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Il diario da Washington di Claudia Vanni

Segui il racconto dei due universitari pisani che fanno parte della delegazione italiana ai G8 & G20 Youth Summits

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G8 & G20 Youth Summits - la serata di gala!

Claudia Vanni - serata di galaAl mito dell'americano invincibile non ci credo fino in fondo, ma c'è un aspetto sul quale i cittadini a stelle e strisce non possono essere battuti: la sontuosità delle cerimonie! La propensione alla celebrazione in pompa magna, loro, ce l'hanno nel sangue. E l'ho capito subito, venerdì scorso, appena arrivati al luogo in cui si sarebbe svolto il Gran Gala conclusivo dei G8 & G20 Youth Summits: sede speciale dell'evento, il palazzo dell'Organizzazione degli Stati americani. La facciata lasciava presagire l'eleganza interna dell'edificio: all'ingresso, passati i metal detectors, si incontrava un cortile interno, caratterizzato da una fontana circolare, sul quale si affacciavano due lussuose rampe di scale; al piano di sopra, ci attendeva un ampio salone, nel quale era stato allestito il buffet.

Scenografia da film: sfarzosi lampadari appesi al soffitto, imponenti colonne a fare da perimetro alla stanza, camerieri in divisa. E a completare l'atmosfera la musica in sottofondo, confusa dal rumorio delle voci e dei calici in brindisi, e dallo strascichio degli abiti lunghi delle donne presenti.

House of Foreign Affairs La serata tra chiacchiere, balli e risate è stata a dir poco piacevole: le 28 nazionalità partecipanti si sono così incontrate e conosciute in un clima più rilassato e divertente, rispetto a quello delle negoziazioni. È stato interessante notare anche i diversi stili di abbigliamento e di movimento nelle danze: così diversi, nel senso del non essere identici, seppur uguali.

Innegabile la commozione durante i saluti finali: soprattutto all'interno delle singole delegazioni, il dispiacere per la separazione è stato forte. È vero, ci si conosce in poco tempo e, alla fine, si condividono solo una manciata di settimane, ma è la qualità a fare la differenza: sono dieci giorni intensi, vissuti con passione, nei quali ci si sente uniti per una causa comune.

Che cosa rimarrà di questa esperienza? Innanzitutto la consapevolezza che, attraverso il dialogo e il confronto, trovare politiche condivise non è impossibile. Poi il senso di piacevolezza per l'essersi sentiti, anche se solo per una settimana, tutti uguali, semplicemente cittadini del mondo.

 

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G8 & G20 Youth Summits - ultimo giorno

claudia Vanni riunione G8E alla fine consensus fu! Dopo una nottata in bianco, passata a contrattare, i venti "Capi di Stato in-law" hanno raggiunto l'accordo finale. A riprova dell'impegno notturno, le facce provate e gli sguardi assenti, che il giorno successivo è stato possibile osservare alla cerimonia ufficiale. Ma la stanchezza non ha avuto la meglio sull'entusiasmo e l'eccitazione, che i giovani delegati hanno provato nel presentare il Final Comuniquè: ciascun comitato ha lavorato duro sulla propria materia specifica, permettendo l'elaborazione di un documento finale, condiviso ma soprattutto innovativo!

Ora il documento sarà trasmesso al tavolo del G20 ufficiale e ai rispettivi governi nazionali, non appena le delegazioni avranno fatto ritorno in Patria.

"I settori della Difesa e della Finanza hanno raggiunto risultati sorprendenti" ha affermato il nostro Head of State, Dario Mazzella.

Mentre nel mondo politico reale, Nato e Russia si scrutano a distanza, giocando a braccio di ferro, i giovani delegati hanno invece raggiunto l'accordo su uno dei punti più dolenti dell'attuale politica internazionale: lo scudo antimissilistico europeo. La NATO e i Paesi dell'Unione europea, garantendo la natura puramente difensiva dello scudo, non diretto al potenziale nucleare di Mosca, sono riusciti ad ottenere il consenso russo. Le preoccupazioni della Russia sulla fase 3 e fase 4 sono state comprese e affrontate attraverso un confronto sui vincoli previsti e sul dispiegamento di ulteriori forze nucleari russe sul confine NATO / Russia.

Dario Mazzella

Il comitato della Finanza è intervenuto, invece, nella delicata materia degli Hedge Fund, i fondi speculativi che stanno tormentando i mercati internazionali: a riguardo, è stato proposto un sistema di controlli a campione, che obblighi gli Hedge Fund, qualora interpellati dalle autorità competenti, a rivelare gli assets in portafoglio, per accertare che non siano presenti short sellings. Il meccanismo vuole così disincentivare le vendite allo scoperto, con riferimento in particolare ai beni tangibili: la stabilità dei prezzi delle commonities è infatti, essenziale alla stabilità delle economie dei Paesi e alla gestione delle loro politiche di crescita.

Well done! Direbbero da queste parti.

Adesso ci aspetta la il Gran Gala serale: la tensione delle negoziazioni svanisce e lascia il posto all'euforia e alla soddisfazione di chi ha discusso, magari si è anche arrabbiato, ma alla fine ha trovato un punto d'incontro .

È richiesta la massima eleganza! La delegazione italiana si prepara a non far sfigurare il proprio Paese. Stay tuned for photos and updates!

 

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G8 & G20 Youth Summits - 4° giorno

Nel cielo di Washington, il sole si sveglia prestoe con lui le delegazioni giovanili di 20 Stati del mondo, (anche perché le tapparelle delle camere al Mont Vernon Campus, hanno dimenticato la loro funzione). La dead-line per il raggiungimento dell'accordo e l'elaborazione del Final Comuniquè si avvicina e le trattative procedono senza sosta. I giovani rappresentanti italiani hanno dimostrato di poter dare un contributo determinante alle trattative.

claudia vanniNel settore economico, brillante è apparsa la soluzione alla disoccupazione giovanile, presentata da Igor Cerasa. Il "ministro" dell'economia ha infatti proposto dei mini-bonds, che sta illustrando nel dettaglio proprio in queste ore: si tratta di obbligazioni, emesse da imprese medie e piccole non quotate in Borsa e utilizzati dalle aziende per raccogliere fondi sul mercato. Il Governo garantisce la copertura in caso di default e questo rende il bond sicuro, come quello emesso dal governo. Per taluni aspetti può essere rintracciata un'assonanza con i projects bond proposti, nei giorni scorsi, dal ministro italiano dello sviluppo economico, Corrado Passera, ma c'è un valore aggiunto. Il giovane delegato italiano Cerasa ha posto una "conditio sine qua non" è impossibile ottenere il rilascio di tali obbligazioni: una impresa deve investire in un progetto orientato ad aumentare l'occupazione giovanile e favorire la crescita sostenibile. Inoltre, per ridurre il rischio di esposizione dello Stato, garante nell'operazione, l'impresa sarebbe tenuta a fornire bilanci, oggetto di revisione.

Nella sua commissione Dario Mazzella, il dottorando pisano, "Head of State" nella delegazione a Washington, è riuscito a superare, con i colleghi europei, l'opposizione dei Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) sull'istituzione di una segreteria permanente per il G8 e G20: nelle intenzioni dei giovani delegati quindi, l'Ufficio ci sarà. Dovrà avere semplicemente un ruolo di coordinamento e supporto logistico, tra la passata presidenza, quella presente e quella successiva del G8&G20, con l'obiettivo di creare continuità d'azione. Ma i "Capi di Stato" hanno discusso anche di sviluppo sostenibile, da realizzare attraverso investimenti infrastrutturali ed un'economia verde, finalizzato in primo luogo all'occupazione giovanile. E anche durante il confronto sulla "Global Security", è stato riservato un capitolo ai giovani: come soluzione alla "youth radicalisation", causata da disoccupazione, maltrattamenti e richieste disattese, il G20 youth ha proposto progetti di scambio, formativi e professionalizzanti, che accrescano il senso di cittadinanza globale e che riducano quello di esclusione.

Le commissioni si stanno avviando verso la fase di approvazione finale: sarà raggiunto, nei tempi previsti, il consensus? Non so ancora se aspettarmi unghie affilate o sorrisi conciliatori. Seguici anche su Facebook: "Italian Delegation for the G8 & G20 Youth Summits" e "Young Ambassadors Society".

 

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G8 & G20 Youth Summits - 3° giorno

Claudia Vanni e Dario MazzellaEssere a Washington in veste diplomatica: è il sogno nel cassetto che decine di ragazzi stanno realizzando in queste ore! Il risveglio alla George Washington University passa ogni mattina da un panel di approfondimento sulla politica mondiale: è impossibile non notare l'attenzione, quasi ossessiva, riservata al tema della "Global Leadership". Ogni giorno validi interlocutori ci accompagnano in un affascinante viaggio all'interno della diplomazia internazionale: Andrew Rabens, dal Bureau degli affari mediorientali del dipartimento di Stato americano, Nicole Goldin, dell'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale e Jai Nair, vice-direttore del Bureau per gli affari del sud e centro asiatico, sono solo alcune delle personalità con cui abbiamo potuto confrontarci.

La sala conferenze che ci ospita sembra uno studio televisivo: palco rialzato, micorfoni a clip, ampia platea. Potrei definirla all'"americana", nel senso buono del termine ovviamente. Mi colpiscono inoltre le aule, arredate solo con tavole rotonde: è indubbio che la competitività animi lo spirito a stelle e strisce ma la stato di partenza deve essere assolutamente paritario. E questo approccio lo si evince anche dalla disposizione degli spazi.

Mi trovo a scrivervi nella hall del quarto piano: immaginate circa cento metri quadrati di salotto, con una ventina di divanetti bluette e ramati, disposti a circolo; di fronte a me una vetrata a parete, dalla quale filtra la luce nitida della mattina, da dove riesci a sbirciare i movimenti della città. Vengo distratta dallo squillo elegante degli ascensori: ce ne sono ben tre, con una capacità di circa venti persone.

È evidente che attorno al sistema universitario americano girino ingenti investimenti privati: è altrettanto noto però, che per accedere a tutto questo, occorre avere una buona disponibilità economica. Il mito del genitore americano che risparmia mensilmente, dal giorno della nascita del figlio, per permettergli l'accesso all'università non è un luogo comune. Strutture imponenti, organizzazione efficiente e didattica altamente formativa: ma tutto questo non è fruibile gratuitamente. Se vuoi farne parte, devi avere le risorse economiche; oppure puoi sempre ricorrere a un mutuo, magari subprime!


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G8 & G20 Youth Summits - 2° giorno

claudiaVanni_darioMazzellaOggi si inizia a fare sul serio: alla George Washington University, tra la 21esima e la H Street, le negoziazioni sono appena cominciate. C'è entusiasmo: i giovani delegati credono fermamente che dal loro confronto possa uscire qualcosa di serio e concreto. Facendo colazione con il "Capo di Stato" canadese e con quello turco, non posso non rimanere colpita dalla loro vivacità: Reagan crede che possano essere partorite idee valide e soluzioni tangibili ma sembra scettico sul riscontro effettivo che queste potranno avere nelle politiche dei veri leader; si consola comunque con il fatto che, le sue proposte siano in linea con le posizioni adottate dal suo attuale governo. Sera, unica rappresentante per la Turchia, invece, spera che la consegna del Final Comuniquè sul tavolo del G20 di Los Cabos, che si terrà dopo la chiusura del nostro Summit, riceva la giusta attenzione. In ogni caso, entrambi concordano sul fatto che il confronto tra duecento ragazzi provenienti da tutto il mondo, incaricati di rappresentare le rispettive giovani generazioni, produrrà comunque un arricchimento per ogni nazione, al loro ritorno a casa. Avranno imparato a discutere con diplomazia, ascoltare gli altri, esporre la propria posizione e sottoporla a modifiche durante il confronto: avranno una conoscenza più approfondita delle esigenze dei vari Paesi e inevitabilmente da queste rimarranno influenzati, arrivando ad adottare posizioni maggiormente condivise, verso una società globale, sempre più integrata.

delegazione italiana a WashingtonLa pausa pranzo è l'occasione per scoprire le indiscrezioni della prima fase negoziale, oltre che per provare l'ebbrezza di sentirsi un po' americano con l'hot dog in mano. Dario Mazzella, in veste di "Head of State", mi aggiorna sul clima e sui primi temi di discussione: "I miei colleghi sono preparati e combattivi. Evidente e marcata è la sintonia con la componente europea: si è prodotto, da subito, un confronto tra due parti contrapposte, i paesi BRICS e l'Unione europea". Gli Stati europei infatti hanno proposto un ufficio permanente di rappresentanza per il G8 & G20, con lo scopo di mantenere continuità, garantendo un supporto esclusivamente logistico; ma i Paesi con le economie in maggiore crescita, temono che questo possa diventare un organo politico, che assorba la loro capacità decisionale. Sarà interessante dunque seguire l'evolvere della discussione.

Ma il rumors più pungente è un altro: "Alcune delegazioni, russi e brasiliani in primis, sono non solo rimborsati per le spese sostenute ma addirittura pagati per l'attività svolta, dai rispettivi governi - sottolinea Dario. Altri, invece, hanno già in programma appuntamenti con i rispettivi governi nazionali, per riferire quanto concluso al Summit ". Un aggiornamento questo che non mi lascia indifferente. Mi fermo un attimo a riflettere: la nostra delegazione ha ricevuto il riconoscimento ufficiale e il fatto non può che renderci orgogliosi, ma noi, le spese per rappresentare il nostro paese, dobbiamo sostenerle personalmente.

 

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G8 & G20 Youth Summits - 1° giorno

YouthSummits2012

Prendete un classico college americano: una piscina all'aperto, due campi da tennis, un immenso prato verde, strutture di mattone rosso; inseriteci un gruppo di duecento ragazzi, pronti a confrontarsi su temi di politica mondiale, provenienti da tutto il mondo, perfino Pisa: ed ecco, pronto per la cottura, l'impasto del G8 & G20 Youth Summits. Dalla città della torre pendente sono partiti infatti i due studenti universitari, Dario Mazzella e la sottoscritta Claudia Vanni, scelti, così come gli altri componenti della delegazione italiana giovanile, da Yas (Young Ambassadors Society).

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All'interno degli edifici della prestigiosa George Washington University,poche ore fa è stato dato l'avvio ufficiale al Summit. In primis il palco è stato occupato dagli inni americano e messicano, (Paesi che detengono la presidenza rispettivamente del G8 e del G20 ufficiali), che ci hanno fatto assaporare momenti di puro patriottismo come base per il confronto, il dialogo e lo scambio. Nel pomeriggio poi abbiamo avuto l'opportunità di relazionarci con i protagonisti della diplomazia americana: ad avviarci verso le negoziazioni di domani, ci hanno pensato Menaka Nayyar e Andrew Rabens, del dipartimento di Stato americano e dr. Nivole Goldin e dr. Genevieve Maricle, dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, che hanno discusso riguardo al coinvolgimento dei ragazzi nelle politiche. I giovani delegati hanno potuto presentare domande e osservazioni. Tra i tanti interventi, mi ha colpito quello di un giovane indiano: questo invitava i presenti a non cadere nella tentazione della formalità e a rifuggire la burocratizzazione, oggetto delle nostre critiche, ma soprattutto sollecitava ad adoperarsi per il raggiungimento di un Final Comuniquè tangibile, nuovo e risolutivo, che sarà consegnato sul tavolo dei G20 dei "Big". Ora è davvero tutto pronto: stay tuned!

Per rimanere costantemente aggiornato sulle attività della delegazione, al G8 & G20 Youth Summit 2012, visita il blog http://youngambassadorsociety.blogspot.it, o il sito http://www.youngambassadorsociety.org!

Seguici anche su Facebook: "Italian Delegation for the G8 & G20 Youth Summits" e "Young Ambassadors Society".


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Il comunicato del 4 giugno 2012 

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Per il secondo anno consecutivo, l'Università di Pisa vede scegliere tra i propri studenti, alcuni membri della delegazione italiana che prenderà parte ai G8 & G20 Youth Summits, in programma a Washington dal 3 al 9 giugno. Si tratta del più importante evento diplomatico giovanile, parallelo al vertice dei "Grandi": non assimilabili ai Models, basati sul principio della simulazione, gli Youth Summits hanno avuto il riconoscimento di ufficialità dai veri leader mondiali e sono, quindi, evento parallelo dei G8 & G20 politici, comunemente conosciuti.

Borsa in spalla e position paper in mano, a partire dall'ateneo pisano saranno Dario Mazzella, in qualità di Capo di Stato, e Claudia Vanni, press agent del gruppo, inviata speciale dagli States. Nello specifico, Dario ha 27 anni e vive a La Spezia: è laureato in Scienze politiche e internazionali con 110/110 all'Università di Pisa e ha una laurea specialistica in Politiche e Relazioni Internazionali, oltre che un master in Governance politica; è attualmente iscritto al primo anno del corso di dottorato in Geopolitica, sempre presso la facoltà di Scienze politiche dell'ateneo pisano. Claudia invece ha 22 anni e vive a Vecchiano, comune della provincia; è in procinto di laurea in Scienze politiche internazionali ed è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine della Toscana; ha iniziato ad esercitare la professione all'età di 17 anni, facendo esperienze nel campo del giornalismo televisivo, presso un'emittente locale, 50Canale; ha poi sperimentato il giornalismo radiofonico e l'ufficio stampa.

La squadra, scelta da Young Ambassadors Society (YAS), dopo un'accurata analisi delle centinaia di domande e di curricula pervenuti, è composta da altri sette ragazzi, tra i 20 e i 27 anni con diversi background formativi e professionali.

Nella città della White House i delegati italiani si confronteranno con quelli provenienti da tutto il mondo: negozieranno, dibatteranno e daranno vita a idee nuove e tangibili che saranno raccolte in un Comunicato Finale, il quale verrà poi trasmesso ai governi nazionali e al tavolo del G20 ufficiale, in programma pochi giorni dopo, a Los Cabos, in Messico.

In vista dell'appuntamento americano i delegati hanno già avuto modo di esercitare la loro arte diplomatica nel pre-summit europeo che si è svolto a Berlino, dall'11 al 13 maggio. I rappresentanti italiani inoltre, per arricchire il proprio bagaglio cognitivo, si sono confrontati con le istituzioni italiane, incontrando l'ufficio G8&G20 rispettivamente al Ministero degli Affari Esteri e al Ministero dell'Economia e della Finanza, oltre che la Rappresentanza Permanente dell'Italia presso le Nazioni Unite e lo Sherpa italiano.

Ne hanno parlato:
TirrenoPisa.it 
PisaToday.it 
PisaInformaFlash.it  
Tirreno Pisa
 

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  • 5 giugno 2012

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