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È stato rinnovato, con la firma di un protocollo in prefettura, la rete provinciale di Pisa per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne, della violenza intrafamiliare e della violenza assistita.

Il rapporto di collaborazione interistituzionale era stato avviato con la precedente firma di un protocollo nel 2013, che assicurava sistematicità alla promozione di strategie e azioni di contrasto ad ogni forma di violenza contro le donne.
Un fenomeno complesso che richiede l’integrazione di aspetti di protezione e repressione, attivati dalla magistratura e dalle Forze dell'ordine, con misure di natura psicologica e sociale e di reinserimento, di presa in carico delle vittime nonché di rilevazione, prevenzione, sensibilizzazione e formazione.

La rete vede protagonisti, accanto alla prefettura e alla provincia, il Tribunale, la Procura della Repubblica, le Forze di polizia, l’Università e l’Ufficio Scolastico Provinciale, insieme ai comuni del territorio provinciale, all'azienda ospedaliera universitaria, alle ASL, alle Società della Salute, alla Consigliera di Parità della provincia e ai centri e alle associazioni anti violenza.

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“Grande soddisfazione" per la sottoscrizione dell'intesa è stata espressa dal prefetto Giuseppe Castaldo che ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito a definirne i contenuti. “La provincia di Pisa - ha aggiunto - non è immune da episodi di violenza contro le donne, ma grazie alla accresciuta sensibilità delle istituzioni, delle Forze di Polizia e del mondo delle associazioni, il territorio offre strumenti di contrasto sempre più integrati, potenziando al massimo la capacità di risposta in termini di prevenzione, sostegno e repressione”.

"Se oggi siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno nel contrasto alla violenza maschile contro le donne, alla violenza intra-familiare e alla violenza domestica che ha come testimoni impotenti dei minori - ha detto il prorettore per i Rapporti con gli enti del territtorio, Marco Gesi -  è perché la nostra società, tanto progredita in termini di innovazione e di ricerca, è ancora molto in ritardo per quanto riguarda l’uguaglianza di genere. La conferma ce l’hanno data, nel caso ne avessimo avuto bisogno, i mesi del lockdown, durante i quali questo esecrabile fenomeno ha conosciuto un momento di particolare recrudescenza. Ma quando si parla di violenza di genere, sarebbe superficiale, ovviamente, fermarsi al mero atto fisico. Discriminazioni e molestie, troppo spesso sottovalutate se non ignorate, sono gli aspetti che rendono questo fenomeno particolarmente insidioso".
"Un motivo - ha aggiunto - che ci ha spinti, anche nei mesi più duri della pandemia, a mantenere attivo, seppur in modalità 'a distanza', il nostro servizio di assistenza, consulenza e attività di ascolto a tutela di chi si ritenesse vittima di atti discriminatori. Come non si sono fermati i lavori per il nuovo Bilancio di Genere del nostro Ateneo che vedrà a breve la luce. Questi sono solo alcuni degli esempi più recenti del lavoro che la nostra Università sta portando avanti, al fine di garantire un ambiente di lavoro rispettoso della libertà, dell’eguaglianza e delle dignità delle persone. Il nostro Ateneo che oggi rinnova il suo impegno nei confronti di questa rete provinciale è un Ateneo che vuole fare sempre di più per la prevenzione e il contrasto delle violenze di genere, sia al suo interno che su tutto il nostro territorio".

(fonte: Prefettura di Pisa)

Ci sono aziende che continuano ad assumere, pur nell’incertezza legata al difficile momento che il mondo del lavoro sta attraversando, e saranno presenti alla terza edizione della Career Week organizzata dall’Università di Pisa dal 21 al 25 settembre. Per tutta la settimana gli studenti e i neolaureati potranno assistere alle presentazioni aziendali che si svolgeranno in modalità virtuale; avranno così modo di conoscere le opportunità professionali disponibili direttamente dalla voce dei manager e dei responsabili della selezione del personale.

Sono 29 le aziende che hanno aderito, rappresentative di settori diversi, dall’information & communication technology alla grande distribuzione organizzata, passando per il settore assicurativo e ovviamente l’industria a 360 gradi (meccanica, farmaceutica, manifatturiera). Nomi di grandi e importanti aziende quali Google, Ikea, Enel, Alleanza Assicurazioni, Gruppo Menarini, si affiancano alle PMI delle eccellenze del territorio.

90 le offerte di lavoro pubblicate a oggi, relative sia a posizioni di tirocinio che di apprendistato, ma anche contratti a tempo determinato e indeterminato alle quali si sono candidati quasi 500 studenti degli oltre 600 che si sono iscritti.

Notevole anche la partecipazione degli studenti – quasi 400 - alle giornate di preparazione denominate “Aspettando la Career Week”: i consulenti del Career Service hanno svolto dei webinar per aiutare gli studenti a migliorare la propria comunicazione attraverso la redazione del CV e la preparazione al colloquio di lavoro. Un segnale tangibile di quanto sia importante e necessario investire in attività di orientamento e consulenza di carriera.

“Nonostante l’emergenza sanitaria ancora in corso – ha dichiarato Rossano Massai, prorettore per gli Studenti e delegato al Placement dell’Università di Pisa - non abbiamo voluto rinunciare al nostro appuntamento annuale con la Career Week per dare un segnale positivo e di fiducia ai nostri giovani e alle aziende e per cogliere in anticipo quella spinta significativa alla ripartenza che gli indicatori economici di questo ultimo periodo stanno mettendo in evidenza. Gli ultimi dati occupazionali pubblicati da AlmaLaurea a giugno evidenziavano una netta ripresa delle richieste di curricula di laureati da parte delle aziende poi interrotta dalla pandemia. Con questo evento abbiamo voluto esaudire la richiesta di nuove energie umane e competenze professionali da parte delle imprese che continuano ad assumere e offrire ai nostri giovani la possibilità di mettere a frutto il loro eccellente percorso di formazione universitaria. Mai come in questo momento si sente la necessità di mettere in campo forze fresche e idee innovative, proprie dei giovani, per ridisegnare un nuovo sistema produttivo basato su paradigmi profondamente modificati dall’improvviso e doloroso insegnamento che il Covid-19 ci ha impartito”.

Gli studenti e i neolaureati dell’Università di Pisa interessati a seguire le presentazioni dovranno iscriversi a ogni singola giornata tramite la piattaforma Career Center su cui le aziende pubblicheranno le loro offerte di lavoro alle quali potranno iscriversi per effettuare dei colloqui nei giorni immediatamente successivi alla manifestazione.
Per accedere alla piattaforma Career Center è necessario utilizzare la email con il dominio @studenti.unipi.it
L’organizzazione dell'evento è a cura del Career Service dell'Università di Pisa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Informazioni su: www.unipi.it/careerservice

Coi suoi due bracci di 3 chilometri adagiati nella campagna pisana, vicino Cascina, l’interferometro Virgo non è solo uno dei tre più grandi e sensibili rivelatori di onde gravitazionali al mondo. Proprio per rivelare le oscillazioni dello spazio-tempo, generate a milioni o addirittura miliardi di anni luce dalla Terra, i fisici di Virgo hanno bisogno infatti di riconoscere (e se possibile schermare il rivelatore da) tutti i ‘rumori’ di origine umana o ambientale, che potrebbero coprire i flebili segnali gravitazionali: vibrazioni sismiche e moti delle maree, suoni e perturbazioni di origine umana, come aerei, attività agricole o industriali, fino ai minimi movimenti periodici della crosta terrestre o ai ‘battiti’ delle pale eoliche. Si tratta di una sfida scientifica e tecnologica incredibile, che consente oggi al rivelatore di misurare variazioni di lunghezza dei suoi bracci più piccole del diametro di un protone: un miliardesimo di milionesimo di metro.

“Allo stesso tempo questa estenuante caccia alle perturbazioni esterne, rende l’interferometro e il corollario di sensori di cui si serve, un grande e sensibilissimo orecchio in ascolto del contesto ambientale in cui è immerso – dice Stavros Katsanevas, direttore dell’European Gravitational Observatory di Pisa - E, potenzialmente, trasforma Virgo ed EGO in uno straordinario laboratorio per studiare i fenomeni dell’ambiente: ad esempio l’attività sismica o l’andamento delle maree e i moti ondosi nei pressi della costa toscana.”

Un’opportunità che non si è lasciata sfuggire il dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, impegnato da sempre nello studio dell’ecosistema marino in prossimità delle coste toscane. “In effetti sia le attività umane che i cambiamenti climatici – dice Lisandro Benedetti-Cecchi, professore di Ecologia e prorettore alla Ricerca Europea e Internazionale dell’Università di Pisa - sono fra i principali fattori che influenzano la biodiversità marina costiera. Riuscire però a misurare e identificare con precisione l’impatto dei diversi fattori in gioco, richiede l’analisi di set di dati molto ampi e diversificati, prodotti da osservazioni su lunghi periodi delle interazioni tra fenomeni ambientali ed organismi marini.”

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Ciò che EGO e Virgo possono fornire ai biologi dell’Università di Pisa è una misura diretta dell’impatto delle onde sulla linea di costa, che si riverbera nei sensori sismici dell’interferometro. Inoltre la grande risoluzione temporale dei dati resi disponibili dai fisici, permetterà ad un team che vede la collaborazione tra biologi e geologi dell’Ateneo pisano di costruire modelli più precisi dell’erosione delle coste e prevedere quanto il cambiamento climatico possa intensificare in futuro temporali, eventi metereologici estremi o correnti marine più calde e l’impatto di esse sulla biodiversità marina costiera.
“Il confronto con i dati, che raccogliamo da oltre 20 anni, sulle popolazioni di alghe e invertebrati lungo il litorale livornese – sostiene Lisandro Benedetti-Cecchi - potrebbe aiutarci a stabilire un collegamento, non ancora ben studiato, tra i cambiamenti climatici globali e le variazioni della biodiversità marina lungo le coste. E a definire anche quanto e se effettivamente la presenza di micro- e macro-organismi marini contribuisca a mitigare l’impatto dell’erosione costiera."

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Inoltre comparando la serie storica di dati biologici e quelli raccolti negli ultimi 15 anni da Virgo sarà possibile determinare con più precisione le variazioni del livello del mare in passato e quindi contribuire alle proiezioni sulla crescita di questo livello nei prossimi anni.
“Negli ultimi decenni abbiamo raccolto e archiviato un set di dati ambientali (sismici, meteorologici, di inquinamento elettromagnetico…) pressoché unico per vastità e continuità temporale – dice Giovanni Losurdo, spokesperson della collaborazione scientifica internazionale che opera Virgo – Sono convinto che la condivisione di questi dati e la collaborazione interdisciplinare, produrrà nei prossimi anni sviluppi interessanti e importanti innovazioni in molti campi inaspettati.”

“In questa direzione il nostro primo e più naturale interlocutore è l’Università di Pisa – conclude Stavros Katsanevas, direttore di EGO - ed è per questo che siamo particolarmente felici della firma di questo accordo. Con l’auspicio che sia un ulteriore tassello alla connessione sempre più stretta e proficua tra tutte le eccellenze scientifiche e tecnologiche della Toscana.”

Nella foto in alto: da sinistra, Katsanevas, Benedetti-Cecchi, Losurdo e Alberto Castelli, direttore del dipartimento di Biologia, alla firma dell'accordo (autore: @MassimoDAndrea).
Nella foto in basso: l'interferometro VIRGO.

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato giudice della Corte costituzionale la professoressa Emanuela Navarretta, ordinario di Diritto privato nell'Università di Pisa. Il relativo decreto, riferisce una nota del Quirinale, è stato controfirmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Della nomina del nuovo giudice costituzionale, dovuta al fatto che il prossimo 13 settembre avrà termine il mandato della professoressa Marta Cartabia, è stata data comunicazione ai presidenti del Senato, della Camera e della stessa Corte costituzionale.

 

“La nomina di Emanuela Navarretta a giudice della Corte Costituzionale mi riempie di orgoglio - ha commentato il Rettore Paolo Mancarella -. Ci conosciamo da tempo e, come molti sanno in Ateneo, ho potuto apprezzarne, in questi anni, la sua straordinaria competenza e professionalità, doti che evidentemente sono state colte dalla saggezza del nostro Presidente della Repubblica. Sono fiero che a pochi mesi dall'elezione di Lucia Calvosa a presidente ENI, un'altra donna della nostra Università vada a ricoprire un ruolo così importante. Nell'attesa di poterlo fare di persona, mi congratulo con lei e le faccio i miei migliori auguri per questo prestigioso incarico”.

 

Nata a Campobasso nel 1966, la professoressa Emanuela Navarretta si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Pisa nell’anno accademico 1989-’90, con votazione di 110/110 e lode, conseguendo anche il diploma alla Scuola Superiore Sant’Anna e nel 1992 il dottorato di ricerca alla stessa Scuola. Prima ricercatrice e poi professore associato alla Scuola Sant’Anna, giovanissima, a partire dal 2001 è diventata professore ordinario di Diritto privato nel dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa. In questa sede è stata vicepreside della facoltà di Giurisprudenza e poi, dal 2012 al 2016, vicedirettrice del dipartimento di Giurisprudenza. Dal 2016 è Direttrice dello stesso dipartimento.

Tra gli altri incarichi di natura istituzionale, la professoressa Emanuela Navarretta è stata nel 2013 relatrice alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati sul progetto di riforma in materia di danno alla persona e da quest’anno, a seguito di nomina da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, è vicedirettrice vicaria della Scuola Superiore della Magistratura e componente del relativo Comitato direttivo.

Nel corso della carriera la professoressa Navarretta è stata responsabile scientifico di numerosi progetti di ricerca, ultimo dei quali quello finanziato dall’Ateneo di Pisa per il biennio 2018-2020 su “Il potere della tecnica e la funzione del diritto: un’analisi interdisciplinare di Blockchain”. Fa parte di numerosi comitati di redazione di riviste giuridiche e di organi di valutazione scientifica ed è stata responsabile scientifica di collane, voci di enciclopedie, trattati e commentari. Soprattutto all’Università di Pisa ha organizzato importanti convegni e incontri di studio.

La professoressa Emanuela Navarretta è una delle più autorevoli esperte della responsabilità civile, e da tempo nei suoi studi è andata emergendo un’attenzione per i profili costituzionali correlati al diritto privato in una dimensione sempre più europea, è infatti autrice delle seguenti monografie: Costituzione, Europa e diritto privato. Effettività e Drittwirkung ripensando la complessità giuridica, Giappichelli, Torino, 2017; La causa e le prestazioni isolate, Giuffré, Milano, 2000; Diritti inviolabili e risarcimento del danno, Giappichelli, Torino, 1996.

“È necessario comprendere e far comprendere alle nuove generazioni che lo scopo del 'fare impresa' non è solo il profitto, ma anche partecipare attivamente al miglioramento delle condizioni del mondo". Con queste parole il rettore dell'Università di Pisa, Paolo Mancarella, ha aperto il Convegno Sinergie-SIMA 2020 “Grand Challenges. Company and University working for a better society”.

"Sono fiero di poter dire che il nostro Ateneo vanta una lunga tradizione di studi in questo ambito - ha continuato - Tanto da aver inserito tale impegno nel suo Statuto e, più recentemente, nel suo Piano Strategico, facendo della cultura della sostenibilità un elemento centrale della propria attività nei suoi aspetti della sostenibilità sociale, economica e ambientale. Quella cultura che oggi si concretizza, nell’attività che l’Università di Pisa porta avanti con il Responsible Management Research Center, con cui svolgiamo ricerca di frontiera sui temi del Management responsabile e dello sviluppo sostenibile".

Al suo intervento è seguito quella della rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna, Sabina Nuti. “Il momento storico che stiamo vivendo – ha spiegato - è unico e mai come ora è evidente quale ruolo fondamentale per il futuro del nostro paese, dell'Europa e del mondo possa svolgere la ricerca nel campo del management. La pandemia ci ha insegnato quanto contano le scelte organizzative e gestionali, quale impatto ha la salute e la sostenibilità ambientale sull'economia e il benessere dei popoli. Tocca a noi docenti di management dare il nostro contributo di ricerca con un approccio interdisciplinare e integrato come richiesto dal piano strategico Horizon Europe in fase di definizione.

Nella giornata di oggi anche la tavola rotonda dedicata alle best practice aziendali, moderata da Marco Frey, della Scuola Superiore Sant’Anna e da Paola Signori, Università di Verona, a cui parteciperanno Claudio Pinassi (KME), Giuseppe Sardu (Acque Spa), Roberto Lacorte (Pharmanutra), Maurizio Barsacchi (Conad), tutti alla guida di aziende con sede in Toscana che operano in ambiti diversi e sono impegnate sui temi della sostenibilità.

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“Sentiamo il peso della responsabilità sociale e etica del compito che abbiamo, di portare acqua pulita e sicura nelle case – ha detto tra gli altri il presidente di Acque Giuseppe Sardu – Quando parliamo di generare valore non intendiamo solo generare utile, ma anche garantire per il futuro un’infrastruttura strategica solida. Un’infrastruttura etica è alla base di una convivenza civile”.

Nel corso della tavola rotonda è stato anche affrontato il tema di come le aziende si sono attrezzate per affrontare l’emergenza Covid-19. “Non abbiamo fatto ricorso a ferie o cassa integrazione – ha raccontato il CEO di Pharmanutra, Roberto Lacorte - . Abbiamo fornito agli informatori metodi di lavoro compatibili con la costrizione in casa; inoltre li abbiamo messi in contatto con medici e farmacie tramite sistemi innovativi di comunicazione digitale. Questi sono stati investimenti utili per la fase emergenziale di lockdown. Ma in una seconda fase saranno sistemi complementari a quelli tradizionali che ci permetteranno di espandere ulteriormente il fatturato”.

(fonte: Ufficio Stampa Convegno Sinergie-SIMA)

Nella mattinata di venerdì 21 agosto è scomparso Emo Chiellini, già ordinario di Fondamenti chimici delle tecnologie dell’Università di Pisa, in pensione dal 2010.

Emo Chiellini si laurea in Chimica nel 1963 presso l’Università di Pisa. Dal 1963 al 1972 è ricercatore presso il Laboratorio di Chimica organica industriale dell’Università di Pisa. Dal 1972 al 1980 è assistente di Chimica macromolecolare e di Chimica degli idrocarburi naturali e derivati presso l’Istituto di Chimica Organica Industriale dell’Università di Pisa. Nel 1973 “Senior Felloship” presso il Dipartimento di Chimica Inorganica, Fisica e Industriale dell’Università di Liverpool.

È stato “Visiting Scientist” nel 1974 in URSS nelle Università di Mosca, Leningrado e Novosibirsk e dal 1978 al 1979 presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica dell’Università del Massachusetts. Nel 1980 è stato nominato Straordinario e quindi Ordinario di Chimica alla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Pisa, ottenendo la cattedra di Fondamenti Chimici delle Tecnologie, dove ha insegnato fino al 2010. Dal 1984 al 1986 è stato Presidente del Comitato AIM per la ricerca nel Campo della Chimica dei Polimeri; è stato membro della Società Italiana di Chimica, dell’Associazione Italiana di Chimica Macromolecolare; dell'American Chemical Society Polymer Division e Division Polymer Material Science e Engineering.
Nel 1986 e 1987 ha tenuto corsi presso l’Università Nazionale della Somalia e Mogadiscio e presso il Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Nagasaki.

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Il professor Chiellini ha avuto responsabilità di numerosi progetti di ricerca industriale, in Italia e all’estero. I suoi interessi scientifici in chimica macromolecolare hanno riguardato i polimeri bioattivi di interesse biomedico e farmaceutico, i materiali polimerici biodegradabili per applicazioni ambientali, e i cristalli liquidi. È stato autore di oltre 500 pubblicazioni e contitolare di 35 brevetti. Ha tenuto oltre 300 conferenze su invito. E' stato editore di vari libri (20) e membro del comitato di redazione di J. Bioact. Compat. Polym., Polym. Degr. Stab., and J. Polym. Environ. and J. Polym. Res., J. Appl. Biomat. & Biomech, Biomacromolecules, Macromolecules, J. Mater. Chem., React. Polym, Korean Polym. J., and J. Macromol Res. È stato inoltre membro eletto per il settore della Chimica Industriale nel Comitato di Consulenza del CUN, Presidente della Società Internazionale dei Cristalli Liquidi, Membro del Consiglio Scientifico di due Istituti CNR. Ha organizzato numerosi convegni e conferenze internazionali incluso una Gordon Research Conference su Polimeri Biodegradabili, un ACS-Divisione Polimeri su "Polimeri Bioattivi" e un ACS - Divisione Cellulosa e Materiali Rinnovabili su "Relazione Proprietà/Struttura di Polisaccaridi”. È stato responsabile scientifico di progetti di ricerca industriale e di progetti europei. Membro del Consiglio Scientifico del Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM) dalla sua costituzione nel 1994 ed è stato Presidente del Corso di Dottorato in Biomateriali consorziato tra l'Università di Bologna, Milano, Siena e Pisa.

Emo Chiellini è stato fondatore e direttore del Laboratorio Interdisciplinare di Materiali Polimerici Bioattivi per Applicazioni Biomediche ed Ambientali in cui hanno operato ricercatori con curriculum formativo in Scienza e Tecnologia del Materiali, Chimica Organica, Ingegneria Chimica, Scienza dei Materiali, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Biologia Cellulare, Microbiologia e Chimica Ambientale. La sua attività scientifica si è concentrata sulla chimica molecolare, la chimica organica di polimeri sintetici, polimerizzazione stereospecifica, studio delle proprietà delle conformazioni in soluzione dei polimeri, i polimeri per applicazioni biomediche, farmaceutiche e ambientali, polimeri liquido-cristallini. Per più di una decade ha contribuito all'iniziativa dell'Unido (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) per la promozione dello sviluppo sostenibile in Paesi sottosviluppati.

Nel 2018 è stato insignito, a Ferrara, del prestigioso "Premio Natta" per la Chimica, una sorta di Nobel italiano che è stato assegnato negli anni a illustri scienziati di fama internazionale. Il riconoscimento è arrivato per «il suo fondamentale contributo dato allo sviluppo della scienza e tecnologia dei materiali polimerici, polimeri biodegradabili» e per le loro numerose applicazioni nel settore biomedico, farmaceutico e ambientale.

Attualmente ricopriva la carica di presidente del Laboratorio materiali polimerici ecocompatibili (Lmpe), azienda operante nel settore dell’economia circolare presso il parco scientifico di Segromigno in Monte (LU).

Generazioni di chimici e ingegneri lo ricordano come docente di straordinaria capacità didattica e chiarezza; e i colleghi, come infaticabile ed entusiasta promotore di innovazione tecnologica nel campo dei materiali polimerici biaoattivi ed ecosostenibili.

Maurizia Seggiani
Professore ordinario di Fondamenti chimici delle tecnologie 

A partire da lunedì 24 agosto l'Università di Pisa torna ad accogliere i suoi studenti, mettendo a disposizione quattro aree studio all'aria aperta adiacenti a quelle "tradizionali", attualmente chiuse a causa dell'emergenza Covid-19. Complessivamente i posti a disposizione sono 240, accessibili dalle ore 9 alle ore 19.30 su prenotazione attraverso la pagina agende.unipi.it, in modo da garantire il rispetto delle norme di distanziamento sociale e la sicurezza dei frequentatori.  

Le quattro aree studio sono:

Le aree dedicate allo studio sono attrezzate con tavoli, sedie, ombrelloni e servizi igienici, e sono dotate di distributori di bevande e generi alimentari vari. Gli ingressi saranno vigilati dal servizio di portierato dell'Ateneo, che controllerà l'effettiva prenotazione e segnalerà le eventuali situazioni di abuso o di mancato rispetto delle norme anti-contagio.

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"Credo che l'apertura di questi spazi rappresenti un passo importante verso quella normalità fatta di studio, socialità e confronto che rende tanto preziosa l'esperienza universitaria qui a Pisa", ha commentato il Rettore Paolo Mancarella.

L’Università di Pisa, insieme alla Sapienza di Roma e alla Statale di Milano, si conferma al vertice tra gli atenei italiani nell’Academic Ranking of World Universities 2020 (www.shanghairanking.com/), la classifica delle migliori università a livello globale a cura del Shanghai Ranking Consultancy, organizzazione indipendente di ricerca sull’istruzione superiore. Le tre università si collocano nel range 151-200 al mondo, seguite dalle Università di Bologna, Padova e Torino e dal Politecnico di Milano nel range 201-300. Complessivamente sono 46 gli atenei italiani presenti nelle prime 1.000 posizioni, su più di 2.000 università censite e oltre 18.000 stimate nel mondo.

"Il nostro Ateneo – ha commentato il Rettore Paolo Mancarella - si conferma tra le forze trainanti di un sistema universitario italiano sempre più apprezzato a livello internazionale. Essere tra le 200 Università più importanti al mondo è un elemento di prestigio che ci riempie di orgoglio. La conferma che la strada intrapresa, sia per quanto riguarda la ricerca d'eccellenza che la didattica, è quella giusta".

Gli indicatori presi in esame dall’ARWU comprendono premi internazionali e riconoscimenti accademici, qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e produttività dei docenti. In particolare, sono sei i parametri su cui si basa la classifica: i premi Nobel e le Medaglie Fields di ex studenti (10%) o di ricercatori della singola Università (20%), il numero di ricercatori altamente citati determinati da Clarivate Analytics (20%), le pubblicazioni su “Nature & Science” (20%), le citazioni di pubblicazioni scientifiche e tecnologico-sociali (20%). Questi parametri sono poi correlati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%).

Al primo posto mondiale resta da ben 18 anni l’Università di Harvard, seguita dalla Stanford University e dall’Università di Cambridge.

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Dispiace che ogni occasione sembri divenire utile per il Sindaco di Pisa per intraprendere una doglianza con l’Università rimessa alle pagine della stampa. Ovviamente, una volta constatata l’impossibilità di effettuare i test a Lucca come negli anni scorsi (dopo scrupolose valutazioni con i gestori del Polo Fiere, nello spirito di reciproca collaborazione che ha sempre contraddistinto i rapporti tra i due enti), gli uffici tecnici dell’Ateneo hanno vagliato prima di tutto la disponibilità di spazi nella città di Pisa, tra i quali quelli citati dal Sindaco, oltre al parcheggio del Pisa Mover, effettuando i dovuti sopralluoghi. Peraltro, è bene ricordare che, alla luce delle norme ministeriali e regionali, l’adeguatezza o meno di uno spazio non si basa solo sulla “dimensione” dello stesso, ma anche sulla disponibilità di ampie aree per il parcheggio e di mezzi pubblici adeguati al raggiungimento della sede concorsuale. Non ultimo la necessità di garantire la massima sicurezza anche nelle fasi che precedono e seguono lo svolgimento dei test, per l’afflusso e il deflusso dei candidati. La soluzione dell’area di Pontedera è risultata di gran lunga la migliore sotto tutti i punti di vista. Non ha senso, infine, imbastire ora inutili polemiche su cosa avverrà nei prossimi anni: è evidente che se la città di Pisa saprà finalmente offrire all’Ateneo spazi o strutture adeguate, saremo ben lieti di riportare i test nella nostra città.

Venerdì 17 luglio il Consiglio di Amministrazione e il Senato Accademico, in seduta congiunta, hanno approvato i Piani di Ripartenza presentati dai Dipartimenti dell’Università di Pisa, che definiscono nel dettaglio come si aprirà il prossimo anno accademico. 79 su 141 i corsi di laurea si terranno anche in presenza, tra lezioni in aula, laboratori e attività pratiche. L’Ateneo è quindi pronto ad accogliere circa 15.000 studenti, che potranno tornare ad animare i poli didattici dell’Università.

«Sono molto soddisfatto che sia giunta a compimento, con un grande gioco di squadra, l’idea iniziale deliberata a fine maggio dagli organi accademici: l’emergenza non va subita, ma governata con il buon senso, con l’oggettività dei numeri, con l’intento di trovare soluzioni attuabili, sostenibili e soprattutto sempre a protezione delle persone.– ha commentato il Rettore Paolo Mancarella – La decisione presa penso sia la migliore a tutela dei nostri studenti e delle loro famiglie. Già da settembre, saremo in grado di accogliere a frequentare lezioni e laboratori didattici fino a 15.000 studenti i quali, a breve, potranno visualizzare sul sito l’elenco preciso dei Corsi di Laurea e delle attività che si terranno “in presenza”, ovviamente garantendo anche la possibilità di fruirne a distanza. Questo permetterà loro di organizzarsi per tempo sulla base di certezze e non di generiche “dichiarazioni di intenti”. Passato, spero definitivamente, il periodo delle polemiche, continuiamo a lavorare per organizzare e gestire al meglio la ripresa, felici di poter accogliere nei nostri spazi anche studenti delle scuole superiori».

Le immatricolazioni all'anno accademico 2020-2021 partono dal 28 luglio.

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