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Anticorruzione pop

L'ultimo libro di Alberto Vannucci e Leonardo Ferrante pubblicato dalle edizioni GruppoAbele

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anticorruzionepop cover "Anticorruzione pop", sottotitolo "È semplice combattere il malaffare se sai come farlo", (edizioni GruppoAbele, 2017) è l'ultimo libro di Alberto Vannucci, docente del dipartimento di Scienze Politiche dell'Ateneo e direttore del Master in "Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione", organizzato insieme a Libera ed Avviso Pubblico.

Scritto insieme a Leonardo Ferrante, referente nazionale del settore Anticorruzione civica e cittadinanza monitorante delle associazioni Libera e Gruppo Abele, il volume teorizza e spiega il modello delle comunità monitoranti basate sulla partecipazione popolare per combattere la corruzione.

Pubblichiamo un estratto dalle conclusioni "Ora è il nostro tempo".

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Il nostro auspicio è che a breve nascano e prendano piede altri e migliori tentativi di questo tipo, capaci di integrare o, perché no, confutare le tesi espresse in questo lavoro, fornendo strumenti di analisi e d’intervento più efficaci. Ci aspettiamo che col tempo vedano la luce rapporti, volumi, portali digitali e altre forme di testimonianza che consentano di leggere le storie di successo e di ascoltare le voci delle comunità monitoranti, comprese le loro fatiche.

Soprattutto, garantendo in questo il nostro impegno futuro (per quel che varrà), confidiamo, e questa speranza è forse il lascito più importante di questo lavoro, nella moltiplicazione di esperienze che mettano al centro l’anticorruzione pop per come abbiamo cercato di raccontarla, occasioni nelle quali si possano centuplicare quelle palestre di potere delegato, quelle forme di non-cooperazione attiva alla pratica del malaffare, quelle esperienze di comunità monitoranti cui abbiamo fatto cenno in queste pagine.

Nelle parole del comico americano George Carlin si possono cogliere bene le ragioni di questo auspicio. Corrotti e corruttori «vogliono sempre di più per loro stessi e sempre di meno per tutti gli altri. Ma vi dirò cosa non vogliono. Non vogliono persone ben informate, ben istruite e capaci di pensiero critico. Non sono interessati a questo. Perché questo non li aiuta».

Per come le abbiamo rappresentate, le comunità monitoranti sono chiamate a diventare il luogo naturale di maturazione di questo più che mai necessario “pensiero critico” nei confronti dell’esercizio di qualsiasi potere pubblico. Ciò che più d’ogni altra cosa vorremmo scongiurare è che queste pagine siano lette come una “favoletta naif” raccontata da due idealisti. Significherebbe che si sta lasciando mano ancora più libera a corrotti e corruttori, e loro non aspettano altro per proseguire indisturbati nei loro maneggi. Siamo davvero stanchi di dargliela vinta. Questo, qui e ora, può essere il nostro tempo.

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  • 14 novembre 2014

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