In occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, che ricorre il mercoledì 11 febbraio, Unipinwes dedica questo spazio alla storia di scienziate che hanno dato un contributo allo loro disciplina , raccontate dalle docenti dell’Università di Pisa. 
La protagonista di oggi è Marie Tharp raccontata da Francesca Meneghini, docente del Dipartimento di Scienze della Terra

La Teoria della Tettonica delle Placche, formulata agli inizi degli anni ’60 del secolo scorso, rappresenta una delle maggiori rivoluzioni scientifiche del XX secolo. Come per molte teorie scientifiche universalmente accettate, la forza di questa teoria risiede nel poter spiegare in maniera semplice e in un quadro unificante la maggior parte dei processi e delle strutture che plasmano il nostro pianeta dalla sua nascita.

Marie Tharp (1920-2006), con la sua mappatura dei fondali oceanici, ha fornito una delle prove più robuste della Tettonica delle Placche, contribuendo ad affermare una visione della dinamica del pianeta che ha rivoluzionato le Scienze della Terra.

Dopo gli studi in scienze geologiche, Marie Tharp iniziò la sua carriera negli anni Quaranta come geologa e cartografa, in un campo dominato quasi esclusivamente dagli uomini, dove alle donne era tipicamente preclusa la possibilità di lavorare sul campo. Era spesso l’unica donna nella stanza ma di lei si legge avesse “quel tipo di brillantezza acuta e paziente che dà il meglio nel silenzio: mettere insieme dati, analizzare schemi, visualizzare ciò che altri avevano solo intuito.”

Dal 1948 iniziò a lavorare al Lamont Geological Observatory della Columbia University, già al tempo uno dei maggiori centri di ricerca oceanografica al mondo. Poiché alle donne non era consentito salire a bordo delle navi di ricerca oceanografica, Marie lavorava a terra, traducendo meticolosamente i dati grezzi dei sonar, raccolti a bordo delle navi dai suoi colleghi uomini, in mappe batimetriche che rivelarono con estremo dettaglio le caratteristiche dei fondali oceanici, fino a quel momento sconosciuti.

Analizzando le mappe dell’Atlantico individuò una struttura continua e imponente attraversata da una profonda valle centrale. Era la Dorsale Medio-Atlantica, che si sovrapponeva in modo quasi perfetto con le mappe di distribuzione degli epicentri sismici oceanici: fornì la prima evidenza scientifica della divergenza tra placche, anche se i colleghi maschi bollarono la sua intuizione come “chiacchiere da ragazza”.

Le sue mappe, però, erano troppo precise e coerenti per essere ignorate, perché permettevano non tanto di delineare la topografia di un fondale, ma di mostrare i processi geodinamici teorizzati dalla Tettonica delle Placche.

Nel 1977, insieme a Bruce Heezen e al cartografo Heinrich Berann, Tharp pubblicò laprima mappa fisiografica completa degli oceani del mondo. Catene montuose sottomarine, fratture verticali e pianure abissali apparvero finalmente agli occhi del mondo rendendo evidenti i meccanismi che hanno plasmato il nostro pianeta dalla sua formazione. Trasformò il fondale oceanico in un paesaggio vivo e in movimento e, così facendo, contribuì a gettare le basi della geologia e dell’oceanografia moderne.

Nonostante l’enormità del suo contributo, Marie Tharp fu spesso trascurata e poco citata. Ma lei, in un mare di uomini, continuò a disegnare con estrema meticolosità ciò che il mare nascondeva.

(Fonte: https://marietharp.ldeo.columbia.edu/)