Contenuto principale della pagina Menu di navigazione Modulo di ricerca su uniPi

50 anni dalla strage di Piazza Fontana

L'Università ricorda l'anniversario di uno degli episodi che più hanno segnato la storia italiana

  • Condividi l'articolo su Facebook
  • Condividi su Twitter

Il 12 dicembre del 1969, alle 16:37, una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura in Piazza Fontana, a Milano. Le vittime furono 17 e i feriti 88. Per l'Italia fu "il giorno dell'innocenza perduta", in cui fu posto un brusco stop al sogno del '68 e si dette avvio alla cosiddetta "Strategia della tensione", una serie di attentati terroristici e stragisti, brutali e sotterranei, che negli anni successivi colpirono semplici cittadini inermi.

A cinquant'anni di distanza, con alle spalle numerosi processi dagli esiti incerti, la strage di Piazza Fontana resta ancor oggi uno dei casi più controversi dell'Italia Repubblicana e uno degli episodi che più hanno segnato la storia contemporanea del nostro Paese. Per questo l'Università di Pisa intende ricordare questo anniversario pubblicando un intervento a firma della dottoressa Caterina Di Pasquale, ricercatrice del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, che parte dal recente convegno su "Generazioni, Trauma e Memorie: dai massacri in guerra alle stragi in tempo di Pace”.

Leggi l'intervento del rettore Paolo Mancarella in apertura di convegno.

piazza fontana2

--------

“La percezione della gravità di un avvenimento non del tutto chiaro, la paura per i propri padri, la difficoltà nell’avere notizie, la certezza della loro morte e il riconoscimento dei loro corpi, o meglio di quello che resta. E poi il giorno del funerale, il 15 dicembre, quando la città si ferma, il silenzio scende e l’eco dei passi fatti per raggiungere le bare rimbomba sul selciato”: queste sono solo alcune delle immagini-ricordo trasmesse da Carlo Arnoldi e da Paolo Silva, Presidente e Vicepresidente della Associazione Familiari Vittime Piazza Fontana 12 dicembre 1969 in occasione del convegno organizzato a Pisa il 18 ottobre scorso da Caterina Di Pasquale, Fabio Dei e Luca Baldissara.

Il convegno intitolato “Generazioni, Trauma e Memorie: dai massacri in guerra alle stragi in tempo di Pace” è nato con l’obiettivo di celebrare il cinquantesimo anniversario creando un momento dialogico tra società civile, associazionismo, istituzioni, mondo della ricerca e della accademia. Le parole-chiave sulle quali discutere sono tre: generazioni, memoria e trauma. L’iniziativa è stata impreziosita dalla testimonianza del Rettore Paolo Maria Mancarella, che nei saluti di apertura ha contribuito a celebrare il cinquantesimo anniversario di Piazza Fontana a partire dalle memorie private, dal suo ricordo della strage e dal ruolo che Piazza Fontana ha avuto nella sua formazione.

Senza voler isolare il ricordo delle vittime della Banca della Agricoltura dalla realtà storica, culturale e sociale del secondo dopoguerra, il convegno ha cercato di connettere alcuni casi di memorie conflittuali ed emblematiche come quelle che caratterizzano le comunità di Sant’Anna di Stazzema, Montesole, Bologna e Milano. Relatrici e relatori della mattina sono in tutto quattro, Caterina Di Pasquale, Andrea Ventura, Toni Rovatti e Lia Luchetti.

I casi di studio selezionati testimoniano una stagione di studi piuttosto feconda, che ha caratterizzato positivamente l’ateneo pisano, il dipartimento Civiltà e Forme del Sapere (ex Facoltà di Storia e Filosofia), i cdl di Storia e civiltà e Scienze per la Pace, le cattedre di Antropologia Culturale e di Storia Contemporanea. Il pomeriggio il numero dei relatori e delle relatrici è aumentato. Intorno al tavolo della Aula Magna Storica del Palazzo della Sapienza si è realizzato un acceso confronto tra associazionismo e comunità accademica. Sono state affrontate alcune questioni come il ruolo della società civile, della televisione, del cinema e dell’industria culturale, la funzione del diritto, della ricerca e delle istituzioni pubbliche nel descrivere i fenomeni storici, culturali e sociali di violenza collettiva, nell’analizzare le conseguenze sulle comunità dei crimini perpetrati in guerra e in pace, nel trasmettere il portato storico e simbolico di tali eventi. 

Dopo un pomeriggio intenso, il convegno si è chiuso con la promessa di non ricordare solo in occasione degli anniversari importanti, ma di continuare a riflettere insieme a partire da nodi complicati e complessi, quali per esempio quello che unisce le memorie tragiche alle verità (testimoniale, narrativa, culturale, storica e giuridica) e al desiderio di riconoscimento e giustizia. Su questo tema i presenti rilanciano l’idea di non interrompere il dialogo avviato, organizzando nuovi tavoli di lavoro e discussione a partire dal 2020.

Caterina Di Pasquale
ricercatrice del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere

Questo sito utilizza solo cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi. Se vuoi saperne di più, consulta l'informativa