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Etegami. Come i bambini giapponesi vedono l’Italia

Mostra al Museo della Grafica

data 16 Giugno 2017 - 30 Settembre 2017  |  luogo Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi Palazzo Lanfranchi, Lungarno Galileo Galilei, 9, 56125 Pisa PI, Italia
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EtegamiNelle sale del Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi sarà ospitata - da giugno a settembre 2017 - la mostra Etegami. Come i bambini giapponesi vedono l’Italia, organizzata dalla Fondazione Italia Giappone e patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dall’Ambasciata del Giappone e dall’Istituto Giapponese di Cultura.

L’iniziativa è nata nell’ambito della Rassegna Italia in Giappone 2001, la prima e più imponente iniziativa promozionale del Sistema Italia all’estero, con oltre 800 eventi realizzati in tutto il Giappone. In collaborazione con l’Associazione Giapponese Etegami, fu rivolto un invito ai bambini giapponesi affinché inviassero all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo degli etegami, cioè cartoline postali illustrate a mano, secondo la tradizione giapponese, sulle quali avrebbero dovuto disegnare l’Italia secondo la loro fantasia. Risposero all’invito ben 25.000 alunni di 2.565 scuole elementari e medie. I disegni pervenuti – una cui selezione è oggi presentata nella mostra allestita a Pisa al Museo della Grafica, dopo essere stata esposta a Tokyo ed in vari musei italiani – ci forniscono illustrazioni curiose e suggestive di come i bambini giapponesi hanno immaginato il nostro Paese, realizzate con tecniche che rimandano alla tradizione dei manga, i disegni in libertà cui si ispirano i celebri fumetti giapponesi.

L’invio di cartoline illustrate in alcuni momenti topici dell’anno o semplicemente per fare un saluto è una delle tante usanze giapponesi. In commercio esistono moltissime cartoline, ma è ancora diffusa la tradizione di crearle da sé. L’etegami è uno degli approcci più popolari e amati, che consiste nel disegnare immagini semplici corredate da messaggi brevi e sentiti,utilizzando inchiostro nero per definire contorni e scritte, ed acquerelli colorati per realizzare le campiture. Se anche non tutte le cartoline inviate dai bimbi giapponesi sono state create seguendo questo stile espressivo, tutte si sono ispirate ai principi cardine dell’etegami, fissati negli anni Sessanta da Kunio Koike. Studente di shodo (la Via della Scrittura), egli volle individuare una modalità espressiva più spontanea, personale ed accessibile di quanto non fosse la disciplina della calligrafia tradizionale. Per questo ideò un approccio la cui filosofia era racchiusa nel motto “Heta de ii, heta ga ii”, cioè “Se non sei bravo va bene, se non sei bravo è meglio!”.

Intento dell’etegami fu quindi quello di valorizzare, indipendentemente dal grado di abilità artistica, il contenuto di affetto rivolto al destinatario della cartolina, incoraggiando così generazioni di Giapponesi che desideravano avvicinarsi ai pennelli ma che non si sentivano sufficientemente talentuosi per farlo.
Dall’iniziale impiego dell’etegami per lo scambio di cartoline di Capodanno, la pratica si è poi allargata ad altre occasioni tipiche, come l’augurio di buona guarigione, l’inizio del caldo estivo e del freddo invernale, e così via. I soggetti disegnati sono spesso fiori, frutta di stagione, animali, oggetti di uso quotidiano, ma non esistono restrizioni al gusto personale.
Nel 1996 Kunio Koike ha fondato l’Associazione giapponese dell’etegami che, tra le sue iniziative, lancia periodicamente delle tematiche specifiche sulle quali invita tutti gli appassionati a produrre la propria personale cartolina, organizzando poi delle mostre a tema.

 

Info e Contatti:
museodellagrafica@adm.unipi.it http://www.museodellagrafica.unipi.it

2017-06-16 18:00:00
2017-09-30 14:29:08

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