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Studenti Erasmus: l'Ateneo vicino ai ragazzi e alle loro famiglie

Il rettore: “Stiamo sollecitando le autorità governative per gestire al meglio la situazione”

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"Caro Presidente, cari Ministri, vi scriviamo per condividere un’angosciante situazione che le Università italiane stanno vivendo in queste ore. Migliaia di nostre studentesse e nostri studenti, attualmente all’estero per soggiorni di studio, ci stanno contattando per ricevere da noi indicazioni, in molti casi desiderosi di rientrare in Italia".
Si apre così la lettera che la CRUI ha inviato al Governo il 17 marzo. Una lettera fortemente voluta dal rettore dell'Università di Pisa, Paolo Mancarella, e dagli altri rettori toscani per affrontare una situazione rimasta forse un po' sullo sfondo delle cronache quotidiane relative alla gestione nazionale dell'emergenza Covid-19, ma assolutamente in primo piano per chi guida le università del nostro Paese.

"In questi ultimi due giorni - racconta il rettore Mancarella - abbiamo intensamente operato di concerto con gli altri rettori e prorettori toscani, nonché con la Conferenza dei Rettori delle Università italiane, ponendo al Presidente del Consiglio, alla Farnesina e al Ministero dell’Università e della Ricerca, le problematiche inerenti tutti i nostri studenti attualmente impegnati in attività formative all'estero. Stiamo sollecitando e sensibilizzando in ogni modo le autorità governative al fine di gestire al meglio e con solerzia la situazione in questo complicato momento".

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Un lavoro incessante, quello che l'Ateneo sta portando avanti tra le mille difficoltà di questo periodo, e di cui gli studenti sono costantemente aggiornati dal rettore in persona e dal prorettore per la Cooperazione e le relazioni internazionali e coordinatore istituzionale dei programmi Erasmus+, Francesco Marcelloni.
L'emergenza Covid-19 ha infatti trasformato, per molti studenti in mobilità, un’esperienza formativa e meravigliosa come quella dell’Erasmus in un vero e proprio incubo. Complici le situazioni che cambiano rapidamente e informazioni ufficiali spesso farraginose e contradditorie che creano situazioni talvolta complesse, come quella dello studente livornese rientrato con non poche difficoltà da Valencia e di cui si è occupata anche la stampa.

"Dispiace che alcune indicazioni fornite a tutte le università dal MUR e dal MAECI e comunicate dagli atenei agli studenti si siano poi rivelate imprecise – commenta il professor Marcelloni - Noi, però, non possiamo sostituirci alle istituzioni, a cui è demandata la gestione dell’emergenza e la tutela dei cittadini italiani nel mondo. Proprio per questo ci stiamo attenendo scrupolosamente alle indicazioni che ci arrivano dall’unità di crisi della Farnesina, cercando di trasmetterle il più velocemente possibile ai nostri studenti in mobilità. Da quando è iniziata l’emergenza, siamo in costante contatto con tutti gli studenti. I docenti e tutto il personale dell’amministrazione che si occupa dell’Internazionalizzazione del nostro Ateneo stanno lavorando a tempo pieno, pur nelle difficoltà di questi giorni, monitorando costantemente la situazione dei nostri studenti in mobilità e supportando loro e le loro famiglie in questo difficile momento".

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  • 19 marzo 2020

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