Si è svolto in Sud Sudan lo scorso 12 febbraio il kick-off meeting del progetto Strengthening malaria response in South Sudan through evidence-based interventions improving health services quality and effectiveness, coordinato dall’Università di Pisa.
Il progetto, della durata di 3 anni, è svolto in partenariato con la ONG Medici con l’Africa CUAMM e con il Programma Nazionale di Controllo della Malaria (PNCM) del Sud Sudan, ed è finanziato dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo nell’ambito delle iniziative sostenute dal Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria.
La professoressa Valentina Mangano, responsabile del progetto, per l’occasione ha viaggiato in Sud Sudan dove è stata accolta dal dottor Olumide Salawu, Country Manager CUAMM.
Nella capitale Juba si è tenuto presso il Ministero della Salute un incontro con la dottoressaApal Toby, responsabile del PNCM, nonché con i responsabili del Laboratorio Nazionale di Salute Pubblica (LNSP), del Dipartimento di Salute Riproduttiva e del Dipartimento di Ricerca, Monitoraggio e Valutazione, al fine di condividere il piano operativo e definire le modalità di coordinamento tra i diversi attori istituzionali coinvolti. Un secondo incontro si è svolto presso il LNSP, per conoscere lo staff della Sezione di Parassitologia e visitare gli spazi.
Il kick-off meeting con le autorità sanitarie di Lakes State, dove verrà implementato il progetto, si è invece svolto a Rumbek, capoluogo della regione. Durante l’incontro sono state discusse in dettaglio le diverse attività da svolgere, inclusi i possibili rischi e la loro mitigazione. Si è inoltre svolta una visita dell’Ospedale di Rumbek, e in particolare del servizio di cure antenatali e del laboratorio. Le attività sul campo saranno coordinate dalla Dr.ssa Loide Cambisano, Project Manager CUAMM.
Il progetto ha come scopo quello di rafforzare la risposta alla malaria in Lakes State attraverso interventi che migliorino l’efficacia dei servizi sanitari a tutti i livelli, quello ospedaliero, quello dei centri di salute primaria e quello comunitario. Saranno oggetto di intervento 16 strutture sanitarie e 100 agenti di salute comunitaria, a beneficio di una popolazione residente di circa 900 000 persone. Gli obiettivi specifici riguardano tutte le componenti del controllo della malaria: la prevenzione, la gestione dei casi clinici e la sorveglianza.
In particolare, si vuole rafforzare il servizio di cure antenatali, inclusa la componente di prevenzione della malaria durante la gravidanza. La prima attività, che avrà inizio nei prossimi giorni, consisterà in un’indagine qualitativa e quantitativa delle barriere all’accesso e utilizzo dei servizi da parte delle donne. I risultati dell’indagine orienteranno la progettazione di un intervento mirato di miglioramento dell’organizzazione e della qualità delle cure, il cui impatto sarà verificato attraverso il confronto dell’evoluzione di indicatori chiave tra strutture coinvolte e strutture di controllo. Una volta valutata l’efficacia, il modello sarà progressivamente esteso a tutte le strutture sanitarie interessate dal progetto.
Inoltre, si vuole migliorare la qualità della diagnosi della malaria e l’appropriatezza del trattamento farmacologico attraverso attività di formazione, il rafforzamento dei laboratori e l’implementazione di un sistema di gestione della qualità.
Infine, sarà potenziata la sorveglianza della malaria attraverso la sperimentazione di un sistema basato sui servizi antenatali, con le donne in gravidanza come popolazione sentinella. Il sistema permetterà al PNCM di disporre di dati rappresentativi sulla prevalenza della malaria, utili per pianificare e valutare l’impatto degli interventi di controllo. Inoltre, i campioni raccolti potranno essere analizzati per monitorare l’insorgenza e la diffusione di mutazioni nel genoma del parassita associate a farmacoresistenza o escape diagnostico. Per potenziare la capacità del Paese nella sorveglianza molecolare della malaria sarà realizzato un corso di formazione dedicato presso il LNSP.
Il gruppo di lavoro dell’Università di Pisa è composto dalla professoressa Lara Tavoschi (Salute Pubblica), dalla dottoressa Isotta Triulzi (Post-doc), dal dottor Marco Prato (dottorando) e dalla professoressa Laura Baglietto (Statistica Medica). Collaborano inoltre le scuole di specializzazione in Microbiologia e Virologia, Malattie Infettive, Ginecologia e Ostetricia, Igiene e Medicina Preventiva.
Il progetto è in continuità con una precedente iniziativa svolta nello Stato di Western Equatoria del Sud Sudan, e rafforza ulteriormente la collaborazione tra l’Università di Pisa e Medici con l’Africa CUAMM, sia nel campo delle malattie infettive che di quelle non trasmissibili. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo nella cooperazione internazionale e nella promozione della salute globale.




