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Che caldo in montagna! Cause e conseguenze del riscaldamento alle alte quote

Conferenza di Marco Doveri per il ciclo "Una montagna di vita"

data 20 Febbraio 2019 16:30  |  luogo Museo di Storia Naturale Via Roma, 79, 56011 Calci PI, Italia
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Acque montane

Il 20 febbraio alle ore 16,30 presso il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa si terrà la conferenza dal titolo "L'oro blu di montagna: esempi di giacimenti acquiferi in Toscana" di Marco Doveri (Istituto di Geoscienze e Georisorse, CNR). L'evento si inserisce nel ciclo di incontri organizzato in occasione della mostra fotografica "Una montagna di vita - Ecosistemi d'alta quota e cambiamenti climatici".

Abstract

Le acque sotterranee rappresentano la principale fonte di approvvigionamento idrico dell’intero pianeta. Anche in Italia, e anche in Toscana, le acque sotterranee ricoprono un ruolo fondamentale, essendo la maggior parte dei volumi idrici ad uso industriale, agricolo e potabile derivati da pozzi e sorgenti.

Particolarmente preziose sono le acque sotterranee delle aree di montagna. Gli estesi volumi di rocce qui presenti sono in grado di assorbire e far circolare al loro interno importanti quantità di acqua di ottima qualità, in gran parte restituita alla superficie attraverso le sorgenti. Questi serbatoi naturali, chiamati acquiferi, costituiscono dei veri e propri giacimenti in grado di custodire il più pregiato “oro”, quello blu, cioè l’acqua fonte di vita.

La Toscana, con la sua complessa geologia, offre rilievi collinari e montuosi costituiti da una varietà di rocce con diverso grado di permeabilità ed in cui si sviluppano sistemi acquiferi sede di significativi corpi idrici. Tra i più importanti sono da ricordare gli acquiferi ospitati nelle rocce carbonatiche delle Alpi Apuane (Toscana settentrionale) e quelli delle rocce vulcaniche del Monte Amiata (Toscana meridionale), drenati da sorgenti con portate medie di oltre 5 e 2 m3/s, rispettivamente. Questi, e altri sistemi acquiferi dei rilievi toscani, forniscono acqua, attraverso gli acquedotti, a decine di migliaia di abitanti. Inoltre, parte delle loro risorse idriche sono trasferite naturalmente a torrenti e fiumi che poi raggiungono le pianure e/o gli acquiferi ghiaiosi e sabbiosi che si sviluppano ai piedi dei rilievi montuosi e che sono ampiamente sfruttati attraverso i pozzi. È ad esempio il caso degli importanti acquiferi pedemontani della media valle dell’Arno (zona Firenze-Prato-Pistoia), di quelli della piana di Lucca o di quelli della fascia che corre lungo i Monti Pisani. 

Di questo e tanto altro si parlerà durante la conferenza: “Come le acque si muovono nelle fratture o nelle cavità carsiche delle rocce?” e “Come la loro qualità e le loro caratteristiche chimiche possono essere influenzate?”. Verrà mostrato inoltre con quali strumenti i ricercatori studiano le “acque invisibili” immagazzinate negli acquiferi montani e si discuterà di come i cambiamenti climatici e le attività antropiche possono minacciare questa preziosa risorsa, così come di quali accorgimenti possiamo e dobbiamo mettere in pratica per salvaguardarla e mantenerla disponibile anche per le generazioni future.

 

Info e Contatti:
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Allegati:

2019-02-20 16:30:00
2019-02-20 18:00:00

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