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Pubblicato uno studio su embriogenesi e riattivazione tumorale

Su 'Developmental Biology' una ricerca condotta dal dipartimento di Biologia dell'Ateneo

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vignali1Hmga2, un fattore che rimodella la cromatina, svolge un ruolo importante nello stabilire prima l’identità e poi le successive capacità migratorie delle cellule della cresta neurale durante lo sviluppo embrionale. Questi i risultati di una ricerca, condotta nel dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, dal professor Robert Vignali, biologo dello sviluppo animale, in collaborazione con il professor Guidalberto Manfioletti, biochimico e biologo molecolare del dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. I risultati saranno pubblicati su Developmental Biology, una delle riviste di riferimento per chi si occupa di biologia dello sviluppo. Il testo è già disponibile nella versione on-line, al seguente link.

 

Le cellule della cresta neurale rappresentano una popolazione di cellule embrionali che condividono aspetti importanti con cellule tumorali, in particolare la capacità di divenire mobili e invasive. Si sapeva che Hmga2 è un oncogene, normalmente spento nei tessuti adulti, che viene riattivato in molti tumori, di cui promuove la motilità e l’invasione. Tuttavia, il suo ruolo nello sviluppo delle cellule migratorie della cresta neurale, che condividono molte vie genetico-molecolari con la transizione delle cellule tumorali da uno stato epiteliale a uno mesenchimale, non era stato caratterizzato. Lavorando sull’anfibio modello Xenopus laevis, i ricercatori pisani hanno alterato i livelli di proteina Hmga2 presenti nell’embrione precoce in sviluppo, constatando che le cellule non assumevano il loro normale destino differenziativo e non realizzavano la migrazione. Le vie molecolari in gioco sono state poi in gran parte confermate dai colleghi triestini anche in cellule di carcinoma della mammella, dove la funzione di Hmga2 è stata similmente repressa.

vignali2Questo studio sottolinea come importanti informazioni sulle vie in gioco nei tumori si possano trarre dall’analisi di fenomeni normalmente regolati durante lo sviluppo animale, e che vengono riattivati in modo incontrollato nella progressione tumorale.

Gli studi sono stati finanziati dal MIUR, dall’Istituto Toscano Tumori e dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

 

Immagine in alto: Il gruppo di ricerca del dipartimento pisano di Biologia.
Immagine in basso: embrione di Xenopus in cui a sinistra è evidente l’effetto della inibizione di Hmga2 sull’attività (mostrata in blu) del gene snail2, che promuove la transizione epitelio-mesenchima (a destra l’espressione normale).

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  • 10 febbraio 2016

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