All’Università di Pisa il primo impianto di pacemaker su un cane di piccola taglia

Intervento d’urgenza all’Ospedale Didattico Veterinario dell'Ateneo su un barboncino di quattro chili: Buddy, colpito da frequenti svenimenti, è stato dimesso dopo un giorno di ricovero e ora sta bene
All’Ospedale Didattico Veterinario Mario Modenato dell’Università di Pisa è stato impiantato per la prima volta un pacemaker su un cane di piccola taglia di di quattro chili. Il paziente, Buddy, un barboncino di 5 anni e mezzo proveniente dalla provincia di Grosseto, soffriva di frequenti episodi di svenimento che si sono risolti grazie all’impianto del dispositivo cardiaco.
Buddy con i prorpietari

L’operazione, eseguito in urgenza, ha previsto il posizionamento del catetere dell’elettrodo del pacemaker all’interno del cuore destro, mentre la batteria è stata collocata in una tasca sottocutanea nel collo dell’animale. Dopo un giorno di ricovero, Buddy è stato dimesso con terapia e medicazioni e potrà tornare gradualmente a una vita normale. L’intervento rappresenta un traguardo importante per il programma di cardiologia interventistica veterinaria dell’Ateneo. A livello nazionale esistono infatti pochi centri universitari in grado di eseguire questo tipo di procedure e, in Toscana, l’Ateneo pisano è l’unico centro universitario a praticarle.

 

Da sinistra, Prof.ssa Angela Briganti, Dr.ssa Irene Nocera, Dr.ssa Chiara Di Franco, Dr. Giovanni Grosso, Dr. Tommaso Vezzosi, Dr.ssa Lisa Alibrandi, Prof. Iacopo Vannozzi

A guidare l’intervento sono stati i cardiologi Dr. Tommaso Vezzosi e Dr. Giovanni Grosso, con l’assistenza della Dr.ssa Lisa Alibrandi. L’équipe chirurgica era composta dal Prof. Iacopo Vannozzi e dalla Dr.ssa Irene Nocera, mentre l’anestesia è stata guidata dalla Prof.ssa Angela Briganti e Dr.ssa Chiara Di Franco.

“Si è trattato di un intervento particolarmente complesso sia per le condizioni cliniche del paziente sia per la sua piccolissima taglia – spiega Tommaso Vezzosi, direttore dell’Ospedale Didattico Veterinario – Per dimensioni e caratteristiche tecniche, questa procedura si avvicina molto alla cardiologia pediatrica. A differenza di quanto avviene talvolta nell’uomo, nel cane è inoltre necessario operare sempre in anestesia generale. Oggi Buddy sta bene e questo risultato conferma il valore del percorso avviato con il nuovo programma di cardiologia interventistica”.

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