“Il cervello umano riesce ad elaborare enormi quantità di informazioni consumando una frazione dell’energia richiesta dai sistemi di intelligenza artificiale – spiega Giuseppe Iannaccone, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e autore dello studio – Una delle ragioni è che nel cervello i processi di memoria ed elaborazione sono strettamente integrati nelle stesse reti neurali. Nei computer, invece, i dati devono essere continuamente trasferiti tra memoria e processore, con un elevato dispendio energetico”.
“Un ulteriore vantaggio è che questa nuova tecnologia è compatibile con i chip silicio oggi prodotti dall’industria elettronica – aggiunge Giuseppe Iannaccone, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e autore dello studio – La sfida attuale è rendere l’intelligenza artificiale sempre più potente ma anche più sostenibile dal punto di vista energetico e utilizzabile su piccoli sensori e dispositivi autonomi”.



