Contenuto principale della pagina Menu di navigazione Modulo di ricerca su uniPi

"Lettere dal sud. Ricordare per esserci"

Con questo libro il professore Toscano ha vinto il Premio Carlo Levi per la saggistica nazionale 2017

  • Condividi l'articolo su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su Google Plus

cover_inside_copy.jpgIl professore Mario Aldo Toscano, per decenni ordinario di storia e teoria sociale nel nostro Ateneo e direttore del Dipartimento di Scienze Sociali, ha vinto il Premio Carlo Levi per la saggistica nazionale XX edizione 2017 con il libro "Lettere dal sud. Ricordare per esserci" (Asterios Editore).  La cerimonia di consegna del Premio sarà il 9 dicembre 2017 ad Aliano, in provincia di Matera.

Pubblichiamo di seguito una presentazione del volume a firma del professore Prof. Santino Bonsera, Presidente del Circolo "Spaventa Filippi".

*****************

Il volume del prof. Mario Aldo Toscano – che è stato per decenni ordinario di storia e teoria sociale nel nostro Ateneo e Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali – utilizza la forma letterarai e simbolica delle lettere inviate ai lettori e comprende storie e memorie, le prime più rapide e drammatiche, le seconde più discorsive, problematiche, ironiche e paradossali. Lo stile è sempre molto suggestivo e la lettura densa di sorprese, e perciò varia e creativa. Dall'insieme delle vicende narrate emerge un quadro né meridionale né settentrionale, semplicemente umano sebbene con echi e suggestioni che sono collocabili in un sud non territoriale né fisico, ma in una specie di sud dell'anima, non privo di calore e di colore, di grandi limiti e di grandi possibilità sospese tra passato e futuro.

Temi cruciali sono riversati in storie brevi e personalizzati in figure che rimangono nella mente per la loro incisività e capacità espressiva. Il tema della famiglia, così presente nella cultura meridionale, si proietta nelle immagini dolenti di don Frediano e di Natuzzo (Nutuzzu), del prete Donn'Arcangelo (Diverse solitudini), di Elio (Evento sportivo). Il tema della religione viene trattato nella vicenda del giovane Gianadelio (Conversione), nei rapidissimi bozzetti di Don Graziano e dei giovani sposi (Contraddizioni). Il tema della politica ritorna nelle personalità drammatiche di Laviero (Evoluzione) e di Pancrazio (Biografia); quello dell'ambiente nelle descrizioni di casi assai particolari (Scenografie); quello della guerra nella mesta vicenda di donna Marietta (Un caso letterario); quello delle adozioni nella generosa figura di Anacleto Moradei (Aspettando la rivoluzione). C'è poi una discussione, sulla quale l'autore insiste da tempo, sulla fertilità intellettuale della provincia che è in grado di esprimere momenti poetici non privi di intensità e di significato (Amedeo Perilli), o della ricerca storiografica densa di passione locale ma non proprio localistica (Elogio di Egidio). Come si vede, il panorama è vasto e vario e sempre vicino alle cose della vita quotidiana, cosicché fatti e personaggi li sentite davvero prossimi alla vostra esperienza. E ciò si deve ad una qualità descrittiva e interpretativa veramente speciale e che mette insieme metodo scientifico e spirito letterario.

Nella seconda parte del testo, trovate una guida per un viaggio in Basilicata che non è privo di analisi di grande acume sulla complicata situazione urbanistico-economico-sociale del capoluogo, su Matera, su Valsinni e la sua sventurata poetessa, Isabella Morra, su Metaponto, Venosa, la Valle dell'Agri e così via. Niente di celebrativo o di retorico: si tratta di un viaggio del pensiero attraverso le immagini e le rievocazioni e nel quale potreste riconoscere sequenze da voi vissute nella semplicità delle vostre osservazioni talvolta casuali. Un modello sintetico avanza per tappe e vi porta, in una modalità esèressiva tra reale e virtuale, verso problematiche assai attuali. Nello scritto su Viggiano (VigGiano bifronte!), siete indotti a meditare su ciò che si potrebbe fare per il bene pubblico se solo si assumesse una visione meno campanilistica, egoistica, improduttiva, e su quali traguardi di civiltà si possano raggiungere con risorse che solo casualmente, essendo provenienti dal sottosuolo, possono essere assegnate ad amministrazioni locali. Ovviamente salvaguardando in primo luogo, con le metodiche più avanzate e raffinate, la salute fisica e morale dei residenti. L'espediente che viene utilizzato, alquanto parodistico, è quello di una storiografia avvenire che suona una specie di dichiarazione di insufficienza radicale sull'oggi, e su ciò che non si fa per quanto ci siano abbondanti mezzi materiali - provenienti dalla risorse petrolifere - per farlo. La delusione transita nell'amarezza delle occasioni perdute a causa delle mediocrità della politica locale e della sordità degli stessi maggiori organismi produttivi nazionali, incapaci di programmare oltre gli orizzonti più ristretti di un provincialismo inaspettato, vista la loro proiezione internazionale. Esiste un privato nel pubblico, e questo deriva dalla scarsa qualità delle classi di governo sia della realtà sociale che di quella economica.

Un reportage sulla vita intellettuale e accademica in Sardegna, descritta con la consueta verve umoristica e con annotazioni ulteriori molto meditative; e un ultimo dialogo in stile platonico sul consumismo chiudono il testo. Il consumismo ha un'implicazione molto forte per paesi e regioni, come quelle meridionali, coinvolte nei noti processi di assistenzialismo. L'accenno alla cultura piccolo-borghese che impedisce grandi progetti e soprattutto visioni che permettano di avanzare verso il futuro è ben chiaro.

Il volume, per quanto apparentemente descriva il presente e il passato, è contro l'inclinazione retrospettiva e per un'accoglienza delle sfide che ci attendono con la dignità che compete a chi sa ancora costruire la storia. In questo senso le storie e le memorie riportate sollecitano la Storia, e documentano i meriti di un autore originale, che il Premio Carlo Levi - che segue al premio Scanno, al premio Basilicata e al premio Torre di Castruccio - consacra con un ultimo riconoscimento di grande rilevanza nazionale.

Prof. Santino Bonsera
Presidente del Circolo "Spaventa Filippi"

  •  
  • 18 ottobre 2017

Questo sito utilizza solo cookie tecnici, propri e di terze parti, per il corretto funzionamento delle pagine web e per il miglioramento dei servizi. Se vuoi saperne di più, consulta l'informativa