Contenuto principale della pagina Menu di navigazione Modulo di ricerca su uniPi

Nasce il primo spin-off umanistico dell’Università di Pisa

Si chiama Astarte, fondatrici sono tre laureate dell’Ateneo, il loro obiettivo dare voce al Mediterraneo

  • Condividi l'articolo su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su Google Plus

Ha un’anima tutta al femminile il primo spin-off umanistico dell’Università di Pisa nato per iniziativa di tre laureate dell’Ateneo. Si chiama Astarte, come la dea madre, creatrice di vita, ed è una casa editrice che racconterà il Mediterraneo. Carolina e Anita Paolicchi, sorelle pisane di 26 e 30 anni, e Francesca Mannocci, livornese di 39 anni sono le fondatrici, un progetto nato durante gli studi in storia dell’arte e linguistica e poi diventato impresa grazie al Contamination Lab dell’Università di Pisa.

“In un contesto in cui le start up sono prevalentemente scientifiche come dimostrato anche dall’assenza della categoria “Humanities” nei bandi di concorsi per giovani imprese – spiega la più giovane, Carolina, titolare dell’impresa – Astarte Edizioni si differenzia per essere il primo spin-off umanistico dell’Università di Pisa e, crediamo, fra i primi anche in Toscana”.

E con un occhio al territorio, il primi titoli in catalogo riguardano Pisa e Livorno (“Villa Trossi. Storia di una dimora livornese e delle sue famiglie” di Anna Ventimiglia e “Arte orafa a Pisa fra Sei e Settecento” di Daria Gastone) più un contributo del giornalista Marco Gasperetti che insieme a Stefano Pampaloni è autore di “Impossibile non comunicare. Regole per un efficace uso di Internet fra notizie e social network”. All’altra sponda del Mediterraneo sono invece dedicati i primi due titoli di narrativa e poesia, il romanzo “Dietro quei silenzi…” dell’autrice algerina Maïssa Bey e la raccolta “Sul filo della speranza” di Abdellatif Laâbi, vincitore del prestigioso Premio Goncourt 2009 per la poesia.
“Siamo una piccola casa editrice appena nata – aggiungono le tre fondatrici – e vogliamo dare voce alla cultura dei paesi del bacino mediterraneo, valorizzandone il patrimonio culturale materiale e immateriale, con uno sguardo che spazia dal locale al globale, fra narrativa, poesia e saggistica”.

 

foto astarte.jpg

Le tre fondatrici di Astarte Edizioni: da sinistra Francesca Mannocci, Carolina Paolicchi e Anita Paolicchi



Intanto Astarte ha già al suo attivo una collaborazione con l’ONG SOS Méditerranée Italia per la traduzione e pubblicazione del volume collettivo “Au cœur de l’errance”, i cui ricavi andranno a sostegno delle attività di salvataggio in mare. La Fondazione d’arte Trossi-Uberti di Livorno ha invece partecipato alla realizzazione del volume dedicato alla storia della villa in cui si trova la loro sede e alle famiglie che vi hanno abitato. Un’ulteriore collaborazione è in corso con la Fondazione “Il Fiore” per la pubblicazione di studi sul poeta fiorentino Alberto Caramella.

“Abbiamo a cuore ogni nostro prodotto – conclude Francesca – per questo ci impegniamo a seguire personalmente tutte le fasi della creazione del libro: dall’ideazione alla progettazione editoriale e grafica, fino alla stampa, alla promozione e alla vendita diretta, con una attenzione sempre rivolta all’ambiente con l’uso ad esempio di carta proveniente da foreste o piantagioni gestite in maniera sostenibile”.

 

  •  
  • 20 ottobre 2020

Questo sito utilizza solo cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi. Se vuoi saperne di più, consulta l'informativa