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A Elodie Cornez il premio tesi del Laboratorio "Cecille"

È allieva della Scuola di dottorato di ricerca in Storia, Orientalistica e Storia delle arti in cotutela tra Pisa e Lille

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Foto Elodie CornezÈ stato assegnato a Elodie Cornez, allieva della Scuola di dottorato di ricerca in Storia, Orientalistica e Storia delle arti, in cotutela tra la professoressa Anna Barsotti, dell’Università di Pisa, e il professor Giorgio Passerone, dell’Università di Lille, il premio tesi 2016 del Laboratorio "Cecille", “Centre d’Etude en Civilisation, Language et Littératures Etrangère EA 4074”.

Elodie Cornez, 31 anni, ora docente all’Università di Lille 3, ha concluso il percorso di studi teatrali, compiuto presso l’Università di Lille, a Pisa e a Lille. Il titolo della tesi di dottorato è “Les langues du théâtre italien contemporain". La tesi affronta con grande perizia multidisciplinare la questione del teatro italiano che riusa creativamente i dialetti nell'ultimo trentennio del Novecento, procedendo però da impostazioni storicamente e teoricamente più ampie (definizione del periodo cronologico di studio e mappatura geografica) secondo uno schema di progressivo approfondimento, cui ha contribuito il soggiorno pisano e la frequentazione dei corsi di Storia del teatro e dello spettacolo e di Drammaturgia e spettacolo (con la professoressa Anna Barsotti come co-tutor).

All'origine, l'interesse per i rapporti lingua-dialetto che segnalano non solo l'Italia, ma il teatro italiano, nel panorama transnazionale; e l'identificazione di una particolarità di questo teatro che ne connota il carattere originale, la figura dell'attore-autore. L’itinerario che ha condotto la Cornez all'approfondimento di un corpus di attori-autori deriva da una cartografia ampia, pur soffermandosi su Paolini, Celestini, Enzo Moscato, Emma Dante e Spiro Scimone. La novità della ricerca consiste anche nel non etichettare i singoli artisti – tutti accomunati dal riuso dei dialetti nelle rispettive lingue teatrali – con formule da cui loro stessi intendono evadere, ad esempio quella del “teatro di narrazione” (che pure implica personaggi come Celestini e Paolini). I capitoli a ciascuno dedicati potrebbero, d'altro canto, figurare come altrettante monografie. Dal punto di vista della lingua teatrale, perno della sua ricerca, la tesi giunge a conclusioni – comunque lasciate aperte – innovative, notando come i confini fra le lingue si siano aperti nella società italiana, con un arricchimento plurilinguistico che accoglie suggestioni dai dialetti delle diverse regioni (reinventati artisticamente) o anche dalle lingue straniere.

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  • 12 luglio 2017

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