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Su altre sponde: contro-narrazioni queer nell’arte dell’Europa del sud e del Mediterraneo: 1800- 2000 circa

Convegno Internazionale

data 12 Dicembre 2022 - 13 Dicembre 2022  |  luogo Centro Congressi Le Benedettine Piazza S. Paolo a Ripa D'Arno, 16, 56125 Pisa PI, Italia
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Ontani leda.jpgLunedì 12 e martedì 13 dicembre, a Pisa, avrà luogo il convegno internazionale dal titolo "Su altre sponde: contro-narrazioni queer nell’arte dell’Europa del sud e del Mediterraneo: 1800- 2000 circa".

Il convegno è organizzato nell'ambito delle iniziative dell’Eccellenza del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere.

Le lingue del convegno sono italiano e inglese. La partecipazione  è gratuita. L’organizzazione del convegno offre ospitalità per il soggiorno e, compatibilmente con il numero di proposte accettate – e dunque la ripartizione dei fondi disponibili – un rimborso parziale o totale delle spese di viaggio, dando priorità ai non strutturati. Dopo il convengo, è prevista la pubblicazione di un volume contenente i contributi più interessanti. Si prega di inviare un abstract, di 300 parole al massimo, della relazione proposta, insieme a un breve CV, a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., entro il 20 agosto 2022. L’esito della selezione sarà comunicato entro il 10 settembre 2022.

Presentazione

Soggetti storicamente eccentrici e attraversati dal sentimento di non sentirsi a misura della normatività sessuale, di genere o fisica hanno messo in campo strategie di dissimulazione o adattamento prima di osare forme più esplicite di contestazione, contro-narrazioni dissidenti ed ottenere, nel migliore dei casi, emancipazione sociale. A partire dagli anni Settanta del secolo scorso, l’organizzazione dei movimenti omosessuali, lesbici e transessuali (riassunti negli anni Novanta nell’acronimo LGBT) ha fornito il primo ambito discorsivo e la prima storia di orgogliosa resilienza e lotta anti-patriarcale, in parallelo col pensiero femminista. Negli ultimi due decenni, le questioni di genere e sessualità sono confluite nella più inclusiva teoria culturale queer, nella quale spesso coesistono l’idealistico fine di addivenire a una dissoluzione delle categorie identitarie, e l’esigenza politica di dare visibilità a una costellazione sempre più articolata di “soggettività multidimensionali”, in cui l’erotismo e il genere si intersecano con identità etniche, di classe, di abilità. Il convegno dell’Università di Pisa ambisce a stimolare una tradizione di studi storico-artistici inflessi da prospettive queer complementari al canone teorico e storiografico anglo-americano e nord-continentale. Si intende incoraggiare nuovi studi nella storiografia dell’arte italiana per tentare un “contropelo” capace di fare affiorare sottotesti queer prima trascurati. Inoltre, il convengo accoglie indagini su opere ed esperienze dall’Europa meridionale o il bacino del Mediterraneo, che esprimano forme di identità soggettive resilienti e inventive, ibride o dissidenti rispetto alle nome sociali, ingaggiando i temi del desiderio, dell’erotismo e della corporeità. L’Europa del sud e il Mediterraneo sono comunemente considerati come custodi di un retaggio patriarcale più persistente rispetto all’Europa nord-continentale o all’asse anglo-americano. Un’ipotesi euristica che il convegno propone, invece, è che motivi culturali arcaici irradiati attraverso il mediterraneo e i secoli (ad esempio, l’ermafroditismo, l’erotismo religioso, il dionisiaco, lo zoomorfismo e la dimensione selvaggia, solo per citarne alcuni), siano stati mobilitati e risemantizzati in pratiche artistiche contemporanee di emancipazione dal patriarcato. Più in generale, il convegno invita a indagare opere visive in qualsiasi medium (dalla pittura e scultura al cinema sperimentale, videoarte, ai media digitali, illustrazioni, fanzine, etc.) che abbiano contribuito a mettere in discussione le categorizzazioni sociali e favorito formazioni discorsive emancipatorie, a partire dal soggetto, indentificando nel corpo e nell’erotismo le radici di nuove accezioni di sé. Mentre le esperienze artistiche dal 1970 in poi sono spesso radicate nei linguaggi performativi o audiovisivi – strutturalmente adatti a destabilizzare i confini tra le arti, tra i media, tra i generi – e hanno beneficiato dell’intreccio con gli emergenti discorsi del femminismo, dei movimenti LGBT, del decolonialismo, le esperienze precedenti, caratterizzate dagli stili classicisti o realisti dominanti, hanno scelto prevalentemente linguaggi pittorici, scultorei, fotografici. Studi che esplorino pratiche di resilienza queer in questo campo, in particolare in artist* che precedano le avanguardie storiche, sono particolarmente benvenuti.

 

Info e Contatti:
altresponde@yahoo.com

Allegati:

2022-12-12 09:30:00
2022-12-13 18:30:00

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