Si è tenuta in Garfagnana, con base alla Fortezza di Mont’Alfonso, a Castelnuovo di Garfagnana (LU), residenza dei partecipanti e sede delle lezioni, la Summer School 2026 dell’Università di Pisa e case study dell’International Master of Science in Rural Development (IMRD), dal titolo “Reinventing Rural: Transformative Solutions in Innovative Rural Areas – the Tuscany Case”, con un focus sulle metodologie di ricerca qualitative per lo sviluppo rurale.
Per quasi un mese, dal 27 giugno al 24 luglio 2026, gli studenti hanno esplorato il territorio attraverso un percorso che ha intrecciato lezioni, laboratori metodologici, lavoro di gruppo e ricerca sul campo.
La Summer School è promossa dal gruppo di ricerca in Economia Agraria dei Dipartimenti di Veterinaria e Agraria dell’Università di Pisa, con il coordinamento scientifico del prof. Francesco Di Iacovo, il coordinamento organizzativo a cura della dott.ssa Paola Scarpellini, supportata dalla dott.ssa Giulia Granai e il tutoraggio scientifico delle dott.sse Maria Vasile e Brigida Marovelli. Altri ricercatori del gruppo di Economia Agraria hanno avuto il ruolo di formatori all’interno del programma: oltre ai proff. Gianluca Brunori, Alessio Cavicchi, Francesco Di Iacovo e Francesco Riccioli, anche le dott.sse Sabrina Tomasi, Manola Colabianchi, Giulia Granai, Maria Vasile, e i dott. Matteo Mengoni e Stefano Grando hanno tenuto delle lezioni durante il percorso. Il corso intensivo è stato organizzato in collaborazione con il GAL MontagnAppennino e in collaborazione con l’Alleanza Universitaria Circle U.
Quest’anno, un gruppo di 15 partecipanti da diversi Paesi ha attraversato il territorio e acquisito esperienza diretta di studio e ricerca-azione: Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Vietnam, Indonesia, Cina, Ecuador, USA, Germania, Spagna e Italia sono i contesti rappresentati.
Le attività formative hanno affrontato temi quali innovazione e transizioni rurali, sistemi agroalimentari, filiere corte, servizi sociali, biodiversità, transumanza, digitalizzazione e resilienza territoriale, insieme a strumenti di ricerca qualitativa, inclusi metodi visuali di ricerca sociale, foresight e progettazione partecipata con strumenti creativi.
Un ruolo centrale è stato svolto dalle visite e dagli incontri con le realtà locali: dall’Agriturismo Il Collettino di Sillico all’azienda didattica Lo Spaventapasseri, dal Podere Ai Biagi all’Agriturismo Il Grillo, fino a Magazzini Farm e alla Prad dal Vent Farm di Piazza al Serchio, passando per i pascoli alpini del Monte Prado e l’incontro col pastore Michele Branchetti del camping Il Poggetto, la Comunità del Cibo e dell’Agrobiodiversità di Camporgiano e Concori Farm a Gallicano.
Attraverso interviste, osservazione partecipata e confronto diretto con agricoltori, imprenditori e altri attori territoriali, gli studenti hanno potuto sperimentare sul campo le metodologie apprese in aula.
Il programma ha inoltre favorito il dialogo con gli attori dello sviluppo locale, attraverso un incontro con il GAL MontagnAppennino, una tavola rotonda con esperti e un focus group con stakeholder locali.
Un’esperienza di apprendimento immersiva, tra teoria, ricerca e territorio, per comprendere come le aree rurali possano costruire risposte innovative alle sfide contemporanee.




