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Martedì 5 gennaio ci ha lasciati il professor Corrado Blandizzi per una improvvisa e severa patologia cardiovascolare.

Il professor Blandizzi era nato a Meilbourne (Australia) il 5 ottobre 1961. Nel 1988 si era laureato in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti e lode all’Università di Pisa dove aveva proseguito gli studi conseguendo prima la specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva (1992) e successivamente la specializzazione in Farmacologia (1997).
La sua formazione è stata integrata da un periodo di visiting fellowship presso l’Institute of Experimental Medicine dell’Hungarian Academy of Sciences, Budapest, Ungheria (1991) e successivamente da una Postdoctoral fellowship presso il Gastrointestinal Peptide Research Center, University of Michigan Medical Center, Ann Arbor, U.S.A. (fellowship programme CNR-NATO; 1993-1994).

In seguito ha svolto tutta la sua carriera accademica all’Università di Pisa divenendo ricercatore nel 1996, professore associato nel 2000 e infine professore ordinario di Farmacologia nel 2010.
Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali, tra i quali Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerche di Farmacologia Clinica e Terapia Sperimentale (2009-2012); Presidente del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria (2012); Coordinatore delle attività didattiche dei Corsi di studio dell’Area Medica (2012-2013); Coordinatore del Comitato di Coordinamento della Didattica per l’Area Medica (2013); Componente del Presidio della Qualità (2013); Presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia (2013-2016); Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale e contestualmente membro del Senato Accademico (2016-2020). Per quanto riguarda l’attività assistenziale il professor. Blandizzi era Direttore della Sezione Operativa Dipartimentale ‘Monitoraggio delle Reazioni Avverse ai Farmaci’ dal 2011 e Responsabile del centro di Sperimentazione Clinica del Farmaco.

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I principali settori di ricerca del professor. Blandizzi hanno riguardato la farmacologia del sistema gastrointestinale e cardiocircolatorio nonché la farmacovigilanza. La sua attività scientifica è documentata da più di 300 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e da diversi capitoli di libri. Infine il professor. Blandizzi è inventore di due brevetti.

Per quanto estremamente brillante, la fredda descrizione dell’attività scientifica e accademica non rende però giustizia alla statura umana del professor. Corrado Blandizzi. Uomo di grande onestà e rigore morale, dimostrava profonda umanità e sincera attenzione alle esigenze e alle aspirazioni di chi gli stava intorno. In tutti gli incarichi istituzionali che ha ricoperto ha sempre operato con un eccezionale spirito di servizio a favore dell’area medica e di tutto l’Ateneo. Chi lo conosceva più da vicino non poteva poi fare a meno di apprezzare il suo carattere e il suo modo di vivere, contrassegnato dalla determinazione nel perseguire i valori in cui credeva, dallo spirito ironico e dalla fede nell’amicizia e nei valori umani.

Le parole espresse dal Magnifico Rettore, Paolo Mancarella, appena appresa la terribile notizia riflettono l’emozione di tutta la comunità accademica:
“La scomparsa improvvisa e troppo prematura del professor Blandizzi ha lasciato tutti noi esterrefatti, increduli. Oggi ci ha lasciato un uomo buono, oltre che professore e ricercatore di altissimo profilo, che tanto ha dato alla sua Università. Ho avuto il privilegio di condividere con Corrado quattro anni in Senato Accademico, dove sedeva in qualità di Direttore di Dipartimento, durante i quali è cresciuto tra noi un rapporto di grande stima e di amicizia. I suoi contributi sono sempre stati improntati al dialogo, alla mediazione, al cercare soluzioni condivise per il bene dell’istituzione. Lascia in tutti noi un grande vuoto”.

Emilio VitaleSi è spento il giorno 1 gennaio 2021 il professor Emilio Vitale, dopo un lungo periodo di coma, conseguente a un incidente motociclistico avvenuto nel 2008 sul circuito del Mugello.

Il professor Emilio Vitale era nato a Campobasso nel 1954 e si era laureato in Ingegneria Meccanica col massimo dei voti presso l’Università di Pisa nel 1977. L’anno successivo ha iniziato la sua carriera universitaria che l’ha portato a divenire, nel 1994, professore ordinario di Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine.
Nel periodo 1978-1988 i suoi interessi scientifici sono stati focalizzati principalmente sulla Meccanica dei Materiali e sui Metodi Numerici per l'Analisi Strutturale, con studi sul comportamento a fatica ologociclica e a creep-fatica di materiali per impieghi strutturali e nel campo della Meccanica della Frattura, condotti attraverso un approccio multidisciplinare, per l’epoca assolutamente innovativo, comprendente il progetto e la conduzione di complesse attività sperimentali, lo sviluppo di metodi avanzati di modellazione numerica (per esempio: algoritmi innovativi per la modellazione del comportamento dei materiali in regime visco-elasto-plastico sotto carichi ciclici) e lo sviluppo di modelli comportamentali.

Di particolare rilievo, a partire dal 1983, la conduzione di un importante programma sperimentale finalizzato alla previsione del rischio di frattura in reattori nucleari di tipo pressurizzato. Tale attività, inserita al massimo livello nello scenario internazionale, ha previsto collaborazioni con enti e istituzioni a livello globale tra le quali l'Oak Ridge National Laboratory in Tennessee (USA) e lo Staatliche Materialpruffungsanstalt di Stoccarda, laboratori presso i quali il professor Vitale ha trascorso periodi di studio e lavoro.

A partire dalla fine degli anni ’80 il professor Vitale ha esteso con successo il suo impegno scientifico al campo automobilistico. In particolare, in collaborazione con le maggiori aziende del settore (fra cui FIAT, Ferrari e Piaggio), ha attivato numerosi programmi di ricerca finalizzati allo sviluppo di soluzioni e metodologie di progetto innovative, tra cui si segnalano gli studi sulla rumorosità delle trasmissioni, sui power-trains ibridi e sulle tecniche di simulazione per ridurre il time-to-market.
Nel 1999 ha coordinato un progetto di rilevante interesse nazionale sui propulsori ibridi culminato con il brevetto di un motore per veicoli a due ruote, esteso a livello internazionale, che ha condotto allo sviluppo dello scooter MP3 Hybrid da parte di Piaggio.
Nel 2005 ha coordinato la definizione del progetto "Filiera idrogeno", inserito nel Piano Regionale di Sviluppo della Toscana e finalizzato allo sviluppo di tecnologie per la mobilità sostenibile.

Il professor Vitale è inventore di brevetti nazionali e internazionali e autore o coautore di circa 100 pubblicazioni e di alcuni testi didattici nonché curatore dell'edizione di volumi monografici. È stato più volte relatore invitato in convegni nazionali e internazionali e ha svolto incarichi scientifici di livello internazionale.

Il professor Vitale ha svolto incarichi didattici nelle Facoltà di Ingegneria di Pisa e di Trento come titolare degli insegnamenti di Costruzione di Macchine, Progettazione Assistita delle Strutture Meccaniche, Costruzioni Automobilistiche e Costruzione di Apparecchiature Chimiche.

A partire dal 1996, il professor Vitale si è impegnato anche nell'attività di gestione e di indirizzo strategico delle strutture universitarie, ricoprendo molteplici incarichi. Dal 1996 al 1998 è stato Direttore del Dipartimento di Costruzioni Meccaniche e Nucleari e, in tale ruolo, ha promosso la fusione con il Dipartimento di Ingegneria della Produzione che ha dato vita al Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione di cui è stato il primo Direttore. Dal novembre 2000 all'ottobre 2002 ha ricoperto la carica di Prorettore per la Ricerca Applicata. Dal 2001 al 2003 è stato presidente della giunta del settore scientifico disciplinare ING-IND/14.
Dal novembre 2002 al dicembre 2009 è stato, per due mandati, Preside della Facoltà di Ingegneria.

Nel 2004, nell’ambito della COPI, allora Conferenza dei Presidi di Ingegneria, il professor Vitale è stato uno dei fondatori del CISIA, Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l’Accesso all’università, di cui è stato dal 2005 il primo presidente. Il CISIA, che, per sua iniziativa, ha sede a Pisa, attualmente è un punto di riferimento di 53 atenei statali per conto dei quali fornisce strumenti e supporti in tema di accesso e orientamento universitario sull’intero territorio nazionale.
Il professor Vitale è stato inoltre titolare di diversi incarichi esterni all’Università, in qualità di amministratore di Enti territoriali per la promozione dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.

Nel 2010 il professor Emilio Vitale è stato insignito dell'Ordine del Cherubino.

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Si pubblica di seguito il ricordo scritto dal professor Enrico Manfredi, già ordinario di Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine all’Università di Pisa:
“Incontrai per la prima volta Emilio Vitale quando egli scelse, per la sua tesi di laurea, un tema di ricerca avviato da Aldo Del Puglia, con il quale collaboravo, ed al quale egli, nel seguito della sua carriera, doveva dare importanti contributi. Nelle lunghe ore passate insieme per predisporre l'apparecchiatura di prova e poi durante le prove stesse, che a volte si prolungavano nella notte, imparai a conoscere quel giovane molisano pieno di risorse, sul quale si poteva fare sempre pieno affidamento. Ci univa, tra l'altro, una comune passione per le motociclette, con l'importante differenza che io mi ero accontentato di una tranquilla Aermacchi 'Ala azzurra' mentre egli gareggiava con una 'Ala d'oro' e, in seguito, con altre moto, fino alla fatale Yamaha dell'incidente del 2008.
Dopo la laurea si aprì per lui uno spiraglio per intraprendere quella carriera universitaria, verso la quale non esitai a spingerlo e nella quale egli avrebbe poi brillato, dimostrandosi tanto valido ricercatore quanto chiarissimo docente ed ispirato, oculato amministratore. Non ho il minimo dubbio che egli sarebbe stato un eccellente Rettore. Per dare un'idea delle qualità di Emilio Vitale mi piace qui riportare quanto già scrissi nel 2006 in occasione della sua candidatura al Rettorato.
Anni prima egli aveva assunto la responsabilità di una ricerca teorica e sperimentale, che richiedeva di progettare e svolgere difficili esperimenti di Meccanica della frattura, con sollecitazioni di origine termica, su elementi d'acciaio di grandi dimensioni. Fu in quell'occasione che, dal mio ufficio, sentii un applauso provenire dal laboratorio sperimentale, un applauso diretto ad Emilio Vitale. Ad applaudire, quella volta, dopo un esperimento perfettamente riuscito, erano stati i tecnici del Dipartimento: un pubblico esigente. In seguito ho sentito varie volte applaudire Emilio Vitale in modo altrettanto sincero: come Direttore del Dipartimento, come Presidente del Collegio dei docenti del suo settore scientifico-disciplinare, come Preside della Facoltà di Ingegneria e come candidato al Rettorato. Non so immaginare per quali altri Presidi sarebbe stato tributato, in circostanze simili, quell'omaggio che gli studenti gli rivolsero, dopo l'incidente del 2008, appendendo fuori dal balcone dell'Aula Magna uno striscione con su scritto: 'Emilio, non mollare!'.
La sorte volle diversamente e fu allora che gli amici e l'Università di Pisa persero quella persona di rare qualità, che oggi ricordiamo con rimpianto”.

Domenica 27 dicembre è scomparso Giancarlo Dell'Amico, corista e punto di riferimento fondamentale per le attività del Coro dell'Università di Pisa. La camera ardente sarà allestita lunedì 28 di pomeriggio alla Pubblica Assistenza di via Bargagna, mentre la cerimonia funebre si terrà martedì 29 alle ore 15 nella Chiesa del Sacro Cuore.

Di seguito pubblichiamo il ricordo scritto dalla professoressa Maria Antonella Galanti, responsabile del Centro musicale dell’Ateneo.
La foto in Homepage è stata scattata al Teatro Verdi dopo il Concerto di Natale del 2016, quando a Giancarlo Dell'Amico è stata dedicata una targa di ringraziamento a conclusione del suo incarico di responsabile organizzativo del Coro.
La foto in basso si riferisce afesteggiamenti in Sapienza per i venti anni del Coro del 2019, nel cui ambito il rettore Paolo Mancarella ha reso omaggio a Giancarlo Dell'Amico con la consegna di una targa.

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Giancarlo Dell'Amico è morto la mattina del 27 dicembre, in ospedale, per un improvviso aggravamento a causa del Covid. Cantava nel Coro dell’Università fin dal terzo anno della sua costituzione, cioè dal 2001, nella sezione dei bassi. Nella comunità accademica era stato prima tecnico laureato, poi era diventato funzionario EP, nella allora Facoltà di Chimica, ponendosi come punto di riferimento per docenti, personale tecnico e studenti.

Si afferma, giustamente, che in un coro ci si deve sentire una parte del tutto senza che nessuna voce tenti di sovrastare le altre. Giancarlo, però, non è stato solo un corista appassionato e leale, ma fin da subito si è fatto carico anche della complessa macchina organizzativa delle attività del Coro, tanto che nel 2006 ne è stato nominato formalmente responsabile organizzativo e ha mantenuto questa carica fino al 2016. In tale veste, senza risparmiarsi e senza mai sottolineare fatica e impegno, si è prodigato rispetto a tutto quanto era necessario fare, dalle questioni più importanti relative agli eventi da organizzare a quelle di dettaglio.

Non è possibile pensare alla storia del Coro dell’Università di Pisa senza avere nella mente la sua figura affabile e generosa. L’avremmo salutato in altro modo, come coristi, cioè con la musica, se la situazione ce lo avesse permesso, ma cercheremo di farlo, nel suo ricordo, quando sarà di nuovo possibile.

Maria Antonella Galanti
Responsabile del Centro musicale dell’Università

L’European Research Council (ERC) ha assegnato un Consolidator Grant del valore di 1.683.750 euro a Lorenzo Bianchini, ricercatore della Sezione di Pisa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e collaboratore del professor Guido Tonelli, docente di Fisica sperimentale all'Università di Pisa, e del professor Luigi Rolandi, docente della Classe di scienze della Scuola Normale Superiore di Pisa. Bianchini si è aggiudicato il prestigioso finanziamento grazie al progetto presentato ASYMOW "Power to the LHC data: an ASYmptotically MOdel-independent measurement of the W boson mass", il cui principale obiettivo è lo sviluppo di una nuova metodologia di analisi dati e di tecniche di calibrazione del rivelatore Compact Muon Solenoid (CMS) volte ad una misura di precisione della massa del bosone W. CMS è uno dei quattro grandi esperimenti di LHC del CERN, che assieme ad ATLAS ha permesso la scoperta del bosone di Higgs. Per la realizzazione del progetto saranno utilizzati tutti i dati già raccolti durante il secondo ciclo di attività di LHC, il cosiddetto Run2, e quelli che saranno prodotti nel corso del prossimo Run3, che è previsto iniziare nel 2022.

Bianchini fa parte della collaborazione CMS di Pisa, un forte gruppo di ricerca formato da INFN, Università e Scuola Normale di Pisa. Come da tradizione, per partecipare ai maggiori esperimenti di fisica in campo internazionale, si uniscono le energie migliori delle tre istituzioni. I gruppi possono così contare su moderni laboratori e infrastrutture di ricerca, finanziamenti adeguati e un flusso continuo di giovani menti brillanti e desiderose di farsi valere in campo internazionale.

Sposato e padre di due bambine, Lorenzo Bianchini è nato a Firenze nel 1985. Dopo la laurea triennale in Fisica all’Università degli Studi di Firenze, ha proseguito gli studi come allievo dell'Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore, ottenendo la licenza e la laurea magistrale in Fisica nel 2009. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’Ecole Polytechnique nel 2012 con una tesi sulla ricerca del bosone di Higgs nella via di decadimento in una coppia di leptoni tau, lavoro che ha fornito un contribuito diretto alla scoperta della particella di Higgs da parte di CMS. Ha proseguito il suo lavoro di ricerca come postdoc al Politecnico Federale di Zurigo (ETH Zurich), occupandosi principalmente della misura della sezione d’urto ttH, processo che permette di stabilire l’accoppiamento diretto del bosone di Higgs con il quark top. Dal 2017 è ricercatore a tempo indeterminato presso la Sezione INFN di Pisa, dove ha proseguito il suo impegno nell‘esperimento CMS, sia per quanto riguarda gli aspetti di potenziamento della Fase2 del rivelatore, sia per le analisi di fisica. In quest’ultimo ambito, Bianchini ha focalizzato il suo interesse sulle misure di precisione elettrodebole, in particolare sulla misura della massa del bosone W.

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Il progetto ASYMOW, di durata quinquennale, ha l’obiettivo di realizzare una misura della massa del bosone di gauge W (mW) con una precisione senza precedenti per un singolo esperimento: inferiore, cioè, a 10 Megaelettronvolt (MeV). Questa accuratezza sarà sufficiente per dirimere l’attuale tensione tra la misura sperimentale di mW agli acceleratori e la sua predizione da parte del Modello Standard. Se una nuova, più precisa misura di mW, come quella che ASYMOW si aspetta di ottenere, dovesse confermare la presente anomalia, ciò costituirebbe evidenza di una rottura del Modello Standard e, dunque, dell’esistenza di nuova fisica. La precisione alla quale ASYMOW ambisce permetterà non solo di sondare la teoria elettrodebole più in profondità che mai, ma anche di stabilire una pietra miliare nelle misure di precisione dei processi di interazione protone-protone a LHC, con implicazioni che vanno ben oltre la determinazione di mW. Tutto ciò sarà reso possibile da un nuovo approccio alla misura, che dovrà essere sviluppato in dettaglio nel corso del progetto, e che consentirà di sfruttare al massimo il potere statistico senza precedenti offerto da LHC.

“La cifra del progetto – ha spiegato Bianchini – è dunque quella di dare potere ai dati, permettendo così di superare quei colli di bottiglia che hanno finora limitato la precisione sperimentale di mW. In questo sarò aiutato da un team di ricercatori e studenti che desidero far crescere all’interno dell’area di ricerca delle Alte Energie di Pisa, e che mi accompagneranno in un progetto ambizioso e con un grande potenziale di estendere la nostra conoscenza della fisica delle alte energie”.

runipace149 università che ispirano la propria azione ai principi fondamentali della Costituzione, della Carta delle Nazioni Unite, dei Trattati istitutivi dell’UE. È questa RUniPace, la Rete delle Università italiane per la Pace promossa dalla CRUI. La Rete è stata presentata giovedì 10 dicembre online in due momenti: un evento nazionale durante la mattina e, nel resto della giornata, una cascata di eventi locali in tutta Italia che hanno portato le comunità accademiche a conoscenza dell’iniziativa.

“Non è un caso che la Rete venga presentata oggi. Il 10 dicembre si celebra la Giornata internazionale per i diritti umani, e la pace deve essere considerata un diritto inalienabile – ha detto Ferruccio Resta, Presidente della CRUI – Nei duri mesi della pandemia abbiamo visto inasprirsi le differenze economiche ed emergere difetti e conflitti delle nostre società. Ciò rende evidente e ancora più necessario il contributo di analisi e progettazione che solo le università e un approccio interdisciplinare possono fornire. La pace è un progetto che va sostenuto con le gambe solide della ricerca, della didattica e della terza missione.”

Una delle principali finalità di RUniPace è infatti lo studio delle disuguaglianze, del sottosviluppo e della povertà che possono essere considerate fra le principali cause dei conflitti. Quindi uno studio non fine a sé stesso ma funzionale all’intervento sulle dinamiche in atto: sono infatti queste le caratteristiche che anche a livello internazionale qualificano i Peace Studies. Fra le altre finalità: il supporto all’educazione alla pace, alla nonviolenza, alla non discriminazione e al dialogo; la valorizzazione del ruolo delle donne nei processi di pace a ogni livello; la creazione delle condizioni favorevoli alla leadership delle giovani generazioni nei processi di pace.

“La crisi pandemica ha posto l’attenzione sul valore della formazione e della ricerca come bene comune e come grande strumento di riduzione dei divari, sia a livello nazionale che a livello globale – ha dichiarato Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università e della Ricerca – Una delle strategie del Ministero, in un momento di grande trasformazione tecnologica, è rafforzare il ruolo delle università nella promozione dei valori universali della tolleranza e dell’inclusione. La Rete delle Università italiane per la Pace lavorerà proprio in questa direzione, con proposte ispirate a principi e valori dal forte impatto sociale.”

“Quando abbiamo immaginato la Rete – ha detto Maurizio Tira, Rettore dell’Università Brescia e uno dei promotori – abbiamo pensato che l’azione non dovesse concentrarsi solo sull’esterno ma anche verso l’interno dell’università. Di conseguenza, Runipace nasce anche con l’obiettivo di promuovere la riflessione da parte delle comunità accademiche sulla responsabilità sociale di tutte le discipline. Questo per rafforzare la costruzione e il consolidamento della pace, anche accogliendo e sostenendo chi nel mondo soffre per violazioni dei diritti umani e del diritto alla libertà della ricerca.”

“La costruzione della Rete ha avuto il suo momento più intenso proprio durante i difficili mesi della pandemia, ed è stata resa possibile solo grazie alla passione e alla resilienza dei nostri delegati – ha detto l’altro promotore Paolo Mancarella, Rettore dell’Università di Pisa – RUniPace ha obiettivi ambiziosi che vanno realizzati a partire dal patrimonio di ricerche e competenze che già esiste nelle università, creando coordinamenti tra studiosi e studiose negli atenei e fra gli atenei. Senza però dimenticare il necessario raccordo con la società civile. Lo scopo primario di questa rete è infatti promuovere lo sviluppo, anche a livello territoriale, di una cultura della pace che permetta un approccio non violento alla risoluzione dei conflitti.”

Per informazioni: www.runipace.org

(fonte: Ufficio stampa CRUI)

È iniziata da pochi giorni e si sta concludendo la distribuzione dei circa 700 dispositivi digitali che l’Università di Pisa ha assegnato ai suoi studenti, in comodato d’uso gratuito triennale, per consentire loro di seguire le lezioni e le attività a distanza previste in questa fase di emergenza pandemica e come supporto al loro studio anche nel futuro. In totale sono 436 i laptop e 260 i tablet di qualità consegnati agli studenti in tutta Italia, grazie all’impegno assicurato da parte del personale e degli uffici dell’amministrazione universitaria e alla collaborazione di Poste italiane per quanto riguarda le spedizioni.

Va sottolineato che l’intera operazione di distribuzione dei dispositivi è stata gestita in totale sicurezza: gli studenti hanno ricevuto una firma digitale gratuita con cui sottoscrivere da remoto il contratto di comodato, e si sono visti recapitare il dispositivo all’indirizzo da loro indicato su un apposito form online.

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Il progetto rientra in un programma del Ministero dell’Università e della Ricerca finalizzato a contenere il fenomeno del divario digitale, al quale l’Ateneo pisano ha aderito scegliendo di dotare i propri studenti di validi ed efficienti strumenti di lavoro.

“Acquistare, assegnare e distribuire questi dispositivi è stato un notevole impegno per l’Università di Pisa - dichiara il rettore Paolo Mancarella - ma saremo ripagati dal pensiero di avere aiutato in modo concreto i nostri studenti più bisognosi. Stiamo ricevendo dei bellissimi messaggi di ringraziamento, e questa è per noi la soddisfazione più grande.”

Le foto pubblicate sono puramente esemplificative e non ritraggono studenti beneficiari.

Università di Pisa e Confindustria Livorno Massa Carrara ancora una volta insieme per il futuro delle nuove generazioni: con la firma del rinnovo dell'accordo le due istituzioni consolidano la collaborazione, già avviata con la sottoscrizione della prima edizione della convenzione nel 2017, arricchendola e sviluppandola con una serie di interventi mirati alla crescita formativa ed economica del territorio.

Alla conferenza stampa per la firma della convenzione sono intervenuti il rettore dell'Università di Pisa Paolo Maria Mancarella, il presidente di Confindustria Livorno Massa Carrara, Piero Neri, il prorettore per la Ricerca applicata e il trasferimento tecnologico di Unipi, Marco Raugi, e il direttore generale di Confindustria Livorno Massa Carrara, Umberto Paoletti.

“In questo particolare momento storico, così difficile e delicato – ha commentato il rettore Paolo Mancarella – credo sia fondamentale mettere in campo ogni energia positiva utile al rilancio del nostro Paese e della nostra economia. Il rinnovo della convenzione siglata tre anni fa con Confindustria Livorno Massa Carrara va in questa direzione prevedendo, sul piano formativo, la possibilità di attivare collaborazioni con i nostri singoli dipartimenti e, nell’ambito del trasferimento tecnologico, la promozione per la creazione di spin-off e start-up che valorizzino la ricerca dell'Ateneo, con particolare riferimento ai poli e ai distretti tecnologici del territorio di Livorno e Massa Carrara. Sono convinto che questo tipo di integrazione e collaborazione ricopra, oggi più che mai, un ruolo strategico, creando occasioni di crescita e sviluppo per tutti. Oltre che importanti opportunità per le nostre studentesse e i nostri studenti”.

Oltre al potenziamento delle attività di orientamento, di conoscenza del tessuto industriale di Livorno, Massa e Carrara e di interazione con i vari Dipartimenti su progetti specifici, focus della convenzione, che avrà una durata di tre anni, è l'implementazione della collaborazione per l'alta formazione rivolta ai manager, ai responsabili e ai referenti aziendali, unitamente alla collaborazione nell'ambito dell'internazionalizzazione, del trasferimento tecnologico e della valorizzazione dei risultati della ricerca.

“Il rinnovo della convenzione con l'Ateneo è un obbiettivo al quale tenevamo in modo particolare. Infatti, nel programma di mandato della nuova governance della Confindustria LI e MS che presiedo dallo scorso ottobre, i rapporti con la scuola e con l'università sono centrali nella rubrica delle attività che stiamo coordinando.– ha dichiarato il presidente di Confindustria LI MS, Piero Neri - Sono convinto che questa esperienza che oggi si consolida, rappresenti un modello da replicare anche nei contatti con gli Istituti della scuola media superiore in modo tale che il rapporto tra Industria e Formazione sia sempre più organico. Il coraggio del futuro deve essere alimentato soprattutto verso le nuove generazioni”.

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runipace1Giovedì 10 dicembre, in occasione della giornata internazionale per i diritti umani e nella data dedicata per tradizione alla cerimonia di consegna del Nobel per la Pace, in tutta Italia sarà presentata RUniPace, la Rete delle Università per la Pace, con un evento nazionale e diverse iniziative organizzate a livello locale dai singoli atenei che vedranno Pisa e le sue istituzioni universitarie tra le principali protagoniste.

Il programma sarà aperto alle ore 10 da un incontro promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) a cui parteciperanno tutti i rettori e le rettrici, il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e la senatrice Paola Binetti, vicepresidente della Commissione straordinaria diritti umani del Senato. All’evento, che potrà essere seguito collegandosi all’indirizzo https://bit.ly/3eqi7Lw, parteciperanno come relatori il rettore dell’Università di Pisa, Paolo Mancarella, che è stato tra i promotori di RUniPace, e la professoressa Enza Pellecchia, direttrice del Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace (CISP) dell’Ateneo pisano, che coordina a livello nazionale la rete.

 

Pisa ospiterà nel pomeriggio l’incontro dal titolo “L'impegno delle università per la costruzione della pace”, promosso congiuntamente dall’Università di Pisa, dalla Scuola Normale Superiore, dalla Scuola Superiore Sant'Anna e dalla Scuola IMT Alti Studi Lucca. Aperto dai saluti dei quattro rettori - oltre a Mancarella, Luigi Ambrosio della Scuola Normale, Sabina Nuti della Scuola Sant'Anna e Pietro Pietrini dell’IMT Lucca - e introdotto e moderato dalla professoressa Enza Pellecchia, l’evento potrà essere seguito dalle ore 16,30 collegandosi all’indirizzo: http://call.unipi.it/10dic2020runipace. Al centro dell’iniziativa ci sarà il seminario del professor Mario Pianta, della Scuola Normale, sul tema “Proteste e politiche del movimento per la pace in Italia”.

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La Rete delle Università per la Pace è nata a dicembre del 2018 per iniziativa dei rettori delle Università di Pisa, Paolo Mancarella, e di Brescia, Maurizio Tira, che ne proposero la creazione all'Assemblea della CRUI. Fin dall’inizio, il Centro Scienze per la Pace è stato indicato come struttura nazionale di riferimento e coordinamento, a testimonianza del grande impegno di Pisa sui temi della pace e in particolare come riconoscimento per gli oltre venti anni di attività del CISP.

Attualmente alla rete RUniPace (www.runipace.org/) aderiscono più di cinquanta università che ispirano la propria azione ai principi fondamentali della Costituzione italiana e delle principali Carte a livello europeo e internazionale per contribuire a rafforzare il legame tra pace, diritti umani, democrazia, giustizia e progresso sociale. Attraverso attività all’interno del mondo accademico e il costante dialogo con le organizzazioni della società civile e le scuole, la rete persegue le finalità di promuovere - nella ricerca, nella didattica e nella terza missione - la riflessione sulla responsabilità sociale di tutte le discipline e l’attenzione alla costruzione e al consolidamento della pace con mezzi pacifici; favorire la nonviolenza come approccio alla risoluzione dei conflitti per costruire una cultura del dialogo, del rispetto, dell’inclusione, della solidarietà e della condivisione; promuovere la solidarietà e la comprensione reciproca tra i popoli; favorire l’educazione alla pace, alla nonviolenza, alla non discriminazione e al dialogo; valorizzare il ruolo delle donne nei processi di pace ad ogni livello e creare le condizioni favorevoli alla leadership delle giovani generazioni nei processi di pace. Nel corso della giornata inaugurale verrà anche presentato il programma delle attività per il 2021.

Si è tenuta martedì 1° dicembre la riunione straordinaria del Senato Accademico dell’Università di Pisa nella nuova composizione che è scaturita dalle recenti elezioni e per la prima volta si è registrata una sostanziale parità di genere tra i 27 componenti, con la presenza di 13 donne e 13 uomini a cui si aggiunge il rettore come presidente dell’Organo. Nella riunione telematica sono state affrontate varie questioni e sono stati designati i componenti delle Commissioni permanenti Senato Accademico-Consiglio di Amministrazione.

“È stato per me un grande piacere trovarmi a presiedere il neo-eletto Senato. – ha dichiarato il rettore Paolo Mancarella - Il maggior orgoglio è che la parità tra la componente femminile e quella maschile si è realizzata non per imposizione di vincoli o prescrizioni, ma spontaneamente, in un ambiente in cui le aspirazioni di ciascuno possono trovare la meritata collocazione. Questo significa che, nell’Università di Pisa, sebbene tanto debba ancora essere fatto, si respira un clima culturale al passo con l’evoluzione della società contemporanea”.

Le elezioni per il rinnovo del Senato Accademico, tenute tra 23 e 26 novembre con procedura di voto digitale, hanno designato i 18 rappresentanti tra professori e ricercatori a tempo indeterminato (tre per ognuno dei sei settori culturali), i due del personale tecnico-amministrativo, quello dei ricercatori a tempo determinato e quello dei dottorandi: questi ultimi due rappresentanti costituiscono una assoluta novità, introdotta dalla modifica di Statuto fortemente voluta dal rettore sin dall’inizio del suo mandato.
I 18 eletti tra professori e ricercatori a tempo indeterminato sono: Luca Pandolfi, Ettore Vicari e Ilaria Del Corso per il Settore 1; Marcello Mele, Federico Da Settimo Passetti e Roberto Giovannoni per il settore 2; Angelo Gemignani, Maria Concetta Morrone e Giovanna Preziuso per il settore 3; Rocco Rizzo, Roberto Saletti e Gabriella Caroti per il Settore 4; Roberta Ferrari, Pierluigi Barrotta e Sonia Maffei per il Settore 5; Carmelo Calabrò, Eleonora Sirsi e Antonella Angelini per il Settore 6. In rappresentanza dei ricercatori junior/senior è stata eletta Serena Danti; per il personale tecnico-amministrativo sono state elette Antonella Magliocchi e Luisa Rappazzo; per i dottorandi di ricerca è stato eletto Fabio Saggese.

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Il mandato dei membri eletti in Senato Accademico dura quattro anni accademici, tranne nei casi dei rappresentanti dei ricercatori a tempo determinato, degli studenti e dei dottorandi per i quali il mandato è di due anni accademici.

Al via da oggi l'azione congiunta dell’Amministrazione Comunale e dell'Università di Pisa per la rimozione delle scritte e affissioni abusive in città. Si parte da via Pasquale Paoli, una strada particolarmente significativa perché è sempre stata per decenni martoriata in tutta la sua lunghezza e superficie da una sequenza ininterrotta di scritte vandaliche, soprattutto sui muri delle sedi universitarie di pregio presenti nella strada, pesantemente deturpate dalle scritte vandaliche. Nei giorni scorsi il Comune di Pisa ha già ripulito buona parte delle scritte presenti e l'Università sta facendo altrettanto, con cantieri allestiti sulle parti di propria competenza: lungo il muro del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere è stato allestito un cantiere esteso per 10 metri di lunghezza e 3,5 metri di altezza.

Il Comune di Pisa tramite AVR sta portando avanti da mesi interventi a tappeto sia in centro storico che in alcune zone dei quartieri periferici, a seguito dello specifico atto di indirizzo approvato nel febbraio 2020 dalla Giunta Comunale, finalizzato a perseguire l’obiettivo del contrasto al fenomeno delle scritte e affissioni abusive. Le attività di ripulitura, nonostante l'emergenza epidemiologica, sono state avviate in modo massiccio: da maggio a novembre l’intervento ha portato a ripulire circa 2500 mq di superfici intonacate, oltre a decine di rimozioni di scritte su superfici in pietra e interventi pilota di stesura di vernici antigraffito su lampioni e altre superfici.

L’Università di Pisa si è sempre adoperata per rimuovere con tempestività scritte che hanno deturpato i propri edifici, anche sulla base di segnalazioni pervenute da parte degli uffici dell’Amministrazione Comunale. A seguito della richiesta da parte dell’assessore Bedini di avviare un’azione congiunta, sinergica per stabilire un piano di collaborazione, l’Ateneo ha deciso di condividere a pieno l’azione del Comune e di attivare un'azione strutturale che porterà al controllo del fenomeno sugli edifici di sua proprietà.

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“Sono veramente molto soddisfatto della collaborazione con l’Università di Pisa, che ringrazio per aver fornito una risposta immediata ed effettiva nell’azione di rimozione di scritte e affissioni abusive – dichiara l’assessore all’ambiente Filippo Bedini -. L’azione congiunta con l’Ateneo, oltre al fatto che aumenterà esponenzialmente i risultati del contrasto al degrado in città, dimostra che questo lavoro è assolutamente necessario e giusto. Restituire decoro al volto di Pisa non è un vezzo della nostra amministrazione, ma un dovere non più rimandabile: i residenti, i fruitori della città e i turisti che ci auguriamo presto possano ritornare hanno diritto a vivere in un ambiente pulito, ordinato, decoroso, in una parola “bello”! Facciate imbrattate, costellate di orribili manifestini strappati, deturpate da adesivi contrastano violentemente con la bellezza di Pisa. Da febbraio scorso come Comune abbiamo intrapreso un percorso lungo e oneroso, reso ancor più difficile dalla presenza nella nostra città di pochi balordi che proprio non si rassegnano a vedere i muri puliti. Ma dovranno rassegnarsi. L’Università è proprietaria di molti e bellissimi edifici, specialmente in centro storico, e l’attivazione di un'azione strutturale, che porterà al controllo del fenomeno anche sugli edifici di sua proprietà, è per noi fondamentale da un punto di vista pratico. Ma c’è di più: il fatto che il rettore Paolo Mancarella e il prorettore Marco Gesi condividano in maniera così convinta l’importanza di un contrasto efficace alle varie azioni di inciviltà che contribuiscono al degrado urbano, da un lato conferma che il nostro è un progetto di affermazione di civiltà, e dall’altro ci motiva ancor di più a proseguire, consapevoli che, grazie alla sinergia con l’Università di Pisa i risultati saranno più rapidi e migliori”.

“Come Università di Pisa – ha dichiarato il prorettore per i Rapporti con gli enti del terrotorio, Marco Gesi - abbiamo aderito con convinzione all’invito lanciato dell’assessore Bedini per dar vita ad un’azione sinergica nel mantenere e restituire una città più civile, più bella, più pulita. Sono convinto che collaborando insieme Comune e Università possano avere una forza incredibile nella gestione della città. Per questo, l’Università non si è fatta perdere l’occasione di abbracciare questa iniziativa, farla propria e dar vita ad una chiara ed evidente collaborazione. Sono sicuro che i cittadini sapranno apprezzare questo lavoro che restituisce bellezza alla città. Insieme al Comune di Pisa ce la metteremo tutta per far tornare i muri della città alla loro originaria bellezza, continuando a ridipingere dove imbratteranno ancora e alla lunga vincerà la civiltà, vinceranno i cittadini che vogliono vedere Pisa di nuovo bella e pronta, speriamo il prima possibile, ad accogliere di nuovo migliaia di turisti che dovranno lasciare Pisa con l’impressione di aver visto una città, bella, pulita, ben tenuta, all’altezza del salotto medievale che custodisce e che molte volte, a causa dell’inciviltà, viene deturpato.”

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Il Comune di Pisa si è inoltre impegnato a sveltire le tempistiche per il rilascio dei permessi di occupazione suolo pubblico per questi cantieri temporanei, al fine di rendere l'azione degli enti impegnati in questa attività rapida ed efficace. È infatti fondamentale che una volta ripulite le scritte vengano effettuati, come sta già facendo il Comune, interventi tempestivi di ripulitura che evitino che le superfici ripristinate possano tornare allo stato in cui sono rimaste negli ultimi anni. L’azione sinergica da parte di Comune e Ateneo di Pisa proseguirà nei prossimi mesi: successivamente i lavori dell’Università si sposteranno in altre palazzi di proprietà in centro storico, in via Collegio Ricci, via Serafini, via Ulivo, mentre gli operai di Avr proseguiranno i loro interventi nelle zone più colpite per arrivare gradualmente a raggiungere l’obiettivo comune di restituire decoro al centro storico cittadino.

Guarda il video della conferenza.

(fonte: Ufficio stampa del Comune di Pisa)

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