Una serata dedicata all’Europa, alla partecipazione studentesca e alla costruzione di una comunità universitaria sempre più aperta e internazionale. Venerdì 29 maggio, nell’Aula Magna Nuova del Palazzo della Sapienza, si è svolta la Circle U. Gala Night, iniziativa organizzata dai quattro Circle U. Ambassadors dell’Università di Pisa, Anna Terroni, Agata Bernacca, Diego La Gioia e Mattia Canale, per presentare ai rappresentanti degli studenti recentemente eletti negli organi di Ateneo e di Dipartimento le opportunità offerte dall’Alleanza Universitaria Europea di cui l’Ateneo fa parte. Erano proprio i rappresentanti appena eletti i destinatari principali della serata, pensata per far conoscere loro, fin dall’inizio del mandato, uno strumento utile al lavoro negli organi universitari.

L’evento ha visto la partecipazione del rettore Riccardo Zucchi, del prorettore per la cooperazione e le relazioni internazionali Giovanni Federico Gronchi, della prorettrice per la coesione della comunità universitaria e il diritto allo studio Enza Pellecchia, del delegato del rettore per la promozione e il coordinamento delle attività di Circle U. Alessio Cavicchi, oltre a numerosi studenti, rappresentanti e membri della comunità universitaria.
Ad aprire la serata è stato proprio Alessio Cavicchi, che ha sottolineato il valore dell’incontro come punto di incontro tra la dimensione europea dell’Ateneo e la partecipazione studentesca. «Circle U. può essere una grande opportunità solo se non rimane percepita come qualcosa di lontano, riservato a pochi», ha affermato, invitando i rappresentanti a considerare l’Alleanza come uno strumento attraverso cui contribuire a costruire «un’università più aperta, più europea e più capace di fare comunità». Un ruolo centrale, secondo Cavicchi, è svolto proprio dagli Ambassador, chiamati a fare da ponte tra gli studenti e la rete internazionale delle università partner.

Protagonisti della serata sono stati infatti i quattro Ambassador dell’Università di Pisa, che hanno raccontato esperienze, progetti e prospettive legate a Circle U. attraverso un intervento corale pensato soprattutto per i rappresentanti presenti in sala.
Ad aprire il loro racconto è stata Anna Terroni, che ha invitato il pubblico a guardare oltre la dimensione formale dell’internazionalizzazione. «Molto spesso l’università rischia di diventare un luogo estremamente frammentato», ha osservato, spiegando come Circle U. rappresenti invece un’opportunità concreta per sentirsi parte di una comunità più ampia, fondata sulla collaborazione tra studenti, docenti e ricercatori di nove università europee. Non soltanto mobilità internazionale, ma webinar, workshop, summer school e occasioni di confronto che permettono agli studenti di entrare in contatto con persone, idee ed esperienze provenienti da tutta Europa.

Attraverso il racconto della propria esperienza personale, Agata Bernacca ha mostrato come questa dimensione europea si traduca in opportunità reali. Dalla partecipazione a una simulazione delle Nazioni Unite a Bruxelles a un workshop di lingua serba e a un corso sull’Antropocene ospitato proprio a Pisa, Bernacca ha evidenziato il valore umano e culturale delle iniziative promosse dall’Alleanza. «L’idea di un open campus europeo diventa concreta: smette di essere un concetto astratto e diventa una stanza piena di persone e idee», ha raccontato, sottolineando come queste esperienze contribuiscano non solo alla formazione accademica ma anche alla crescita personale.
Sul tema della partecipazione attiva si è concentrato invece l’intervento di Diego La Gioia, che ha illustrato il ruolo degli studenti nella costruzione quotidiana dell’Alleanza, rivolgendosi soprattutto ai rappresentanti come ai primi che possono cogliere questa possibilità. «Circle U. funziona in due modi: c’è quello che ti arriva dall’alto, dall’alleanza europea, e c’è quello che decidi di costruire tu, qui, nella tua università», ha spiegato. Richiamando la propria esperienza nella promozione dello sviluppo di progetti attraverso le infrastrutture di Circle U., Diego ha evidenziato il potenziale della comunità universitaria pisana e il ruolo degli Ambassador come collegamento tra le esigenze degli studenti e le opportunità offerte dalla rete europea. «La differenza», ha concluso, «è quella tra fare parte di un’alleanza ed essere un’alleanza».

A chiudere gli interventi è stato Mattia Canale, che ha collocato Circle U. in una riflessione più ampia sul futuro dell’Europa e sul ruolo delle università nella costruzione della cittadinanza europea. Richiamando la celebre Dichiarazione Schuman del 1950, Mattia ha ricordato come l’Europa nasca da «realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto». Una solidarietà che, ha sottolineato, si costruisce soprattutto attraverso le relazioni tra persone e comunità. In questa prospettiva, Circle U. rappresenta «un veicolo di concreta realizzazione di tale solidarietà di fatto tra le Università Europee», capace di mettere in dialogo docenti, associazioni e rappresentanti degli studenti per rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio accademico europeo condiviso.
La serata è stata arricchita da un momento musicale particolarmente apprezzato, affidato a un sestetto d’archi dell’Orchestra dell’Università di Pisa, che ha accompagnato l’incontro con un omaggio musicale prima del brindisi conclusivo. Ad esibirsi ai primi violini c’erano Paolo Campione e Tungalag Sanchir, ai secondi violini Denise Yügrük e Debora Napoli, alla viola Renata Benedetto e al violoncello Piero Liuzzi.

L’aperitivo finale ha offerto ai partecipanti l’occasione di proseguire il confronto in un clima informale, favorendo nuovi contatti e scambi di idee tra studenti, rappresentanti e membri della comunità accademica. Un’occasione, soprattutto, perché i rappresentanti appena eletti iniziassero a guardare a Circle U. non come a qualcosa di distante, ma come a uno strumento da portare nel loro lavoro quotidiano negli organi universitari.



