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L’Università di Pisa ricorda il soprano Mirella Freni

Scomparsa a 85 anni, nel 2002 le era stata conferita la laurea honoris causa in Lingue e Letterature straniere

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Il soprano Mirella Freni, una delle voci più belle e riconoscibili del mondo della lirica, è morta ieri a 85 anni nella sua casa di Modena, dopo una lunga malattia. Nel 2002 l’Università di Pisa le aveva conferito la laurea honoris causa in Lingue e Letterature straniere in considerazione del grande contributo portato alla valorizzazione della cultura europea. Nelle motivazioni del conferimento si leggeva infatti che “Mirella Freni ha impersonato la voce insieme immediata e raffinata che ognuna delle civiltà europee trasmette attraverso la tradizione nazionale operistica”. In particolare, la Freni “ha prestato amorosa cura alla significatività della dizione in tutte le lingue che formano il suo vastissimo repertorio, e ha letto in profondità la differenziazione e l’evoluzione dei linguaggi musicali, dagli ultimi splendori del barocco alle inquietudini del primo Novecento”. 
 
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Mirella Freni si è affermata in tutto il mondo come soprano dalla voce calda e dalla tecnica impeccabile e perfetta. Nella sua gloriosa carriera ha interpretato più di quaranta diversi ruoli – in primis quello di Mimì, la protagonista de "La Boheme", che l’ha consacrata ai massimi livelli – e si è esibita nei più celebri teatri del mondo, dalla Scala al Metropolitan, dai principali palcoscenici di Londra a quelli di Parigi, Mosca e Tokio. Mirella Freni ha collaborato con le più grandi personalità della musica operistica e da concerto. Non solo è stata la cantante preferita del maestro d’orchestra Herbert Von Karajan, ma ha lavorato anche con Visconti e Jean Louis Barrault, Carlos Kleiber e Abbado, Strehler e Ronconi, Jean Vilar e Zeffirelli, Sinopoli, Muti e Ozawa.
 
La cerimonia della laurea honoris causa, che si tenne il 24 maggio 2002 nell’Aula Magna nuova del Palazzo della Sapienza, fu aperta dai saluti dell'allora rettore Luciano Modica, e con la “Lettura della motivazione” da parte del preside della facoltà di Lingue e letterature straniere, Giuseppe Di Stefano. Subito era intervenuto il prorettore vicario, Guido Paduano, che aveva pronuciato la “Laudatio” in onore della celebre cantante lirica. 
 
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Mirella Freni aveva chiuso il programma con la “Lectio Doctoralis”, di cui ricordiamo questo significativo passaggio: "Ho sempre pensato che l'interpretazione di un testo musicale sia una particolare forma di creazione, certo non paragonabile al lavoro del compositore, del grande artista che dal nulla fa emergere emozioni e sentimenti semplicemente accostando delle note. È però vero che la stessa musica può essere resa in molteplici modi, in diverse sfumature, capaci di toccare l'una o l'altra corda emotiva e del pensiero. Qui sta il lavoro creativo dell'esecutore: dare vita a quei puntini neri scritti sul pentagramma, comprensibili solo da chi è musicista, e farli arrivare all'orecchio o, meglio, al cuore e alla mente di chiunque ascolti, indipendentemente dalle differenze di cultura, di lingua, di strato sociale. La grandezza della musica sta nel saper eliminare le barriere attraverso un impatto emozionale, capace di essere percepito da tutti; una lingua universale, comprensibile in ogni tempo e in ogni luogo. Ma per poter arrivare a tale risultato, occorre uno studio approfondito, una complessa elaborazione personale nella quale l'interprete, pur ponendosi al servizio di quelli che sono gli intenti musicali del compositore, metterà sempre qualcosa di sé”.
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  • 10 febbraio 2020

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