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L'Università di Pisa piange la scomparsa del professor Alessandro Martinengo

Ha insegnato a lungo Lingua e Letteratura Spagnola. Il ricordo delle allieve Giulia Poggi e Federica Cappelli

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martinengoIl 1° settembre è mancato a Savona, dove era nato nel 1930, il Prof. Alessandro Martinengo. Allievo della Facoltà di Lettere di Pisa e della Scuola Normale Superiore, nel 1963 si era, rispettivamente, laureato in Lettere Moderne e diplomato in Filologia Romanza.

Dopo la laurea aveva trascorso un anno di perfezionamento come lettore di Italiano nelle Università di Heidelberg e Zurigo e successivamente usufruito di una borsa di studio annuale dell’Instituto Caro y Cuervo di Bogotá, al termine della quale aveva ottenuto il diploma di "Literatura Hispanoamericana". È stato docente incaricato di Letteratura Ispanoamericana nella Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Pisa e di Lingua e Letteratura Spagnola dell’ateneo di Trieste.

Chiamato dalla Facoltà di Lettere di Pisa come Professore Ordinario di Lingua e Letteratura Spagnola nel 1968, ha svolto tale insegnamento (poi Letteratura Spagnola) fino al 2003 e ricoperto numerose cariche (Direttore di Istituto, Presidente del Corso di laurea in Lingue e Letterature Straniere della Facoltà di Lettere, Coordinatore del Dottorato in Iberistica con sede a Pisa). È stato tra i fondatori dell’AISPI, l’Associazione degli Ispanisti Italiani, che lo ha visto anche Presidente dal 1985 al 1988.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in campo nazionale e internazionale (fra cui, nel 2007, la laurea honoris causa dell’Università Ricardo Palma di Lima) e contribuito attivamente alla vita culturale della città come membro della giuria del Premio Pisa.

Studioso del Siglo de Oro (in particolare di Gracián e Quevedo, cui ha dedicato importanti volumi), raffinato traduttore e interprete di alcuni fra i suoi più importanti testi, ha esplorato anche aspetti non marginali della letteratura della Conquista e della poesia spagnola moderna e contemporanea (José de Espronceda, Antonio Machado).

Lascia un vuoto incolmabile tra i suoi numerosi allievi, molti dei quali hanno seguito i suoi percorsi di ricerca e che ora ricordano, accanto al suo generoso magistero, la sua infaticabile disponibilità al dialogo e al confronto.

Giulia Poggi e Federica Cappelli

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  • 6 settembre 2021

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