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Navigare tra segni. Sardegna e Toscana nell’incisione tra XX e XXI secolo

Inaugurata al Museo della Grafica la mostra visitabile fino al 2 settembre 2018

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Giovedì 26 aprile si è inaugurata al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi la mostra Navigare tra segni. Sardegna e Toscana nell’incisione tra XX e XXI secolo, un affascinante viaggio tra le opere dei maggiori protagonisti dell’incisione in Sardegna nei diversi momenti del ‘900 e della contemporaneità, sullo sfondo delle possibili tangenze ed evocazioni con quanto avviene in Toscana.

Il percorso presenta una ricca selezione di opere che documentano gli esiti più alti della straordinaria stagione dell’incisione sarda nel ‘900, con interpreti autorevoli e rappresentativi come Felice Melis Marini, Giuseppe Biasi, Mario Delitala e Stanis Dessy, a cui si aggiungono le voci di Giovanni Dotzo, Carmelo Floris, Foiso Fois, Mansueto Giuliani, Enea e Giovanni Marras, Dina Masnata, Antonio Mura, Carlo Murroni, Raffaele Angelo Oppo, Enrico Piras e Anna Marongiu Pernis, testimoniando così la profonda ricerca di identità e appartenenza attraverso le poetiche modulazioni del segno.

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In suggestivo controcanto, che trova ragione nell’antico legame storico e culturale riaffermato agli inizi del XX secolo nella dimensione paesaggistica, vengono presentati alcuni brani dell’incisione in Toscana. Del resto, la “scoperta” novecentesca della Sardegna si lega anche al viaggio e alle immagini del celebre fotografo fiorentino Vittorio Alinari, che nel suo In Sardegna. Note di viaggio (1915) indicava un forte motivo paesaggistico e sentimentale. E le emozioni di Alinari erano condivise dal giovane pittore e incisore fiorentino Guido Spadolini, così inserendo quel motivo all’interno dei percorsi dell’incisione in Toscana e di un’idea di paesaggio destinata ad accompagnare gli sviluppi e i linguaggi. Lo prova la lunga e felice stagione che dalla lezione di Giovanni Fattori, e attraverso la produzione di Carlo Raffaelli, Emilio Mazzoni Zarini, Achille Lega, Ulvi Liegi, Lorenzo Viani, Moses Levy o Giuseppe Viviani, arriva a grandi interpreti come Gianni Cacciarini, Rodolfo Ceccotti e Vairo Mongatti.

In un dialogo che intende sottolineare la densità di suggestioni, temi e linguaggi ancora offerti alla contemporaneità, il prezioso nucleo di opere novecentesche diventa presupposto per ospitare alcune tra le presenze più significative dell’incisione sarda contemporanea nelle sue molteplici sperimentazioni. Ancora oggi, è l’incisione a rappresentare uno degli ambiti espressivi più frequentati dagli artisti, spesso con esiti di sorprendente originalità: lo documentano le opere di Paola Dessy, Giovanna Secchi, Roberto Puzzu, Marco Ippolito, Angelino Fiori, Mario Tomasello, Elisa Ottaviani, Emma Lazzaroli, Gabriella Corso, Rosanna D'Alessandro, Angelo Liberati, Maristella Pau, Maria Antonietta Onida, Giovanni Pisano, Piergiorgio Barranca, Giovanni Dettori.

Mostra realizzata dal Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa), con la cura di Paolo Bellini, M. Beatrice Dotzo, Giorgio Marini e Alessandro Tosi e il patrocinio di Regione Toscana, Regione Autonoma de Sardigna / Regione Autonoma della Sardegna, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Biblioteca Universitaria di Cagliari - Gabinetto delle Stampe "Anna Marongiu Pernis", Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” (Sassari), Fondazione Il Bisonte per lo studio dell’arte grafica (Firenze), Fondazione Spadolini Nuova Antologia (Firenze), Società Storica Pisana (Pisa), Associazione Culturale Stanislao Dessy (Sassari), Associazione Remo Branca (Iglesias).

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  • 27 aprile 2018

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