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premio fagoterapiaLa start up Fagoterapia LAB, vincitrice nel 2020 del Contamination Lab Pisa, si aggiudica il Premio Cambiamenti, il contest nazionale CNA che sostiene il pensiero innovativo delle nuove imprese italiane. Il contest, giunto alla quinta edizione, ha visto quest’anno ben 1.026 start up candidate. Al primo classificato vanno 20.000 euro, 2.000 in voucher di servizi di consulenza presso la sede CNA territoriale più vicina e due anni di adesione al sistema CNA e alle sue opportunità.

Fagoterapia LAB è la prima start up biotech italiana che lavora nel campo della ricerca, sviluppo e commercializzazione della terapia basata sui batteriofagi e sui loro derivati, per combattere la crisi globale dell’antibiotico-resistenza. I batteriofagi sono virus naturali dei batteri, che grazie alla loro capacità di infettare e uccidere esclusivamente i batteri, forniscono un'alternativa alla terapia antimicrobica convenzionale e rappresentano un potente strumento per il trattamento di infezioni persistenti.

Fagoterapia LAB srl nasce da anni di ricerca svolti da Mariagrazia Di Luca, microbiologa del Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa, e da una idea imprenditoriale che ha iniziato a prendere forma durante i percorsi PhD+ e il CYB+ del Contamination Lab 2020. Fanno parte del team e sono co-founder della start up anche Stefano Cheli, business manager, Novella Cesta, medico infettivologo e Giuseppe Maccari, virologo bioinformatico.

"Siamo molto soddisfatti del premio che abbiamo ricevuto, è sicuramente un importante riconoscimento a livello nazionale - commentano Mariagrazia Di Luca - Come è stato detto durante la cerimonia finale, la giuria ha voluto premiare progetti ambiziosi che avessero a cuore la salute della persona e il benessere della collettività, proprio come il nostro. Questa è la settimana mondiale dell'uso consapevole degli antibiotici per cercare di sconfiggere l'antibiotico-resistenza. Noi crediamo fortemente che la fagoterapia possa essere una alternativa antibatterica promettente per la riduzione della diffusione di batteri resistenti e per il trattamento di infezioni di difficile eradicazione. Siamo ancora all'inizio del nostro percorso, ma speriamo di poter portare quanto prima la fagoterapia ai pazienti anche in Italia".

Contamination Lab Pisa è il percorso formativo promosso da Università di Pisa, Scuola Sant’Anna, Scuola Normale Superiore e IMT Lucca che ha come obiettivo la promozione della cultura imprenditoriale tra studenti, ricercatori e docenti. Nato da un progetto cofinanziato dal MIUR, il CLab – grazie ai suoi corsi, ai relatori, ai coach e mentor – ha registrato negli anni una continua crescita in termini di partecipazione e progetti imprenditoriali, offrendo un percorso formativo multidisciplinare e trasversale.

È stato finanziato all’Università di Pisa il primo progetto del programma Horizon Europe (HEU), il nuovo Programma Quadro Europeo per la Ricerca e l’Innovazione promosso dall’Unione europea per il periodo 2021-2027, succeduto a Horizon 2020. Il titolo del progetto è RESORB, coordinato dal professor Giuseppe Barillaro del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e finanziato nel quadro della call EIC Pathfinder Open per un totale di 2.7 milioni di euro, di cui 712.000 euro andranno all’Università di Pisa. Partecipano al progetto anche l’Institut Mines-Telecom (Francia), l’Università del Salento, l’University College London (Regno Unito) e l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Il progetto RESORB (“On-Demand Bioresorbable OptoElectronic System for In-Vivo and In-Situ Monitoring of Chemotherapeutic Drugs”) ha l’obiettivo di sviluppare – usando materiali bioriassorbibili – componenti elettronici, fotonici e (bio)sensori per la realizzazione di un sistema optoelettronico miniaturizzato e impiantabile, per la quantificazione di molecole target di interesse clinico/diagnostico in-vivo, in-situ e in tempo reale. Il sistema trasmette i dati della misura in maniera wireless e, su richiesta, può essere dissolto in prodotti biocompatibili attraverso l’invio di un opportuno segnale esterno. Come caso di studio, RESORB si concentrerà sulla quantificazione di un farmaco chemioterapico, la doxorubicina, con lo scopo di ottimizzarne il dosaggio durante il trattamento di pazienti con tumore, attraverso una misura diretta e continua - nel tempo - del quantitativo di farmaco nel sito di impianto.

Con un budget di 95,5 miliardi di euro, Horizon Europe è il più ambizioso programma di ricerca e innovazione europeo di sempre. Le principali novità del programma sono le cinque Missioni che mirano ad affrontare le grandi sfide in materia di salute, clima e ambiente; la revisione dei Partenariati europei; la costituzione del Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC); il potenziamento della cooperazione internazionale; il rafforzamento della politica della Open Science. Il progetto RESORBE è stato finanziato nell’ambito del Consiglio Europeo per l’Innovazione, programma di finanziamento con il quale l’Unione Europea mira a supportare le innovazioni game changing sostenendole lungo tutta la filiera: dai primi risultati della ricerca, al trasferimento tecnologico allo scale-up di start up e PMI.

cd.jpgIl 18 novembre è stata presentata al Centro Studi Americani di Roma l’ottava edizione di Coding Girls, il programma che punta ad avvicinare le studentesse delle scuole superiori alle materie scientifiche.

Anche quest’anno l’Università di Pisa, in particolare con il Dipartimento di Informatica e il Museo degli Strumenti per il Calcolo, aderisce al programma che coinvolge scuole, famiglie, aziende, università e organizzazioni pubbliche e private.

Coding Girls è promosso dalla Fondazione Mondo Digitale e Missione Diplomatica USA in Italia, in collaborazione con Microsoft Italia, e per l'Ateneo la referente è la professoressa Chiara Bodei.

“Con questa nuova tappa di Coding Girls prosegue l’impegno dell’Ateneo pisano e del suo Comitato Unico di Garanzia nell’abbattere gli stereotipi di genere che ancora frenano l’accesso delle ragazze alle cosiddette discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics)" – ha commentato il Rettore, Paolo Mancarella - "tuttora considerate, a torto, come più adatte ai ragazzi."

"È quindi fondamentale" – ha concluso il Rettore - "coinvolgere le studentesse già dalle scuole medie e superiori, per rafforzare il loro interesse verso queste discipline, promuovendo la parità di genere nel settore tecnologico e facilitando i relativi accessi a percorsi universitari e di ricerca di alto livello”.

Martedì 23 novembre alle 10,15 al Polo San Rossore 1938 dell’Università di Pisa (via Risorgimento, 19) e on line su Teams si svolge il seminario “Donne e Islam. Esegesi di genere dei testi religiosi”. Coordinate dalla professoressa Renata Pepicelli dell’Università di Pisa intervengono Sumaya Abdel Qader, Marisa Iannucci e Souad Maddahi. Al centro dell’incontro una lettura del Corano e dei testi religiosi nella cornice del femminismo islamico. Questo movimento nato alla fine Novecento per rivendicare libertà e diritti si oppone ai settori integralisti del mondo musulmano, utilizzando come arma il Corano stesso riletto in una prospettiva di genere.

Sumaya Abdel Qader, nata in Italia da genitori giordano-palestinesi, è consigliera comunale a Milano e una delle fondatrici dei Giovani Musulmani d’Italia (GMI). Marisa Iannucci insegna diritto ed economia politica ed è curatrice e autrice di testi su questioni di genere e pensiero riformista islamico. Souad Maddahi, italo-marocchina, è una mediatrice culturale impegnata nel volontariato, nell’associazionismo e nel dialogo interculturale ed interreligioso. Renata Pepicelli è professoressa al insegna Islamistica e Storia dei paesi islamici all'Università di Pisa ed è autrice di molti volumi fra cui "Femminismo islamico. Corano, diritti, riforme" e "Il velo nell'Islam. Storia, politica, estetica".

 

Il 20 novembre alle 11, nell'Aula Savi dell'Orto e Museo Botanico dell’Università di Pisa (Via Luca Ghini, 5) si tiene la presentazione del progetto U-plant DISCOVER, il nuovo archivio online delle piante in coltivazione. Nell’occasione interverranno Lorenzo Peruzzi, direttore dell’Orto e Museo Botanico, Pietro Picconi, programmatore del Sistema Informatico di Ateneo, e Marco D’Antraccoli, curatore dell’Orto Botanico. Seguirà quindi una breve visita guidata dell’Orto per provare U-plant DISCOVER. Sarà possibile seguire l’evento anche in streaming https://urly.it/3g2zw.

È stato finanziato all’Università di Pisa il primo progetto del programma Horizon Europe (HEU), il nuovo Programma Quadro Europeo per la Ricerca e l’Innovazione promosso dall’Unione europea per il periodo 2021-2027, succeduto a Horizon 2020. Il titolo del progetto è RESORB, coordinato dal professor Giuseppe Barillaro del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e finanziato nel quadro della call EIC Pathfinder Open per un totale di 2.7 milioni di euro, di cui 712.000 euro andranno all’Università di Pisa. Partecipano al progetto anche l’Institut Mines-Telecom (Francia), l’Università del Salento, l’University College London (Regno Unito) e l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

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Il progetto RESORB (“On-Demand Bioresorbable OptoElectronic System for In-Vivo and In-Situ Monitoring of Chemotherapeutic Drugs”) ha l’obiettivo di sviluppare – usando materiali bioriassorbibili – componenti elettronici, fotonici e (bio)sensori per la realizzazione di un sistema optoelettronico miniaturizzato e impiantabile, per la quantificazione di molecole target di interesse clinico/diagnostico in-vivo, in-situ e in tempo reale. Il sistema trasmette i dati della misura in maniera wireless e, su richiesta, può essere dissolto in prodotti biocompatibili attraverso l’invio di un opportuno segnale esterno. Come caso di studio, RESORB si concentrerà sulla quantificazione di un farmaco chemioterapico, la doxorubicina, con lo scopo di ottimizzarne il dosaggio durante il trattamento di pazienti con tumore, attraverso una misura diretta e continua - nel tempo - del quantitativo di farmaco nel sito di impianto.

Con un budget di 95,5 miliardi di euro, Horizon Europe è il più ambizioso programma di ricerca e innovazione europeo di sempre. Le principali novità del programma sono le cinque Missioni che mirano ad affrontare le grandi sfide in materia di salute, clima e ambiente; la revisione dei Partenariati europei; la costituzione del Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC); il potenziamento della cooperazione internazionale; il rafforzamento della politica della Open Science. Il progetto RESORBE è stato finanziato nell’ambito del Consiglio Europeo per l’Innovazione, programma di finanziamento con il quale l’Unione Europea mira a supportare le innovazioni game changing sostenendole lungo tutta la filiera: dai primi risultati della ricerca, al trasferimento tecnologico allo scale-up di start up e PMI.

Venerdì 19 novembre 2021, alle ore 16.30, i colleghi giornalisti sono invitati a partecipare in presenza all’evento inaugurale della nuova Sala della Biodiversità che si terrà nella Sala Conferenze del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa (in via Roma 79, a Calci).

Sono previsti gli interventi di Massimiliano Ghimenti, sindaco di Calci, Damiano Marchi, direttore del Museo, Roberto Barbuti, già direttore del Museo, Elena Bonaccorsi, già direttrice del Museo, Fausto Barbagli, presidente Associazione Nazionale Musei Scientifici, Simone Farina, referente della Sezione Zoologia dei Vertebrati.

Dopo l’evento (della durata di circa un’ora) sarà possibile effettuare una visita dell’esposizione e intervistare il direttore del Museo.

 

Riorganizzare le mediateche dell’Università di Pisa per consentire un'autentica valorizzazione, diffusione e fruizione del prezioso materiale che contengono. E’ questo l’obiettivo del progetto “Video connection: percorsi organizzati di comunicazione scientifica nelle videoteche accademiche” del CIDIC, Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura, che si è appena aggiudicato 30mila euro dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. “Video connection” è infatti risultato vincitore di un bando della Direzione generale Cinema e Audiovisivo classificandosi 3° a livello nazionale.

“Negli ultimi decenni l'Università di Pisa ha prodotto e immagazzinato una quantità enorme di materiale multimediale, in particolare video relativi a convegni, seminari, conferenze, lezioni ed eventi – spiega il professore Saulle Panizza Direttore del CIDIC - Nell'ultimo anno poi, a causa della pandemia, i materiali prodotti sono significativamente cresciuti, rendendo rapidamente obsoleti e inefficaci i tradizionali sistemi di archiviazione e di recupero prima adottati. La sfida è dunque di poter rendere fruibile questo patrimonio potenzialmente utile in diversi contesti, dalla didattica alla divulgazione”.

In particolare, il progetto prevede il censimento del contenuto delle diverse mediateche al fine di valutarne l’interoperabilità e di adottare una piattaforma comune, ad opera del Polo Multimediale del CIDIC, in cui i diversi archivi possano far confluire dati e metadati. Verranno poi creati percorsi di scoperta e approfondimento e attivate forme innovative di meta-datazione aggiuntiva tramite il riconoscimento automatico di oggetti e temi grazie all'Intelligenza Artificiale, in collaborazione con il progetto promosso dalla regione Toscana PH-Remix.

Riorganizzare le mediateche dell’Università di Pisa per consentire un'autentica valorizzazione, diffusione e fruizione del prezioso materiale che contengono. E’ questo l’obiettivo del progetto “Video connection: percorsi organizzati di comunicazione scientifica nelle videoteche accademiche” del CIDIC, Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura, che si è appena aggiudicato 30mila euro dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. “Video connection” è infatti risultato vincitore di un bando della Direzione generale Cinema e Audiovisivo classificandosi 3° a livello nazionale.

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“Negli ultimi decenni l'Università di Pisa ha prodotto e immagazzinato una quantità enorme di materiale multimediale, in particolare video relativi a convegni, seminari, conferenze, lezioni ed eventi – spiega il professore Saulle Panizza Direttore del CIDIC - Nell'ultimo anno poi, a causa della pandemia, i materiali prodotti sono significativamente cresciuti, rendendo rapidamente obsoleti e inefficaci i tradizionali sistemi di archiviazione e di recupero prima adottati. La sfida è dunque di poter rendere fruibile questo patrimonio potenzialmente utile in diversi contesti, dalla didattica alla divulgazione”.

In particolare, il progetto prevede il censimento del contenuto delle diverse mediateche al fine di valutarne l’interoperabilità e di adottare una piattaforma comune, ad opera del Polo Multimediale del CIDIC, in cui i diversi archivi possano far confluire dati e metadati. Verranno poi creati percorsi di scoperta e approfondimento e attivate forme innovative di meta-datazione aggiuntiva tramite il riconoscimento automatico di oggetti e temi grazie all'Intelligenza Artificiale, in collaborazione con il progetto promosso dalla regione Toscana PH-Remix.

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