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Il DNA degli antichi europei

Pubblicato su Nature uno studio sul genoma dei nostri antenati a cui ha contribuito anche il professore Mallegni dell’Ateneo

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reperti mallegniUn nuovo studio pubblicato sulla rivista “Nature” traccia la storia genetica dei nostri progenitori vissuti in Europa tra i 45 mila e gli 8.500 anni fa. La ricerca ha preso in esame il genoma di 51 individui euroasiatici antichi, gli unici arrivati sino a noi, e fra questi anche i resti scheletrici di un fanciullo e di una donna studiati dal professore Francesco Mallegni dell’Università di Pisa.

“Si tratta di reperti che si rinvennero nel 1971 nella Grotta Paglicci a Rignano Garganico nelle Puglie e di cui abbiamo analizzato il DNA a partire da alcuni loro frammenti ossei. Le analisi antropologiche da me compiute sui resti umani qualche decennio fa avevano evidenziato che appartennero ad un ragazzino di 11-12 anni vissuto circa 24 mila anni fa, e ad una donna deceduta sui 18 anni e di un millennio posteriore al primo”, ha spiegato il professore Mallegni.

Grazie dunque alle analisi genetiche dei 51 individui euroasiatici vissuti ai primordi del Paleolitico superiore e realizzate da diversi studiosi di università europee ed extraeurope, i risultati delle quali sono ora pubblicati sulla rivista Nature, si è così potuto documentare quanto siano stati frequenti le migrazioni e le mescolanze di popolazione anche in epoca preistorica. Nel lasso di tempo che va dalla prima migrazione dei sapiens (45 mila anni fa), all’avvento dell’agricoltura (circa 8.500 anni fa) l’ascendenza neandertaliana nel DNA sarebbe diminuita dal 3-6 % a circa il 2%. E mentre la prima migrazione sembra non aver lasciato traccia negli attuali europei, tutti gli individui vissuti fra 37mila e 14mila anni fa, a cavallo cioè dell’ultimo massimo glaciale, hanno una forte ascendenza da una singola popolazione fondatrice proveniente dal nord-ovest d’Europa. L’evidenza dei primi flussi extra-europei si avrebbe invece circa 14 mila anni fa, durante il primo significativo riscaldamento post era glaciale, con la comparsa di una nuova componente genetica medio orientale, una "novità" che probabilmente riflette i grandi movimenti migratori della popolazioni che avvenivano in quel periodo.

 

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Didascalia: Il cranio dei resti donna rivenuta in Puglia, adornato di denti canini forati di cervo, e a lato il suo volto ricostruito da Gabriele Mallegni.

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  • 10 maggio 2016

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