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37 squadre da tutta Italia per la gara di programmazione della macchina di Turing

L’iniziativa fa parte del ciclo “Informatica50” che celebra i 50 anni del primo corso di laurea in Informatica

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Sono state 37 le squadre di studenti delle scuole superiori che sabato 6 aprile hanno partecipato alla XXIII edizione della Gara Nazionale di programmazione della Macchina di Turing organizzata dall’Università di Pisa, con il sostegno del Rotary Club Galilei. I ragazzi, provenienti da 14 città italiane, hanno avuto tre ore per risolvere il testo ideato dal professor Vincenzo Gervasi e la squadra vincitrice ha risolto correttamente 7 dei 10 esercizi proposti. L’iniziativa fa parte di “Informatica50”, il ciclo che lungo tutto il 2019 propone iniziative ed eventi per ricordare e festeggiare uno storico anniversario: il 1969 è infatti l’anno in cui l’Università di Pisa ha istituito il primo corso di laurea in Informatica in Italia.

Questa è la classifica finale:

1. Galilei - Verona (Dal Forno Luca; Rizzotti Lorenzo)
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2. Galilei - Verona (Paolettoni Edoardo; Vignola Luca)
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3. Buzzi - Prato (Martorella Tommaso; Risaliti Davide)
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4. Dini - Pisa (Manzini Damiano; Stracca Iacopo)
5. Marconi - Latina (Spataro Lorenzo; Ripanti Riccardo)
6. Marconi - Foligno (Moretti Simone; Gagliardoni Leonardo)
7. Luigi Di Savoia - Chieti (Ch) (Scanzano Pasquale; Santone Domenico)
8. Galilei - Livorno (Biagioni Francesco; Terreni Vittorio)
9. Giua - Cagliari (Cadoni Valentino; Piedimonte Giusto)
10. Einaudi - Montebelluna (TV) (Xu Siyang; Dall’Armi Filippo)

La gara nasce come iniziativa nel 1997 nell’ambito della settimana della cultura scientifica promossa dal MIUR. L’idea originale del professor Antonio Brogi, supportata dall’allora direttore del dipartimento di Informatica Franco Turini, era quella di far avvicinare al mondo della programmazione studenti delle scuole superiori di ogni genere e tipo; per questo motivo si scelse di non usare un linguaggio di programmazione che avrebbe favorito gli istituti tecnici, bensì un formalismo molto importante alla base della disciplina informatica: la macchina di Turing. Si tratta di un modello astratto e molto semplice sia da descrivere, sia da capire come si possa programmare in modo da implementare un algoritmo che dia soluzione ad un problema.

 gara_turing_2019.jpg

Il modello della macchina di Turing (proposto da Alan Turing, il matematico inglese considerato tra i padri fondatori dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, a cui è intitolato il premio mondiale equivalente al premio Nobel) è capace di implementare tutte le funzioni matematiche calcolabili (in accordo alla tesi di Church Turing) e ha quindi la stessa espressività del più moderno computer nonostante la sua semplicità.

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«È proprio questa natura astratta e non tecnica ad aver reso la gara così longeva ed è un appuntamento che è divenuto ormai tradizionale per molti istituti provenienti da tutta Italia – commenta Antonio Cisternino, direttore della gara e membro del comitato scientifico insieme a Vincenzo Gervasi – I professori che raccolgono la sfida e contribuiscono alla preparazione dei ragazzi, per una competizione che è divenuta molto difficile e competitiva, nel tempo si sono appassionati al valore formativo che ha l’insegnamento del pensiero computazionale mediante questo sistema. Nel tempo sono nate spontaneamente delle competizioni regionali ideate per selezionare gli studenti che debbano partecipare all’edizione nazionale della gara ospitata da 23 anni presso il nostro Ateneo». La gara è stata diretta negli anni dal professor Antonio Brogi, poi dal professor Roberto Grossi, e a partire dalla settima edizione da Antonio Cisternino (in precedenza responsabile per il supporto tecnico fin dalla prima edizione).

Si ringrazia per il supporto organizzativo Simona Pucciarelli e Luigi Capuano; per il supporto tecnico il Polo 2 della Direzione Servizi Informatici e Statistici.

Informazioni sulle edizioni precedenti: http://mdt.di.unipi.it/.

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