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L’Università di Pisa aderisce al progetto proposto dalla Giunta Regionale Toscana (Ordinanze del Presidente della Giunta Regione Toscana n° 23 del 3 aprile 2020, 39 del 19 aprile 2020, 54 del 6 maggio 2020; Deliberazione 18 maggio 2020, n. 624, BURT n. 22 del 27/05/2020) per l’effettuazione di uno screening sierologico di popolazione volto alla ricerca di anticorpi anti-Covid. Lo screening è disponibile per tutto il personale universitario strutturato e non strutturato (ad es. assegnisti e dottorandi).

Attraverso un accordo con l’AOUP, è prevista l’esecuzione, a coloro che aderiranno su base volontaria, di un test rapido su una goccia di sangue capillare ottenuta per digito-puntura del polpastrello (come per gli stick glicemici in pazienti diabetici). La risposta del test si ottiene immediatamente. Coloro a cui venisse riscontrata una positività certa o dubbia agli anticorpi saranno sottoposti ad un test diagnostico molecolare (tampone naso-faringeo), che individuando il virus nelle proprie secrezioni, permette concretamente di diagnosticare un’infezione corrente (spesso a- o pauci-sintomatica) potenzialmente contagiosa verso terze persone. Oltre al tampone verrà eseguito anche un prelievo di sangue venoso, per l’esecuzione una ricerca anticorpale. Le analisi su tampone e campione di sangue venoso saranno effettuati presso le strutture di AOUP.

Al fine di garantire l’organizzazione del/dei punti prelievo e prevedere l’impegno di risorse umane necessario, si chiede pertanto, entro il termine del 21 luglio di confermare la propria disponibilità accedendo al seguente sito https://unipi.it/ScreeningCovid19. Alla fine di tale periodo di pre-registrazione, coloro che hanno espresso la volontà di adesione riceveranno una mail con le istruzioni per accedere a uno specifico calendario online per la prenotazione del test negli orari e date disponibili.

Il disegno del progetto segue le indicazioni fornite dalla regione i cui punti principali (Allegato A dell’Ordinanza n. 54 RT) sono di seguito riassunti e fanno parte:

  1. il datore di lavoro comunica a tutti i propri dipendenti la possibilità di effettuare lo screening sierologico
  2. il datore di lavoro informa i propri dipendenti che il test non è obbligatorio, ma è effettuato solo su base volontaria e senza alcun onere economico per chi decide di aderire
  3. il datore di lavoro predispone un elenco dei propri dipendenti che hanno dato l’adesione alla esecuzione del test
  4. i dati anamnestici ed i risultati del test sono inviati al Servizio Sanitario Regionale per avere un dato della stima della siero-prevalenza nella popolazione
  5. a seguito di esito positivo o dubbio del test sierologico rapido si dovrà procedere all’effettuazione del test molecolare (tampone nasofaringeo) e un prelievo ematico, con onere da parte di ciascun soggetto di adottare tutte le misure di igiene e prevenzione necessarie ai fini dell'isolamento domiciliare preventivo, che terminerà solo alla negatività del tampone.
  6. durante l’eventuale periodo di isolamento domiciliare preventivo, di cui al punto precedente, il dipendente non potrà pertanto recarsi al lavoro sarà considerato da UNIPI come assente giustificato
  7. le misure di igiene e prevenzione necessarie ai fini dell’isolamento domiciliare preventivo sono cautelativamente identiche a quelle che sarebbero necessarie nel caso di positività al tampone naso-faringeo, vedere sito RT per dettagli https://www.regione.toscana.it/documents/10180/24370769/Isolamento+domiciliare.pdf/f375c63a-ff33-ca71-3de3-b31af36c813a?t=1584098506822 .

FAQ
A cosa serve la pre-registrazione? 
Il progetto prevede una adesione volontaria e sulla base del numero delle adesioni sarà organizzata una campagna di prelievi su uno o più punti dell’Ateneo o dell’AOUP. È fondamentale per gli aspetti organizzativi logistici e di impegno del personale sapere in anticipo il numero di persone che aderiranno.

Con il test rapido si evidenzia sia la presenza di IgM che IgG?
Sì, il test impiegato fornirà un risultato di tipo qualitativo (positivo o negativo) sia per IgG che per IgM.

Che differenza c’è tra le IgM e le IgG?
Le IgM sono le immunoglobuline che il nostro sistema immunitario produce a breve distanza di tempo dal contatto con l’agente microbico, sia che al contatto faccia seguito una malattia pauci- o gravemente sintomatica, sia che ne derivi una infezione completamente asintomatica. Le IgG invece sono la categoria di anticorpi che rimane più a lungo dopo una infezione, a volte persistendo per tutta la vita.

Se sono positivo alle IgG e/o IgM sono un soggetto in grado di infettare le persone con cui vengo a contatto?
Non necessariamente, visto che la contagiosità dipende dalla presenza di una positività al tampone naso-faringeo. La positività al tampone evidenzia la presenza del virus nelle secrezioni delle prime vie aeree e conseguentemente nelle goccioline (droplets) che emettiamo parlando e soprattutto con gli starnuti o i colpi di tosse. È opportuno in ogni caso, in via cautelativa, ridurre le occasioni di socialità (come da indicazioni della RT https://www.regione.toscana.it/documents/10180/24370769/Isolamento+domiciliare.pdf/f375c63a-ff33-ca71-3de3-b31af36c813a?t=1584098506822 ) anche in questi giorni, ai fini di ridurre al minimo il rischio.

Nel caso di positività al tampone che succede?
A seguito del riscontro di una positività al test molecolare (tampone naso-faringeo), sarà fatta la notifica di malattia infettiva all’Igiene Pubblica della ASL territorialmente competente, che notificherà a sua volta al soggetto interessato una misura di quarantena di 14 gg, durante la quale dovrà seguire precise istruzioni comportamentali per minimizzare il rischio di trasmettere trasmissione dell’infezione alle persone più vicine.

Nel caso di positività al tampone sarà ricoverato in struttura ospedaliera?
Non necessariamente, considerato che il ricovero ospedaliero è riservato ai soggetti Covid positivi con sintomi che richiedano terapie da praticare in strutture ospedaliere.

Cosa comporta la condizione di "assente giustificato"?
Il lavoratore che dovesse risultare positivo al test sierologico dovrà astenersi dal riprendere servizio fino all'esito negativo del successivo tampone naso-faringeo. In tale periodo intercorrente verrà considerato "assente giustificato", analogamente ad una condizione di ricovero ospedaliero.

700.000 euro. A tanto ammonta il contributo straordinario stanziato dal Consiglio d’Amministrazione dell’Università di Pisa nella seduta di venerdì scorso. Una misura voluta in prima persona dal Rettore, Paolo Mancarella, per supportare le studentesse e gli studenti le cui famiglie sono messe in difficoltà dalla congiuntura economica derivata dalla diffusione dell’epidemia da COVID-19. 

Nei prossimi giorni verrà emesso un bando per l’accesso a tali contributi, il cui importo potrà variare da un minimo di euro 700 a un massimo di euro 1.400 a seconda del numero di idonei selezionati. Vi potranno partecipare gli studenti dell’Università di Pisa regolarmente iscritti a un corso di laurea, magistrale o a ciclo unico, che presentino un ISEE corrente inferiore a euro 35.000. Unica clausola di non ammissione: aver già beneficiato dei contributi straordinari erogati dall’Ateneo pisano nel corso dell’anno 2020 o di altri benefici, come le Borse di Studio regionali o simili. Oltre all’attestazione dell’ISEE corrente, gli studenti potranno presentare anche ulteriore documentazione comprovante la situazione di disagio economico, sociale o sanitario nel nucleo familiare.

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"Nel nostro Ateneo la contribuzione studentesca è già tra le più basse in Italia, soprattutto per fasce di reddito medio-basse. Si pensi solo al fatto che da noi la 'no tax area' arriva già a 23.000 euro di ISEE, quando il Governo sta adottando un 'aumento' a 20.000 euro solo per il prossimo anno accademico. – ha spiegato il Rettore Paolo Mancarella – A Pisa vogliamo essere concreti e, pur tra le mille difficoltà legate all’emergenza che la nostra Università si trova ad affrontare, siamo riusciti a recuperare risorse importanti da destinare a quanto abbiamo di più prezioso: le nostre studentesse e i nostri studenti". "Garantire il diritto allo studio, anche in una situazione particolare come quella che stiamo vivendo, - ha aggiunto Mancarella - è un nostro dovere e stiamo cercando di farlo con ogni mezzo concessoci dal nostro ordinamento".

Va nella stessa direzione anche la decisione di esonerare dal pagamento dell’indennità di mora tutti coloro che presenteranno domanda di partecipazione al bando per i contributi straordinari e che, se in possesso dei requisiti necessari, non abbiano saldato entro il 30/6 la seconda rata della contribuzione, la cui scadenza originaria era prevista per il 15/3.

In arrivo, infine, anche maggiori dettagli sulla ripartenza a settembre. Scadono domani 30 giugno, infatti, i termini per la consegna, da parte di tutti i Dipartimenti e le Scuole dell’Ateneo, dei “Piani di ripartenza” in base ai quali l’Ateneo potrà definire con precisione “cosa” e “come” ripartirà in presenza già a settembre.

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A questo link è possibile scaricare il bando per l’erogazione di contributi a studenti che si trovino in una sopravvenuta difficoltà finanziaria a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19. Scadenza di presentazione delle domande 31 luglio 2020 (entro le ore 13:00).

L’economia globalizzata influisce in modo determinante sulla vita di ciascuno di noi, ma spesso viene presentata attraverso formule per addetti ai lavori che restano misteriose per il grande pubblico. Per aiutarci a orientarsi in questo linguaggio specialistico venerdì 26 giugno si terrà l’incontro dal titolo “Le parole dell’economia: Spread, MES, rating, default”, che fa parte del progetto “Pensiamo insieme il futuro”, in cui quattro docenti dell’Università di Pisa dialogano con i giovani e con tutti gli interessati su temi di rilievo per la società.

Interverranno i professori Mario Morroni di Economia politica, Michela Passalacqua di Diritto dell’economia, Luca Spataro di Scienza delle finanze, e Dario Trevisan di Probabilità e statistica matematica.

All’incontro, che si terrà a partire dalle 18, si può partecipare dal sito del progetto e la diretta può essere seguita anche su YouTube e sul canale Facebook dell’Ateneo. Come sempre gli studenti e tutti gli interessati potranno interagire in diretta ponendo domande e postando commenti.

“Più connessi, più sicuri? La Cybersecurity nella società e nell’economia dei dati” è il titolo dell’incontro che si tiene giovedì 18 giugno, dalle ore 18, nell’ambito del progetto “Pensiamo insieme il futuro”, in cui quattro docenti dell’Università di Pisa dialogano con i giovani e con tutti gli interessati su temi di rilievo per la società.
Al dibattito, a cui si può partecipare dal sito del progetto, intervengono i professori Silvio Bianchi Martini di Economia aziendale, Gianluca Dini di Sistemi di elaborazione delle informazioni, Dianora Poletti di Diritto privato, e Giovanni Scarafile di Filosofia morale.

Dalle ore 18 la diretta può essere seguita anche su YouTube e sul canale Facebook dell’Ateneo.

La crescente digitalizzazione della società e dell’economia impone di affrontare il futuro con visioni aperte e con una preparazione evoluta e consapevole. La tavola rotonda affronta quindi alcuni importanti problemi che rivelano la complessità della società “datificata”: tra questi, l’accesso, l’uso e le implicazioni etiche delle informazioni e la protezione dei dati personali e altrui, la sicurezza dei dati e dei sistemi informatici che diventa un problema di sicurezza personale e di sicurezza aziendale, l’uso di strumenti di tracciamento e di geo-localizzazione per monitorare (ma anche controllare) la circolazione delle persone.
Come sempre gli studenti e tutti gli interessati potranno interagire in diretta ponendo domande e postando commenti.

L’Università di Pisa si conferma una sede fortemente attrattiva, con quasi la metà dei laureati magistrali proveniente da fuori regione, che assicura percentuali occupazionali più alte e maggiori retribuzioni sia rispetto alla media toscana che a quella nazionale. Sono questi i principali dati che emergono dal XXII Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati di AlmaLaurea, presentato negli scorsi giorni in diretta web dalla sede del MUR.
Il Rapporto ha analizzato le performance formative di oltre 290 mila studenti che hanno conseguito il titolo nel 2019 nelle 76 università aderenti al Consorzio, registrando anche il loro grado di soddisfazione rispetto all’esperienza universitaria. Il Rapporto sulla condizione occupazionale ha invece analizzato 650 mila laureati e laureati magistrali del 2018, 2016 e 2014 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

Profilo laureati
I laureati nel 2019 sono stati 7.539. Si tratta di 4.294 di primo livello, 2.343 magistrali biennali e 882 magistrali a ciclo unico; i restanti sono laureati in altri corsi pre-riforma.

L’Ateneo sembra però meno capace di attrarre studenti stranieri - la quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 2,5%: il 2,2% tra i triennali e il 3,2% tra i magistrali biennali (contro, rispettivamente, il 3,1% e il 5,5% a livello nazionale). Si conferma però, e anzi si rafforza, la capacità di attrarre studenti da fuori regione, con una quota complessiva del 34,3% dei laureati; in particolare è il 30,9% tra i triennali e il 43,0% tra i magistrali biennali (rispetto al 20,1% e al 29,4% del dato nazionale), a riprova della notevole importanza che questa componente studentesca riveste per tutto il tessuto sociale ed economico della città.

Anche a Pisa, come nel resto d’Italia, estremamente elevata (78,7%) la quota di studenti che si immatricolano in possesso di un diploma di tipo liceale mentre possiede un diploma tecnico solo il 18,5% dei laureati, confermando la limitata predisposizione di questo tipo di diploma ad accedere all’istruzione superiore universitaria.

Se consideriamo l’età media alla laurea e la regolarità del percorso di studio vediamo che a Pisa complessivamente l’età alla laurea è in linea col dato nazionale (25,9 rispetto a 25,8), ma è inferiore la quota di laureati in corso (complessivamente il 35,7% contro il 55,7% nazionale) ma con un voto medio di laurea più elevato (104,3 contro 103,1). Insomma i pisani si confermano mediamente più bravi ma più lenti.
Un dato in controtendenza rispetto allo scenario nazionale è la percentuale di studenti che svolgono tirocini curriculari (45,2% contro 59,9% del dato nazionale), che fanno esperienze di studio all’estero (8,8% contro 11,2%) e che fanno esperienze lavorative durante gli studi (57,4% contro il 65,2% nazionale).
Complessivamente gli studenti sono soddisfatti dell’esperienza universitaria. L’85,3% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e il 79,0% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, il 68,7% dei laureati che le ha utilizzate considera le aule adeguate. Più in generale, l’87,6% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso

E quanti si iscriverebbero di nuovo all'Ateneo pisano? Il 71,7% degli intervistati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e la stessa sede, mentre il 9,5% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso. Insomma una chiara dimostrazione di forte apprezzamento per gli studi fatti e per la città che li ha ospitati nei loro anni migliori.

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Condizione occupazionale
L’Indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 13.389 laureati dell'Università di Pisa. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali usciti nel 2018 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati magistrali del 2014 e intervistati dopo cinque anni.
Poiché tradizionalmente i laureati di triennali decidono di proseguire il percorso formativo con un corso di secondo livello (la quota è del 67,7%) ci soffermiamo sui dati occupazionali dei laureati magistrali biennali a uno e a cinque anni dalla laurea.

I laureati magistrali del 2018 contattati dopo un anno dal titolo sono 3.350 (di cui 2.411 magistrali biennali e 939 magistrali a ciclo unico), quelli del 2014 contattati a cinque anni sono 2.890 (di cui 2.113 magistrali biennali e 777 magistrali a ciclo unico), un campione quindi altamente rappresentativo.

A un anno
Tra i laureati magistrali del 2018 il tasso di occupazione (cioè di coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari complessivamente al 76,1% (80,6% tra i magistrali biennali e 66,2% tra i magistrali a ciclo unico) rispetto al 71,7% nazionale e al 73,9% regionale.

La retribuzione è in media di 1.312 euro mensili netti (1.296 euro per i magistrali biennali e 1.364 euro per i magistrali a ciclo unico). Il dato regionale è di € 1.263 e quello nazionale è di € 1.285.

Il 62,3% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo (il 55,6% tra i magistrali biennali e l’84,1% tra i magistrali a ciclo unico); inoltre, il 53,8% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi (49,6% tra i magistrali biennali e 67,7% tra i magistrali a ciclo unico).

A cinque anni
Il tasso di occupazione dei laureati magistrali del 2014 è pari all’88,9% (89,0% per i magistrali biennali e 88,4% per i magistrali a ciclo unico), il dato regionale è pari a 88,0% e quello nazionale 86,8%.

Le retribuzioni arrivano in media a 1.625 euro mensili netti (1.639 per i magistrali biennali e 1.575 per i magistrali a ciclo unico). Il dato regionale è inferiore di € 92 e quello nazionale di ben € 126. Una ottima affermazione anche in senso retributivo dei  laureati unipi.

Con gli anni cresce anche il grado di soddisfazione per il titolo di studio. Il 65,4% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto (è il 60,8% tra i magistrali biennali e ben l’80,7% tra i magistrali a ciclo unico); il 54,8% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università (51,2% tra i magistrali biennali e 66,9% tra i magistrali a ciclo unico).

Il 73,3% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 23,0% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit 3,6%. L’ambito dei servizi assorbe il 72,2%, mentre l’industria accoglie il 25,8% degli occupati; 1,2% la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

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“I dati del XXII Rapporto mostrano che complessivamente il sistema universitario italiano, prima della pandemia, era in costante miglioramento rispetto al passato, con una crescita del numero di studenti e di immatricolati, anche se ancora basso rispetto ai paesi europei, e una costante riduzione dei tempi di conseguimento del titolo di studio e del tasso di abbandono – ha dichiarato il professor Rossano Massai, prorettore per gli Studenti e delegato al Placement di Ateneo - I dati dell’Università di Pisa per il 2019 sono in linea con questa tendenza, anzi i tassi occupazionali e i salari si sono confermati superiori alla media nazionale. E’ importante non disperdere questo patrimonio di competenze e valorizzarlo per il futuro: la fine dell’emergenza per il Covid-19 avrà bisogno di tutta la preparazione e l’inventiva dei nostri laureati per riavviare il processo di innovazione e ammodernamento del nostro Paese, bruscamente interrotto dalla pandemia. Mai come ora si rende necessaria una politica attiva dei nostri governanti per evitare l’allontanamento dei giovani dal percorso universitario e per dare piena consistenza al concetto di diritto allo studio. Il nostro Ateneo sta mettendo in campo tutte le risorse e le strategie disponibili per non interrompere la tendenza positiva degli ultimi anni sia in tema di didattica che di ricerca e anche per dare al contesto cittadino e territoriale un supporto indispensabile per la crescita".

Tutti i dati sono consultabili sul sito www.almalaurea.it

Prudence, flexibility and non-discrimination. Here are the keywords that guided the Academic Senate and the Board of Directors of the University of Pisa in their joint session last Friday 29 May. The session intended to resolve upon the educational activities for the next academic year, focusing on a gradual return to normality, with never completely giving up the online mode. This will allow offsite and international students to attend the classes even if unable to travel because of the pandemic emergency.

"Many uncertainties persist about the development of the epidemiological emergency, and it is necessary to be cautious - commented the Rector Paolo Mancarella. - We cannot act as if nothing has happened, the protection of our community must always be at the forefront. We want to convey a clear, unequivocal message to students and families: let us begin again cautiously, but ready to fully restore the traditional procedures as soon as the epidemiological situation allows it. It is our firm conviction, moreover, that higher education can fully bear its fruits and completely meet the needs of its students, if it doesn’t ignore the importance of those social bonds arising with the lecturers and the intellectual and human interactions both in the classroom and on its boundaries. Particularly in a people-friendly university citadel such as Pisa, where this social bond has strengthened in the recent months, although we all feel the urge to experience first-hand our lives again.”

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We all feel strengthened by the excellent results obtained during the lockdown, when all the educational activities of the University of Pisa have been performed online: 21,130 exams have been taken, and 1,146 final theses have been discussed and will become more than 3,600 by the end of June (being these figures substantially in line within those of the previous year). The next academic year will then open the first semester with all the lectures performed remotely through the telematic platforms of the University.

If this is the general principle to follow until 31 December 2020, some notable exceptions will be envisaged.

As a matter of fact, from 1 September, the in-presence performance of some specific activities is scheduled, such as the Degree Programmes’ training of Healthcare Professions, Medicine and Surgery, Dentistry and Dental Prostheses and the Specialization Schools of the healthcare area; and more, the undergraduates and postgraduates traineeship, the final thesis internships, the curricular traineeships that could not effectively be completed remotely (except for those envisaged during the first year of the study programme). If needed, lecturers can arrange undergraduates, PhD students and postgraduate’s reception.

The activities that can immediately be performed in person are also those with a limited number of students and therefore more protect and safe. Namely, the School of Medicine could opt for in-presence educational activities for those Bachelor’s and Master’s Degree Programmes in Healthcare Professions with a quota up to 50 students. However, by the end of June each Department may propose a specific plan for the performance of hands-on and laboratory activities; second-year lectures of Master's Degree programmes and the last year lectures of Single-Cycle Degree Programmes, with a quota up to 50 enrolled students. The Master's Degree Programmes that in a.y. 2019/20 had a quota up to 25 enrolled students, can perform in- presence lectures also for the first year.

The possibility of attending the activities online will still be assured to avoid any discrimination of those students unable to travel to the University of Pisa because of the continuing spread of Covid-19.

"The measures decided on Friday are only the beginning of a path to be continued in weeks ahead - concludes the Rector - The Departments and Schools are already working to prepare their 'restart plans'. Before the enrolment opening, we will give a further indication on the courses and workshops provided in presence. At the same time, we are also considering interventions to economically support disadvantaged students. To this aim, it is essential to initiate an institutional table where students’ representatives are also involved".

È Lorenzo Peruzzi, docente di Botanica sistematica al dipartimento di Biologia e direttore dell’Orto e Museo Botanico dell’Università di Pisa, il protagonista della quarta puntata di “L’UniPi racconta”, la nuova trasmissione realizzata da 50Canale con la collaborazione dell’Ateneo. In onda venerdì 5 giugno alle ore 17 e in replica sabato 6 alle ore 10, con una durata di circa mezz’ora, il professore illustra la storia, le caratteristiche e le curiosità dell’Orto e Museo Botanico, situato nel centro della città a poca distanza dalla Torre, che è tra le sedi di maggior tradizione e prestigio scientifico dell’Ateneo.
La trasmissione proseguirà poi a cadenza settimanale e affronterà in questo primo ciclo le ultime due puntate, approfondendo la situazione dei musei nela fase di emergenza (Antonella Gioli, 12 e 13 giugno) e le tecnologie quantistiche, tempo e spazio (Marilù Chiofalo, 19 e 20 giugno).

“Cos’è l’intelligenza, non solo artificiale” è il titolo dell’incontro che si tiene giovedì 4 giugno, dalle ore 18, nell’ambito del progetto “Pensiamo insieme il futuro”, in cui quattro docenti dell’Università di Pisa dialogano con i giovani e con tutti gli interessati su temi di rilievo per la società. Al dibattito, a cui si può partecipare dal sito del progetto, intervengono i professori Ugo Borello di Biologia cellulare, Alfonso Maurizio Iacono di Storia della filosofia, Maria Antonella Galanti di Didattica e pedagogia speciale, Dino Pedreschi di Informatica.

Dalle ore 18 la diretta può essere seguita anche su YouTube e sul canale Facebook dell’Ateneo.

Partendo dall’affermazione del grande biologo e paleontologo Stephen Jay Gould che ha criticato la pretesa di ridurre l’intelligenza a un’entità da misurare, i relatori rifletteranno su cosa significa misurare l’intelligenza e su quale idea si ha di intelligenza quando si pensa di misurarla, arrivando ad analizzare il rapporto esistente tra intelligenza individuale e l’intelligenza collettiva, sia nella dimensione umana che in quella delle macchine.

Venerdì 5 giugno seguiranno altre due lezioni tenute da docenti dell’Università di Pisa nell’ambito del ciclo “Verso la maturità”, pensato per accompagnare gli studenti agli esami del quinto anno delle scuole superiori. Alle 14,30 Marco Stanislao Sozzi, professore di Fisica, parlerà de “Le equazioni di Maxwell allo snodo tra fisica classica e moderna”, mentre alle 15,30 Leonardo Pasquali, professore di Diritto dell’Unione Europea, discuterà di “L’Unione europea fra passato, presente… e futuro?”. Come sempre gli studenti e tutti gli interessati potranno interagire in diretta ponendo domande.

Prudenza, flessibilità e non discriminazione. Sono queste le parole chiave che hanno guidato le decisioni assunte venerdì 29 maggio, in seduta congiunta, dal Senato Accademico e dal Consiglio d'Amministrazione dell’Università di Pisa per l'erogazione della didattica nel prossimo anno accademico.
Obiettivo: un graduale ritorno alla normalità, senza abbandonare mai completamente la modalità online, così da consentire agli studenti italiani fuori sede e a quelli internazionali di seguire le lezioni anche se impossibilitati a raggiungere Pisa per motivi legati all’emergenza.

"Le incertezze sullo sviluppo dell'emergenza epidemiologica sono tante ed è necessario essere prudenti - ha commentato il rettore Paolo Mancarella - Non possiamo ragionare come se non fosse successo niente, la tutela della nostra comunità deve essere sempre al primo posto. Agli studenti e alle famiglie vogliamo dare un messaggio chiaro, inequivocabile: ricominciamo con prudenza ma siamo pronti a ripartire nella pienezza delle modalità tradizionali appena la situazione epidemiologica ce lo consentirà. È nostra ferma convinzione, d'altronde, che la formazione superiore, perché dia pienamente i suoi frutti e soddisfi completamente i bisogni degli studenti, non possa prescindere dal legame sociale che si crea con i docenti e nelle interazioni intellettuali e umane che normalmente nascono nell’aula e ai margini di essa, tanto più in una cittadella universitaria a dimensione d’uomo quale è Pisa. Quel legame che in questi mesi, se possibile, si è rafforzato, ma che tutti noi sentiamo la necessità di tornare a vivere in prima persona".

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Forte degli ottimi risultati ottenuti nei mesi del lockdown, che ha visto erogati a distanza tutti i suoi insegnamenti, ben 21.130 esami di profitto sostenuti e 1.146 discussioni di tesi online, che arriveranno a oltre 3600 da qui a fine giugno (dati sostanzialmente in linea rispetto all'anno precedente), anche il prossimo anno accademico si aprirà, così, con tutte le lezioni frontali del primo semestre erogate a distanza attraverso le piattaforme telematiche messe a disposizione dall’Ateneo.

E se questa sarà la linea da seguire fino al 31 dicembre, non mancano però importanti eccezioni.
Già previsto dal 1° settembre, infatti, lo svolgimento "in presenza" per alcune attività; i tirocini dei corsi di studio delle professioni sanitarie, di Medicina e Chirurgia, di Odontoiatria e Protesi Dentaria e delle scuole di specializzazione di area sanitaria; i tirocini di laureandi, specializzandi e gli internati di tesi; i tirocini curriculari che non siano in concreto completamente realizzabili a distanza, ad eccezione di quelli eventualmente previsti al primo anno dei corsi di studio. Qualora necessario, sarà possibile per i docenti ricevere su appuntamento laureandi, dottorandi e specializzandi.
Tra le attività che potranno essere erogate fin da subito "in presenza", anche quelle che hanno un numero di studenti più contenuto e, quindi, più facilmente tutelabile dal punto di vista della sicurezza anti-contagio. Nello specifico, la Scuola di Medicina potrà optare per la didattica in presenza per i corsi di laurea e laurea magistrale delle professioni sanitarie con un numero programmato non superiore a 50. Ciascun Dipartimento potrà, invece, proporre entro la fine di giugno un piano per lo svolgimento in presenza di: attività pratiche e di laboratorio; lezioni del II anno di lauree magistrali e degli ultimi anni di lauree magistrali a ciclo unico, con un numero di iscritti non superiore a 50. Per le lauree magistrali che nel 2019/20 hanno avuto un numero di iscritti inferiore a 25 potranno essere erogate in presenza anche le lezioni del I anno di corso. 

In tutti questi casi, comunque, per non creare situazioni discriminatorie nei confronti degli studenti impossibilitati a raggiungere la sede per motivi legati all’emergenza epidemiologica, sarà comunque prevista la possibilità di fruire di queste attività a distanza.

"Quanto deciso venerdì è solo l'inizio di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane - conclude il rettore - I Dipartimenti e le Scuole sono già al lavoro per predisporre i propri 'piani di ripartenza'. Prima dell’apertura delle iscrizioni daremo un’indicazione precisa dei corsi e dei laboratori didattici erogati anche in presenza. Allo stesso tempo, inoltre, stiamo studiando interventi da mettere in atto per sostenere economicamente gli studenti più svantaggiati, ma per questo è fondamentale aprire un tavolo a cui siano presenti anche le rappresentanze studentesche".

Giovedì 28 maggio, durante il corso online di chirurgia mini-invasiva del pancreas e del fegato organizzato dal Moscow Clinical Scientific Center, inserito nelle iniziative educazionali Silver Label della Società Europea di Chirurgia del Pancreas, del Fegato e delle Vie Biliari (E-AHPBA), è stata trasmessa in streaming la quattrocentesima pancreasectomia robotica eseguita a Pisa dal professor Ugo Boggi. Si tratta della maggior esperienza Europea. Al corso hanno partecipato centinaia di chirurghi da tutta Europa e da molti paesi extraeuropei.

L’intervento eseguito dal professor Boggi, Deputy Chairman dell’Innovation & Development Committee dell’E-AHPBA, è stato l’unico del corso ad essere stato eseguito con tecnica robotica. Si è trattato di una duodenocefalopancreasectomia (c.d. Whipple) con associata resezione e ricostruzione dell’asse venoso mesenterico-portale eseguita in un giovane paziente dopo 14 cicli di chemioterapia preoperatoria.

Il professor Boggi desidera ringraziare il personale del Centro Multidisciplinare di Chirurgia Robotica dell'AOUP per la preziosa assistenza tecnica offerta durante l’intervento. Desidera inoltre ringraziare il professor Fabio Vistoli, per il competente e fattivo supporto organizzativo, il dottor Mattia Di Cello, per l’assistenza anestesiologica, la dottoressa Francesca Menonna (aiuto operatore) e le dottoresse Simona Musetti e Annalisa Comandatore (specialisti in formazione) per l’assistenza chirurgica durante l’intervento.

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