Si chiama PONTE e racconta, già nel nome, l’intento con cui è nato: rafforzare il collegamento tra il mondo della scuola e quello delle Università toscane, per fare in modo che siano sempre di più i giovani che scelgono di proseguire gli studi, con un’attenzione particolare sulle aree periferiche e sulle scuole superiori (come gli istituti tecnici e professionali) in cui questa propensione è storicamente più bassa. Il progetto è stato presentato questa mattina nella sede del Rettorato dell’Università di Firenze in piazza San Marco, alla presenza di Cristina Manetti, assessora regionale a Università e ricerca, Ersilia Menesini, Prorettrice alla Didattica dell’Università degli Studi di Firenze, Federico Pulselli, delegato all’Orientamento dell’Università di Siena, Agnese Fusaro, delegata all’Orientamento dell’Università per stranieri di Siena, Laura Marcucci, delegata per le attività di Orientamento dell’Università di Pisa, Vincenzo Bianculli, Amministratore unico Centro Studi Pluriversum, Silvia Sbrana, Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario e Lorenzo Bacci, dirigente Regione Toscana del settore Diritto allo studio e sostegno alla ricerca.

Il progetto PONTE (Percorsi di Orientamento e Networking per Transizioni Educative consapevoli), finanziato nell’ambito del Programma Regionale FSE+ 2021/2027 della Regione Toscana, vede coinvolti l’organismo formativo Centro Studi Pluriversum – che guida il progetto in qualità di capofila – insieme ai quattro atenei toscani: Università di Firenze, Università di Pisa, Università di Siena e Università per Stranieri di Siena (Unistrasi). Per info, modalità di accesso ed adesioni: www.ponteorienta.it.
Il progetto si rivolge principalmente a studentesse e studenti delle classi III, IV e V di tutte le tipologie di scuola secondaria di secondo grado della Toscana, con un obiettivo minimo di 22.000 studenti coinvolti nei laboratori e ulteriori 3.000 raggiunti attraverso gli eventi territoriali. Una quota significativa delle attività — almeno il 35% — è riservata agli istituti tecnici e professionali. Destinatari dell’azione formativa sono anche 250 docenti e funzioni strumentali, chiamati a diventare “moltiplicatori” dell’orientamento nelle proprie scuole. Particolare attenzione è rivolta alle province di Arezzo, Grosseto, Massa-Carrara, Pistoia e Livorno, dove la prosecuzione agli studi dopo il diploma è più bassa rispetto ai grandi poli universitari.
PONTE non si limita ad aumentare i numeri delle immatricolazioni: mira a costruire scelte universitarie consapevoli, informate e autentiche. Questo significa aiutare gli studenti a conoscere meglio se stessi, il mercato del lavoro e i percorsi universitari disponibili, abbattere le barriere economiche e informative attraverso la diffusione dei servizi del Diritto allo Studio, ridurre le disuguaglianze territoriali e rafforzare le competenze orientative dei docenti. La durata del progetto è di 28 mesi.
In concreto, il progetto si sviluppa su tre azioni complementari.
L’Azione 1 — cuore operativo dell’intervento — prevede laboratori di orientamento di almeno 6 ore per classe, differenziati per anno scolastico: le terze lavorano sull’autoconsapevolezza, le quarte esplorano il mondo del lavoro e le professioni del futuro, le quinte si concentrano sulla scelta post-diploma e sui servizi di sostegno disponibili. Oltre a questi percorsi in classe le scuole potranno scegliere all’interno di un vasto catalogo approfondimenti su temi innovativi e specifici riguardanti i vari settori disciplinari.
L’Azione 2 offre percorsi formativi modulari ai docenti, accreditati sulla piattaforma ministeriale SOFIA, su metodologie orientative, tessuto produttivo regionale e didattica inclusiva.
L’Azione 3 porta l’orientamento nelle comunità locali attraverso webinar, incontri nei Comuni periferici, giornate immersive nelle sedi universitarie ed eventi conclusivi di restituzione pubblica, con l’obiettivo di coinvolgere non solo gli studenti ma le famiglie e i territori nel loro insieme.
“Con PONTE vogliamo offrire alle ragazze e ai ragazzi della Toscana gli strumenti per scegliere con maggiore consapevolezza il proprio futuro, facendo in modo che la possibilità di proseguire gli studi non dipenda dal luogo in cui si vive, dalla scuola frequentata o dalle condizioni economiche della famiglia – ha dichiarato Cristina Manetti, assessora regionale a Università e ricerca –. È particolarmente importante che il progetto raggiunga anche i territori più lontani dai principali poli universitari e gli istituti tecnici e professionali, dove la prosecuzione degli studi dopo il diploma registra percentuali più basse, perché è proprio lì che dobbiamo lavorare per ridurre le distanze e creare nuove opportunità. La Regione Toscana, attraverso le risorse del Fondo Sociale Europeo Plus, investe sull’orientamento e sul diritto allo studio perché accompagnare i giovani nelle loro scelte significa investire sul loro futuro e, insieme, sul futuro della Toscana. La collaborazione tra i quattro atenei, le scuole, il sistema del diritto allo studio e i territori è il valore aggiunto di questo progetto: un ponte, appunto, capace di avvicinare l’università a tutti”.
“Per l’Università di Firenze, il progetto P.O.N.T.E. rappresenta un’occasione per consolidare la collaborazione tra università, scuole e territori e rendere ancora più efficace il sistema regionale dell’orientamento. I quattro atenei pubblici toscani mettono in comune competenze ed esperienze per accompagnare studentesse e studenti nelle loro scelte e facilitare i passaggi tra scuola, università e lavoro. Un impegno condiviso che punta a ridurre i divari territoriali nell’accesso all’istruzione universitaria e a sostenere il successo formativo delle nuove generazioni” afferma la prorettrice alla didattica dell’Università degli Studi di Firenze Ersilia Menesini.
“L’Università di Pisa porta avanti da molti anni un impegno forte e convinto nel campo dell’orientamento universitario. Negli ultimi quattro anni, grazie a finanziamenti europei e nazionali, siamo riusciti a raggiungere oltre 40.000 studentesse e studenti, costruendo percorsi, competenze e relazioni che hanno rafforzato il dialogo tra scuola e università. Oggi la sfida è dare continuità a questo patrimonio di esperienze. Per questo desidero ringraziare la Regione Toscana e l’ARDSU per aver sostenuto un progetto che va esattamente in questa direzione e che ci consente di proseguire un lavoro che riteniamo strategico per il futuro dei e delle giovani e dei nostri territori, in sinergia con le scuole e con le altre università della Toscana”, ha dichiarato Laura Elisa Marcucci delegata per le attività di Orientamento dell’Università di Pisa.
“Il Progetto PONTE amplifica le capacità, già eccellenti, delle Università Toscane di penetrare nei territori e promuovere gli studi universitari come percorso formativo personale e professionale per migliaia di studentesse e studenti. ‘Da qui per andare lontano’ è il motto con cui l’Università di Siena ha esplicitato questa convinzione per l’Anno Accademico 2026-27. Il Progetto PONTE aiuta a raggiungere anche luoghi meno vicini agli atenei, attività prioritaria per l’Università di Siena, che agisce fattivamente attraverso le sue sedi distaccate in un’area vasta che comprende le province di Grosseto e di Arezzo. Orientamento è prima di tutto ‘incontro’; esso anticipa e a volte ispira una scelta che può essere fondamentale per la vita, non solo perché si acquisiscono conoscenza e competenze ma anche perché ci si mette totalmente in gioco in un nuovo contesto. Ed è bello raccontare a giovani studenti e studentesse quanto sia entusiasmante fare questa esperienza in una città universitaria”, ha dichiarato Federico Pulselli, delegato all’Orientamento dell’Università di Siena
“L’Università per Stranieri di Siena è partner del progetto di orientamento PONTE, cui partecipa con grande entusiasmo al fianco delle altre università toscane. Il nostro ateneo lavora da tempo attivamente per creare e consolidare una relazione sinergica e proficua fra scuola e università, cui dedica energie e competenze, come dimostra fra gli altri il ruolo centrale del Centro “StraS” (Stranieri e Scuola). In linea con le finalità del progetto PONTE, inoltre, il nostro ateneo crede fortemente nell’importanza di una presenza fisica e azioni concrete sul territorio, guidate da principi di uguaglianza e integrazione, che riconoscano la validità di tutte le realtà scolastiche ed eque opportunità alle e ai giovani per il futuro. Ci auguriamo che la partecipazione dell’Università per Stranieri di Siena contribuisca al successo del progetto PONTE, anche grazie ad alcune discipline e linee di ricerca che contraddistinguono il nostro ateneo, quali il plurilinguismo, anche nell’era dell’IA, la promozione della lingua e cultura italiane all’estero, uno sguardo diverso e un approccio non eurocentrico e decoloniale a storie, arti e culture, la didattica inclusiva e accessibile, e gli studi di genere” ha dichiarato Agnese Fusaro, delegata all’Orientamento dell’Università per stranieri di Siena.
“Pluriversum porta in PONTE un’esperienza di quasi trent’anni nel campo dell’orientamento scolastico e professionale. Siamo lieti di guidare questo progetto mettendo a disposizione competenze organizzative e di contenuto maturate sul campo, a supporto della costruzione dei percorsi di carriera. A questa esperienza affianchiamo l’innovazione tecnologica di GUIA, un chatbot pensato per offrire agli studenti un primo orientamento sui quattro atenei partner – Firenze, Pisa, Siena e Università per Stranieri di Siena – fornendo informazioni aggiornate su corsi, ammissioni, tasse, scadenze e procedure, attraverso i siti ufficiali degli atenei” dichiara Vincenzo Bianculli, Amministratore unico del Centro Studi Pluriversum.



