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Il Master Marketing Management dell’Università di Pisa ha siglato una partnership con il Web Marketing Festival, l’evento più grande d’Italia dedicato al web marketing. Il festival, giunto alla sua quinta edizione, si è svolto il 23 e 24 giugno a Rimini accogliendo circa 6.000 visitatori e oltre 200 relatori.

L’evento riminese prevede momenti di intrattenimento e anche numerose iniziative formative come il WMFLab che, in collaborazione con università, centri di ricerca, incubatori e altri soggetti, contribuisce a promuovere e sostenere lo sviluppo di conoscenze e competenze digitali allineate a ciò che richiede il mercato.

Web Marketing Festival Gruppo allievi Master MM inside

Proprio all’interno del WMFLab, è stata siglata la partnership tra il Master Marketing Management e il Web Marketing Festival, attraverso cui gli allievi del master hanno prima contribuito a sviluppare alcuni aspetti dell’evento 2017 grazie alla loro creatività e alle loro competenze e successivamente, in qualità di partner, hanno partecipato alla due giorni di formazione digitale.

Il Master Marketing Management dell’ateneo pisano, patrocinato dalla Società Italiana Marketing, è riconosciuto nel panorama nazionale come un master all’avanguardia, capace non solo di trattare gli aspetti classici del marketing management ma anche di proiettarsi verso quelli più innovativi come il marketing digitale e il social media marketing.

Oltre alla partecipazione a festival ed eventi di settore come il Marketing Game, i Project Work ed altre, il percorso didattico del master si avvale del contributo e dell’esperienza professionale di prestigiose aziende partner e di manager provenienti da importanti realtà come Decathlon, Sammontana, Lucart, Knauf, Mediamond, UniCoop, Mediaset e molte altre. A partire dal mese di luglio, sarà possibile iscriversi all’XI edizione del Master, che partirà il 24 novembre 2017.

 

Foto, gli allievi del Master Marketing Management al Festival riminese

With 15 participants from all over Europe, a week of training dedicated to academic, technical and administrative staff has come to an end. Promoting the best practices of European universities and developing their internationalization strategies, whether it is by attracting excellent international students to our degree programmes or by creating international study pathways at prestigious international institutions for our university students. It is with this objective that the International Staff Week on the “Best Practices in Internationalization” took place from the 19th – 23rd June, organised by the International Office as a part of the Erasmus+ programme, which provides annual funding for the training of academic, technical and administrative staff.

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The 15 participants, coming from universities in Romania, Poland, Portugal, Lithuania, Greece, Scotland, Germany and the Czech Republic, had the possibility to discuss the best practices in the international field applied in various European universities as well as worked together in groups to focus on International Cooperation, International Promotion and Job Placement.

The participants also attended workshops organised by the department of Philology, Literature and Linguistics, the department of Economics and Management and from the Student Affairs Office.

Complete list of participants in the programme:
Oana-Roxana Ivan, West University of Timisoara; Marta Kłosowska, Wrocław University of Science and Technology; Katarzyna Kochaniak, Bialistok University of Technology; Célia Ricardo, Polytechnic Institute of Beja; Fernanda Sousa, Polytechnic Institute of Beja; Helena Lança, Polytechnic Institute of Beja; Cristina Cirtita-Buzoianu, Vasile Alecsandri Univeristy of Bacau; Roxana-Iuliana Popescu, Vasile Alecsandri Univeristy of Bacau; Agne Bruzaite, Kazimieras Simonavicius University; Anastasia-Othonia Mouriki, Athens Univeristy of Economics and Business; Emma Breen, University of Stirling, Scotland; Bianca Distler, Universita di Erlangen-Nuremberg; Audra Bartaskiene, Lithuanian Univeristy of Educational Sciences; Loreta Magileviciute, Lithuanian Univeristy of Educational Sciences; Gabriela Samková, Univerzita Jana Amose Komenského Praha s.r.o.

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Promuovere le migliori pratiche degli atenei europei e favorire la loro internazionalizzazione sia attraverso l’attrazione di studenti stranieri eccellenti presso i nostri corsi di laurea e dottorato, sia attraverso la creazione di percorsi di studio internazionali presso prestigiose istituzioni straniere per gli studenti dell’Ateneo. Con questo scopo si è svolta dal 19 al 23 giugno la International staff week sulle “Best Practices in Internationalization”, organizzata dall’Ufficio Internazionale nell’ambito del programma Erasmus+ che ogni anno mette a disposizione fondi per la formazione del personale docente e tecnico amministrativo.

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I 15 partecipanti provenienti da atenei di Romania, Polonia, Portogallo, Lituania, Grecia, Scozia, Germania e Repubblica Ceca hanno avuto la possibilità di confrontarsi sulle migliori pratiche in ambito internazionale applicate nelle diverse sedi europee e in gruppi di lavoro focalizzati su International Cooperation, International Promotion e Job Placement.

I partecipanti hanno seguito inoltre workshop organizzati dal dipartimento di Filologia Letteratura e Linguistica, dal dipartimento di Economia e Management e dalle Segreterie studenti.

L’elenco completo dei partecipanti al programma:
Oana-Roxana Ivan, West University of Timisoara; Marta Kłosowska, Wrocław University of Science and Technology; Katarzyna Kochaniak, Bialistok University of Technology; Célia Ricardo, Polytechnic Institute of Beja; Fernanda Sousa, Polytechnic Institute of Beja; Helena Lança, Polytechnic Institute of Beja; Cristina Cirtita-Buzoianu, Vasile Alecsandri Univeristy of Bacau; Roxana-Iuliana Popescu, Vasile Alecsandri Univeristy of Bacau; Agne Bruzaite, Kazimieras Simonavicius University; Anastasia-Othonia Mouriki, Athens Univeristy of Economics and Business; Emma Breen, University of Stirling, Scotland; Bianca Distler, Universita di Erlangen-Nuremberg; Audra Bartaskiene, Lithuanian Univeristy of Educational Sciences; Loreta Magileviciute, Lithuanian Univeristy of Educational Sciences; Gabriela Samková, Univerzita Jana Amose Komenského Praha s.r.o.

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Il gemellaggio fra le Università di Pisa e di Miami nel campo della dermatologia compie dieci anni, un anniversario che ha il volto di due giovani studentesse statunitensi della School of Medicine in visita a Pisa. Madeline Lederer e Karishma Desai sono solo le ultime fra i molti ragazzi e ragazze che hanno avuto la possibilità di frequentare i due atenei, compiendo così delle esperienze fondamentali per il loro percorso di studi. Come ad esempio la possibilità di seguire il Simposio Internazionale Galilei di Dermatologia, un evento promosso annualmente sempre nell’ambito del gemellaggio e che quest’anno è stato organizzato a Pisa dal 15 al 16 giugno da Marco Romanelli, professore dell’Ateneo pisano e direttore della clinica di Dermatologia dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana.

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“Il Simposio Galilei è stata un’esperienza incredibile, ascoltare le relazioni dei più importanti studiosi a livello mondiale è stato un vero privilegio, così come fare pratica nella clinica dermatologica all’ospedale Santa Chiara”, racconta la venticinquenne Madeline Lederer che per il suo soggiorno pisano ha scelto di stare a San Piero a Grado, nella “beautiful” campagna toscana a due passi dal mare.

Altrettanto entusiasta anche Karishma Desai, al secondo anno della Scuola di Medicina dell’Università di Miami. “Mi sento molto fortunata – ha sottolineato – stando in Italia e grazie a questo programma internazionale di scambio posso assecondare sia la mia passione per la medicina sia quella per la cultura”.

Nei giorni del Simposio Madeline e Karishma hanno avuto la possibilità di incontrare, per un simbolico passaggio di testimone, Preetha Kamath e Inna Granowsky, altre due studentesse dell’Università di Miami che negli scorsi mesi sono state a Pisa nell’ambito del gemellaggio e che quest’anno sono tornate per tenere un seminario al reparto di Dermatologia al Santa Chiara.

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“L’accordo tra la nostra università e quella di Miami – conclude il professore Romanelli - celebra una tradizione ormai di dieci anni con risultati di grande rilievo principalmente per i giovani studenti di medicina, da questo punto di vista, il motto del simposio “Eppur si muove” del celebre Galileo Galilei rappresenta veramente il motore trainante delle iniziative legate a questo gemellaggio interuniversitario”.

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Foto in alto, da sinistra Madeline Lederer e Karishma Desai

Foto in alto,  Madeline Lederer e Karishma Desai con le colleghe Preetha Kamath e Inna Granowsky

Oltre 250 fra rettori, professori, studenti, rappresentanti istituzionali, imprenditori e professionisti di dieci Paesi si ritroveranno a Udine, giovedì 29 e venerdì 30 giugno, per partecipare al G7 Università, il summit internazionale promosso da CRUI e MIUR per discutere di "università come motore dello sviluppo sostenibile e della cittadinanza globale". L’appuntamento si svolge nell’ambito della terza edizione di “Conoscenza in Festa”, il festival italiano dei saperi e dell’alta formazione organizzato dall’Università di Udine. L'Università di Pisa sarà rappresentata al G7 dal professor Marco Abate, prorettore per la Didattica, che prenderà parte a “Università, cultura e società”, uno dei quattro tavoli paralleli - chiamati i "Magnifici incontri” - incentrati sui temi portanti del G7: oltre a “Università, cultura e società”, “Educazione e sostenibilità”, “Cittadinanza globale”, “Università e sviluppo economico”.

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Al “G7 University - University education for all. Actions for a sustainable future”, che si terrà all’Università di Udine nella sede di palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, saranno rappresentati 170 organizzazioni: 107 tra università e istituti di ricerca nazionali e internazionali (81 atenei italiani, 15 atenei esteri, 11 istituti di ricerca) e 63 istituzioni pubbliche e organizzazioni private. I continenti rappresentati saranno 3 (Asia, Europa e America) e i Paesi 10: quelli del G7 – Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti – e anche Spagna, Giordania e Città del Vaticano.

Obiettivo finale del vertice, risultato del lavoro comune dell’incontro, sarà il “Manifesto del G7 University – Education for All” rivolto agli atenei e ai ministri dell’istruzione di tutto il mondo. Il documento indicherà cosa potrebbero e dovrebbero fare tutte le università per contribuire allo sviluppo culturale, sociale ed economico dei loro Paesi in una prospettiva di sostenibilità e di cittadinanza globale. Il Manifesto sarà presentato, al temine dell’incontro, dalla ministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Valeria Fedeli.

conoscenza festa udine copiaL’Ateneo pisano sarà presente a Udine anche in uno degli incontri del festival “Conoscenza in Festa”: sabato 1° luglio il Coordinamento UPI, University Press Italiane - di cui fa parte anche la Pisa University Press - promuove il dibattito “Il potere del pifferaio magico. La scienza e i rischi della disinformazione”, in cui i relatori cercheranno di dipanare i sottili fili che intrecciano libertà di informazione, capacità di comunicazione scientifica, rischi per la salute e scelte davvero responsabili per sé e per la comunità in cui si vive.

Dopo i saluti di Claudia Napolitano, presidente del Coordinamento UPI, sono previsti gli interventi di Francesco Pizzetti, professore di Diritto costituzionale all’Università di Torino e docente alla LUISS, dal 2005 al 2012 Presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Luigi Ripamonti, medico e giornalista italiano, responsabile di Corriere Salute e della sezione Salute di Corriere.it, Gianvito Martino, neurologo, direttore scientifico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e professore di Biologia applicata presso l’Università Vita-Salute di Milano. Modera Angelo Schenone, neurologo dell'Università degli Studi di Genova e consigliere della Società Italiana di Neurologia. I libri della Pisa University Press saranno esposti nello stand delle University Press Italiane collocato presso Palazzo Toppo Wasserman/Scuola Superiore dell’Università degli Studi di Udine.

Nuovi modelli di apprendimento, progetti di innovazione e promozione della cultura d’impresa a beneficio di studenti e studentesse di tutte le lauree magistrali e corsi di dottorato. Sono questi gli ingredienti del Contamination Lab (CLab) che nascerà a Pisa su iniziativa dell’Università e grazie a un finanziamento di 300mila euro appena vinto del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il progetto presentato dall’Ateneo è fra i 17 scelti dal MIUR a livello nazionale e si è classificato al quinto posto su 43 domande presentate dagli Atenei del Centro Nord, a pari merito con il Politecnico di Torino e subito dopo le Università di Padova, Trento, Venezia e Modena.

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“Il Contamination Lab, al quale collaboreranno anche la Scuola Normale e la Sant’Anna, sarà dotato di una sede e di una struttura organizzativa”, spiega il professore Leonardo Bertini dell’Università di Pisa, delegato del rettore per la promozione di spin-off, start-up e brevetti e referente dell’iniziativa.

“Uno dei punti di forza del progetto che abbiamo presentato – continua Bertini - è stato il collegamento con il tessuto sociale e produttivo della Toscana costiera, attestato dalle 15 lettere di 'endorsement' fornite da enti locali, associazioni di categoria, poli tecnologici ed aziende”.

Le attività dei Contamination Lab, secondo quanto stabilito dal MIUR, inizieranno a ottobre del 2017 per concludersi nel settembre del 2020. In questo periodo anche a Pisa ci saranno il lancio delle attività e la selezione delle studentesse e degli studenti che parteciperanno all’esperienza. In particolare, gli obiettivi saranno di promuovere fra gli studenti la conoscenza di ambiti culturali diversi da quelli relativi al proprio corso di studio e della realtà imprenditoriale e manageriale esterna la mondo universitario; di promuovere la collaborazione fra studenti e docenti per progetti comuni a carattere multidisciplinare e di diffondere la cultura di impresa e l’imprenditorialità fra i ragazzi e le ragazzi partecipanti al progetto.

Parte all’Università di Pisa la prima summer school italiana di alta formazione in geotermia. Il corso si svolgerà dal 26 giugno al 14 luglio al dipartimento di Scienze della Terra ed è finanziato dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla Agenzia Italiana Cooperazione Sviluppo e dalla stessa Università. Saranno tre settimane di formazione intensiva rivolta a 15 allievi selezionati che provengono da ben sette paesi dell’Africa sub-sahariana - Comore, Gibuti, Etiopia, Kenia, Malawi, Tanzania e Uganda.

summer school geotermia

Lunedi 26 giugno nella sala mappamondi del rettorato si è svolta la cerimonia di apertura della Summer School alla presenza del rettore Paolo Mancarella, del delegato per l'internazionalizzazione, professore Francesco Marcelloni, del professore Alessandro Sbrana, responsabile della Scuola, del direttore del dipartimento di Scienze della Terra professore Sergio Rocchi e del dottor Giovanni Baticci della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Affari Esteri.

oltreEuropa.jpgSi rinnova per il biennio 2017-2019 la mobilità internazionale KA107, il programma dell’Erasmus+ che apre le porte per i Paesi “oltre l’Europa”. L'Agenzia Nazionale Erasmus+ ha appena approvato la proposta dell’Università di Pisa con alcune novità importanti, tra cui l’apertura verso nuove mete, come Georgia, Thailandia, Etiopia e Tunisia, che si aggiungono a Cambogia, Laos, Mongolia, Vietnam, Egitto, Marocco, Serbia, Kyrgyzstan, Kazakhstan e Tajikistan. Per il biennio 2017-2019 sono state finanziate un totale di 100 mobilità, di cui 49 borse per studenti incoming, 35 borse per staff incoming (attività di teaching e di training) e 16 borse per personale docente outgoing (per svolgere attività di insegnamento).

«Pensiamo di aver raggiunto un risultato molto positivo - commenta Francesco Marcelloni, delegato all’Internazionalizzazione dell’Ateneo - Nel prossimo biennio potremo contare su un finanziamento di circa 363.000 euro che ci consentirà di proseguire o iniziare percorsi di internazionalizzazione e di possibile cooperazione scientifica con diversi Paesi, che sono considerati di grande importanza per le strategie di internazionalizzazione dell’Ateneo. Il finanziamento ci permetterà di continuare il lavoro intrapreso con le precedenti progettualità 2015-2017 e 2016-2018 e di rendere sempre più rilevante la presenza del nostro Ateneo in diverse aree geografiche».

Nell’ambito delle due progettualità precedenti, sono state realizzate 120 mobilità (suddivise in 51 studenti incoming, 44 staff incoming e 18 professori dell’Università di Pisa che sono andati all'estero per svolgere un periodo di insegnamento presso una delle istituzioni di istruzione superiore partner del progetto. A settembre, inoltre, arriveranno ulteriori 30 studenti incoming, per un totale quindi di 150 mobilità all’attivo.

Cosa è la Mobilità internazionale per crediti KA107
Da oltre 25 anni l'Europa finanzia il programma Erasmus, che ha permesso a oltre 3 milioni di studenti europei di trascorrere parte dei loro studi in un altro istituto di istruzione superiore (HEI) nel resto d'Europa. A partire dal 2015 è stata aperta questa possibilità anche agli individui e alle organizzazioni provenienti da altre parti del mondo. Infatti, attraverso l'azione Mobilità internazionale per crediti International Credit Mobility (ICM) KA 107, gli istituti di istruzione superiore europei possono candidarsi presso le rispettive Agenzie Nazionali per istituire accordi di mobilità con le loro controparti in paesi partner in tutto il mondo, al fine di inviare e ricevere studenti, dottorandi e personale.

L'azione KA107 permette dunque la realizzazione di progetti di mobilità coerenti con la strategia di internazionalizzazione degli istituti di istruzione superiore, con l'obiettivo di attrarre studenti e docenti verso le università europee, sostenendole nella competizione con il mercato mondiale dell'istruzione superiore e allo stesso tempo ampliare il raggio di destinazioni possibili per gli studenti e i docenti d'Europa con un’apertura verso i Paesi del resto del mondo.

Studenti attori protagonisti di una lezione-spettacolo sulla crisi economica per un’esperienza pilota di teatro didattico all’Università di Pisa. A conclusione del corso di Economia politica, un gruppo di otto ragazzi e ragazze ha messo in scena una pièce a partire dal libro "Nulla è come appare. Dialoghi sulle verità sommerse della crisi economica" di Mario Morroni, professore del dipartimento di Scienze Politiche dell'Ateneo. Sul palco, o meglio in cattedra, Alex Antonescu, Damiano Arcuri, Monica Maurelli, Laura Messina, Sonia Messina, Matteo Nebbiai, Alessia Orsini e Federico Paparatto guidati dalla regista Patrizia Pasqui che ha curato anche l’adattamento del testo insieme all’autore del volume.

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Gli studenti si sono così trovati ad interpretare vari ruoli dando vita ad un dialogo a più voci. Fra i personaggi c’erano ad esempio la keynesiana Agata, Silvano, ambientalista convinto, il neoliberista Max, e ancora Sara, studentessa di antropologia.

“Questa esperienza di teatro didattico – spiega Mario Morroni – ha reso possibile un approccio un po’ diverso all’economia che si è rivelato utile anche nell’apprendimento dei concetti e quindi anche agli esami”.
A partire da questa iniziativa e per il prossimo anno accademico, l’idea del professore Morroni è quindi di strutturare l’attività attraverso un progetto più ampio. Intanto, per chi volesse vedere la performace è disponibile il video della lettura sul portale Mediaeventi dell’Ateneo.

Andrea Caiti, professore di robotica subacquea al dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e ricercatore al Centro "E. Piaggio” dell’Università di Pisa ha ricevuto la nomina a "Fellow" dell'IEEE in occasione della conferenza Oceans ’17, in corso in questi giorni ad Aberdeen, in Scozia, per i suoi contributi scientifici nel campo dell'acustica subacquea e della robotica marina.

Si tratta di un riconoscimento internazionale di grande prestigio che la IEEE, la più grande società dei ricercatori di ingegneria al mondo, conferisce a un numero molto ristretto e selezionato dei suoi membri. Il dipartimento di Ingegneria dell'Informazione ha già diversi altri "Fellow" dell'IEEE tra i propri docenti e ricercatori, e con questa ulteriore nomina si conferma una delle punte di eccellenza della ricerca scientifica italiana e internazionale.

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Nella foto Andrea Caiti (a destra) con Christian De Moustier, presidente della IEEE Oceanic Engineering Society.

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