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Niccolò Mazzucco

 

 

 

 

 

 

Ricercatore:

Niccolò Mazzucco

 

Settore scientifico disciplinare:

Preistoria e Protostoria L-ANT/01

Biografia

Niccolò Mazzucco (Firenze, 1984) si occupa dello studio della transizione dai sistemi di caccia e raccolta ai sistemi agricoli nel Mediterraneo, durante l’Olocene. Il suo approccio allo studio delle popolazioni Mesolitiche e Neolitiche si basa su una lettura paleoeconomica delle industrie in pietra attraverso lo studio tecnologico e delle tracce d’usura. Attualmente, partecipa in numerose missioni di ricerca e scavo all’estero, nel Mediterraneo orientale e nei Pirenei spagnoli.
Dopo essersi laureato in Archeologia prestorica presso l’Università di Firenze nel 2009, tra gli anni 2010 e 2014 ha svolto un dottorato di ricerca all’Università Autonoma di Barcellona, grazie ad una borsa di studio del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC, Spagna) (programma JAEpre). Dopo il dottorato, nel 2015 ha ottenuto un finanziamento della Fondation Fyssen per svolgere due anni di postdoc presso l’UMR 7055 PréTech del CNRS (Francia). Successivamente, nel 2017 ha ottenuto un contratto postdoc di un anno finanziato dall’Université Paris Lumières. Nel 2018 è risultato vincitore del bando Marie Skłodowska Curie-Individual Fellowship (EU), per svolgere un progetto di ricerca presso il gruppo Archaeology of Social Dynamics del CSIC (Spagna). Nel corso del 2020 ha ottenuto un ulteriore contratto postdoc all’interno del programma Juan de la Cierva-incorporación del Ministerio de Ciencia e Innovación (Spagna), contratto interrotto per prendere servizio presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, nell’ambito del programma “Rita Levi Montalcini”.

 

Titolo del progetto

Crescita agricola nell'Europa preistorica. Un approccio al cambio tecnologico, economico e sociale.

 

Descrizione del progetto

Lo sviluppo dell'agricoltura ha avuto un enorme impatto sulla storia umana. La sua diffusione ha prodotto, in poche migliaia di anni, un'esplosione demografica senza precedenti in Medio Oriente e in Europa, con un graduale passaggio da società tribali a società di classe e gerarchiche. All'interno di questo processo, l'agricoltura ha svolto un ruolo decisivo. La produzione agricola rappresenta una delle principali fonti di cibo, per l'uomo e per gli animali.

Il suo arrivo provocò cambiamenti nell'organizzazione del lavoro, nelle forme d’insediamento e di gestione del territorio. Per questo motivo, il cambiamento agricolo può essere utilizzato come uno strumento per approssimare le trasformazioni demografiche e sociali del passato.

I recenti progressi metodologici offrono nuove opportunità per ottenere prove del cambiamento tecnologico in agricoltura. Alcuni approcci chiave sono: analisi funzionale quantitativa su strumenti in pietra, strumenti macrolitici, strumenti in legno; lo studio di polline, fitoliti e grani di amido da superfici di utensili e sostanze adesive.

Tutto ciò, assieme alla creazione di un quadro cronologico più preciso e la disponibilità di dati paleoambientali apre nuove prospettive per meglio dettagliare le dinamiche del cambiamento demografico. Il progetto si concentra su quattro aree: (1) Cipro e Medio Oriente, (2) Balcani meridionali, (3) il bacino adriatico, (4) e il settore orientale della Spagna.

Lo studio di contesti archeologici selezionati da queste quattro finestre cronologiche e geografiche consentiranno di osservare l'evoluzione delle tecniche agricole e così comprendere l'impatto dell'agricoltura sulle trasformazioni sociali ed economiche che le società umane hanno subito dall'inizio del Neolitico.

 

 

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