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Martedì 3 marzo, dalle ore 10 alle ore 13, nell'aula PN1 del Polo didattico Porta Nuova (in via Marinello Nelli), Anna Marson, già professore ordinario di Tecnica e pianificazione urbanistica allo IUAV di Venezia e attualmente assessore all'Urbanistica, pianificazione del territorio e paesaggio della Regione Toscana, presenterà la nuova legge Urbanistica Regionale, n. 65/2014 "Norme per il governo del territorio". L'iniziativa è organizzata nell'ambito del corso di laurea magistrale in Ingegneria edile Architettura, in particolare dai corsi di studio afferenti al settore Urbanistica. A seguire dibattito, domande e risposte.

johnson e virzìSaranno Roan Johnson e Paolo Virzì i protagonisti dell'incontro dal titolo "Aspettando Fino a qui tutto bene", che si terrà mercoledì 11 marzo, alle ore 17, nell'Aula Magna del Polo Carmignani, in Piazza dei Cavalieri. È possibile seguire l'incontro in diretta streaming. L'iniziativa nasce dalla prossima uscita del film di Roan Johnson, appunto "Fino a qui tutto bene", che sarà nelle sale di tutta Italia a partire dal 19 marzo con la distribuzione di Microcinema.

Il film giunge a conclusione di un progetto che il regista ha sviluppato con la collaborazione dell'Università di Pisa, passando attraverso la realizzazione del documentario "L'Uva migliore" e di un video di backstage che ripercorre l'intera esperienza.

locandina Fino a qui tutto bene

Come ha sintetizzato lo stesso Johnson, "l'Ateneo pisano mi ha chiesto di fare un documentario e io mi sono sorpreso ad ascoltare ragazzi che, anziché lamentarsi per la crisi, avevano un atteggiamento di sfida. Di rilanciare, piuttosto che arrendersi. Doveva essere un documentario, è diventato un film".

La proiezione del video del backstage, con le prime immagini inedite di "Fino a qui tutto bene", aprirà il dibattito e farà da stimolo per affrontare con gli studenti e gli altri partecipanti temi legati a come i giovani affrontano le difficoltà della loro generazione e come si rapportano al futuro che li attende. Insieme a Roan Johnson, protagonista dell'incontro sarà Paolo Virzì, che in gioventù ha frequentato la facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Pisa e che da alcune settimane ha iniziato a girare in Toscana un nuovo film. Con loro saranno sul palco il rettore Massimo Augello, la professoressa Sandra Lischi, ordinario di Cinema fotografia e televisione, e Ottavia Madeddu, sceneggiatrice del film di Johnson. L'incontro sarà coordinato dal direttore de "Il Tirreno", Omar Monestier.

Segui la diretta streaming dalle 17

Guarda il trailer di "Fino a qui tutto bene".

Con il suo progetto aiuterà a ottimizzare un nuovo metodo per generare energia elettrica pulita, sfruttando le competenze e i laboratori all'avanguardia dell'Imperial College di Londra. Antonio Bertei, assegnista di ricerca del dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell'Università di Pisa, grazie a una borsa "Marie Curie", trascorrerà 24 mesi in Inghilterra per lavorare in un team internazionale che da più di 10 anni opera nel campo della ricerca sui sistemi elettrochimici destinati alla produzione di energia, come batterie e celle a combustibile. In particolare, il progetto di Bertei è uno studio finalizzato a estendere il tempo di vita operativa di un particolare sistema di generazione di energia elettrica ad alta efficienza - le celle a combustibile ad ossidi solidi - che oggi sono una delle tecnologie più promettenti nel settore dell'energia pulita.

"Il funzionamento di questo particolare tipo di dispositivo è attualmente limitato da fenomeni di degradazione dei materiali che ne causano una scarsa applicazione commerciale – spiega Antonio Bertei, 30 anni, originario di San Romano in Garfagnana (LU) - L'utilizzo di tecniche sperimentali e modellistiche del tutto innovative permetterà, con indagini a livello della nanoscala, di mettere in relazione le cause dei fenomeni degradativi con opportune contromisure, legate in particolare alla progettazione dei materiali, per superare i limiti attuali dello stato dell'arte della tecnologia". Bertei lavorerà presso il Department of Earth Science & Engineering dell'Imperial College sotto la supervisione del professor Nigel Brandon, portando con sé il suo bagaglio di esperienza e strumenti di simulazione nel campo della modellazione multiscala avanzata.

I fenomeni di degradazione che caratterizzano le celle a combustibile ad ossidi solidi sono causati da processi chimici, meccanici e microstrutturali che coinvolgono gli elettrodi. Il progetto mira a quantificare e disaccoppiare i vari meccanismi di degradazione attraverso un approccio combinato sperimentale e modellistico, che integra le migliori strumentazioni tomografiche per la ricostruzione tridimensionale della microstruttura degli elettrodi, con modelli meccanicistici capaci di predire l'evoluzione dei vari meccanismi degradativi nel tempo. La finalità della ricerca è quella di apportare modifiche microstrutturali degli elettrodi, in particolare attraverso l'infiltrazione di nanoparticelle ceramiche, con l'intento di limitare il decorso dei fenomeni degradativi e allungare la vita utile delle celle a combustibile fino ai target richiesti per la commercializzazione.

"Il progetto costituisce una sfida piuttosto complessa in un campo di ricerca multidisciplinare – commenta Bertei - Soltanto unendo le competenze e analizzando il sistema a ogni livello di scala è possibile riuscire nell'intento. Anche un piccolo miglioramento volto a favorire la commercializzazione delle celle a combustibile a ossidi solidi e la produzione di energia elettrica a partire da idrogeno potrà portare benefici a tutta la popolazione europea".

Giovedì 26 febbraio, a partire dalle ore 20, al Lumiere di Pisa, TOI, startup dell'Università di Pisa, presenterà in anteprima assoluta VIPER, un prodotto open source e open hardware che promette di rivoluzionare l'internet delle cose. Con poche linee di codice, in un linguaggio molto semplice (Python) e quasi senza dover saldare o collegare alcun cavo, ogni oggetto inanimato può prendere vita diventando interattivo e intelligente.

VIPER è una suite di sviluppo (per progettisti a metà fra un programmatore, un designer e un artista) che permette di ottenere il massimo dalle schede come Arduino o Spark Core, Spark Photon, ST Nucleo, e di rendere i prodotti così sviluppati praticamente pronti per il mercato.

La serata al Lumière sarà aperta da un aperitivo con la presentazione di nuove tecnologie per la musica. Oltre a TOI, che per l'occasione realizzerà con VIPER una lampada interattiva che se toccata stampa la scaletta dei pezzi che il gruppo andrà a suonare, saranno presenti il FabLab Pisa, che metterà in funzione la stampante 3D, e FootMoov, che ha sviluppato delle scarpe sensorizzate. A seguire concerto dei LIV CHARCOT. L'ingresso è gratuito.

I colleghi giornalisti sono invitati a partecipare.

Maggiori info sulla serata: https://www.facebook.com/livcharcotband?fref=ts.

microstrutturaCon il suo progetto aiuterà a ottimizzare un nuovo metodo per generare energia elettrica pulita, sfruttando le competenze e i laboratori all'avanguardia dell'Imperial College di Londra. Antonio Bertei, assegnista di ricerca del dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell'Università di Pisa, grazie a una borsa "Marie Curie", trascorrerà 24 mesi in Inghilterra per lavorare in un team internazionale che da più di 10 anni opera nel campo della ricerca sui sistemi elettrochimici destinati alla produzione di energia, come batterie e celle a combustibile. In particolare, il progetto di Bertei è uno studio finalizzato a estendere il tempo di vita operativa di un particolare sistema di generazione di energia elettrica ad alta efficienza - le celle a combustibile ad ossidi solidi - che oggi sono una delle tecnologie più promettenti nel settore dell'energia pulita.

"Il funzionamento di questo particolare tipo di dispositivo è attualmente limitato da fenomeni di degradazione dei materiali che ne causano una scarsa applicazione commerciale – spiega Antonio Bertei, 30 anni, originario di San Romano in Garfagnana (LU) - L'utilizzo di tecniche sperimentali e modellistiche del tutto innovative permetterà, con indagini a livello della nanoscala, di mettere in relazione le cause dei fenomeni degradativi con opportune contromisure, legate in particolare alla progettazione dei materiali, per superare i limiti attuali dello stato dell'arte della tecnologia". Bertei lavorerà presso il Department of Earth Science & Engineering dell'Imperial College sotto la supervisione del professor Nigel Brandon, portando con sé il suo bagaglio di esperienza e strumenti di simulazione nel campo della modellazione multiscala avanzata.

foto Antonio BerteiI fenomeni di degradazione che caratterizzano le celle a combustibile ad ossidi solidi sono causati da processi chimici, meccanici e microstrutturali che coinvolgono gli elettrodi. Il progetto mira a quantificare e disaccoppiare i vari meccanismi di degradazione attraverso un approccio combinato sperimentale e modellistico, che integra le migliori strumentazioni tomografiche per la ricostruzione tridimensionale della microstruttura degli elettrodi, con modelli meccanicistici capaci di predire l'evoluzione dei vari meccanismi degradativi nel tempo. La finalità della ricerca è quella di apportare modifiche microstrutturali degli elettrodi, in particolare attraverso l'infiltrazione di nanoparticelle ceramiche, con l'intento di limitare il decorso dei fenomeni degradativi e allungare la vita utile delle celle a combustibile fino ai target richiesti per la commercializzazione.

"Il progetto costituisce una sfida piuttosto complessa in un campo di ricerca multidisciplinare – commenta Bertei - Soltanto unendo le competenze e analizzando il sistema a ogni livello di scala è possibile riuscire nell'intento. Anche un piccolo miglioramento volto a favorire la commercializzazione delle celle a combustibile a ossidi solidi e la produzione di energia elettrica a partire da idrogeno potrà portare benefici a tutta la popolazione europea".

Nella foto in alto: Microstruttura di un elettrodo simulata con gli algoritmi sviluppati da Antonio Bertei.

Ne hanno parlato: 
InToscana.it
Nazione Pisa 
Nazione Lucca
Tirreno Lucca
NazionePisa.it 
TirrenoPisa.it 
Controcampus.it

Giovedì, 26 Febbraio 2015 10:46

Archivio fotografico di ateneo

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VISITA Ricercatori ITERVerificare la sicurezza degli impianti nucleari studiando per la prima volta al mondo la condensazione del vapore in condizioni di vuoto. È questo il test che condurrà il laboratorio Scalbatraio del dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell'Università di Pisa su commissione dell'Iter Organization (IO) - un organismo internazionale, costituito da Unione Europea, USA, Russia, Cina, Giappone, India e Corea del Sud - per il reattore a fusione nucleare che sta costruendo a Cadarache, in Francia.

"Questo studio – spiega il professore Donato Aquaro dell'Ateneo pisano - è importante per la progettazione del componente VVSS (Vacuum Vessel Suppression System), fondamentale per la sicurezza del reattore. I ricercatori dell'IO, guidati dal dr. Meekins, hanno appena visitato il laboratorio Scalbatraio (foto) ed hanno assistito alle prove pre-operazionali dell'apparecchiatura in scala che abbiamo realizzato per simulare l'evento incidentale che potrebbe verificarsi nel reattore, mentre le prove effettive inizieranno entro il prossimo marzo e termineranno a fine maggio".

La centrale di Cadarache verrà completata entro i prossimi sei anni e quella di Pisa è una prima fase sperimentale al fine di garantire la sicurezza dell'impianto. L'apparecchiatura realizzata nel laboratorio Scalbatraio è in scala: la parte principale è la condensation tank sottovuoto di 2 metri diametro e 4 di altezza.

"Entro il 2015 e dopo i test condotti a Pisa – ha concluso il professore Aquaro - partirà un nuovo appalto a livello europeo per condurre gli esperimenti in scala 1:1 a cui parteciperemo con un'esperienza di ricerca già molto significativa sul campo".

Ne hanno parlato:
Tirreno.it
TgRegione.it
StampToscana.it
GoNews.it
PianetaUniversitario.com
Controcampus.it
PisaInformaFlash.it

Verificare la sicurezza degli impianti nucleari studiando per la prima volta al mondo la condensazione del vapore in condizioni di vuoto. E' questo il test che condurrà il laboratorio Scalbatraio del dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell'Università di Pisa su commissione dell'Iter Organization (IO) - un organismo internazionale, costituito da Unione Europea, USA, Russia, Cina, Giappone, India e Corea del Sud - per il reattore a fusione nucleare che sta costruendo a Cadarache, in Francia.

"Questo studio – spiega il professore Donato Aquaro dell'Ateneo pisano - è importante per la progettazione del componente VVSS (Vacuum Vessel Suppression System), fondamentale per la sicurezza del reattore. I ricercatori dell'IO, guidati dal dr. Meekins, hanno appena visitato il laboratorio Scalbatraio ed hanno assistito alle prove pre-operazionali dell'apparecchiatura in scala che abbiamo realizzato per simulare l'evento incidentale che potrebbe verificarsi nel reattore, mentre le prove effettive inizieranno entro il prossimo marzo e termineranno a fine maggio".

La centrale di Cadarache verrà completata entro i prossimi sei anni e quella di Pisa è una prima fase sperimentale al fine di garantire la sicurezza dell'impianto. L'apparecchiatura realizzata nel laboratorio Scalbatraio è in scala: la parte principale è la condensation tank sottovuoto di 2 metri diametro e 4 di altezza.

"Entro il 2015 e dopo i test condotti a Pisa – ha concluso il professore Aquaro - partirà un nuovo appalto a livello europeo per condurre gli esperimenti in scala 1:1 a cui parteciperemo con un'esperienza di ricerca già molto significativa sul campo".

Sabato 28 febbraio, alle ore 11, al Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa, con sede alla Certosa di Calci, sarà inaugurato il nuovo settore didattico-espositivo "La Terra tra mito e scienza", un percorso a tappe incentrato sui temi della nascita della Terra e dell'evoluzione della vita. All'inaugurazione interverranno Roberto Barbuti, direttore del Museo, Simone Farina, del Museo di Storia Naturale, Patrizia Landi, della Sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e Graziano di Giuseppe del dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa e della Società Italiana di Protistologia Onlus.

A disposizione dei visitatori una vasta serie di allestimenti a tema, che illustreranno le tappe della storia della Terra confrontando l'interpretazione del mito con quella della scienza. Il settore si avvarrà di allestimenti di ultima generazione: si va da modelli di microrganismi a dimensione umana a veri e propri vulcani funzionanti in scala ridotta, passando attraverso l'esposizione di campioni di prodotti lavici e la riproduzione di pittoresche figure mitologiche, quali il Ciclope e l'Unicorno.

Nella sezione dedicata al mito spicca l'Arca di Noè: una ricostruzione in legno della nave biblica, che nei suoi 9 metri di lunghezza ospiterà ben 160 esemplari tassidermizzati. Nella sezione dedicata alla scienza saranno presenti modelli a grandezza d'uomo dei primi microrganismi e riproduzioni in scala ridotta che illustreranno il funzionamento dell'attività vulcanica.

Lo spazio, pensato e progettato appositamente per lo svolgimento di attività didattiche, sarà fruibile anche ai visitatori. Le iscrizioni sono aperte, per informazioni rivolgersi ai Servizi Educativi del Museo, tel. 050 2212973.

Quali sono i veri bisogni delle imprese, di quali strumenti e servizi necessitano le startup europee per accrescere la loro resilienza e la loro competitività? Da queste domande parte l'indagine del progetto ENDuRE nato per la formazione e il supporto dei nuovi imprenditori che l'Università di Pisa, capofila del progetto, il Polo Tecnologico di Navacchio e CEDIT, agenzia formativa di Confartigianato Imprese Toscana, stanno in questi giorni conducendo in Italia nei confronti dei diversi target individuati dal progetto, a partire dagli studenti fino agli enti pubblici, passando per imprese, startupper e investitori. In contemporanea, la stessa indagine viene compiuta anche nel Regno Unito e in Danimarca da parte dei partner universitari e imprenditoriali coinvolti nel progetto.

L'obiettivo è proprio quello di verificare concretamente i bisogni degli attori dell'ecosistema dell'imprenditorialità e da quelli partire per costruire una struttura che aiuti a ridurre la probabilità di fallimento delle start up, stimolando altresì le imprese esistenti a crescere più velocemente e a superare il fenomeno della cosiddetta "Valle della Morte".

Gli elementi chiave del progetto sono: soluzioni innovative nello scouting di opportunità tecniche/ valutazioni tecniche e di mercato; pretotipazione, design concettuale, rafforzamento di prodotti e servizi e dei relativi modelli di business; mappatura della proprietà intellettuale, design around e competitive intelligence; prototipazione avanzata di prodotti e servizi.

Una volta prodotto un approccio di tipo esperienziale (learning by doing), grazie anche alla collaborazione di carattere internazionale e ad un supporto strategico alle start up da parte di aziende di successo in un ambiente "win-win", sarà effettuato un test all'interno di una rete europea di università e imprese, dove sarà prodotto un insieme di strumenti didattici e pratici per garantirne la riproducibilità futura. Nella parte finale del progetto, che complessivamente ha una durata di due anni, una startup per ogni Paese (vincitrice del processo di selezione) sarà ospitata per due mesi da un'azienda straniera. Per quanto riguarda l'Italia l'azienda scelta avrà sede all'interno dell'Incubatore del Polo Tecnologico di Navacchio.

ENDuRE European Network of Design for Resilient Entrepreneurship, progetto finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del Programma Erasmus+ KA2 "Cooperation and Innovation for Good Practices Knowledge Alliances for Higher Education" e risultato primo nella classifica dei progetti promossi per l'anno 2014, vede come partner, oltre all'Università di Pisa in qualità di capofila, quella del Surrey (Regno Unito) e Southern Denmark (Danimarca), una agenzia formativa toscana, CEDIT, e tre aziende Polo Tecnologico di Navacchio, Blu Ocean Robotics (Danimarca) e iVeridis (Regno Unito)

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