Contenuto principale della pagina Menu di navigazione Modulo di ricerca su uniPi

Dalle domus romane di Piazza dei Miracoli ritorna alla luce un orologio solare in miniatura

L’oggetto in avorio, studiato da archeologi e storici del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, è unico per caratteristiche, dimensioni e stato di conservazione

  • Condividi l'articolo su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su Google Plus

Un tesoro del passato che svela nuovi dettagli sulla vita di Pisa in epoca romana, quando l’attuale Piazza dei Miracoli, a pochi passi dalla Torre pendente, era occupata da un complesso residenziale di domus individuato a seguito di una campagna di scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologica per la Toscana, in collaborazione con l’Università di Pisa, tra il 1985 e il 1988. Si tratta di un orologio solare miniaturistico in avorio databile tra la metà del II secolo a.C. e la fine del I secolo a.C., un oggetto eccezionale per le sue dimensioni, per il suo stato di conservazione e per i dettagli di fattura che lo rendono un ritrovamento unico nel mondo greco-romano. 

Clicca sull'immagine per visualizzare la ricostruzione in 3D.
 modello 3D_orologio.png

Rimasto per anni nelle cassette dei materiali di scavo senza essere riconosciuto, è diventato oggi oggetto dello studio di Emanuele Taccola, archeologo, e di Filippo Battistoni, storico, del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, che insieme a Jérôme Bonnin (Université de Lille 3) e Denis Savoie (Syrte, Observatoire de Paris, Universcience), due tra i massimi esperti internazionali di gnomonica e di misurazione del tempo nel mondo greco-romano, hanno scritto un articolo di prossima pubblicazione in cui descrivono l’eccezionalità del ritrovamento. 

La prima peculiarità che distingue l’orologio è la sua dimensione estremamente ridotta, con un’altezza e una larghezza di poco più di 5 cm, e l’eccellente stato di conservazione della griglia oraria, che rende ancora possibile misurare – anche se non in maniera precisa – il tempo. Una ulteriore specificità del manufatto è costituita dal materiale con cui è stato realizzato, l’avorio di elefante, che lo rende il secondo quadrante di questo tipo finora noto in letteratura, insieme a un altro esemplare di età tolemaica proveniente da Tanis, nel Delta egiziano, ricavato invece da un dente di ippopotamo. Gli autori ricordano che ad oggi sono 19 gli orologi in miniatura ritrovati e risalenti all’età greco-romana, e quello di Pisa è l’unico in avorio di elefante.

posizionamento scavo.jpg
In rosso il posizionamento dello scavo nella Piazza del Duomo.

Studiando il contesto di ritrovamento, gli studiosi hanno elaborato alcune ipotesi sulla funzione e sull’utilizzo della piccola meridiana d’avorio: considerando che il quadrante, pur aderendo a uno schema matematico, non avrebbe funzionato correttamente alla latitudine di Pisa, si è passati ad analizzare le implicazioni socio-culturali che il possesso e l’ostentazione di un manufatto del genere – costruito con un materiale pregiato – sottintendevano: “Per tutta l’età imperiale la piazza del Duomo di Pisa fu occupata da domus di alto livello, con pavimenti a mosaico e pareti affrescate, sicuramente appartenute a persone di alto rango – ricordano i ricercatori – Una connotazione analoga può essere ipotizzata anche per l’assetto residenziale tardo-repubblicano e il nostro orologio, ritrovato in uno strato da cui sono emersi oggetti databili in modo equivocabile alla fine del I sec. a.C., ne è una chiara testimonianza”. 

taccola e battistoni.jpg
Da sinistra: Emanuele Taccola e Filippo Battistoni.

Quella che emerge è dunque una funzione autocelebrativa in termini di ricchezza ed eleganza che gli abitanti di tali residenze, aderendo più o meno genuinamente a una élite colta e raffinata, intrisa del sapere filosofico greco, attribuivano a tali oggetti, volutamente posizionati negli ambienti di massima rappresentanza di domus e ville. “La piccola meridiana d’avorio è un nuovo, importante tassello della storia antica di Pisa – concludono gli autori dello studio -. Pur non disponendo di informazioni più dettagliate sulla identità del proprietario, possiamo immaginarlo come uno degli abitanti del quartiere residenziale di Piazza del Duomo, e avere una conferma del tenore sociale di quest’area della città in età tardo-repubblicana, che continuerà a essere occupata per tutta l’età imperiale da domus di alto livello”.

Venerdì 23 aprile, alle 9.30, in diretta streaming su YouTube, Filippo Battistoni ed Emanuele Taccola illustreranno i particolari del loro studio nel workshop “Misura e percezione del tempo nella città antica: riflessioni a partire dalla nuova meridiana eburnea da Pisa”. Tutti i dettagli sono disponibili a questo link.

 

  •  
  • 21 aprile 2021

Questo sito utilizza solo cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi. Se vuoi saperne di più, consulta l'informativa