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Le ricerche dell'Ateneo sul cambiamento climatico

On line la pubblicazione del neonato Centro per lo Studio degli Effetti del Cambiamento Climatico

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agrochimica_inside.jpgE' uscita on line, liberamente scaricabile in formato pdf, una pubblicazione della Pisa University Press sulle ricerche condotte all'Università di Pisa in tema di cambiamento climatico. La raccolta intitolata The researches of the University of Pisa in the field of the effects of climate change è il frutto del primo incontro del neonato Centro Interdipartimentale di Ricerca per lo Studio degli Effetti del Cambiamento Climatico (CIRSEC) che si è svolto a dicembre scorso.

Pubblichiamo di seguito una presentazione della pubblicazione del professore Giacomo Lorenzini Direttore del CIRSEC.

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Nonostante la persistente presenza di fenomeni di ‘negazionismo’, la comunità scientifica è ormai concorde che sia in atto una preoccupante serie di fenomeni che coinvolgono diversi aspetti del nostro clima. Non si tratta soltanto di evidenze di tipo strumentale, ma vi sono dimostrazioni di natura fisica (es. il progressivo ritiro dei ghiacciai) e biologica (es. l’allungamento di cicli dei vegetali). E’ altrettanto pacifico che sono le attività umane (e soprattutto la combustione di materiali fossili a fini energetici) ad avere un ruolo determinante nella genesi di tali variazioni, ed è la prima volta che prendiamo atto che variazioni climatiche intervengono non solo a causa di processi naturali di lungo periodo.

Le nuove condizioni climatiche rischiano di avere impatti importanti sulla nostra storia, sulla geografia e su tutte le nostre attività quotidiane, con inevitabili riflessi sulla salute di tutti gli organismi viventi e sul loro benessere. Il clima influenza i rapporti sociali (es. migrazioni), lo stato psicologico (aggressività, disturbi mentali, cognizione) e le condizioni economiche (agricoltura, pesca, turismo), per non parlare degli aspetti ecologici in senso lato e, inevitabilmente, i cambiamenti climatici interferiscono con tutti questi processi, sì da costituire una minaccia per il nostro futuro.

Anche in Italia abbiamo subito recentemente situazioni critiche in termini di “ondate di calore”, eventi piovosi estremi ed alluvioni e incendi forestali che si ritiene possano essere correlati appunto con i cambiamenti climatici in corso.Azioni di contrasto si devono basare innanzitutto su nuove politiche energetiche, ma, ad esempio, anche i nostri comportamenti alimentari dovrebbero essere ridiscussi. Nel frattempo siamo chiamati ad adottare strategie per minimizzare già nel breve periodo l’impatto degli scenari climatici presenti e di quelli previsti. Per raggiungere questi obiettivi dobbiamo meglio conoscere la natura e l’intensità degli effetti fenomeno.

Recentemente si è costituito presso l’Università di Pisa il Centro Interdipartimentale di Ricerca per lo Studio degli Effetti del Cambiamento Climatico dell'Università di Pisa, che raccoglie le competenze di 100 ricercatori, afferenti a 13 dipartimenti. Lo scorso 6 dicembre si è svolto l’evento di presentazione, basato su 36 relazioni, che letteralmente spaziano dalla ‘A’ (Antropocene) alla ‘Z’ (zoonosi). E non poteva essere diversamente, in quanto le variazioni climatiche in atto condizionano infiniti aspetti delle condizioni sanitarie e del benessere degli organismi viventi e dell’ambiente che li ospita. Sette le sessioni: salute umana e animale, agroecosistemi, biosistemi naturali terrestri, temi geologici, biologia marina, aspetti economici, sociali e politici.

Tutti i contributi scientifici sono raccolti in uno special issue di Agrochimica, edito dalla Pisa University Press, dal titolo “The researches of the University of Pisa in the field of the effects of climate change, reperibile on-line e liberamente scaricabile (formato pdf) in configurazione open access.
Particolarmente curiosa è la copertina del volume, che raffigura i dati della serie italiana delle ormai famose “warming stripes”, ovvero rappresentazioni cromatiche delle temperature medie degli ultimi 120 anni. Anche gli scettici (‘negazionisti’) devono prendere atto che le medie degli anni recenti sono inequivocabilmente superiori ai valori del secolo scorso. E se aumenta la temperatura si innescano reazioni a catena che coinvolgono fenomeni biologici, chimici e fisici che implicano conseguenze a medio-lungo termine di difficile individuazione e dagli effetti non sempre facilmente prevedibili. C’è necessità di approfondire questi argomenti e l’Università di Pisa è pronta a continuare a dare il proprio contributo.

Giacomo Lorenzini
Direttore CIRSEC UniPI

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  • 6 febbraio 2020

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