Svelate le antiche carte geografiche dell’Università di Pisa

Il dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere apre le porte degli archivi

I confini dell’antica Persia, l’estensione del Granducato di Toscana nell’Italia preunitaria, le mire espansionistiche della Germania del Reich, è un viaggio nel tempo quello che si potrà fare sfogliando gli atlanti e le carte che il dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa metterà a disposizione di chi vorrà intraprenderlo.

L’apertura al pubblico della Cartoteca è prevista martedì 28 aprile: alle ore 16, presso il Dipartimento di via Paoli 15, si terrà l’evento Maps Talks con la presentazione del libro “Map Talks. Dalla cartografia storica all’intelligenza artificiale geospaziale” a cura di Michela Lazzeroni, Antonello Romano e Paola Zamperlin, olume della collana editoriale del dipartimento di eccellenza di Civiltà e Forme del Sapere. A seguire, dalle ore 18, sarà possibile accedere all’archivio cartografico dove saranno esposte alcune delle mappe e degli atlanti più preziosi emersi durante il lavoro di catalogazione.

Migliaia di carte antiche, alcune risalenti al 1700, che tornano ora visibili: “Questo enorme patrimonio è in fase di sistemazione – spiega Paolo Macchia, professore associato in Geografia – un tesoro che comprende tutta la base cartografica dell’Istituto Geografico Militare, ma che si è allargato con importanti elementi utili sia per la didattica che per la ricerca scientifica. Vediamo plastici, carte murali, carte tematiche e soprattutto gli atlanti, è un patrimonio che diventa accessibile e che diventa un patrimonio culturale della città, non dimentichiamoci che Pisa aveva una delle maggiori scuole di geografia a livello nazionale”.

Dagli armadi emergono così gli alberi genealogici delle maggiori casate europee, i dettagli urbanistici di una Roma nella quale il Colosseo era quasi in periferia o tornano in vita i confini delle enclavi toscane nello Stato Pontificio, si viaggia con lo sguardo dal Lombardo-Veneto rinascimentale alla Cina dei Tartari di oltre un secolo fa. Una enorme collezione di carte, che vanno da edizioni ottocentesche fino a quelle contemporanee, sono inoltre presenti collezioni di diapositive, carte murali di inizio ’900 e circa 400 atlanti geografici, che coprono un arco temporale a partire dal ’700 fino ai giorni nostri

“È molto importante la collezione di atlanti – conclude Macchia – almeno 80 di questi volumi risalgono ad un periodo precedente al 1900 e circa 60 non erano presenti sul catalogo nazionale quindi risultano copie uniche. Alcuni di questi lo sono anche a livello internazionale non essendo reperibili nei cataloghi delle principali biblioteche nel mondo. Speriamo che studiosi di altri atenei o semplici cittadini incuriositi dal nostro passato vogliano contattarci, ci sono mondi interi da scoprire”.

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