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Open Data

L’espressione Open Data (OD) si riferisce alla pratica della condivisione dei dati generati nell’ambito della ricerca, così come i risultati pubblicabili vengono condivisi in Open Access.

Per “dati della ricerca” si intendono le informazioni (in particolare fatti e numeri) raccolte per venire esaminate e per essere utilizzate come base per ragionamento, discussione o calcolo. Possono avere anche la forma di osservazioni, immagini, risultati di programmi informatici, registrazioni, misure o esperienze sulle quali si basa un’argomentazione, teoria, esperimento o ipotesi o altro “output” di ricerca. I dati possono essere numerici, descrittivi, visuali o tattili; grezzi, puliti o processati; possono essere conservati in ogni formato o media. Per potere essere riutilizzati devono essere accompagnati dai relativi metadati.

I dati oggi sono diventati talmente rilevanti che è difficile pensare di produrre ricerca senza che questo comporti la generazione di datasets associati. D’altronde i dati, per loro natura digitali, sono soggetti ai problemi che la digitalizzazione porta con sé: necessità di salvataggio e conservazione, capacità informatiche di base per la gestione e il riutilizzo, compatibilità dei formati, ecc.

Questo rende indispensabile l’introduzione di alcune misure che la Commissione Europea ha fortemente raccomandato agli Stati membri di implementare a livello nazionale, tra le quali:

  • adeguare i dati ai cosiddetti principi FAIR: Findable Accessible Interoperable Reusable data. Questo significa standardizzare i metadati che consentono di reperire i dati, depositare i dati stessi in repositories sicuri, accertarsi che siano interoperabili e che il software di interpretazione sia disponibile per tutti, infine dotarli di licenze aperte del genere creative commons;
  • per i progetti di ricerca finanziati da enti pubblici e privati, predisporre e tenere aggiornato il data management plan, un documento che descrive come i dati utilizzati o generati dalla ricerca verranno gestiti durante e dopo la vita del progetto;
  • prevedere la formazione di nuove figure professionali, quali il data manager ed il data steward (una sorta di “certificatore della qualità” dei dati); tali nuove figure professionali dovrebbero venire integrate nello staff di supporto ai ricercatori.

Anche ai fini della gestione dei dati della ricerca generati da ricerche finanziate, la Commissione riconosce che alcuni dati non possono essere resi accessibili ed applica per tanto il principio “aperto quanto possibile e chiuso quanto necessario”: è infatti possibile decidere di non rendere disponibili i dati per motivi di proprietà intellettuale, di privacy e protezione dei dati, di sicurezza nazionale, perché la ricerca non genera/utilizza dati o per altre legittime ragioni da specificare. Rendere aperti i dati della ricerca è tuttavia fortemente auspicato e sempre più richiesto dalla Commissione Europea.

Ultima modifica: Ven 21 Dic 2018 - 11:36

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