La Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo (CoSA) ha trasmesso al Sindaco di Pisa una lettera contenente osservazioni e richiamando le proposte, già avanzate mesi fa, sull’utilizzo dei circa 9 milioni di euro assegnati alla città dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per il miglioramento della qualità dell’aria.
Si tratta di un contributo tecnico e istituzionale, elaborato nello spirito del Protocollo “Pisa Sostenibile” sottoscritto tra Comune e Università, con un obiettivo molto semplice: contribuire affinché una delle più importanti opportunità di finanziamento degli ultimi anni produca il massimo beneficio possibile per la città. L’intenzione non è dunque quella di sostituirsi all’Amministrazione comunale, né di mettere in discussione il valore delle singole opere proposte. Al contrario, la lettera riconosce che alcuni interventi illustrati dal Comune sono certamente condivisibili e coerenti con gli obiettivi della mobilità sostenibile.
L’attenzione viene però richiamata su un aspetto fondamentale: la coerenza complessiva della proposta con le finalità del decreto MASE, nato per ridurre le emissioni inquinanti generate dal traffico in città, favorendo modalità di spostamento più sostenibili. Il Comune ha in questi giorni deliberato la richiesta di fondi mantenendo inalterata la sua proposta originale, senza accogliere le istanze e i suggerimenti provenienti dalle parti interessate della città, fra cui istituzioni e associazioni.
Il punto di partenza: perché il MASE finanzia Pisa
È importante ricordare perché queste risorse sono state assegnate.
Il Programma Nazionale per il Controllo dell’Inquinamento Atmosferico non nasce come un generico programma di finanziamento di opere pubbliche. Nasce per aiutare le città a ridurre le emissioni prodotte dal traffico e a migliorare la qualità dell’aria, contribuendo al rispetto degli obiettivi ambientali nazionali ed europei.
Il decreto ministeriale è molto chiaro. I progetti devono produrre un cambiamento nelle abitudini di mobilità dei cittadini, ridurre l’uso dell’automobile privata e favorire il trasporto pubblico, la mobilità attiva, la mobilità condivisa e una migliore organizzazione dei servizi.
Per questo motivo, la domanda fondamentale non è semplicemente quali opere realizzare, ma quali interventi saranno realmente in grado di ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria nei luoghi dove oggi il problema è più evidente, ovvero nella città di Pisa.
Una proposta di metodo
Le osservazioni formulate dalla CoSA non rappresentano una controproposta.
Rappresentano piuttosto l’invito ad arricchire il progetto attraverso strumenti che il decreto ministeriale considera prioritari: incentivi al trasporto pubblico, sostegno alla mobilità attiva, servizi di mobilità condivisa, rafforzamento del Mobility Management d’Area, interventi per la sicurezza urbana come le Zone 30 e un sistema di indicatori di sostenibilità misurabili.
L’Università ricorda di aver messo a disposizione dell’Amministrazione dati, analisi e proposte sviluppate a partire dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e dal Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro e Casa-Studio dell’Ateneo, manifestando fin dall’inizio la propria disponibilità a collaborare.
Una mobilità che si misura con i risultati
Un tema centrale affrontato nelle osservazioni riguarda la necessità di accompagnare ogni investimento con indicatori che consentano di valutarne l’efficacia.
Riduzione delle emissioni di CO₂, NO₂ e PM10, diminuzione dei veicoli-km percorsi, incremento dell’uso del trasporto pubblico, della bicicletta e dei servizi condivisi, miglioramento della sicurezza stradale sono alcuni degli indicatori proposti dall’Università per verificare se gli interventi producano realmente gli effetti attesi.
La sostenibilità, infatti, non può essere valutata soltanto in termini di risorse investite o di infrastrutture realizzate, ma soprattutto attraverso i risultati ambientali e sociali che tali investimenti sono in grado di produrre.
Le osservazioni sulle opere previste
Tra gli aspetti evidenziati nelle osservazioni trasmesse al Comune vi è la distribuzione delle risorse.
Viene infatti ricordato come il decreto MASE attribuisca un ruolo secondario alle opere infrastrutturali, già ampiamente finanziate con i programmi PNRR, considerandole solo se funzionali al “Rafforzamento del Mobility Management e alla realizzazione dei piani di spostamento casa-scuola e casa-lavoro”.
Secondo la CoSA, la proposta presentata alla stampa dall’Amministrazione comunale presenta invece una forte prevalenza di interventi infrastrutturali, mentre risultano assenti o marginali molte delle misure che il decreto individua come strumenti prioritari per ottenere una riduzione misurabile delle emissioni.
Circa 6 dei 9 milioni di euro disponibili sarebbero infatti destinati a due interventi localizzati sul litorale: il completamento della pista ciclabile del Trammino fino a Calambrone e la realizzazione di un parcheggio scambiatore nella stessa area.
La CoSA osserva che, allo stato delle informazioni presentate dal Comune, non sono stati illustrati dati e indicatori che consentano di comprendere in che modo questi interventi, trovandosi a quasi 20 chilometri da Pisa, possano contribuire in modo significativo al miglioramento della qualità dell’aria nel centro cittadino, dove si concentrano i principali flussi di traffico e le maggiori emissioni inquinanti.
Per quanto riguarda il parcheggio scambiatore di Calambrone, per il quale sarebbero previsti 2 milioni, la CoSA evidenzia che la localizzazione lontano dalla città e l’utilizzo concentrato nella stagione estiva richiedono che si dimostri quale sarebbe il contributo dell’opera alla riduzione del traffico e delle emissioni in città. Anche la funzione di hub intermodale è difficilmente sostenibile, considerata la distanza dalla città non percorribile in bicicletta.
Nel caso della ciclabile del Trammino viene inoltre osservato che lungo buona parte della direttrice tra Tirrenia e Calambrone è già presente un tracciato ciclabile in sede protetta e che le principali criticità sembrano riguardare alcuni collegamenti mancanti e interventi di messa in sicurezza. Per questo motivo viene chiesto di chiarire i criteri tecnici che hanno portato a stimare un investimento di 4 milioni di euro.
Il ruolo del Mobility Management
Tra le osservazioni formulate vi è anche il richiamo al potenziamento del ruolo del Mobility Management d’Area, che il decreto MASE considera uno degli strumenti strategici per coordinare le politiche di mobilità in ambito urbano, e che nella proposta comunale non è invece presente.
L’Università ritiene che proprio questa occasione avrebbe potuto rappresentare un’opportunità per rafforzare il coordinamento tra Comune, Università, enti pubblici, aziende, operatori del trasporto e altri soggetti del territorio, valorizzando competenze e progettualità già presenti.
C’è ancora tempo
La proposta dovrà essere trasmessa al Ministero entro il 5 luglio. I tempi sono certamente molto stretti.
Tuttavia, proprio perché il formulario ministeriale richiede in questa fase una descrizione generale del progetto, l’Università ritiene che vi siano ancora le condizioni per integrare la proposta con ulteriori linee di intervento coerenti con gli obiettivi del decreto e per accogliere i suggerimenti dei principali stakeholder della mobilità cittadina.
Una delle più importanti opportunità di finanziamento ricevute da Pisa negli ultimi anni merita infatti di essere costruita attraverso il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e territorio. Perché la qualità dell’aria non riguarda soltanto la mobilità. Riguarda la salute delle persone, la sicurezza delle nostre strade, la qualità dello spazio pubblico e, in definitiva, l’idea di città che vogliamo consegnare alle prossime generazioni.
Elisa Giuliani Prorettrice Sostenibilità e Agenda 2030
Marco Avvenuti Referente Mobilità Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo
A questo link è possibile scaricare il testo completo delle Osservazioni inviate a Comune.




