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Un biosensore per rilevare danni cerebrali e una piattaforma antidiscriminazione per selezionare il personale vincono il PhD+

La cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 28 febbraio

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Un biosensore per rilevare i danni cerebrali da trauma e una piattaforma antidiscriminazione per la selezione del personale. Sono queste le due idee di imprese elaborate dagli studenti del PhD+ dell’Università di Pisa e premiate durante la cerimonia finale del corso che si è svolta lo scorso 28 febbraio al Centro congressi Le Benedettine.

Matteo Agostini, 30 anni di Latina, e Marco Cecchini, 42 anni di Piombino, si sono così aggiudicati un assegno di mille euro messo in palio dall’Ateneo pisano grazie a BRAIKER (Advanced resonator biosensor for brain-biomarkers). I due inventori hanno ideato un biosensore per rilevare i biomarcatori nel sangue, in particolare una proteina chiamata GFAP legata ai danni cerebrali da trauma. Con un semplice analisi del sangue questo dispositivo potrà quindi identificare un danno cerebrale in pochi minuti, senza utilizzare analisi costose e lunghe come la TAC o la risonanza magnetica.

 

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Matteo Agostini, uno dei due vincitori del premio del PhD+ con il progetto BRAIKER


Francesca Lucia Maria Celano, 24 anni di Canicattì (Agrigento), e Francesco Franco 25 anni di San Marzano di San Giuseppe (Taranto), hanno invece vinto i mille euro del premio “InnovAzioni Positive” messo in palio dal Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Pisa con il progetto TAM - Talent Acquisition Management. I due studenti hanno ideato una piattaforma per il reclutamento di personale nelle grandi aziende e nelle multinazionali. Il sistema prevede un processo di selezione a fasi che mantiene l’anonimato del candidato fino al momento del colloquio permettendo così di individuare il profilo maggiormente compatibile con la specifica posizione senza incorrere in comportamenti discriminatori.

 

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I vincitori del premio “InnovAzioni Positive” con il progetto Tam, Francesca Lucia Maria Celano e Francesco Franco


“Per la prima volta abbiamo avuto l’opportunità di premiare idee innovative, su temi legati alla promozione delle pari opportunità, al contrasto alle discriminazioni e alla piena realizzazione del benessere lavorativo - ha detto Adriana Ciurli, vicepresidente del CUG - Non possiamo che esprimere soddisfazione per il risultato e come CUG rinnoveremo questo impegno anche in occasione del PhD+ 2020”.

Il PhD+ dell’Università di Pisa, svolto per la prima volta quest’anno nell’ambito del Contamination Lab, è una iniziativa organizzata in collaborazione con Sant’Anna, Normale ed IMT di Lucca, che promuove la creatività, l’innovazione e lo spirito imprenditoriale degli studenti premiando le migliori idee di impresa. In questa nona edizione erano in gara 13 progetti elaborati dopo un percorso che ha previsto, fra le varie attività, seminari sulla creazione di impresa con esercitazioni pratiche e incontri “one to one” con esperti del trasferimento tecnologico.

 

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Il professore Bertini dell’Università di Pisa con lo staff dell’Ufficio di Trasferimento Tecnologico


“I risultati ottenuti nella edizione 2019 del Ph.D+ sono molto soddisfacenti - conclude il professore Leonardo Bertini, delegato del Rettore per la promozione delle iniziative di Spin Off, Start Up e Brevetti e Chief del Contamination Lab - Le idee presentate appaiono molto interessanti e lasciano intravedere le immense possibilità che possono dispiegarsi nel momento in cui si riesca a stimolare, come in questo caso, le potenzialità creative dei nostri allievi. Inoltre, l’ambiente di “contaminazione culturale” creato ha favorito la nascita di team multidisciplinari di allievi, fattore determinante per ottenere “spin-off” di successo. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie alla professionalità ed all’impegno dello staff dell’Ufficio di Trasferimento Tecnologico dell’Università, cui va un doveroso e sentito ringraziamento”.

 

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  • 5 marzo 2019

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