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Le acque sotterranee sono più vulnerabili all’inquinamento da azoto di quelle superficiali

Lo dimostra uno studio internazionale a cui ha partecipato anche una ricercatrice dell’Università di Pisa

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Le acque sotterranee di fiumi e laghi sono più vulnerabili all’inquinamento da azoto antropogenico rispetto a quelle superficiali. Lo rivela uno studio internazionale condotto da un gruppo di ricercatori provenienti da 18 paesi, tra cui la professoressa Elisa Sacchi del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli studi di Pavia, e la dottoressa Viviana Re, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. In particolare le due studiose italiane hanno presentato il caso studio della Pianura Lombarda, una zona in cui la contaminazione da nitrati rappresenta un problema sia nelle acque superficiali che sotterranee, nonostante l’attuazione, da più di trent’anni, della direttiva Nitrati.

Lo studio, realizzato nell’ambito di progetto di ricerca coordinata (CRP) della Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), si intitola Global patterns of nitrate isotope composition in rivers and adjacent aquifers reveal reactive nitrogen cascading ed è stato recentemente pubblicato su Communications Earth & Environment, una rivista ad accesso libero di Nature Research

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Il gruppo internazionale di ricerca.

I rappresentanti dei vari gruppi di ricerca hanno studiato l'inquinamento da azoto e dei processi eutrofizzazione di fiumi e laghi attraverso la geochimica isotopica. Gli isotopi stabili dell’azoto (δ15N) e dell’ossigeno (δ18O) dei nitrati sono tradizionalmente utilizzati come traccianti dell’origine di questi contaminanti nelle risorse idriche, derivanti da numerose sorgenti antropiche (fertilizzanti di sintesi, reflui zootecnici, fosse settiche). Tuttavia, questa “firma isotopica” può essere modificata dai microorganismi, che metabolizzano tali nutrienti utilizzandoli per il proprio sviluppo. 

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Nell’articolo recentemente pubblicato, l’elaborazione di più di 5000 dati isotopici mette in evidenza il ruolo dei processi biologici operanti nelle acque superficiali nella trasformazione e rimozione dell’azoto, processi a loro volta influenzati da parametri climatici e stagionali. Lo studio evidenzia inoltre come, a scala globale, i corsi d’acqua e gli acquiferi superficiali siano i ricettori principali dell’inquinamento da azoto antropogenico; tuttavia, le acque sotterranee hanno concentrazioni mediane cinque volte più elevate, a causa del lungo tempo di permanenza nel sottosuolo e dell’attività microbica più bassa. 

Giovedì 27 maggio, alle ore 14, il dottor Ioannis Matiatos (IAEA), coordinatore del progetto internazionale, sarà ospite del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa per un webinar in cui presenterà i principali risultati del lavoro. Il webinar “Global patterns of nitrate isotope composition in rivers and adjacent aquifers reveal reactive nitrogen cascading
sarà visibile al seguente link via Microsoft Teams.

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  • 25 maggio 2021

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