Un sito e una app per esplorare e mappare la flora urbana

Realizzati nell’ambito del progetto IDEM FLOS dal Dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa, dall’Università degli Studi di Trieste e dalla Fondazione per la Flora Italiana

Un sito e una app dedicati alle flore urbane di sette città: Pisa, Empoli, Trieste, Gorizia, Milano, Roma e Palermo. Sono floreurbane.it e Urban Flor@, disponibile gratuitamente sia per iPhone che per Android, realizzati nell’ambito del progetto IDEM FLOS, che ha coinvolto il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, insieme all’Università degli Studi di Trieste, capofila del progetto, e alla Fondazione per la Flora Italiana.

Le guide, riccamente illustrate, permettono di identificare la flora spontanea e alcune delle più diffuse piante coltivate nelle sette città.
A coordinare il progetto per l’Università di Pisa, Lorenzo Peruzzi del Dipartimento di Biologia, insieme a Gianni Bedini e di Jacopo Franzoni. I tre studiosi hanno seguito lo sviluppo delle guide dedicate alla flora di Pisa e di Empoli. La prima si basa sul censimento delle oltre 1400 tra specie e sottospecie pubblicato all’inizio del 2025 sulla rivista Plants. La guida alla flora di Empoli con oltre 750 specie, si basa invece sul censimento pubblicato di recente sulla rivista Italian Botanist.

Il portale è utilizzabile senza alcuna registrazione, ma effettuando la registrazione gratuita gli utenti potranno contribuire ad arricchirlo: una volta individuata e identificata una specie è possibile segnalarne la presenza inviando una foto, che andrà ad incrementare la mappa interattiva delle segnalazioni ricevute. L’obiettivo è quello coinvolgere la cittadinanza nel progetto di valorizzazione della biodiversità urbana e di monitoraggio della flora.

“Rispetto ad altre app di identificazione – spiega Lorenzo Peruzzi – che analizzano le immagini tramite reti neurali fornendo soltanto una probabilità di riconoscimento, le chiavi di identificazione sviluppate in questo progetto, pur restando interattive e semplificate, si basano su un impianto scientifico più rigoroso. Si tratta infatti di una sequenza di scelte successive tra coppie di affermazioni contrapposte, riferite a caratteri morfologici osservabili nei diversi organi e nelle varie strutture delle piante”.

“L’uso di questi strumenti – prosegue – induce anche l’utente meno formato a divenire un più attento osservatore delle caratteristiche delle piante, contribuendo in modo efficace a far percepire, tramite l’esperienza diretta, l’enorme diversità esistente nel mondo vegetale, spesso trascurata o sottovalutata dai cittadini”.

 

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