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Ingegneri pisani in Africa per insegnare biomedicina

Il corso si svolge all’Addis Ababa University in Etiopia dall’11 al 15 gennaio

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team pisano Continua la collaborazione tra i ricercatori di ricercatori di bioingegeneria del Centro Piaggio dell’Università di Pisa, il Fablab Pisa ed il consorzio di università africane ABEC, che per il terzo anno consecutivo propongono un corso intensivo di ingegneria biomedica, questa volta incentrato sulle applicazioni delle mobile technologies nello sviluppo di prodotti biomedicali e servizi legati l’assistenza sanitaria.
Il corso, della durata di una settimana, sponsorizzato in parte dall’United Nations Economic Commission for Africa (UNECA), si svolge durante l’Innovators Summer School della Addis Ababa University in Etiopia, dall’11 al 15 gennaio. La Summer School, giunta alla sua quarta edizione, è destinata a studenti iscritti ai nuovi corsi di ingegneria biomedica in nove università africane provenienti da sette diversi paesi (Kenia, Tanzania, Etiopia, Uganda, Malawi, Zambia e recentemente anche Egitto), che fanno parte del consorzio ABEC.

“La filosofia di fondo che collega tutte le Summer School organizzate negli anni è che l’open source design dei dispositivi biomedicali e lo sviluppo di capacità umane sono i due requisiti per migliorare l’assistenza sanitaria in Africa”, ha spiegato la professoressa Arti Ahluwalia che coordina il team formato da Carmelo De Maria (anche presidente del FabLab Pisa), Salvatore Balestrino, Lica Di Piero, Sonia Albana, Pasquale Martucci e Renata Bertocchi. In quest’ottica, la prossima Summer School ha lo scopo di insegnare come sfruttare le potenzialità dagli smartphone (connettività, visualizzazione, sensori, storage) per creare nuovi prodotti biomedicali e/o servizi o per potenziare quelli esistenti.

Con l’importante collaborazione di un’azienda locale, la Afmobi, gli studenti saranno guidati fin dai primi passi allo sviluppo di nuove app per i sistemi Android. Inoltre impareranno a connettere i loro smartphone a bio-sensori e dispositivi biomedici esterni, grazie anche all’utilizzo di VIPER, un’idea nata all’interno del Fablab Pisa. Come ogni anno, l’ammissione alla scuola è legata alla sottomissione di un progetto nell’ambito del “Innovation in Healthcare, focus on Maternal Health and Infectious Diseases” che dovrà essere migliorato/perfezionato dagli stessi studenti, lavorando in gruppi e applicando quanto appreso durante la Summer School. Fra i partecipanti anche Licia Di Pietro, studentessa di Ingegneria biomedica dell’Università di Pisa, che grazie ad una borsa di training Erasmus lavorerà all’Università di Kyambogo (Kampala, Uganda) per 4 settimane ad aprile insieme con gli ingegneri inglesi della la fondazione Amalthea Trust.

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  • 13 gennaio 2016

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