, Alessio Amaro, head of the osteology laboratory and Maurizio Sparavelli, restoration technician; Researchers from European and extra-European institutions have also participated: Taylor Zanery (University of Amsterdam) and Hanna Tramblay (Penn state University), research assistant for the excavation  documentation and logistics.

The future of the archaeological area

The mayor and local authorities of Altopascio wish to promote this archaeological area in a permanent manner: on the 7th September new guest accommodation will be inaugurated near the excavation site on the Via Francigena at Badia Pozzeveri, and this will become, to all effects, a gathering place, a rest area and an information point for tourism, history and culture. But this is only the start: the authorities in Altopascio intend to create a museum  to house  the relics found in these nine years of excavations, promulgate the importance of the site and then succeed in acquiring the funds necessary to restore and open the ancient Abbey once again.

Pisa perde uno dei suoi più insigni matematici. È scomparso, a quasi 92 anni, Edoardo Vesentini. Ha insegnato Geometria nell'Università di Pisa dal 1959 al 1967 dopo un’esperienza alla Northwestern University di Evanston nell’Illinois e all’Institute for Advanced Studies di Princeton. Il rettore Paolo Mancarella e tutta la comunità universitaria esprimono il loro cordoglio e la loro vicinanza alla famiglia Vesentini.

Nato a Roma il 31 maggio del 1928, Edoardo Vesentini si era laureato all’Università di Milano nel 1950 e aveva ottenuto la libera docenza in Geometria nel 1956. Oltre che nell’Ateneo pisano, Vesentini ha insegnato anche alla Scuola Normale dal 1967 al 1996, prima di concludere la carriera di docente al Politecnico di Torino.

Nella sua lunga carriera ha svolto ricerca in numerose università dando importanti contributi alla geometria algebrica, alla geometria differenziale globale, alla topologia algebrica e alla teoria delle varietà complesse. Tra i tanti notevoli risultati da lui conseguiti vanno, in particolare, ricordati quelli sulle classi canoniche di varietà algebriche e quelli ottenuti in collaborazione con Aldo Andreotti sulla coomologia delle varietà di Kähler non compatte. Altri importanti risultati di Vesentini riguardano lo studio di difficili questioni sulla rigidità di domini complessi pluridimensionali, sulle distanze e metriche invarianti in più variabili complesse e sulle funzioni olomorfe a valori in uno spazio o in un'algebra di Banach.

È stato Research Professor presso la University of Maryland (dal 1971 al 1980) e Visiting Professor presso l’Institut des Hautes Etudes Scientifiques (Bures-sur-lvette, 1961, 1967), il Tata Institute of fondamental Research (Bombay, 1965), l'Università del Cairo e Istanbul (1966) e il Forschung Institut fuer Mathematik (Zurigo, 1968).
È stato inoltre Research Associate, presso l'Università di Harvard nell’anno accademico 1963/64 e ha tenuto seminari e conferenze in importanti Università e centri scientifici di Europa, America, Asia.

Vesentini ha ricoperto la carica di Presidente dell'Istituto Nazionale di Alta Matematica dal 1977 al 1985 ed è stato vice-direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa dal 1968 al 1970 e poi direttore dal 1978 al 1987. È stato eletto come indipendente di sinistra Senatore della Repubblica per la legislatura dal 1987 al 1992. È stato socio corrispondente dell'Accademia Nazionale dei Lincei dal 1979, socio nazionale dal 1988, presidente dal 1997 al 2003.

È stato inoltre socio corrispondente dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere dal 1979, socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino dal 1995, socio dell'Accademia Nazionale dei XL dal 1997, socio straniero dell'Accademia delle Scienze Russa, socio dell'Accademia Europea de Yuste dal 2000. Ha ottenuto il Premio Pomini (1956), il Premio Bonavera (1959), il Premio Caccioppoli (1962), la Medaglia d'oro della Società Italiana delle Scienze (1975), il Premio Feltrinelli (1981), la Medaglia d'oro di Benemerito della Scuola, della Cultura e dell'Arte e la nomina a Grande Ufficiale dell'Ordine "Al Merito della Repubblica".

Edoardo Vesentini ha pubblicato più di cento lavori scientifici tra i quali ricordiamo: On compact, locally symmetric Kähler manifolds (con E. Calabi, 1960); Carleman estimates for the Laplace-Beltrami equation on complex manifolds (con A. Andreotti, 1965); Holomorphic maps and invariant distances (con T. Franzoni, 1980); Complex geodesics (1981); Lezioni di geometria differenziale (1995); Introduction to continuous semigroups (con G. Gentili e F. Podestà, 2002).

Si pubblicano di seguito i ricordi scritti dal professor Carlo Petronio, ordinario di Geometria e prorettore vicario dell'Università di Pisa, e dal professor Marco Abate, ordinario di Geometria e prorettore alla Didattica.

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In morte di Edoardo Vesentini

Ho appreso con dolore della morte di Edoardo Vesentini avvenuta oggi 28 marzo 2020.  La notizia è stata pubblicata dall’Università di Pisa e dalla Scuola Normale Superiore accompagnata dalla menzione dei suoi molti meriti e ruoli scientifici, accademici, amministrativi e civili.  Voglio dunque in poche righe tratteggiarne un ricordo strettamente personale, ripercorrendo alcuni momenti del mio rapporto con lui.

Conobbi Vesentini all’inizio del mio terzo anno in Normale, quando gli chiesi di essere relatore del mio colloquio interno. In realtà non avevo seguito nessun suo corso né lo conoscevo personalmente, ma l’analisi complessa che avevo iniziato ad apprendere in altri corsi mi attraeva moltissimo, e sapevo che lui ne era un grande esperto. Nonostante fosse Direttore della Scuola e dunque impegnatissimo mi accettò subito come allievo e mi seguì sempre con attenzione, sia per il colloquio sia poi per la tesi di laurea, guidandomi con consigli preziosi e leggendo sempre con sollecitudine le varie successive approssimazioni a un testo accettabile che gli proponevo. Un episodio curioso e significativo di questo periodo risale veramente proprio alla seconda volta in cui mi ricevette dopo avere accettato di seguirmi per il colloquio. Mi accennò a una generalizzazione che secondo lui era possibile fare di un vecchio lavoro sugli automorfismi dei domini, dicendomi però che quel lavoro era disponibile solo in tedesco e chiedendomi se io conoscessi quella lingua. Io risposi che non ne conoscevo una parola e lui placidamente mi diede lo stesso le indicazioni bibliografiche e mi disse di tornare una volta che l’avessi letto. Evidentemente per lui le difficoltà non erano che ostacoli destinati a essere superati! Il colloquio e la laurea andarono bene, nonostante lui nel frattempo fosse passato al ruolo di senatore e ministro ombra, e riuscire a incontrarlo fosse divenuto a volte un’impresa proibitiva.

Un secondo episodio che voglio raccontare e che dice molto della generosità di Vesentini risale al mio primo anno di perfezionamento, quando mi appassionai moltissimo alla geometria iperbolica che avevo iniziato a studiare prima di laurearmi e sulla quale ero tentato di mettermi a lavorare, anche se mi dispiaceva lasciare lui e l’analisi complessa. In quel frangente, come poi in molti altri, Vesentini mi diede un completo appoggio, nonostante la mia scelta fosse quella di “abbandonarlo” scientificamente, dimostrandosi del tutto slegato da certe infelici logiche accademiche.

Appoggio e stima che ebbe modo di confermarmi a breve, quando, pochi mesi dopo la mia laurea, mi propose di affiancare l’indimenticato amico Franco come segretario di redazione degli Annali della Classe di Scienze della Scuola, un ruolo che ricopro con piacere tuttora. Nei lunghi anni in cui collaborai con lui in quella veste imparai moltissimo sugli aspetti scientifici, tecnici e organizzativi di come funziona una rivista di matematica, ed ebbi sempre modo di apprezzare il rigore e la passione con cui Vesentini la dirigeva.

Un altro caso in cui Vesentini giocò un ruolo importante nella mia carriera fu quando io e l’amica Chiara decidemmo di raccogliere in un libro i testi e le soluzioni degli esercizi fantasticamente difficili che avevamo insieme negli anni affrontato e (prima o poi) risolto per gli esami dei vari corsi di geometria all’università e per i concorsi da ricercatore. Anche in quel caso da lui ricevemmo sostegno e utilissimi consigli, nonché i buoni uffici che ci permisero di pubblicare il volume presso il prestigioso editore Bollati-Boringhieri, con una sua affettuosa prefazione.

L’ultimo episodio che voglio ricordare è quello in cui ebbi l’onore di essere invitato come oratore a un piccolo evento organizzato a Firenze in occasione dei suoi 80 anni. In quel caso parlai di un tema con il quale mi ero in qualche modo riavvicinato all’analisi complessa, che suscitò da parte sua curiosità e varie interessanti domande. Ma di quel giorno ricordo in particolare quando l’amico Graziano si accorse che io al nostro comune relatore davo ancora del lei, e mi disse a quattr’occhi che Vesentini in fondo era timido e che nonostante la mia più giovane età avrei dovuto essere io a proporgli di passare al tu. Cosa che, oltre vent’anni dopo il colloquio in Normale, mi decisi finalmente a fare e che lui accettò con il consueto rassicurante sorriso e la mitezza che lo contraddistingueva sempre.

Abbiamo tutti perso, e io fra gli altri, un grande matematico, un maestro prezioso, un uomo generoso.

Carlo Petronio
Ordinario di Geometria e prorettore vicario dell'Università di Pisa

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Un ricordo personale

Edoardo Vesentini è stato un grande uomo. Anche fisicamente: alto, massiccio, con i capelli che ha mantenuto rossi fino in tarda età, in grado di metterti in soggezione con uno sguardo ma anche di farti sentire a tuo agio con un sorriso. Lo ricordo quando, in Piazza dei Cavalieri, usciva dalla sua minuscola 500 bianca, come aprendosi (il fatto che riuscisse a entrare in quell’auto era in sé un piccolo miracolo) fino a recuperare la sua piena altezza e ad allontanarsi camminando dritto e sicuro.

Lo conobbi al secondo anno di università, quando seguii il suo corso interno di Geometria in Normale. Le sue lezioni erano impeccabili: precise ma non formali, in grado di evidenziare i punti cruciali dei ragionamenti. Le note dei suoi corsi erano un riferimento prezioso – e lo sono tuttora; non ho mai smesso di consultarle e ancora adesso le trovo insostituibili. Insieme a Ennio de Giorgi, che teneva il corso interno di Analisi quello stesso anno, formavano una coppia che rappresentava il vero senso del vivere la matematica: fantasia e precisione, profondità e ampiezza, così diversi eppure complementari ed entrambi insostituibili.

Quando gli chiesi di fare la tesi con lui (prima di laurea e poi di perfezionamento) era Direttore della Scuola Normale, e poco dopo divenne anche Senatore. Non era facilissimo incontrarlo, ma quando ci riuscivo mi dedicava tutta la sua attenzione ed era sempre in grado di dare il consiglio giusto. Non imponeva ma guidava,
lasciando che fossi io a decidere in che direzione andare ma usando la sua esperienza per indicarmi gli ostacoli da evitare sulla strada che avevo scelto.

Gli devo molto, non solo professionalmente ma anche personalmente. Durante il primo anno di perfezionamento la mia ragazza vinse una borsa di scambio per andare alla University of California, Berkeley. Io mi presentai da lui e gli dissi: “Professore, l’anno prossimo devo andare in California. Come posso fare?” “Ma”, rispose lui, “se devi andare negli USA ho ancora contatti stretti con la University of Maryland…” “No, il Maryland è troppo lontano; non c’è qualcosa di più vicino a Berkeley?” “Uhm, si potrebbe provare con una borsa per l’estero del CNR, e poi fra un paio di settimane passa da qui Paul Yang, che sta a Los Angeles…”. Per farla breve, in poco tempo riuscì a farmi avere un invito per passare il primo semestre come studente alla University of Southern California, Los Angeles, e la borsa del CNR mi permise di passare il secondo semestre a Berkeley. Quell’anno californiano fu fondamentale per la mia carriera matematica, per le idee che sviluppai e i colleghi che conobbi; ma lo fu ancora di più per la mia vita personale. Tornati dalla California io e la mia ragazza ci sposammo, e se siamo ancora sposati più di trent’anni dopo è anche merito di Edoardo.

Aveva un carattere forte, e del resto non avrebbe altrimenti potuto ricoprire così bene le numerose cariche che ha avuto. Aveva opinioni precise, e non le nascondeva; ricordo bene i suoi interventi contro i premi nella matematica, che riteneva perniciosi, secondo lui la qualità della propria ricerca era sufficiente come gratificazione per un matematico. Non ha mai smesso di cercare nuove sfide, come quando nel 1997 lasciò la Normale per trasferirsi al Politecnico di Torino per cominciare una nuova avventura a quasi settant’anni quando avrebbe potuto sedersi sugli allori aspettando la pensione.

Era un gentiluomo d’altri tempi, assolutamente integerrimo, in grado di trattare con rispetto e attenzione chiunque avesse di fronte. Era un uomo di cultura che apprezzava anche i film di Lino Banfi. Aveva un sano senso dell’umorismo, e ricordo la sua risata quando lesse una sua intervista pubblicata su “Gente” che si concludeva con la frase: “Il Direttore della Normale è un geometra; pensate, neppure laureato!”. Era un uomo che non amava mostrare le proprie emozioni, ma quando lo faceva erano proprio per questo anche più vere, come avvenne nell’incontro per festeggiare i suoi ottant’anni, a cui arrivò ancora dritto, ancora imponente, ancora con tracce di rosso nei capelli, e con la forza di mostrare la commozione di fronte agli omaggi affettuosi di tanti allievi e amici.

Edoardo Vesentini è stato un grande uomo, e ci mancherà.

Marco Abate
Ordinario di Geometria e prorettore alla Didattica

L'Università di Pisa conferirà la laurea alla memoria in Scienze Agrarie allo studente Christin Tadjuidje Kamdem, scomparso nella notte tra il 22 e il 23 marzo all'Ospedale di Cisanello, dove era stato ricoverato dieci giorni prima, e una delle più giovani vittime del Coronavirus in Italia. Nato a Bahiala (Camerun) il 28 maggio 1990, Tadjuidje Kamdem aveva già terminato tutti gli esami ed era prossimo alla discussione della tesi.TADJUIDJE KAMDEM CHRISTIN 2

Il conferimento avverrà, in modalità "a distanza", martedì 7 aprile  alle ore 14.30, ossia nel giorno e nell'orario preciso in cui il giovane studente camerunense avrebbe dovuto sostenere il suo esame finale per il conseguimento del titolo di dottore in Scienze agrarie.

"È il minimo che potessimo fare, il giusto riconoscimento per gli sforzi compiuti da questo ragazzo arrivato a Pisa dal suo Camerun per realizzare un sogno - ha dichiarato il rettore Paolo Mancarella -. Sarebbe stata un'ulteriore ingiustizia privarlo di questo titolo. Dispiace dover far tutto così, a distanza, quando invece sarebbe stato bello tributargli anche un abbraccio vero. Una volta finito tutto questo, troveremo il modo di ricordarlo degnamente".

Per chi volesse seguire la cerimonia in streaming questo è il link: 

http://unipi.it/LaureeAgraria7aprile2020

 

Nella foto Christin Tadjuidje Kamdem. Credits: Associazione Studenti Camerunensi/Facebook.
 
 

Rocket helps to control hypertension and cardiovascular diseases thanks to an active ingredient capable of lowering blood pressure which is the very ingredient that gives this salad leaf its characteristic tangy flavour. The discovery comes from the University of Pisa where a team of pharmacologists led by Professor Vincenzo Calderone carried out a study in collaboration with the University of Florence, the University of Naples ‘Federico II’, and theCouncil for Agricultural Research and Economics’ (CREA) in Bologna. The research, published in the 'British Journal of Pharmacology’, the most prestigious pharmacological journal at international level, has in fact demonstrated the vasorelaxing and antihypertensive properties of the isothiocyanate Erucin, an active ingredient produced by the plant as a defense mechanism and which gives rocket its characteristic tangy flavour and smell.

“When rocket leaves are cut or chewed,” explains Alma Martelli, a researcher from the University of Pisa and first author of the publication, “the glucosinalets and the myrosinase enzyme come into contact producing the isothiosyanate Erucin. While the latter is a defense mechanism for the plant helping to keep animals away, for man it is instead an active ingredient of natural origin capable of relaxing vascular smooth muscles and lowering blood pressure by releasing hydrogen sulfide.”

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From the right, Eugenia Piragine, Alma Martelli, Vincenzo Calderone, Valentina Citi and Lara Testai


The researchers demonstrated the vasorelaxing and antihypertensive properties of the isothiosyanate Erucin both in vitro, on human aortic cells and on isolated vessels, and in vivo, on spontaneously hypertensive animals.
“This discovery has important repercussions in the medical field as in order to obtain these antihypertensive effects we will certainly be able to administer the purified active ingredient as a supplement but we will be able to obtain the same effects, at least in part, through a choice of diet,” emphasizes Alma Martelli. “In fact, in contrast to the other plants belonging to the Brassicaceae family such as cabbage, broccoli or horseradish, rocket can be eaten raw. This means that the enzyme does not lose activity through cooking, ensuring the synthesis of Erucin.”

Alma Martelli, who carried out the research, has been a researcher in Pharmacology at the Department of Pharmacy at the University of Pisa since 2014. In 2016 she received an important international award, the ‘Ciro Coletta Youg Investigator Award’, for her research in the field of isothiocyanates and hydrogen sulfide. More recently, last March, she received the ‘Best Oral communication Award’ at the ‘Le Basi farmacologiche dei Nutraceutici’ congress for her research into the antihypertensive properties of Erucin.

Alma Martelli works in a team led by Professor Vincenzo Calderone including associate professor Lara Testai and the researchers Valentina Citi and Eugenia Piragine. The team has been studying the cardiovascular properties of hydrogen sulfide for years and the pharmacology of composites from natural origins, two strands of research which have come together in this study recently published in the ‘British Journal of Pharmacology’.

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