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Anna SoliniLa professoressa Anna Solini, del dipartimento di Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell'area critica dell’Università di Pisa, è risutata tra i 5 vincitori del finanziamento messo in palio dalla Fondazione Diabete Ricerca in partnership con Esselunga per una ricerca in tema di diabete. La ricercatrice si è aggiudicata la somma di 25.000 euro grazie al progetto “Recognition of environmental pollutants as markers/determinants of renal damage during the course of type 2 diabetes”.

La finalità di questo studio è quella di valutare il ruolo di alcuni contaminanti ambientali e dietetici presenti in molti prodotti industriali (dai cosmetici agli agenti usati nella pulizia degli ambienti, agli involucri alimentari in plastica) nello sviluppo e nella progressione del danno renale in corso di diabete, esplorando anche la efficacia di diete relativamente prive di contaminanti nel ridurre questo rischio.

The University of Pisa, the first in Italy and among the first in Europe, is adopting state-of-the-art Blockchain technology in order to enhance mobility and internationalization in students' careers. The project, born from the collaboration between the University of Pisa and CIMEA, the Italian Information Center on Mobility and Academic Equivalences, member of the ENIC-NARIC network of the EU, the Council of Europe and UNESCO, and financed by the Ministry of Education, Universities and Research (MIUR), represents an important step forward towards placing the student at the centre of the learning process.

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In fact, using Blockchain technology, students will always be able to make available their own "portfolio" of information, containing key records and information (such as that which has given them admission to the university and showing how these correspond to other national systems), in a permanent, unchangeable but accessible manner. Upon enrollment, Unipi students can then permanently record the qualifications they receive according to international standards, so as to make them "legible" in Italy and abroad. In addition, the Blockchain system will allow them to add other qualifications later on, certifying and sharing them securely and permanently with other institutions or future employers.

The partnership between the University of Pisa and CIMEA adds a fundamental element to the process of recognition of qualifications and the analysis of the comparability of foreign qualifications in the Italian system, through the use of the main international classification systems and the portability of comparability assessments received from foreign institutions.

"Our University - comments prof. Paolo Maria Mancarella, Rector of the University of Pisa, - has always been attentive to internationalization and innovation in both research and teaching. This project combines both aspects, with innovation that becomes a tool both to facilitate student mobility and to strengthen the international dimension of our University. A project that leads me to imagine a future world in which students can move from one university to another, in different countries, without having to physically exchange documents, with a view to complete dematerialization".

"The project originally stems from the desire to speed up the process of matriculation of international students in our University’s programmes" - adds prof. Francesco Marcelloni, Pro-Rector for Cooperation and International Relations of the University of Pisa, - “giving the possibility to submit all the documentation in digital form through a simple interface and proceeding with the validation of the qualifications presented by the candidate through the service made available by CIMEA. Thanks to Blockchain, this verification will remain certified and available to the student who can use it throughout his/her life. This first prototype will then be extended to manage the careers of all students enrolled at the University of Pisa".

"I am particularly proud of the partnership with the University of Pisa for this extraordinary innovation in student life. - declares Luca Lantero, Director of CIMEA - The main objective for our Center is to promote academic mobility in all its forms. The possibility of having a digital certificate on Blockchain will help students during and after their academic career, facilitating the work of securities assessors".

"We are facing a real innovation in the university sector" - adds Prof. Antonella Martini, President of CIMEA - "in line with the current internationalization policies of the Ministry of Education, Universities and Research and the objectives of the recent Paris Communiqué of Ministers of Higher Education, getting closer and closer, thanks to the impulse given by Italy and the University of Pisa, to the realization of procedures for the automatic recognition of academic qualifications".

L'Elba è l'isola Toscana più ricca di specie vegetali, sono 1.098 quelle attualmente presenti di cui 8 endemiche, cioè esclusive dell'isola. Un patrimonio di biodiversità che però attualmente è a rischio, sia per i cambiamenti del paesaggio negli ultimi cinquanta anni, sia per la presenza di ben 101 specie aliene naturalizzate che rappresentano una minaccia per la conservazione della flora autoctona. È questo il quadro che emerge da due studi coordinati da Angelino Carta, ricercatore del dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa, e realizzati con la stretta collaborazione del professore Lorenzo Peruzzi dell’Ateneo pisano per la parte floristica e di due colleghi dei Royal Botanical Gardens, Kew, e dell'Università di Friburgo per l’analisi del paesaggio. Le due ricerche, cioè l’inventario aggiornato e completo delle piante che crescono spontaneamente all'Elba e la mappatura delle modifiche del paesaggio vegetale, sono state pubblicate rispettivamente sulle riviste “Italian Botanist” e "Applied Geography".

“Si tratta di un lavoro durato quasi 10 anni e realizzato grazie alla collaborazione di appassionati ricercatori, anche non accademici – racconta Angelino Carta – un’opera fondamentale per conoscere e tutelare la biodiversità vegetale dell'isola, in particolare, l'inventario floristico è stato possibile soprattutto grazie al meticoloso lavoro svolto da Brunello Pierini”.

 

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Zafferano dell’Elba (Crocus ilvensis), la specie endemica scoperta e descritta per la prima volta dai botanici Unipi

 

Come emerge dallo studio, il patrimonio vegetale dell’Elba è costituito soprattutto da piante mediterranee ma anche da numerose specie endemiche, tra cui ad esempio lo Zafferano dell’Elba (Crocus ilvensis), scoperto e descritto per la prima volta nel 2011 proprio dagli studiosi pisani. Di particolare interesse poi anche altre dieci specie che in Toscana si trovano solamente sull’isola, come ad esempio il timo arbustivo (Thymbra capitata), pianta diffusa in Italia del Sud e che trova proprio all’Elba il suo limite settentrionale.

“La ricchezza dell’isola d’Elba deriva dal fatto che sull’isola sono presenti contemporaneamente vari stadi evolutivi della vegetazione, dal pratello, alla macchia bassa sino al bosco – spiega Angelino Carta - una biodiversità sulla quale l’intervento dell’uomo nel passato ha inciso positivamente”.

 

Angelino Carta

Angelino Carta, dipartimento di Biologia, Unipi

Come la mappatura del paesaggio ha però rivelato, il declino dell'agricoltura negli ultimi cinquanta anni ha determinato una completa modifica del paesaggio vegetale, con il passaggio da un'isola in larga parte coltivata a un'isola in gran parte ricoperta da una fitta vegetazione, ma con una drammatica riduzione del numero e della varietà degli habitat vegetali.

“Se a questo aggiungiamo la diffusione di specie aliene, alcune delle quali note in Toscana solo per l’Arcipelago Toscano, come il loto americano (Diospyros virginiana) o l’albizia (Paraserianthes lophanta) – conclude Angelino Carta - non possiamo che lanciare un allarme per il futuro incerto per la conservazione della biodiversità vegetale”.

 

Il Settore Patrimonio Culturale, Siti UNESCO, Arte Contemporanea e Memoria della Direzione Cultura e Ricerca della Regione Toscana ha assegnato i contributi ai musei ed ecomusei di rilevanza regionale. Tra questi, risultano tra i primissimi posti della graduatoria di merito tre musei del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Pisa: il Museo di Storia Naturale di Calci (PI) e il Museo della Grafica che si collocano rispettivamente al terzo e quarto posto, mentre l’Orto e Museo Botanico al sesto aggiudicandosi 14.785,72 euro ciascuno.

Nella valutazione sono stati presi in considerazione vari parametri tra cui: le dotazioni fisse dei musei, i servizi di accoglienza, le ore di apertura al pubblico, il numero di visitatori, le attività educative, gli eventi rivolti al pubblico e le attività di studio e ricerca.

"L'ottimo risultato ottenuto con l'assegnazione dei contributi regionali testimonia la bontà del lavoro fin qui svolto e la qualità dell'offerta fornita – dichiara la professoressa Chiara Bodei presidentessa del Sistema Museale di Ateneo - Uno stimolo per proseguire su questa strada sia per me che per tutto il Sistema Museale”.

Nello specifico, ecco nel dettaglio i dati relativi al Museo della Grafica, all’Orto e Museo Botanico e al Museo di Storia Naturale, che con un punteggio molto alto si sono collocati subito dopo il Museo di Palazzo Vecchio di Firenze e il Museo Leonardiano di Vinci (FI), dando rilievo al contesto museale pisano.

 

Museo della Grafica


Per un totale complessivo di 3600 ore di apertura al pubblico nell’anno 2017, il Museo della Grafica ha accolto un totale di 13994 visitatori, che hanno partecipato a 16 mostre temporanee, 12 tra conferenze, seminari, convegni e congressi e 28 diversi eventi collaterali. Hanno partecipato inoltre alle attività educative organizzate dal Museo, tra cui laboratori e visite guidate, un totale di 491 utenti, dove il dato più rilevante sono le 107 classi che hanno partecipato a 11 attività educative e i 374 tra bambini, ragazzi e adulti che hanno partecipato alle attività programmate al di fuori dell’ambito scolastico, come i campus al museo, i laboratori per famiglie o le attività per pubblici con necessità speciali.

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Mostre e esposizioni
• Il tempo e le opere, 22.12.2017-11.3.2018
• La città d’acciaio. Mosca costruttivista 1917-37, 24.11.2017-10.12.2017, nell’ambito della seconda edizione della Biennale di Architettura di Pisa
• Anatomia. Realtà e rappresentazione, 20.5.2017-3.12.2017
• Massimo Bergamasco, A View From Within (Endophysical Robotic Perception), 5.10.2017-19.11.2017, nell’ambito della settima edizione dell’Internet Festival
• Artes mechanicae – Macchine sceniche di Luciano Minestrella, 7.9.2017-19.11.2017, nell’ambito del Festival Internazionale della Robotica
• Imagine robots. Video, modelli e immagini da Leonardo al Terzo Millenio, 7.9.2017-1.10.2017, nell’ambito del Festival Internazionale della Robotica
• Un luogo di bellezza: la Sagrada Familia, 7-30.7.2017
• Etegami. Come i bambini giapponesi vedono l’Italia, 16.6.2017-10.9.2017
• Luoghi (s)velati. Fotografie di Rudy Pessina, 9.6.2017-30.8.2017
• I colori di un mosaico. Acquerelli di Elisa Possenti, 28.4.2017-11.6.2017
• Oltre la Muraglia. La Cina e le Città del futuro, 27.1.2017-26.2.2017
• Viviani, 23.12.2016-30.3.2017
• Quotidiane rarefazioni. Acqueforti di Fabrizio Pizzanelli, 17.12.2016-19.2.2017
• L’Arno racconta Pisa. Navigando tra i musei dell’Ateneo, 26.11.2016-22.1.2017
• Roberto Mariani architetto, senza clamore e dissonanze, 30.9.2016-15.1.2017, nell’ambito di Bright 2016-La notte dei ricercatori in Toscana

Conferenze, seminari, convegni, congressi
• Celebrazione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne con esposizione sulla facciata del Museo della Grafica del simbolico drappo rosso, 10.11.2017
• PisaBook Festival. Presentazione del libro Balene, 14.10.2017
• Tredicesima Giornata del Contemporaneo, 14.9.2017
• In occasione del bicentenario della morte di Jane Austen, performance de “I Sacchi di sabbia” e “The English Theatre Company”, 11.7.2017
• Convegno Antoni Gaudì e la Sagrada Familia (Fabrizio Sainati), 25.5.2017
• Danteprima, presentazione del DVD della Societas Raffaello Sanzio PARADISO di Romeo Castellucci, 20.5.2017
• Notte Europea dei Musei, 20.5.2017

 

Orto e Museo Botanico


L’Orto e Museo Botanico è stato visitato complessivamente da 60027 visitatori per un totale di 3960 ore di apertura. Di questi visitatori, 6900 hanno partecipato a mostre, conferenze, seminari, convegni, congressi e altre attività, mentre 754 hanno svolto attività educative e visite guidate tra i quali le 106 classi che hanno partecipato a 13 attività educative emergono come dato rilevante, così come i 588 tra bambini, ragazzi e adulti che hanno partecipato alle attività programmate al di fuori dell’ambito scolastico, come i campus al museo, i laboratori per famiglie e le attività per pubblici con necessità speciali.

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L’attività didattico-divulgativa e di ricerca dell’Orto e Museo Botanico dell’Università di Pisa si è svolta su molteplici fronti durante il 2017. Le attività educative hanno incluso tre corsi di illustrazioni scientifico-botanica rivolta alla cittadinanza ed è stato lanciato a partire da giugno l’evento periodico “Domeniche al verde”, che ha visto l’apertura gratuita tutte le prime domeniche del mese. Altre iniziative sono state: il Concorso pubblico per la realizzazione del logo ufficiale dell’Ente, per il quale sono arrivate 198 proposte da tutta Italia, l’aver ospitato il punto segreteria/registrazione della maratona benefica “Cetilar Pisa Half Maraton” e la partecipazione al 112º Congresso della Società Botanica Italiana, svoltosi a Parma in settembre, dove l’Orto ha presentato la relazione “Il crescente impegno dell’Orto e Museo Botanico di Pisa nelle attività della terza missione, a seguito dell’inserimento nel Sistema Museale di Ateneo”.

Infine, l’Orto ha dedicato una parte importante dei suoi sforzi all’attività di ricerca, concentrandosi sulla valorizzazione degli antichi erbari, tramite l’informatizzazione dei campioni di Gaetano Savi.

 

Museo di Storia Naturale


Il Museo di Storia Naturale con sede nella Certosa di Calci (PI) ha accolto durante l’anno 2017 un totale di 54293 visitatori, per 3635 ore complessive di apertura (il Museo è aperto tutti i giorni dell’anno con orario continuato, ad eccezione del 25 dicembre).

Il 2017 è stato per il Museo di Storia Naturale un anno intenso di lavori, ristrutturazioni e rinnovamento delle esposizioni. Infatti il 26 maggio 2017 è stato aperto al pubblico un nuovo allestimento permanente, la Galleria storica, mentre durante tutto l’anno si sono svolti i lavori per l’allestimento della nuova Galleria dei mammiferi (inaugurata il 20 febbraio 2018), per la quale sono stati restaurati numerosi esemplari della collezione storica del Museo, ora in esposizione insieme agli esemplari della collezione Barbero acquisita alla fine del 2016.

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Durante il 2017 il Museo ha inoltre ospitato due importanti esposizioni temporanee di rilevanza nazionale, “Felini, eleganza letale (in prima mondiale) e “Dinosauri, predatori e prede”, oltre ad altre 15 mostre temporanee nello spazio dedicato della biglietteria. Molto vasta anche l’offerta culturale dedicata al pubblico adulto con convegni, seminari, cicli di conferenze a tema scientifico ed eventi culturali di vario tipo tra cui spettacoli, teatrali, concerti, aperture serali e il primo Instameet. Il progetto “I Musei incontrano il territorio”, in particolare, è stato dedicato alle strutture ricettive del territorio con la finalità di far conoscere le risorse che il Museo mette a disposizione e lavorare insieme per creare un sistema coordinato di accoglienza per i turisti. Le scuole si confermano uno dei pubblici privilegiati del Museo, che tutti gli anni propone un’offerta educativa vasta e diversificata.

Nel 2017 sono state circa 1000 le classi che hanno preso parte ad attività didattiche e visite guidate. Molto apprezzate anche le attività extrascolastiche come i campus al museo e i laboratori per famiglie a cui hanno preso parte oltre 800 persone. Inoltre anche per il 2017 si sono confermate le attività dedicate a pubblici con esigenze speciali come il programma dedicato a persone con Alzheimer, e la Scuola estiva per Insegnanti alla terza edizione. Il Museo si conferma infine un importante centro di ricerca, grazie agli studi che vengono svolti sulle collezioni e su tematiche attinenti e alle numerose pubblicazioni su riviste scientifiche ma anche di tipo divulgativo.

 

Particelle piccolissime, quasi indistinguibili dalla sabbia, le microplastiche nelle nostre spiagge sono una forma di inquinamento elusivo e pervasivo con cui è sempre più necessario fare i conti. A far luce sul fenomeno è arrivato un nuovo studio del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa pubblicato su Environmental Science and Technology, la rivista dell’American Chemical Society, tra le più autorevoli nel settore tecnologico-ambientale.

La ricerca coordinata dal professore Valter Castelvetro ha analizzato dei campioni di sabbia raccolti nei pressi delle foci dei fumi Arno e Serchio per determinare la quantità e la natura dei frammenti di plastica inferiori ai 2 millimetri. I risultati hanno evidenziato la presenza di notevoli quantità di materiale polimerico parzialmente degradato, fino a 5-10 grammi per metro quadro di spiaggia, derivante per lo più da imballaggi e da oggetti monouso abbandonati in loco, ma in prevalenza portati dal mare. Come tipologia si tratta prevalentemente di poliolefine, di cui sono fatti ad esempio gran parte degli imballaggi alimentari, e di polistirene, una plastica rigida ed economica usata anche per i contenitori dei CD o i rasoi usa e getta. Questi residui variamente degradati sono stati ritrovati in quantità diversa a seconda della distanza dal mare, più concentrati nella zona interna e dunale per effetto della progressiva accumulazione rispetto alla linea della battigia.

 

ricercatori

Da sinistra: Tarita Biver, Virginia Vinciguerra, Antonella Manariti, Sabrina Bianchi, Francesca Modugno, Jacopo La Nasa, Andrea Corti, Valter Castelvetro, Rita Carosi, Alessio Ceccarini



“Le nostre ricerche stanno mettendo in evidenza quanto questa forma di contaminazione ambientale possa essere pervasiva e pressoché onnipresente anche nelle zone di intensa frequentazione turistico-balneare – spiega il professore Valter Castelvetro – uno dei principali rischi poi è che le microplastiche agiscano da collettori di sostanze inquinanti anche altamente tossiche come pesticidi e idrocarburi policiclici aromatici”.

La gestione dell’inquinamento marino e lacustre da plastica, in Italia e nel mondo, si è finora per lo più limitata a campagne di raccolta e conta (più raramente di identificazione) di frammenti plastici in mare. In genere viene utilizzata la cosiddetta “manta”, una specie di retino a maglia fine trainato da imbarcazioni, che cattura oggetti e frammenti galleggianti generalmente di dimensioni maggiori di 2 millimetri. Molto più sporadiche sono invece le campagne di raccolta di plastiche sulle spiagge costiere, così come gli studi scientifici sulla loro distribuzione e gli eventuali effetti sull’ecosistema.

 

microplastiche



La ricerca dell’Ateneo pisano mira proprio a colmare questa lacuna in modo da definire un modello analitico relativo alla distribuzione delle varie tipologie di microplastiche sulle coste italiane basato su analisi a campione. A partire da questi primi dati raccolti – giusto per dare un ordine di grandezza – i ricercatori ad esempio stimano che la quantità di microplastiche sulle spiagge italiane sia pari a 1.000/2.000 tonnellate.

“E’ importante sensibilizzare il mondo scientifico e delle istituzioni nazionali ed internazionali verso il problema delle microplastiche che sebbene potenzialmente di grande impatto è stato finora poco compreso – conclude Castelvetro – sono quindi necessarie nuove ricerche per valutare quale possa essere l’effetto di questa forma di inquinamento altamente pervasiva e, stando ai primi risultati, assai più massiccia di quanto non si credesse”.

La ricerca dell’Università di Pisa è stata finanziata con i fondi di Ateneo (PRA 2017). Fanno parte del gruppo ricerca insieme a Valter Castelvetro i professori Alessio Ceccarini, Francesca Modugno e la dottoressa Tarita Biver come personale docente; i dottori Andrea Corti, Sabrina Bianchi, Antonella Manariti e Rita Carosi come tecnici di ricerca; il dottor Jacopo La Nasa, assegnista di ricerca, e Virginia Vinciguerra, laureanda del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale.

 

Thursday, 5 July, in Amman, in the presence of Professor Adel Tweissi, Jordanian Minister of University and Scientific Research, Giovanni Brauzzi, Italian Ambassador to Jordan, and Professor Maashhoor Al-Refai, President of the Princess Sumaya University for Technology a delegation from the University of Pisa, led by Professor Francesco Marcelloni, Pro-Rector for Cooperation and International Relations, signed a detailed cooperation agreement with the Royal Scientific Society (RSS) of Jordan. The President of the RSS, H.R.H. Princess Sumaya bint Hassan, participated in the ceremony and signed the protocol herself.

The Pisan delegation also comprised Professor Umberto Desideri, Director of the Department of Energy, Systems, Territory and Construction Engineering and Professor Nicola Perilli of the Department of Civil and Industrial Engineering and was accompanied by Carlo Volpi, Director of Research and development of Omnia Group, a Tuscan ICT enterprise present in Jordan through industrial and institutional partnerships.

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The agreement envisages strengthening the scientific collaboration, cooperation and interaction between the two institutions in different disciplines, through the mutual exchange of students and teachers, joint research activities, participation in research projects and technology transfer. In particular it targets IT infrastructures and ICT solutions, modeling and assessment of surface and underground water quality, the use of unconventional water resources, the development of social marketing techniques to promote water and energy conservation, the vulnerability of surface and underground water to pollution, the preservation of Mediterranean ecosystems, monitoring, forecasting and mitigation of the effects linked to climate change, and the economic and social impact of refugee flows.

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"I thank Professor Nicola Perilli and Carlo Volpi" - Prof. Marcelloni says - "for the initial contacts with Professor Hanan Malkawi, vice-president of RSS and the engineer Tareq Hasan, vice president of Princess Sumaya University, and networking that led us today, after a few months of work, to sign this agreement that allows the University of Pisa to collaborate with one of the most prestigious research and technology transfer institutions in the Middle East. I thank Princess Sumaya for her great availability and vision of the horizons of scientific collaboration, and our ambassador, Giovanni Brauzzi, whose presence at the event gave visibility to the important Italian presence in the scientific field in Jordan. I am convinced that this is the beginning of a fruitful collaboration, which will allow us, in particular, to present joint project proposals, for example to the European Commission, projects that Professors Desideri and Perilli are already developing with their RSS colleagues".

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image copy copy copy copy copy copy copy copy copy copyL’Università di Pisa istituisce una borsa di dottorato in Scienze politiche intitolata a Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano dell’Università di Cambridge, torturato e ucciso al Cairo il 25 gennaio 2016. L’Ateneo pisano ha recepito l’invito della CRUI che, lo scorso gennaio, accogliendo la richiesta di numerose organizzazioni di dottorandi, ha avanzato la proposta di destinare in tutte le università italiane una borsa di dottorato alla memoria di Giulio Regeni, per ricordarne e commemorarne l’impegno, a costo della sua stessa vita, per la libertà della ricerca. 

L’iniziativa è stata presentata in rettorato mercoledì 11 luglio dal rettore Paolo Mancarella, dalla prorettrice vicaria Nicoletta De Francesco, presidente della Fondazione premi, borse di studio e provvidenze dell’Università di Pisa che ha finanziato la borsa, dalla professoressa Marcella Aglietti, delegata per il dottorato di ricerca, e dalla professoressa Elena Dundovich, coordinatrice del dottorato di ricerca in Scienze Politiche.

«Da subito ho ritenuto l’iniziativa della CRUI importante e degna di essere recepita – ha commentato il rettore Paolo Mancarella – Ho proposto di istituire anche a Pisa una “borsa di dottorato Giulio Regeni”, così come avevano già fatto molti altri atenei italiani (solo per ricordarne alcuni Bologna, Milano Statale, Napoli Federico II) e proprio in analogia con quanto fatto altrove, ho suggerito che la borsa fosse dedicata ai temi dei quali Regeni si occupava, e quindi di bandire un progetto di ricerca a tematica vincolata, a carattere internazionale e interdisciplinare di area politico-sociale, da assegnare al dottorato di Scienze politiche. La particolarità di Pisa è che la borsa istituita è totalmente nuova e va ad aggiungersi alle altre già attive al dipartimento».

La borsa di dottorato “Giulio Regeni”, il cui oggetto è “Attori e dinamiche nazionali e internazionali nei cambiamenti di regime politico in un mondo globalizzato”, è rivolta a progetti di ricerca dedicati all’approfondimento del complicato intreccio tra istituzioni nazionali e internazionali, nonché tra soggetti politici e religiosi, al fine di giungere a una migliore comprensione della trasformazione dei sistemi politico-istituzionali. L’ambito geopolitico di ricerca potrà riguardare il Medio Oriente e il Nord Africa così come altre aree interessate da questo tipo di fenomeni.

«Dal punto di vista scientifico la borsa di studio intitolata a Giulio Regeni si inserisce in maniera armonica nel contesto degli studi e delle ricerche scientifiche condotti dal dottorato di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, caratterizzato da un taglio multidisciplinare che incentiva la ricerca nel campo delle discipline attinenti alla sociologia, alla storia e alla cultura politica», ha aggiunto la professoressa Elena Dundovich.

«L’auspicio è che la borsa “Giulio Regeni” possa essere assegnata ogni anno a un settore disciplinare diverso – conclude la professoressa Marcella Aglietti – Il miglior modo di ricordare Giulio Regeni è incentivare i nostri giovani nello studio di tematiche affini ai suoi ambiti di interesse. Per questo la borsa sarà destinata a progetti di dottorato dedicati alla ricerca in ambito di cooperazione e sviluppo in Paesi extraeuropei, di diritti umani, di risoluzione dei conflitti».

Il bando per presentare il proprio progetto di ricerca è disponibile sul portale dei dottorati di ricerca http://dottorato.unipi.it. La scadenza è il 25 luglio.

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Nella foto, da sinistra: Elena Dundovich, Paolo Mancarella, Marcella Aglietti e Nicoletta De Francesco.

Ha festeggiato i suoi primi 40 anni la rivista "Egitto e Vicino Oriente", fondata nel 1978 e da allora diretta da Edda Bresciani, Professore Emerito dell'Università di Pisa. In questa occasione la rivista, che è edita dalla Pisa University Press, si presenta con un inedito disegno di copertina color oro.
La ricorrenza è stata celebrata martedì 10 luglio, a Palazzo alla Giornata, nell'ambito di una cerimonia organizzata dalla Pisa University Press, alla quale sono intervenuti il rettore Paolo Mancarella, la prorettrice vicaria Nicoletta De Francesco, il direttore generale, Riccardo Grasso, il direttore del dipartimento di Civiltà e forme del sapere, Pierluigi Barrotta, le professoresse Alessandra Avanzini e Marilina Betrò, il professor Gianluca Miniaci, il ricercatore Paolo Marini e altri giovani docenti, oltre all'amministratore unico della casa editrice dell'Ateneo, Claudia Napolitano. Era presente la professoressa Edda Bresciani, alla quale sono legate molte delle fortune degli studi egittologici pisani, che costituiscono uno dei settori di maggior prestigio dell'Ateneo.

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"Ero già Ordinaria da dieci anni - ha ricordato la professoressa Edda Bresciani - quando decisi, con un certo coraggio, di fondare una rivista egittologica pisana: il nome 'Egitto e Vicino Oriente' mi sembrò efficace; il disegno sulla copertina, bi-diviso, mostrava le due anime delle nostre ricerche nell’ambito del dipartimento. Tolsi il disegno da una tavola dei 'Monumenti' di Ippolito Rosellini, il fondatore dell’Egittologia pisana, anzi italiana, anzi mondiale, che per primo nel 1826 insegnò Egittologia a Pisa. Fondai la rivista registrandola a mio nome, ma con l’intenzione di non conservarla tale. Infatti mi consultai con il rettore del tempo, il professor Ranieri Favilli, e cedetti contrattualmente la rivista per la cifra simbolica di una lira, stabilendone la direzione a me stessa a vita. Così nel 1978 uscì il primo numero".

"La rivista - ha sottolineato il rettore Paolo Mancarella - è nata con l'obiettivo di diffondere i risultati scientifici raggiunti nell'allora Istituto 'Ippolito Rosellini', poi Dipartimento di Scienze storiche del mondo antico, al cui interno la tradizione di studi egittologici veniva progressivamente affiancata dalle discipline orientalistiche, archeologiche e filologiche. Sin dagli inizi, dunque, la rivista si è caratterizzata per la pluralità d'interessi, oltre che per l’apertura ai giovani ricercatori e agli studiosi di altre università, con una significativa presenza di autori stranieri. Ben presto è diventata voce autorevole e accreditata sia a livello nazionale che internazionale, e oggi la sua raccolta è custodita in molte biblioteche universitarie di tutta Italia".

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Il professore Giovanni Vozzi dell’Università di Pisa è stato eletto di tesoriere dell’International Society for Biofabrication (ISBF), un’organizzazione scientifica senza scopo di lucra fondata nel 2010 che promuove a livello di ricerca, sviluppo e formazione l’innovazione nel settore della biofabbricazione. L’annuncio è stato dato venerdì 6 luglio: Giovanni Vozzi entrerà in carica il 1 gennaio 2019 ed il suo mandato durerà di tre anni. Il suo incarico prevede il controllo e la gestione della situazione finanziaria della ISBF, comprese la preparazione e presentazione della relazione finanziaria annuale, la valutazione delle sponsorizzazioni e l’organizzazione di eventi scientifici e di cooperazione internazionale.

 

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Il professore Giovanni Vozzi


“Sono molto contento dell’incarico ottenuto – ha dichiarato Giovanni Vozzi – è un importante riconoscimento che non riguarda solamente me, che sono stato tra i soci fondatori della ISBF, ma tutta l’Università di Pisa che è stata la prima in Italia fare ricerca nell’ambito della biofabbricazione”.

Giovanni Vozzi è professore associato in Bioingegneria del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione ed al Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa. E’ autore di più di 130 pubblicazioni su riviste internazionali e di numerosi brevetti. I suoi interessi di ricerca spaziano dallo sviluppo di nuove tecnologie di micro- e nano-fabbricazione alla loro applicazione all’ingegneria biomedica.

Insieme a Giovanni Vozzi entreranno come nuovi membri nel consiglio di amministrazione della ISBF anche i professori Tim Woodfield dell’Università di Otago in Nuova Zelanda come presidente, e Marcy Zenobi-Wong dell’ETH di Zurigo come segretario generale.

Giovedì 5 Luglio, ad Amman, alla presenza del professor Adel Tweissi, ministro giordano dell’Università e della ricerca scientifica, di Giovanni Brauzzi, ambasciatore della Repubblica Italiana in Giordania, e del professor Maashhoor Al-Refai, Presidente della Princess Sumaya University for Technology una delegazione dell’Università di Pisa, guidata dal professor Francesco Marcelloni, prorettore alla Cooperazione e Relazioni Internazionali, ha stipulato un articolato accordo di cooperazione con la Royal Scientific Society (RSS) della Giordania. La Presidente della RSS, H.R.H. Principessa Sumaya bint Hassan, ha voluto essere presente alla cerimonia e firmare personalmente il protocollo.

La delegazione pisana era composta inoltre dal professor Umberto Desideri, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni e dal professor Nicola Perilli del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale ed era accompagnata da Carlo Volpi, direttore della ricerca e sviluppo di Omnia Group, impresa ICT toscana presente in Giordania attraverso partenariati industriali e istituzionali.

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Attraverso lo scambio reciproco di studenti e docenti, attività di ricerca congiunte, partecipazione a progetti di ricerca e trasferimento tecnologico, l’accordo prevede di rafforzare la collaborazione scientifica, cooperazione e interazione tra le due istituzioni su diverse discipline. In particolare sulle infrastrutture IT e soluzioni ICT, sulla modellizzazione e valutazione della qualità delle acque superficiali e sotterranee, sull’uso di risorse idriche non convenzionali, sullo sviluppo di tecniche di marketing sociale per promuovere il risparmio di acqua ed energia, sulla vulnerabilità delle acque superficiali e sotterranee da fonti di inquinamento, sulla preservazione degli ecosistemi mediterranei, sul monitoraggio, la previsione e la mitigazione degli effetti legati ai cambiamenti climatici, e sugli impatti economici e sociali dei flussi di rifugiati.

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“Ringrazio il professor Nicola Perilli e Carlo Volpi” – afferma il prof. Marcelloni – “per i contatti iniziali avuti con la professoressa Hanan Malkawi vice-presidente di RSS e l'ingegner Tareq Hasan, vice presidente della Princess Sumaya University, e il lavoro di relazioni svolto che hanno portato oggi, dopo qualche mese di lavoro, a siglare questo accordo che consente all’Università di Pisa di collaborare con una delle istituzioni di ricerca e trasferimento tecnologico più prestigiose del Medio Oriente. Ringrazio la principessa Sumaya per la sua grande disponibilità e visione degli orizzonti della collaborazione scientifica avviata, e il nostro ambasciatore, Giovanni Brauzzi, la cui presenza all'evento ha testimoniato di una forte presenza italiana in campo scientifico in Giordania. Sono convinto che questo sia l’inizio di una proficua collaborazione, che consenta di poter, in particolare, presentare proposte congiunte di progetto anche in ambito comunitario, progetti che i professori Desideri e Perilli stanno già sviluppando con i diversi colleghi della RSS.”

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