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L’Arcidiocesi di Lucca, l’Università di Pisa - Dipartimento di Ingegneria dell’Energia e dei Sistemi del Territorio e delle Costruzioni (DESTeC) e Sisifo Società Benefit hanno siglato lunedì 19 dicembre un protocollo d’intesa per l’adesione di DESTeC al Progetto Lucensis in qualità di partner scientifico. L’accordo, sottoscritto dall’Arcivescovo, S.E. Monsignor Paolo Giulietti, dal direttore di DESTeC, Rocco Rizzo, e dall’amministratore delegato di Sisifo, Giuseppe Lanzi, mira a sviluppare delle azioni congiunte del Progetto, finalizzate alla crescita e al conseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica con l’obiettivo primario la costituzione di CERS - Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali. Alla firma erano presenti il prorettore vicario dell'Ateneo, Giuseppe Iannaccone, e il professor Marco Raugi, titolare della cattedra Unesco in Sustainable Energy Communities, e il professor Walter Ganapini, coordinatore del Comitato scientifico del progetto. Ha inoltre partecipato la dottoressa Simona Italiano, respopnsabile dell’Unità Ricerca del DESTeC.

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La firma del protocollo con, da sinistra, Lanzi, Iannaccone, Rizzo, Giulietti e Raugi.

Il DESTeC ha competenze consolidate nell’ambito della progettazione, gestione e governo dei sistemi integrati per la generazione di energia da fonti rinnovabili proprio in ambito di Comunità Energetiche.

Lucensis, progetto ispirato all’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco e alle quattro piste di conversione (CER - Comunità Energetiche Rinnovabili, finanza responsabile, consumo responsabile, proposta dell’alleanza) individuate dalla 49a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, intende ridurre l’impatto ambientale delle strutture e delle attività parrocchiali e diocesane. Attraverso una sinergica collaborazione tra le tre realtà che hanno sottoscritto l’intesa verrà favorita una puntuale disseminazione e una corretta informazione delle attività svolte, delle riflessioni maturate all’interno del Comitato Scientifico e dei valori condivisi.

"Il Progetto Lucensis che abbiamo avviato un anno fa – commenta Mons. Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca – è ispirato alla Laudato Si’ di Papa Francesco e lo stiamo vivendo come un pellegrinaggio di Ecologia Integrale. Nei processi di trasformazione, anche tecnologica, servono delle particolari competenze tecniche che dobbiamo trovare al di fuori delle nostre strutture e che abbiamo trovato con questo accordo con l’Università di Pisa. Quando istituzioni così autorevoli accettano di condividere con noi il percorso di Ecologia Integrale che abbiamo chiamato Progetto Lucensis, affrontiamo con meno timore l’obiettivo di costituire delle CERS e combattere la crescente povertà energetica".

"Come Università di Pisa, tramite il DESTeC, sede della Cattedra UNESCO in “Sustainable Energy Communities”, siamo molto contenti di poter partecipare al Progetto Lucensis mettendo a disposizione le nostre competenze scientifiche nel campo delle Comunità Energetiche – sottolinea il professor Rocco Rizzo, direttore del DESTeC - Di particolare interesse è poi per noi la natura solidale del Progetto che permette da un lato di far risaltare gli effetti “sociali” della ricerca scientifica e dall’altro di affermare il concetto di Energia come bene comune che non deve e non può essere sprecato".

Diocesi Lucca gruppo

Nella foto, da sinistra, Iannaccone, Raugi, Giulietti, Lanzi, Rizzo e Italiano.

"Ci troviamo a vivere un momento storico - commenta Giuseppe Lanzi, AD di Sisifo Società Benefit – dove è evidente che parlare di Comunità Energetiche significa parlare anche di tecnologie e di specifiche competenze; per questo è costante lo sforzo di ampliare la Comunità dei Partner. La collaborazione con DESTeC rappresenta per Lucensis la possibilità di ipotizzare anche vie nuove in questi processi che sostengono lo sforzo nazionale di transizione energetica".  

Il Progetto Lucensis (www.lucensis.org) ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica, oggi Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e del Pontificio Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Attualmente fanno parte della Comunità dei Partner di Progetto le seguenti realtà: Banca Popolare Etica, Ecocomunicazione, Ecomondo (Italian Exibition Group), Ecozema Società Benefit, Etica SGR, Fondazione Finanza Etica, Inredev, Sarvex, Sazalex.

Nella seduta di venerdì 16 dicembre, il Senato Accademico dell'Università di Pisa ha approvato la seguente mozione relativa al tema degli alloggi universitari:

L’Università di Pisa si impegna a cercare e realizzare un coordinamento tra Università, Città e ARDSU per portare avanti una interlocuzione con la Società San Ranieri S.r.l., al fine di individuare soluzioni che implementino il diritto allo studio, riducano il disagio abitativo degli studenti a basso reddito, promuovano Pisa come città accogliente verso gli studenti anche grazie alla collaborazione virtuosa tra soggetti pubblici e soggetti privati, tramite un accordo che permetta di rendere accessibile alla comunità studentesca, attraverso il bando per il posto alloggio, la struttura (oppure un certo numero di posti) che nel progetto si intende adibire a studentato.

L’Università di Pisa si impegna inoltre ad individuare, di concerto con la Città e l’ARDSU, qualsiasi altra soluzione volta a calmierare l’emergenza abitativa: a questo scopo andranno valutate con attenzione le possibilità che si apriranno con l’imminente emanazione del decreto attuativo previsto dalla legge 17-11-2022 n.175, relativo alle misure attuative del PNRR in materia di alloggi e residenze per studenti universitari.

Più in generale, l’Università di Pisa si impegna a promuovere iniziative che favoriscano l’inserimento nel tessuto cittadino degli studenti che scelgono l’Ateneo pisano, migliorando la qualità di vita e quella dei servizi disponibili, per la piena realizzazione del diritto allo studio, che è a sua volta strumento per il progresso e l’avanzamento della società tutta, a livello locale e nazionale.

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Venerdì 16 dicembre, in concomitanza con lo svolgimento del Senato Accademico, un gruppo di studenti e studentesse ha organizzato un presidio dinanzi al Rettorato per richiamare l'attenzione sulla vicenda giudiziaria che ha riguardato uno studente nella sua qualità di presidente di un’associazione studentesca denunciata per avere svolto, nel dicembre 2021, un'assemblea non autorizzata in un'aula del Polo Fibonacci. Il presidio – assolutamente pacifico – non ha interferito con il regolare svolgimento dei lavori del Senato.

Prima dell'inizio della riunione il rettore Riccardo Zucchi è uscito per ascoltare le ragioni dei manifestanti, dando appuntamento a una loro delegazione per il pomeriggio.

Durante l'incontro con la delegazione studentesca - al quale ha partecipato anche la professoressa Enza Pellecchia (prorettrice per la Coesione della comunità universitaria e per il diritto allo studio) - il rettore ha richiamato alcuni dei temi qualificanti del suo programma relativamente alla grande attenzione per gli studenti e ha ribadito l’intento di rilanciare una stagione di dialogo e confronto con le rappresentanze e le associazioni studentesche: “penso che le rappresentanze e le associazioni studentesche abbiano un ruolo importante per la vitalità di tutta la comunità universitaria, perché con la loro sensibilità e la loro attenzione a quanto accade nella società consentono una proficua interazione tra università e società, che andrebbe incoraggiata piuttosto che ostacolata. Nessuna voce deve essere repressa, a condizione che il dibattito sia costruttivo e rifugga da ogni forma di violenza e prevaricazione”.

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Si avvia alla conclusione il progetto AUTENS dell’Università di Pisa, che mira alla creazione di comunità energetiche autonome e sostenibili, in cui l’approvvigionamento energetico è garantito da fonti totalmente rinnovabili e dipende dalla disponibilità delle risorse più che dalle esigenze specifiche degli utilizzatori. L’atto finale è stato il convegno dal titolo "Comunità energetiche: una possibilità concreta per la sostenibilità", che si è svolto in Sapienza martedì 13 dicembre e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del rettore Riccardo Zucchi, dell’assessora all’Università e Ricerca della Regione Toscana, Alessandra Nardini, dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Pisa, Raffaele Latrofa, e dei professori Marco Raugi, titolare della Cattedra Unesco in Sustainable Energy Communities, e Giuseppe Anastasi, coordinatore del progetto AUTENS.

“Il convegno – ha sintetizzato il professor Giuseppe Anastasi – è stato l’occasione per far risaltare l’importanza crescente delle comunità energetiche nell’ambito della transizione ecologica e per presentare alcune iniziative per la sostenibilità attivate recentemente nel territorio, o in corso di attivazione. Nel suo ambito, abbiamo presentato i principali risultati ottenuti in due anni di lavoro, grazie a un team interdisciplinare in cui gli ingegneri si sono confrontati con esperti giuridici, economici e anche psicologi comportamentali”.

Sono quattro i principali obiettivi raggiunti dal progetto AUTENS, totalmente finanziato dall’Università di Pisa nell’ambito del programma PRA 2020. Innanzitutto, è stato realizzato un algoritmo in grado di ottimizzare le risorse e facilitare il percorso di creazione di una comunità energetica. Attraverso un esperimento di gamification che ha interessato oltre un centinaio di studenti, è stata analizzata la propensione degli utenti a modificare il proprio stile di vita in favore di un approccio energetico autonomo e pienamente sostenibile. È stato quindi sviluppato un modello di simulatore per gli edifici che possa valutarne i consumi e la relativa efficienza energetica. Infine, è stato esteso e completato il progetto che renderà a breve la sede del Dipartimento pisano di Ingegneria dell’Informazione, in via Caruso, un vero e proprio laboratorio di studio delle diverse strategie di generazione, accumulo e distribuzione di energia, attraverso il posizionamento di pannelli fotovoltaici e di stazioni per il ricarico di auto, bici e monopattini elettrici.

“La guerra e la crescita impetuosa del costo dell’energia – ha detto il professor Marco Raugi – hanno fatto aumentare di molto l’interesse per questo tema, tanto che Legambiente ha registrato l’esistenza di oltre 100 comunità energetiche in Italia, delle quali 59 nate da maggio del 2021 a giugno di quest’anno. Da segnalare è anche l’attenzione dimostrata dal Comune di Pisa e da diversi enti del territorio, mentre recentemente la Regione Toscana ha approvato una legge di sostegno alla realizzazione di comunità energetiche sostenibili. Contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della questione è un ulteriore e rilevante traguardo raggiunto dal progetto AUTENS”.

Si avvia alla conclusione il progetto AUTENS dell’Università di Pisa, che mira alla creazione di comunità energetiche autonome e sostenibili, in cui l’approvvigionamento energetico è garantito da fonti totalmente rinnovabili e dipende dalla disponibilità delle risorse più che dalle esigenze specifiche degli utilizzatori. L’atto finale è stato il convegno dal titolo "Comunità energetiche: una possibilità concreta per la sostenibilità", che si è svolto in Sapienza martedì 13 dicembre e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del rettore Riccardo Zucchi, dell’assessora all’Università e Ricerca della Regione Toscana, Alessandra Nardini, dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Pisa, Raffaele Latrofa, e dei professori Marco Raugi, titolare della Cattedra Unesco in Sustainable Energy Communities, e Giuseppe Anastasi, coordinatore del progetto AUTENS.

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Nella foto, da sinistra: Anastasi, Zucchi e Latrofa.

“Il convegno – ha sintetizzato il professor Giuseppe Anastasi – è stato l’occasione per far risaltare l’importanza crescente delle comunità energetiche nell’ambito della transizione ecologica e per presentare alcune iniziative per la sostenibilità attivate recentemente nel territorio, o in corso di attivazione. Nel suo ambito, abbiamo presentato i principali risultati ottenuti in due anni di lavoro, grazie a un team interdisciplinare in cui gli ingegneri si sono confrontati con esperti giuridici, economici e anche psicologi comportamentali”.

Sono quattro i principali obiettivi raggiunti dal progetto AUTENS, totalmente finanziato dall’Università di Pisa nell’ambito del programma PRA 2020. Innanzitutto, è stato realizzato un algoritmo in grado di ottimizzare le risorse e facilitare il percorso di creazione di una comunità energetica. Attraverso un esperimento di gamification che ha interessato oltre un centinaio di studenti, è stata analizzata la propensione degli utenti a modificare il proprio stile di vita in favore di un approccio energetico autonomo e pienamente sostenibile. È stato quindi sviluppato un modello di simulatore per gli edifici che possa valutarne i consumi e la relativa efficienza energetica. Infine, è stato esteso e completato il progetto che renderà a breve la sede del Dipartimento pisano di Ingegneria dell’Informazione, in via Caruso, un vero e proprio laboratorio di studio delle diverse strategie di generazione, accumulo e distribuzione di energia, attraverso il posizionamento di pannelli fotovoltaici e di stazioni per il ricarico di auto, bici e monopattini elettrici.

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“La guerra e la crescita impetuosa del costo dell’energia – ha detto il professor Marco Raugi – hanno fatto aumentare di molto l’interesse per questo tema, tanto che Legambiente ha registrato l’esistenza di oltre 100 comunità energetiche in Italia, delle quali 59 nate da maggio del 2021 a giugno di quest’anno. Da segnalare è anche l’attenzione dimostrata dal Comune di Pisa e da diversi enti del territorio, mentre recentemente la Regione Toscana ha approvato una legge di sostegno alla realizzazione di comunità energetiche sostenibili. Contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della questione è un ulteriore e rilevante traguardo raggiunto dal progetto AUTENS”.

L'Università di Pisa aderisce anche quest'anno al progetto di Save the Children "Volontari e Volontarie per l'educazione" che ha come obiettivo il recupero degli apprendimenti e della motivazione allo studio di bambini e adolescenti, dai 9 ai 17 anni. Il progetto prevede di affiancare stabilmente un/a volontario/a, adeguatamente formato/a, a un singolo bambino/adolescente o a un piccolo gruppo di bambini/adolescenti per l’accompagnamento allo studio online.

Da dicembre 2020 grazie anche al coinvolgimento delle università, sono stati supportati più di 3100 bambini e bambine, ragazzi e ragazze, attraverso il coinvolgimento di oltre 1600 volontari/e. Ciascun volontario/a viene accompagnato durante l’esperienza nel rafforzamento delle sue competenze attraverso una formazione iniziale obbligatoria, incontri di approfondimento tematici e in itinere durante lo svolgimento dei tutoraggi.

Già nello scorso anno accademico Pisa ha partecipato, con l'adesione di circa 60 studenti.

Maggiori informazioni sono alla pagina di Save the Children dedicata al progetto, dove si trova anche il form di iscrizione

 

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Leggi la sintesi del Report per le università.

Dalla notte del 20 novembre l’esercito turco ha ripetutamente bombardato centinaia di aree curde nel Nord-Est della Siria e nel Nord dell’Iraq, provocando morti anche tra i civili, danneggiando importanti infrastrutture, ospedali, silos con risorse alimentari. Oggetto degli attacchi è stato in particolare il territorio del Rojava, al confine nord-orientale della Siria.

Si tratta di attacchi condotti in violazione del diritto internazionale, su territori di Stati sovrani e senza il loro consenso, rivolti contro quelle stesse popolazioni curde che negli anni passati hanno svolto un ruolo fondamentale nel respingere il cosiddetto “Stato Islamico” e sono state supportate in ciò dalla comunità internazionale (valga per tutti ricordare la vasta solidarietà per la città di Kobane, sottoposta ad assedio per 134 giorni).

L’Università di Pisa esprime la propria forte riprovazione per questi attacchi, è solidale con le comunità curde colpite, chiede che si fermino tutte le operazioni militari nell’area e che si scongiuri una pericolosa escalation: occorre invece avviare un processo di reale pacificazione della regione, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

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In occasione della Giornata internazionale dedicata alle persone con disabilità, indetta dalle Nazioni Unite per il 3 dicembre, l'Università di Pisa, attraverso le narrazioni di studenti con disabilità raccolte nella collana "Progetti di vita", vuole ricordare il suo sostegno a favore di tutte le persone che si impegnano nello studio universitario per costruire il proprio futuro.
"Progetti di vita", pubblicata dalla Pisa University Press e diretta dal professor Luca Fanucci e dalla professoressa Sandra Lischi, è a cura dell’Ufficio servizi per l’inclusione di studenti con disabilità (USID) dell’Ateneo, in collaborazione con il Polo comunicazione del Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura (CIDIC). La collana viene pubblicata on line sulla piattaforma open access visibile all'indirizzo: https://progettidivita.unipi.it/.
Finora sono stati pubblicati i numeri su "Esperienze al tempo del Covid-19" e su "L'ingresso nel mondo del lavoro" ed è in via di definizione quello, in uscita all'inizio del nuovo anno, sul tema "Espressione letteraria e artistica".

Pubblichiamo di seguito un estratto della riflessione conclusiva del numero su "Espressione letteraria e artistica", a cura della professoressa Sandra Lischi. Le immagini nella Homepage e nell'articolo riproducono opere dell'artista Luca Casapieri e fanno parte dello stesso numero in via di pubblicazione.

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Tratto distintivo della collana è la narrazione in prima persona da parte di studentesse e studenti disabili dell’ateneo pisano, accompagnata da immagini e da un testo finale di commento da parte di un* espert* del Comitato Scientifico. I racconti, di grande efficacia, mettono in luce gli ostacoli di ogni tipo ma anche la determinazione, la volontà, la forza di queste persone, che sanno anche raccontarsi, a tratti, con una dose di leggerezza e autoironia, pur senza sottovalutare le difficoltà. Ne risultano anche illuminanti ritratti del mondo scolastico, del sostegno delle famiglie, degli ausili tecnologici e del supporto universitario; luci e ombre di un percorso che ha incontrato non pochi impedimenti e la cui narrazione ci aiuta a comprendere meglio e a mettere in atto (così ci auguriamo) nuovi comportamenti e modalità efficaci di sostegno e inclusione. Ma si tratta anche di vere e proprie “lezioni di vita”, formative per tutti.
Dopo il primo volume, dedicato alle esperienze di studenti e studentesse disabili nel confronto con il lungo periodo della pandemia, il secondo è stato incentrato sul rapporto università-mondo del lavoro, con testimonianze sull’esperienza formativa e le attività professionali intraprese dopo la laurea. Il terzo volume si occupa di “espressione letteraria e artistica”: quattro testimonianze che attestano passioni personali, a volte intrecciate con l’esperienza universitaria, nel campo della cultura e dell’espressione artistica. Così Giacomo Di Nuccio racconta della sua passione per la poesia e Luca Razzauti della sua vocazione alla scrittura, già concretizzatasi in un libro; Tommaso Fanucci narra la sua esperienza in quella che potremmo chiamare “didattica dell’arte” da lui ideata in occasione di uno stage universitario in una mostra di arte contemporanea, esperienza analizzata poi nella sua tesi di laurea; Luca Casapieri si dedica da tempo a una forma di arte figurativa che intreccia fotografia e pittura digitale. Sono attività che si legano al raggiungimento di possibilità effettive, anche con l’aiuto di specifiche tecnologie, e che danno esiti di grande intensità espressiva: “Un singolare e significativo connubio (scrive Francesca Corradi, curatrice del volume, nella sua introduzione) fra esperienza di disabilità e realizzazione dei propri talenti e delle proprie aspirazioni attraverso l’espressione letteraria e artistica.” E ancora dall’introduzione: “Luca, Giacomo, Luca e Tommaso rappresentano la magia di cui sono capaci l’espressione letteraria e artistica in tutte le sue forme: parole, colori, suoni, movimenti, forme. Nel momento in cui si crea un’espressione, si crea un’emozione. Ed è quello che i nostri protagonisti ci regalano in queste pagine.

Sandra Lischi
Codirettrice della collana "Progetti di vita"

Da dicembre le studentesse e gli studenti iscritti all’Università di Pisa possono acquistare gli abbonamenti mensili urbani agli autobus di Autolinee Toscane a prezzi agevolati, grazie alla convenzione sottoscritta dall’Ateneo pisano, dall’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana (ARDSU), dal Comune di Pisa e da Autolinee Toscane SpA. L’obiettivo è quello di promuovere la fruizione dei mezzi di trasporto collettivi, incentivando lo sviluppo di un tipo di mobilità sostenibile, e a migliorare i servizi a disposizione degli studenti universitari.

L’accordo, che resterà in vigore fino al 31 luglio del 2023, è stato presentato a Palazzo alla Giornata, giovedì 1 dicembre, dal rettore Riccardo Zucchi, dall’assessora regionale ai Rapporti con le Università e per il Diritto allo Studio, Alessandra Nardini, dal sindaco di Pisa, Michele Conti, dal presidente dell’ARDSU, Marco Del Medico, e da Andrea Buonomini e Sandro Bartolucci, rispettivamente direttore commerciale, marketing e tecnologie e responsabile commerciale e sviluppo tecnologico di Autolinee Toscane SpA. Per l’Ateneo pisano sono intervenuti, inoltre, la prorettrice per la Coesione della comunità universitaria e il Diritto allo Studio, Enza Pellecchia, l'ex prorettore per gli Studenti e il Diritto allo Studio, Rossano Massai, e la mobility manager Elena Perini.

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Nella foto, da sinistra: Perini, Massai, Pellecchia, Conti, Buonomini, Dringoli, Zucchi, Nardini, Del Medico.

L’acquisto degli abbonamenti mensili urbani, che riguarda tutti gli studenti iscritti all’Università di Pisa, compresi i dottorandi, gli specializzandi, i perfezionandi e i visiting student, avrà un costo differenziato sulla base del reddito familiare ISEE. Per gli studenti con ISEE fino a 36.151,98 euro e con ISEE universitario fino a 36.001,00 euro residenti fuori Toscana, il prezzo è di 16 euro; per gli studenti con ISEE superiore a 36.151,98 euro il prezzo è di 22 euro. Il costo standard dell’abbonamento è di 35 euro.

Gli studenti interessati dovranno accedere al sito internet www-at-bus.it e registrarsi nella sezione “Acquista” (https://shop.at-bus.it/), richiedendo l’ulteriore agevolazione “Studente” e seguendo le istruzioni per la registrazione. Una volta effettuato questo passaggio, sarà possibile acquistare l’abbonamento tramite il sito web, con lo sconto che sarà proposto in automatico dal sistema. L’abbonamento dovrà essere mensile e riferirsi alla città di Pisa.

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“L’accordo odierno – ha dichiarato il rettore Riccardo Zucchi - è il punto di arrivo di un lungo e prezioso lavoro avviato dal precedente rettorato e in particolare dal professor Massai e dalla dottoressa Perini. Insieme alla nuova prorettrice per il Diritto allo Studio, Enza Pellecchia, e alla stessa dottoressa Perini stiamo operando – in collaborazione con la Regione, l’ARDSU, il Comune di Pisa e Autolinee Toscane - per migliorare ulteriormente la qualità dei trasporti e per sollecitare modifiche dei percorsi che vadano incontro alle esigenze della comunità studentesca”.

“In Toscana il diritto allo studio è un pilastro delle politiche regionali – ha commentato l’assessora Alessandra Nardini - l’accordo che firmiamo oggi conferma l'attenzione della Regione Toscana e dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario verso i servizi offerti alle studentesse e agli studenti dell’Università di Pisa. Ci tenevamo molto ad attivare questo tipo di agevolazione sul territorio pisano, uno dei centri nevralgici del sistema accademico regionale. Le risorse che abbiamo deciso di destinare al sostegno di questa misura sono un investimento sul futuro perché da un lato promuovono l'utilizzo dei mezzi pubblici con i benefici che ne conseguono, dall'altro, appunto, sono un ulteriore tassello a garanzia del diritto allo studio, una scelta che ci auguriamo possa contribuire anche all'ulteriore crescita dell'Ateno pisano. Ringrazio tutti i soggetti coinvolti per il decisivo lavoro di squadra che ci ha condotti a questo risultato”.

Ha espresso soddisfazione per la nuova convenzione anche l’assessore regionale a mobilità e infrastrutture, Stefano Baccelli. “Siamo contenti – ha detto Baccelli – di avviare la convenzione per studenti universitari sul territorio di Pisa con il gestore unico. È un passaggio a cui teniamo molto perché vogliamo ribadire l’importanza della mobilità sostenibile e dare un segnale concreto verso le esigenze di questo tipo di utenza riguardo al contenimento dei costi. C’è anche un valore culturale e sociale molto forte. Oltre alla sensibilizzazione all'uso del mezzo pubblico e alle possibilità di ricadute positive su traffico e qualità dell’aria, è anche un messaggio di invito alla partecipazione alla vita del luogo in cui ragazze e ragazzi hanno scelto come luogo di studio”.

“In questi anni - ha affermato il sindaco Michele Conti - abbiamo investito molto sulla mobilità sostenibile, per trasformare Pisa in una città smart, più interconnessa, meno inquinata. Nei giorni scorsi abbiamo presentato un progetto che guarda alla Pisa del 2050, parlando di connessioni verdi e blu per il futuro della città, intendendo andare verso un futuro di sostenibilità anche nel campo della mobilità, lavorando un sistema di trasporto pubblico locale intermodale che preveda l’integrazione fra biciclette, monopattini e bus cittadini, mezzi che auspichiamo siano sempre più utilizzati da residenti e studenti, incentivati da iniziative come questa. La comunità accademica è parte integrante della nostra città, per cui contribuire, anche economicamente, alla convenzione siglata con Università di Pisa, Azienda regionale per il Diritto allo studio e Autolinee è per noi un tassello fondamentale di questo progetto”.

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“Il DSU Toscana considera fondamentale diffondere all'interno della comunità studentesca una cultura dell'utilizzo del mezzo di trasporto pubblico in alternativa a quello privato contribuendo alla riduzione del traffico cittadino – ha affermato il presidente Marco Del Medico - Per questo motivo l'Azienda ha destinato cospicue risorse a questa iniziativa che permetterà di mantenere contenuto il prezzo degli abbonamenti incentivandone l'acquisto da parte degli universitari e favorirne una maggiore integrazione con il tessuto cittadino”.

“Siamo molto soddisfatti di questa intesa con Unipi, Ardsu e Comune di Pisa - spiega Andrea Buonomini di Autolinee Toscane – perché non solo contribuirà a ridurre i costi degli abbonamenti al TPL su gomma per gli studenti universitari, ma perché soprattutto servirà a incentivare l’uso del mezzo pubblico rispetto alla mobilità privata con evidenti ricadute positive per l’ambiente. Infatti, la mobilità pubblica collettiva è uno degli strumenti fondamentali per abbattere le emissioni nocive in atmosfera, e come tale va incentivata e sostenuta proprio come farà questa Convenzione per gli universitari di Pisa. Questa volontà è e sarà la costante dell’impegno di Autolinee Toscane nel rapporto con gli enti locali e tutti i soggetti sia pubblici che privati interessati a collaborare con noi”.

Studiare e laurearsi mentre si sta scontando la pena prevista dalla legge. Questa opportunità, avviata in Toscana da oltre venti anni, si rinnova e si potenzia: è stato infatti sottoscritto a Palazzo Strozzi Sacrati, presso la presidenza della Regione Toscana, il nuovo accordo triennale per le attività del Polo Universitario Penitenziario della Toscana.

Grazie a questo patto di collaborazione potrà proseguire la collaborazione esistente tra la Regione, le Università toscane (Atenei di Firenze, Pisa, Siena e Università per stranieri di Siena) e il Prap (Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria). La Regione destinerà alle attività del polo un contributo di 120.000 euro.

L’accordo è stato firmato martedì 15 novembre, alla presenza del presidente della Regione Eugenio Giani, dall’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli, dai rettori delle università toscane: Alessandra Petrucci per l’Università degli Studi di Firenze, Tomaso Montanari per l’Università per Stranieri di Siena, Riccardo Zucchi per l’Università di Pisa, e infine Gianluca Navone, come delegato del rettore Roberto Di Pietra, Università degli Studi di Siena, e dal Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e l'Umbria rappresentato dal Provveditore Pierpaolo D'Andria. Presente alla firma anche il Garante dei Diritti dei Detenuti della Toscana Giuseppe Fanfani.

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"La firma di oggi - ha commentato il presidente Giani – dà sostanza a un diritto fondamentale, il diritto allo studio, consentendo di poter raggiungere il diploma di laurea anche se si è detenuti. È quindi un accordo che riprende in pieno lo spirito della Costituzione italiana. Inoltre questa firma esprime una volta di più la capacità di collaborazione fra la Regione, le Università e l’istituzione carceraria: istituzioni diverse che, con il Polo penitenziario, diventano un soggetto unitario”.

“ Mi preme sottolineare l’importanza di questa intesa sotto il profilo sociale – aggiunge l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli – Grazie alle opportunità offerte dal polo universitario penitenziario, infatti, si possono aprire per il detenuto di oggi nuovi orizzonti di possibilità per il domani, quando avrà terminato di scontare la sua pena. Avere questa prospettiva alimenta di gran lunga le possibilità di reinserimento sociale. Un impegno che si rinnova, dando continuità e rafforzando le attività. Ringrazio per questo tutti i soggetti coinvolti e il Garante regionale dei diritti dei detenuti, che ha condiviso il lavoro di definizione del nuovo accordo”.

Polo Universitario penitenziario, il bilancio dell’ultimo triennio

Complessivamente la popolazione carceraria in Toscana è composta da oltre 3.000 persone detenute nelle carceri, e da quasi 7.000 in esecuzione esterna.
La possibilità di seguire i corsi universitari è destinata ai detenuti e ai soggetti in esecuzione penale esterna presenti sul territorio della Regione che siano in possesso dei requisiti previsti. Il trend di partecipazione è in costante crescita: nell’ultimo triennio, nonostante le limitazioni imposte dal periodo di emergenza sanitaria, gli immatricolati sono stati oltre 400, con un record di 151 nell’anno accademico 2020-2021.
L’area degli studi di scienze politiche e quella di studi umanistici e della formazione è la più richiesta dagli studenti che negli ultimi anni hanno incrementato la loro presenza anche nelle discipline economiche e nelle scienze naturali, fisiche e matematiche.
Complessivamente nell’ultimo triennio gli studenti hanno sostenuto quasi 850 esami (record di 259 nel 2021) mentre 15 sono stati i laureati, 6 a Firenze e Siena e 3 a Pisa.

Polo Universitario penitenziario, la genesi del percorso e le novità del nuovo accordo

L'esperienza dell'Università per i detenuti è partita a Firenze nel 2000, poi nel 2003 si è allargata Pisa e Siena. Nel 2010 le tre Università si sono consorziate, con il supporto della Regione. Infine nell'ottobre 2017 è stato firmato l'Accordo di Collaborazione tra il Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, la Regione Toscana e le Università, accordo che ora è stato rinnovato.

Tra le novità del nuovo schema di accordo l’impegno a promuovere la creazione di sale studio e luoghi funzionali ai colloqui con gli studenti negli istituti, e ancora l’impegno a sviluppare un polo bibliotecario universitario che, avvalendosi anche della rete delle biblioteche, valorizzi le esperienze già in essere con l’obiettivo di promuovere la lettura in carcere e di valorizzare le competenze di ricerca informativa.

Infine il nuovo schema di accordo promuove l'organizzazione di attività di comunicazione del progetto formativo, incluso un evento annuale di restituzione delle attività svolte con il coinvolgimento dei direttori degli istituti, degli operatori e degli studenti.

Polo Universitario penitenziario, il rapporto tra università e studenti detenuti

Ogni singola Università organizza e gestisce in autonomia i propri percorsi formativi. Una segreteria regionale, che ha sede presso l'Università di Firenze, svolge un ruolo di coordinamento e supporto. Le Università garantiscono la didattica per tutti i corsi di studio attivati, compatibilmente con le risorse logistiche offerte dai singoli istituti penitenziari, impegnando personale docente e amministrativo secondo le necessita e adottando metodiche formative flessibili.

Si tratta di un incontro particolare, quello tra Università e carcere, dove la prima istituzione è costretta a rivedere completamene la gestione degli spazi e dei tempi. Qui non è l’allievo che si presenta nel luogo e nei tempi definiti dall’istituzione universitaria, bensì è l’Università che si rende disponibile a entrare in contatto con lo studente nei tempi e luoghi stabiliti dall'amministrazione penitenziaria.

(fonte: Toscana Notizie)

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